Dowland by Sting

Categories: Antica, Pop
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Comments: 7 Comments
Published on: 20 October 2006

Sting - Dowland
Finalmente escono alcuni estratti dal nuovo disco DGG in cui Sting canta Dowland, di cui tutti dicono un gran bene. Grazie a quell’Anablog di cui abbiamo parlato qualche post fa per averli diffusi. Eccoli:

Have You Seen the Bright Lily Grow
Can She Excuse My Wrongs

Considerato lo spirito con cui Sting ha registrato questi pezzi (“Per me queste sono canzoni pop del 1600, e così le eseguo; bellissime melodie, testi fantastici e geniale accompagnamento”), questi due brani, gli unici che ho ascoltato, non mi sembrano niente male, anche se, in questa stessa ottica, preferivo Maddy Prior (Steeleye Span).
A volte Sting suona un po’ finto, nel senso che sembra si sforzi di cantare in un modo più controllato del solito. Un’altra cosa che a tratti noto, soprattutto nel primo dei due pezzi, è un certo contrasto fra la non abitudine di Sting a queste musiche e la naturalezza del suono di Edin Karamazov, per cui Dowland è la cosa più normale del mondo.
Comunque l’idea che per ora mi sono fatto non è negativa. Anzi, pensandolo come un disco da top ten, avercene di dischi così.

Una cosa che, invece, mi disturba, è il fatto che, in copertina, il nome di Dowland è alto 1/10 di quello di Sting (e peraltro, anche quello di Karamazov che non è proprio un comprimario banale, quasi non si vede). Non dite che esagero. Nemmeno Abbado se lo può permettere e comunque non lo penserebbe neppure.
Mi spaventano, inoltre, le cazzate totali sparate dai soliti giornalisti le cui dita hanno da tempo dichiarato la secessione dal cervello. Oggi l’Indipendent scrive: “Sting plucks lute composer from obscurity”.
Obscurity? Dowland è uno che viene eseguito da 500 anni e tuttora viene saccheggiato a man bassa dai cantautori. Sting non so.

7 Comments
  1. Fede says:

    ugh, io adoro la musica Dowland come poche, ma trovo Sting davvero fastidioso nel cantarla, brrrr. Sembra che in “Can she excuse…” stia cantando una marcetta (delle due a me la prima sembra la meno peggio). E poi un filtro per tutte quelle sibilanti potevano mettercelo :-P . Mah, forse è dovuto alla bassa qualità dell’mp3. L’operazione in sè mi sembra dubbia, concordo parecchio sul fatto che le canzoni di Dowland siano in buona parte attualissime, ma allora lavora anche sugli arrangiamenti e dimostra che sono canzoni attuali, non fare lo scimmiotto! Grunt

  2. Mauro says:

    In teoria è vero, ma così lo avrebbero accusato di stravolgere l’originale…

  3. Mauro says:

    qui c’è una interessante considerazione sulle vocali di Sting. Mi rendo conto leggendola che è questa una delle cose che mi danno fastidio
    http://musicology.typepad.com/dialm/2006/10/on_intercepting.html

  4. federico says:

    Non riesco a trovare altra utilità in questo disco oltre al fatto che forse farà uscire la musica di Dowland dall’ambito classico. Anche se non credo che verrà apprezzata. Nè credo verrà apprezzata la versione di Sting in ambito classico. Per questo sono d’accordo sull’opportunità di riarrangiarla, ma ci sarebbe voluto coraggio e competenza.
    Tanto tempo fa c’erano i grandi Police. Ed erano in tre.

    P.S. Leggo adesso che il disco ha scalato la classifica inglese.
    Meglio così

  5. Fede says:

    la cosa che mi dà fastidio è che adoro la voce di Sting e che non penso che le canzoni di Dowland necessitino obbligatoriamente di voci iper-educate. Il problema (ed ho ascoltato tutto l’album) è che Sting cerca in qualche maniera di impostarsi, non canta con la sua voce naturale risultando pretenzioso (poi magari all’udito di qualcuno che ne capisce di musica antica, sembrerà un’opera incontestabile, che ne so…)

  6. Lemi says:

    Ecco qua un esempio vivente.
    Io di musica antica non ne capisco e secondo me il senso di questa operazione di Sting è proprio quello di far conoscere al “grande pubblico” un autore che altrimenti rimarrebbe conosciuto solo agli intenditori del genere, insomma, di nicchia, come direbbe Balasso…
    Ho ascoltato i due estratti e, per delle orecchie vergini di musica antica come le mie, il risultato non è affatto male.
    La conferma dell’obiettivo di Sting è dato anche dal, concordo, fastidioso evidenziare il nome di Sting a scapito di quello di Dowland.
    Io che entro nel negozio vengo “accalappiato” dal nome di Sting e poi mi porto a casa un cd con musiche di un autore che non avrei mai conosciuto altrimenti.
    E secondo me più gira la musica meglio è.
    Forse Dowland non si sarebbe stracciato poi cosi tanto le vesti sapendo di essere in classifica nel 2006…

  7. Mauro (omonimia) says:

    Io tra le varie cose ascolto un po’ di musica antica (i madrigalisti italiani e la musica spagnola del ’500) e ascolto anche i Police e Sting….che dire? Dowland lo ignoravo per cui ringrazio Sting per avermelo fatto conoscere. Il suo modo di cantare, se si è un po’ larghi di vedute, è accettabile ed è meno fastidioso di tanta altra robaccia che è in circolazione. D’altronde altri autori sono stati interpretati in tutte le salse (uno su tutti J.S.Bach) quindi l’operazione non mi dispiace (meglio non fare i puritani). Certo meglio se avesse afferrato lo spirito di quella musica per riproporlo in chiave moderna….ma forse in seguito lo farà (mi auguro). Comunque è stata la sua una mossa decisamente controcorrente mettendosi contro tutti, gli amanti del pop e della musica antica e questo fa riflettere: non ci sono motivi commerciali dietro questo album per cui penso che sia stato spinto da fini nobili. Un album catartico.

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