Symphonies of the Planets 1

Categories: Audio, Confine, Scienza
Comments: 6 Comments
Published on: 3 November 2009

coverIn the August and September 1977, two Voyager spacecraft were launched to fly by and explore the great gaseous planets of Jupiter and Saturn.
Voyager I, after successful encounters with the two, was sent out of the plane of the ecliptic to investigate interstellar space.
Voyager II’s charter later came to include not only encounters with Jupiter (1979) and Saturn (1981), but also appointments with Uranus (1986) and Neptune (1989).
The Voyagers are controlled and their data returned through the Deep Space Network, a global spacecraft tracking and communications system operated by the JPL for NASA.

Although space is a virtual vacuum, this does not mean there is no sound in space. Sound does exist as electronic vibrations. The especially designed instruments on board of the Voyagers performed special experiments to pick up and record these vibrations, all within the range of human hearing.

These recordings come from a variety of different sound environments, e.g. the interaction of the solar wind with the planet’s magnetosphere; electromagnetic field noise; radio waves bouncing between the planet and the inner surface of the atmosphere, etc.

In 1993 NASA published excerpts from these recordings in a set of 5 CD (30 minutes each) called Symphonies of the Planets (now out of print).

This is the CD 1.

6 Comments
  1. vinz says:

    gesu’ che meraviglia…Kubrick sarebbe impazzito.
    :-)

  2. alfonso says:

    Sono perplesso, è un pò troppo Ligeti & Brian Eno… le onde in questione erano tutte fra 20 e 20000?
    non è che trasformandole in digitale hanno esagerato con il maquillage?

  3. Mauro says:

    “3-d surround sound processing with B.A.S.E. (Bedini Audio Spacial Environment) and B/MR Processing”
    B/MR è la Brain Mind Research che produce “relaxing sounds” di cui effettivamente forse c’è da diffidare.
    guardando lo spettro c’è molto poco sopra i 10 kHz e non molto sopra i 5 kHz.
    comunque io non credo che siano stati manipolati molto perché i pochi esempi che ho sentito dal vivo (ovvero ricevuti con un radio-telescopio) erano di due tipi: o really noising oppure molto simili a questi…

  4. alfonso says:

    Se non c’è manipolazione, o è solo minima, allora è davvero sorprendente questa “armonia planetaria”

  5. Mauro says:

    No, non è sorprendente. La natura è piena di queste cose, perché questo non è audio, sono radio-onde e la loro ricezione non è mediata dall’atmosfera.
    Pensa al suono di un torrente o a quello del vento. Quello che senti è un rumore colorato, una specie di sssccc.
    Questo succede perché ogni singolo flusso, ogni molecola di acqua o di aria, muovendosi, produce un’onda che smuove l’atmosfera e quello che ci arriva è un’onda composita che è la somma di tutte queste ondine singole.
    Se però tu potessi ascoltare il singolo flusso, sentiresti un suono molto più semplice, molto meno rumoroso e più definito (pensa al suono del vento che passa in un tubo molto stretto).
    I suono registrati dal voyager, invece, sono onde elettromagnetiche, che non hanno bisogno di un medium, ma come la luce, viaggiano da sole. Perciò al ricevitore arriva il singolo pacchetto di onde, non il totale.
    E’ un po’ come nel caso di una radio (esempio un po’ spinto): se tu ascolti la radio senti la trasmissione su quella singola frequenza, ma se tu ascoltassi l’insieme delle trasmissioni su tutte le frequenze, sentiresti un bel rumore…
    Ascolta, per es., sounds from saturn, sembra musica elettronica.

    Devo aggiungere che, secondo me, un po’ di ssscccc di fondo c’era, ma l’hanno levato.

  6. alfonso says:

    Chiarissimo

    Concordo anche su Sound from saturn, assai piacevole, peccato che sia un frammento molto breve

    Mi incuriosisce l’idea di poter ascoltare, per assurdo, la reale frequenza di quei suoni; ridurrebbero il cervello in pappa?

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