L’Arpa Eolica

Categorie: Musica
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Pubblicato il: 16 October 2006

Aeolian Harp

L’arpa eolica è uno strumento le cui corde vengono messe in vibrazione dal vento.
Era molto popolare nel periodo romantico, ma attualmente è estinta e viene costruita solo su ordinazione. È facile capire il perché: in condizioni normali il suono dell’arpa eolica è flebile e non può competere con l’elevato livello di rumore di fondo dell’industrializzazione e soprattutto dell’automobile.
Ciò nonostante il suo suono resta affascinante, tanto che vari compositori ne hanno tratto ispirazione. A parte lo studio num. 1 op. 25 di Chopin (qui eseguito da Olaf Schmidt), a cui Schumann ha attribuito il nick di “arpa eolica”, Henry Cowell, uno dei grandi innovatori della letteratura pianistica, ha inventato tecniche come il pizzicato diretto sulle corde e il loro sfioramento a pedale abbassato per il suo The Sword of Oblivion (1920-1922) e soprattutto per Aeolian Harp del 1923, ampliando poi queste tecniche in brani successivi, come The Banshee (1925), Duett to St. Cecilia (1925), The Sleep Music of Dagna (1926), The Fairy Bells (1928), The Leprechaun (1928), The Fairy Answer (1929), and Irish Epic Set (1946).
La sua costruzione è abbastanza semplice e può assumere varie forme. Normalmente si tratta di una tavola armonica forata sulla quale sono tese le corde. Sotto alla tavola sta una cassa armonica anch’essa forata in modo da permettere il fluire dell’aria in movimento. Le corde sono di numero e accordatura variabili, ma devono essere in materiale leggero, che possa entrare facilmente in vibrazione.
Ecco un esempio di un’arpa con corde di nylon all’unisono, mentre questo è tratto dalle grandi arpe di Roger Winfield, che produce anche dei CD.
Proprio il lavoro di Winfield testimonia il ritorno di interesse per questo strumento.

An aeolian harp (or æolian harp or wind harp) is a musical instrument that is “played” by the wind.
It was very popular as household instruments during the Romantic Era, but is only being hand-crafted today. The reason of its disappearing is its weak sound overpowered by the background noise of industrial revolution.
Its fascinating sound inspired many composers: from the Chopin’s Etude num. 1 op. 25 (here performed byOlaf Schmidt), that is sometimes called the “Aeolian Harp” etude, a nickname given it by Robert Schumann, to the Henry Cowell’s work. His Aeolian Harp (1923) was one of the first piano pieces ever to feature extended techniques which included plucking and sweeping the pianist’s hands directly across the strings of the piano. Other Cowell works that use this technique include: The Sword of Oblivion (1920-1922), The Banshee (1925), Duett to St. Cecilia (1925), The Sleep Music of Dagna (1926), The Fairy Bells (1928), The Leprechaun (1928), The Fairy Answer (1929), and Irish Epic Set (1946).
The traditional aeolian harp is essentially a wooden box including a sounding board, with strings stretched lengthwise across two bridges. It is placed in a slightly opened window where the wind can blow across the strings to produce sounds. The strings can be made of different materials (or thicknesses) and all be tuned to the same note, or identical strings can be tuned to different notes.
Now listen to a simple harp with nylon strings equally tuned (unison) and a great harp from the Roger Winfield work (CD available on the site).

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