Google Latitude & Alert

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Published on: 13 February 2009

logoGoogle Latitude, il servizio che permette di sapere dove si trova qualcuno, o almeno il suo cellulare, è al centro delle polemiche. Molti blaterano di invasione della privacy dimenticando che l’adesione è su base volontaria. Qualcuno suggerisce di fregarlo andando in un posto e lasciando il telefono in un altro, ma allora non si può rispondere…

Altri paventano il fatto che, in certe situazioni si possa essere obbligati ad aderire, ma mi pare un po’ eccessivo. Non credo che un datore di lavoro possa imporlo. L’unico caso può essere quello di un minorenne obbligato dai genitori…

Ma mi chiedo una cosa: esiste, nei cellulari, una ridirezione della chiamata che non avvisi il chiamante? Se esiste, basta avere due cellulari e si può fare di tutto.

Mi chiedo anche un’altra cosa, cioè se sia possibile attivarlo all’insaputa del proprietario del cellulare. Effettivamente i primi passi sono l’inserimento del numero e la ricezione di un sms che arriva subito e invita a consultare una pagina web sul cellulare, cosa che si può fare avendo in mano il telefono da controllare. Ma poi non so cosa succeda perché il mio telefono non è compatibile.

Più interessante e fruibile è, invece, Google Alert che vi invia una mail ogni qualvolta un sito parla di un determinato argomento, ovviamente inserito da voi. Un servizio gratuito che non renderà felici quelli dell’Eco della Stampa, azienda leader nel media monitoring, naturalmente a pagamento.

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