Horror Vacui

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Published on: 10 November 2010

“La natura aborre il vuoto”. Così diceva Aristotele dopo aver osservato che quando da un luogo veniva tolta tutta la materia, producendo appunto il vuoto, immediatamente nuova materia vi si precipitava a colmarlo.

E così è stato per Limewire, un popolare client P2P che era stato chiuso a seguito di un’ingiunzione da parte di un giudice di New York, che aveva ordinato la cessazione di qualsiasi attività online del servizio. Sia la sua versione base che quella a pagamento avevano all’improvviso smesso di esistere, dopo che il legali della RIAA avevano già ottenuto una condanna per incitazione alla violazione del copyright nei confronti della società LimeWire LCC.

Adesso, un gruppo di sviluppatori ha ripristinato le principali funzioni del servizio di sharing, dopo essere fuoriuscito dal team originario. Così LimeWire è tornato alla vita, apparendo nuovamente online con il nome di LimeWire Pirate Edition (LPE), con tanto di trailer su You Tube.

La versione LPE è ora apparsa tra i meandri del web, basata sulla precedente release 5.6 beta del client P2P. Gli stessi sviluppatori hanno sottolineato come questa nuova incarnazione di LimeWire sia ancora più efficiente, perché priva di pubblicità e spyware. Quindi dedicata esclusivamente ai bisogni essenziali di condivisione degli utenti (per ora esiste solo la versione Windows).

Il trailer è piaciuto al punto che, in breve, sono comparsi decine di remix.

La faccenda dimostra, ancora una volta, quanto la rete sia difficilmente controllabile senza una militarizzazione che ne annullerebbe anche qualsiasi possibilità di sfruttamento commerciale.

Fonte: Punto Informatico, Torrent Freak

2 Comments
  1. erri says:

    Scusa l’ignoranza, ma che significa “aveva ordinato la cessazione di qualsiasi attività online del servizio”? Di fatto LW continuava bene o male a funzionare…

  2. Significa che il software non era più scaricabile. Chi ce l’ha può continuare ad usarlo in P2P puro, cioè senza alcun indice salvato su qualche server. Inoltre qualsiasi supporto o aggiornamento viene a cessare.
    La sentenza è del 26/10 quindi ci vuole un po’ prima che produca qualche effetto.

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