Uppsala Analog Synthesizer Symphonic Orchestra

Per gli amanti del vintage, ecco la Uppsala Analog Synthesizer Symphonic Orchestra (UASSO). La musica è a tratti banale e nostalgica, ma il suono è quello di una volta. Un po’ più di coraggio non guasterebbe. Con tutti quei synth si può fare l’iraddiddio.

Gli strumenti con relativi strumentisti sono:

Front row:
* Erik Möller – Conductor
* Mario Pierro – Roland Juno 60, Roland SH-101
* Johan Runeson – Roland Jupiter 6
* Hans Möller – Korg Polysix
* Lisa Ulfves – Moog Rogue
* Glenn Liljestrand – Yamaha CS-5
* Kristofer Ulfves – Moog Prodigy, TR-606

Middle row:
* Peter Heerdt – ARP Odyssey
* Måns Sjöstrand – Roland MC-202
* Marcus Mohall – SH-2000

* Maja Stoltz Pierro – Jen SX-1000
* Dan Wistedt – Roland JX-3P
* Per Melander – Roland SH-09
* Tomas Bodén – Korg MS-20
* Olof Liliengren – Korg Mono/Poly

Back row:
* Håkan Lidbo – MC-202
* Daniel Araya – Pearl Syncussion, TB-303, TR-606
* Magnus Danielsson – EMS Synthi A
* Jon Nensén – Serge
* Andreas Tilliander – MS-20
* Jens Kallback – MS-10


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Moon

Un altro video da Possible Metrics (Renaud Hallee) di cui abbiamo già pubblicato Sonar.

Come nel precedente, immagine e suono sono strettamente collegati (si fa prima a vederlo che a descriverlo). Anche qui, comunque, la struttura dell’insieme è piuttosto elementare, basata sulla corrispondenza diretta fra evento acustico e visivo. In questo caso, però, la semplicità è un pregio perché rende il tutto immediatamente percepibile senza bisogno di cercarci dentro chissà quali analogie strutturali. Di conseguenza il video è godibile, anche se al sottoscritto un maggiore tasso di sperimentazione non dispiacerebbe.

Visibile in dimensioni maggiori su vimeo.


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Noise

noise Katarzyna Kijek e Przemysław Adamski sono animatori polacchi che inseriscono elementi di animazione in riprese vere e proprie creando un gioco di immaginazione strettamente legato al suono.

La loro tecnica è quella dell’ormai desueta stop motion in cui viene impressionato un fotogramma per volta muovendo gli oggetti animati fra uno scatto e l’altro. Dico desueta perché la stop motion, largamente in uso un tempo, è stata ormai sostituita quasi completamente dalla grafica computerizzata. Kijek e Adamski, invece, riescono ancora a trarne situazioni di grande suggestione dove la connessione con il suono è evidente e ricca.

Potete anche vedere il video su vimeo.


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Dinner is Served

Dinner is Served è un interessante e leggermente inquietante slow-motion del fotografo newyorkese Craig Carson. Estraniante anche per la scelta musicale.

Potete vederlo più grande sulla sua pagina su vimeo.


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Monkey Machine

Vi segnalo che esiste una drum machine online, qui a Monkey Machine.

Caratteristiche (usate il menu per selezionare le varie funzioni):

  • Over 20 high quality drum kits provided by Natural Studio and Hydrogen.
  • Extremely accurate timing.
  • Online drum beat database with over 10 000 downloadable drum beats.
  • Export drum beats as MIDI files.
  • Tap tempo.
  • Variable time signatures.

Si tratta di un oggetto abbastanza comodo quando si ha bisogno di una drum machine al volo senza installarne una sul computer. Peraltro, come vedete dalle caratteristiche, non è proprio banale.

Unico piccolo problema è che il software è un applet Java e ormai, con la mania della sicurezza dilagante dovuta al fatto che gli utenti del computer sono in gran parte scimmieschi, ogni applet java è accompagnata da una quantità di avvertenze minatorie tipo “vuoi far girare questo programma sul tuo computer? sei sicuro di quello che stai facendo? questo software potrebbe contenere chissà cosa. autorizzi esplicitamente questa applet assumendotene la responsabilità?” etc etc.

