Tierkreis

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Published on: 18 April 2009

Tierkreis (1974) è una composizione unica nell’universo di Stockhausen perché, da un lato fa un passo deciso verso una semplicità fino a quel momento sconosciuta nella sua produzione, mentre dall’altro è collegata allo Stockhausen più visionario e radicale, quello che si diceva in contatto diretto con il cosmo, arrivando fino a sostenere con decisione il proprio essere alieno.

In origine si trattava di un ciclo di 12 melodie, con uno scarno sviluppo armonico, collegate ai segni zodiacali – il titolo si traduce, appunto, con Zodiaco – destinate ad incarnarsi in forma di carillon inclusi in una pièce teatrale chiamata Musik im Bauch e così uscirono all’epoca su LP DGG.

Il loro ruolo, però, non era destinato ad esaurirsi qui: esse acquistarono in breve una dignità di opera autonoma, da eseguirsi con un qualsiasi strumento melodico, a tastiera o combinazione dei due. La partitura prescrive che l’esecuzione inizi dal segno zodiacale di quel momento per proseguire seguendo l’ordine dello zodiaco fino a tornare al segno di partenza, con il vincolo che ogni melodia deve essere eseguita almeno da tre a quattro volte con variazioni e improvvisazioni.

Di conseguenza, ne furono create molte versioni, con formazioni anche diverse da quella prescritta, alcune per iniziativa di Stockhausen, ma altre sviluppate da vari gruppi di esecutori che spesso si prendono libertà che travalicano le istruzioni del compositore.

In questo modo Tierkreis ha assunto il carattere di opera semiaperta, passibile sia di interpretazione rigorosa, che utilizzabile come materiale da elaborare, al punto che le molte versioni hanno durate ben diverse, che vanno dai 12 ai 63 minuti. L’opera, comunque, mantiene sempre la sua impronta stockhauseniana anche perché le singole melodie pervadono la successiva produzione del compositore.

Stockhausen, infatti, le ha impiegate in altri lavori di ampia portata come l’intera sezione centrale di Sirius, un’opera per soprano, basso, tromba, clarinetto basso e otto canali di musica elettronica del 1975-77, in cui quattro messaggeri stellari giungono da Sirio per portare musica e pace agli uomini. In modo analogo, frammenti delle melodie di Tierkreis si ritrovano anche nella colossale Licht, una serie di opere, ciascuna dedicata a un giorno della settimana.

C’è da dire, in effetti, che la struttura stessa delle melodie è intimamente collegata al pensiero musicale di Stockhausen. Tanto per cominciare, ognuna di esse è centrata intorno ad una nota diversa, perché, se 12 è il numero dei segni zodiacali, 12 è anche il numero delle note nell’ottava. Così, la serie inizia dal LA per il Leone (il segno di Stockhausen), per passare al LA#/SIb per la Vergine, SI per la Bilancia, DO per lo Scorpione, eccetera.

Inoltre la loro velocità metronomica è collegata alla nota di base rovesciando la frequenza di quest’ultima in durata, secondo l’idea dell’unità tempo/altezza espressa da Karlheinz nel suo famoso saggio del 1957 “…Wie die Zeit vergeht …” (…come scorre il tempo…). In questo scritto teoretico, Stockhausen considera il fatto, ben noto alla fisica, che, essendo l’altezza data da una ripetizione ciclica dell’onda sonora, ad ogni nota può essere associata una durata temporale pari all’inverso della sua frequenza. Di conseguenza, ogni fenomeno ciclico può essere visto come una nota, pur se troppo bassa per essere udibile.

Così Tierkreis diventa una nuova “Musica delle Sfere”, riproponendo un’unità che va dall’universo fino alla nota emessa da uno strumento musicale, vista come atto creatore in quanto metafora della vibrazione primordiale che pervade il cosmo.

Fra le varie versioni “non autorizzate”, c’è anche questa, di cui alcuni estratti sono in You Tube, in cui due formazioni olandesi, l’una di musica contemporanea (Het Collectief) e l’altra di musica antica (Capilla Flamenca), accostano lo Zodiaco di Stockhausen alle composizioni dell’Ars Nova ispirate alle miniature che il Duca Jean de Berry ha commissionato ai fratelli Limbourg.

7 Comments
  1. vaaal says:

    decisamente un abbinamento suggestivo

  2. marc says:

    “ad ogni nota può essere associata una durata temporale pari all’inverso della sua frequenza”

    puoi fare un esempio, per favore?

    marc

  3. Mauro says:

    Prendiamo una nota a caso…
    Il LA4 ha una frequenza di 440 hz (cicli al secondo), il che significa che ogni ciclo della sua onda sonora dura 1/440 di sec. = 0.002272727 secondi. Tale durata è detta periodo.
    Questo è il significato tecnico di quanto sopra.

    Ma un La all’ottava inferiore vibra alla metà della frequenza cioè a 220, il che significa che il suo periodo è doppio = 0.004545455 secondi.

    E così, scendendo di 8va, abbiamo, sempre in secondi, 0.009090909, 0.018181818, 0.036363636 eccetera.

    La serie può continuare sempre abbassandosi di 8va, fino a dire che un fenomeno che si ripete per es. ogni 37.236363264 secondi è un LA e anche 38130.035982336 secondi, cioè 10.591676662 ore, sono un LA.

    All’estremo, Stockhausen può dire che ogni fenomeno che si ripete periodicamente può essere visto come una nota. Al limite, un giorno, che dura sempre 24 ore, cioè 86400 secondi può essere considerato una nota e per la precisione è un SOL leggermente calante.

  4. marc says:

    Okay, ma non è un po’ astratto pensare i suoni così?

    Quando si produce un suono non esistono anche le armoniche (e le parziali)??

    forse Stockhausen si riferisce al suono sinusoidale?

    c’è da qualche parte in rete il suo saggio?

    intanto grazie per questo bel blog!

    a presto

    marc

  5. Mauro says:

    Sì, è astratto a meno che non si creda a un certo tipo di sensibilità a ritmi non percepibili come tali e a quanto pare KS, nella sua visione cosmica, ci credeva. Lui si riferisce al suono fondamentale. Le armoniche sono create dalla qualità del moto.

    “…Wie die Zeit vergeht …” non si trova in rete ma si trova un approfondito commento in questo ottimo saggio di Christopher K. Koenigsberg “Karlheinz Stockhausen’s New Morphology of Musical Time“.

  6. marc says:

    ok ma la qualità del moto non è astraibile dal moto stesso, o sbaglio?

    insomma perche’ KS prendeva solo in considerazione il suono fondamentale?
    marc

  7. Massimiliano says:

    KS non prendeva in considerazione solo il suono fondamentale. Infatti ogni pulsazione, ad esempio di quarti, può essere suddivisa in due ottavi, tre ottavi di terzina, quattro sedicesimi eccetera. In questo senso le suddivisioni rappresentano gli armonici. La continua ripetizione, ad esempio, di una terzina di ottavi e una quintina di sedicesimi permetterà di sentire anche la durata delle singole ripetizioni, cioè di un quarto, vale a dire che si sentiranno gli “armonici” 3 e 5, ma allo stesso tempo sarà possibile sentire la fondamentale di un quarto. Su questo principio KS ha elaborato il concetto di “formante ritmico” nel brano Gruppen, per tre orchestre e lo ha continuamente utilizzato in gran parte delle composizioni successive.

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