In effetti alcuni di voi, probabilmente, non riusciranno a far girare Monkey Machine senza prima essersi addentrati nelle viscere del computer per disabilitare dei blocchi di sicurezza. È effettivamente un peccato che un bel linguaggio come Java debba soffrire di queste limitazioni dovute soltanto alla stupidità umana.


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5000 campanelli

5000 campanelli da bicicletta compongono questa installazione sonora di Ronald van der Meijs (o, forse, componevano, visto che il lavoro ha 2 anni e non sempre le installazioni durano molto).

L’idea, però, è bella. I campanelli sono sospesi su steli metallici oscillanti piantati nel terreno e possono toccarsi ad ogni alito di vento.


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Lost Elevator Programs

Brent & Ryan Hibbett, the alchemical duo behind the Gutta Percha moniker, returns with yet another amazing and much wanted new production, entitled ‘Lost Elevator Programs’. This new album is an eeringly interesting and somewhat unorthodox new approach to the ‘muzak’ concept and ideology.

From the artists’ liner notes:

This album offers four tracks, each in the streamed “medley” form of commercial music programming, for both historical and imagined elevators. Just as one, encapsulated within elevator walls, travels blindly under the illusion of stasis, the aesthetic is a drifting one, moving even through repetition in unpredictable directions. It also intends to offer the strange blend of comfort and uncertainty experienced by early elevator riders, whose distrust of the newfound contraption businesses tried to offset with streams of innocuous, piped-in tunes. Toward these ends, we’ve looped, filtered, and otherwise manipulated obscure bits of instrumental music, and infused them with found sounds and additional instrumentation.

Free download from Test Tube site.

Excerpt:

Program I: For King Louis’ flying chair


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Organ of qwerty

Distant SeasTreasury of curiosities’ is a dream-state wandering through a sonic wunderkammer, a collection of curios, oddities, freaks, gems, and objects of wonder and beauty, a display intended to provide access to non-familiar listening experiences. Although divided into separate tracks, it is meant to be listened to as one continuous piece.

This is the work from the mind of John Hanes (composing, percussion) who is also a drummer when he’s not making electronic music. He also had the help of friends Cary Sheldon (voice) and John Schott (guitar) to produce this disconcerting and amusing album.

[notes from test tube]

Free download from Test Tube site.

Excerpt:

Distant Seas


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Castelli di sabbia

A volte i castelli di sabbia possono essere arte: Calvin Seibert.

Calvin Siebert

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Submerged Turntable

In questa scultura di Evan Holm dei giradischi, con relativo disco in vinile, sono leggermente sommersi e tuttavia funzionano. Dico leggermente sommersi perché il braccetto e la maggior parte del blocco che decodifica la vibrazione della puntina stanno fuori, quindi si tratta solo di qualche millimetro di acqua.

Ciò nonostante, come si può sentire nel video qui sotto, il suono è praticamente perfetto come non avrei mai immaginato. È evidente che il motore deve essere protetto dall’acqua e che la stessa non deve penetrare il blocco della puntina. La prima cosa non è complicata (qui c’è un making of  in cui si vede che la parte elettrica del motore è esterna, appesa all’albero), ma la seconda mi riesce difficile immaginare come sia possibile. Dal making of  non si evincono particolari accorgimenti per impedire all’acqua di penetrare nel foro da cui esce il sostegno della puntina. Evidentemente l’acqua è così poca che non ci arriva.

Tuttavia il moto che si genera nell’acqua dovrebbe interferire con l’aderenza della puntina al solco, arrivando a far levitare il braccetto. L’unica spiegazione è che quest’ultimo sia decisamente pesante e in effetti la lunghezza del braccetto depone a favore di questa ipotesi. Il tutto, comunque, non è un gioco e nemmeno uno studio sulla resa del giradischi. Ecco la nota dell’autore:

There will be a time when all tracings of human culture will dissolve back into the soil under the slow crush of the unfolding universe. The pool, black and depthless, represents loss, represents mystery and represents the collective subconscious of the human race. By placing these records underneath the dark and obscure surface of the pool, I am enacting a small moment of remorse towards this loss. In the end however this is an optimistic sculpture, for just after that moment of submergence; tone, melody and ultimately song is pulled back out of the pool, past the veil of the subconscious, out from under the crush of time, and back into a living and breathing realm. When I perform with this sculpture, I am honoring and celebrating all the musicians, all the artists that have helped to build our human culture.


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