Oltre il loro Tempo (2): Spem in Alium

Categorie: Antica
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Commenti: 18 Commenti
Pubblicato il: 23 November 2006

In Queene Elizabeths time there was a songe sent into England of 30 parts (whence the Italians obteyned the name to be called the Apices of the world) which beeinge songe mad[e] a heavenly Harmony. The Duke of ______ bearing a great love to Musicke asked whether none of our English men could sett as good a songe, & Tallice beinge very skillfull was felt to try whether he would undertake the Matter, which he did and mad[e] one of 40 p[ar]ts which was songe in the longe gallery at Arundell house which so farre surpassed the other th[a]t the Duke hearinge of the songe tooke his chayne of gold from of his necke & putt yt about Tallice his necke & gave yt him.

Ai tempi della Regina Elisabetta arrivò in Inghilterra un brano in 30 parti [cioè a 30 voci, nota mia] che creava una armonia paradisiaca (per cui gli italiani avevano ottenuto la più alta considerazione nel mondo).
Il Duca di ___ si era appassionato a questa musica e chiese se qualcuno dei nostri inglesi fosse in grado di scrivere un pezzo altrettanto bello. E Tallis, essendo molto esperto, fu ritenuto in grado di realizzare questo compito e ne fece uno in 40 parti che venne eseguito nella grande galleria di Arundel house e che superò di molto l’altro, al punto che il Duca, ascoltandola, si tolse la propria catena d’oro e la pose al collo di Tallis, donandola a lui.

TallisQuesto è quel poco che sappiamo della storia di Spem in Alium, il mottetto in 40 parti, scritto da Thomas Tallis verso il 1570 per 8 gruppi di 5 voci ciascuno.
Pensate che l’unico manoscritto di questo brano giunto fino a noi, ci è pervenuto solo perché, nel 1610, venne utilizzato durante la cerimonia di investitura a Principe di Galles di Enrico Stuart, figlio di Giacomo I di Inghilterra (era Giacomo VI di Scozia), con il testo rimaneggiato e tradotto in inglese (divenne Sing and Glorify, da lode a Dio a lode al sovrano; fortunatamente il testo originale è riportato alla fine della partitura).
Il brano non portò fortuna a Enrico Stuart, che morì di tifo a 18 anni, ma il fatto che venisse utilizzato in questa occasione testimonia della sua considerazione nella cultura del tempo.
Il Duca di cui si parla, potrebbe essere Thomas Howard, quarto Duca of Norfolk che finì sul patibolo nel 1572.

Secondo gli studiosi, l’opera in 30 parti a cui si allude nel testo è in realtà “Ecce beatam lucem” dell’italiano Alessandro Striggio, che, però, è a 40 voci (il 30 potrebbe essere un errore). In effetti, Striggio venne a Londra nel 1567 e nonostante non si sia trovato alcun accenno a una esecuzione di Ecce beatam lucem, Tallis potrebbe averlo conosciuto in questa occasione. Questa data, incrociata con quella dell’esecuzione del Duca di cui sopra, portano alla datazione del lavoro di Tallis.
Il brano di Striggio era per 10 cori a 4 voci e faceva largo uso dell’omofonia, secondo lo stile veneziano. Quello di Tallis, invece, è per 8 cori a 5, seguendo la configurazione del coro inglese (soprano, mezz’alto, controtenore, tenore, basso) e utilizza largamente l’imitazione tanto che, nelle prime 39 battute, il tema attraversa tutte le 40 voci, fino al possente “tutti” che fa venire i brividi e inizia a battuta 40.
Notate la coincidenza numerica? Ne esiste un’altra: la partitura è lunga 69 brevi e la somma delle lettere TALLIS nell’alfabeto latino è 69.
Il brano, comunque, è un tour de force a vari livelli, non ultimo quello ambientale. Se i cori sono piazzati circolarmente, seguendo la numerazione della partitura, allora in vari punti del brano il suono ruota letteralmente intorno al pubblico in senso orario all’inizio e in senso anti-orario verso la metà.
Inoltre Tallis sfrutta la distribuzione dei cori utilizzandoli anche in senso antifonico, suddivisi in 4 gruppi di 2 e in 2 gruppi di 4, con movimento sia est-ovest che nord-sud.
Nel finale, poi, dopo una breve pausa, i cori entrano tutti insieme sulla parola “respice” per concentrarsi nuovamente al centro e ri-espandersi in una intricata polifonia che sottolinea nel modo meno umile possibile la “humilitas” del verso finale.

La varietà e la quantità delle idee musicali che Spem in Alium contiene, ma soprattutto l’atmosfera che si crea nell’esecuzione, con il pubblico completamente circondato dai cori, ne fanno un’opera atemporale che ha ispirato parecchi autori contemporanei, fra cui Ligeti, Penderecky e Arvo Part.

Scarica la partitura dalla Choral Public Domain Library (InsiemeParti)
Ascolta “Spem in Alium”
MIDI File

Testo Originale in latino Traduzione Rifacimento del 1611 in inglese
Spem in alium numquam habui praeter in te
Deus Israel
qui irasceris
et propitius eris
et omnia peccata hominum in tribulatione dimittis
Domine Deus
Creator coeli et terrae
respice humilitatem nostram
Non ho mai riposto la mia speranza in altri che in te
Dio di Israele
che sarai irato
e poi indulgente
nel perdonare tutti i peccati dell’umanità sofferente
Signore Dio
creatore del cielo e della terra
considera la nostra umiltà
Sing and glorify heaven’s high Majesty,
Author of this blessed harmony;
Sound divine praises
With melodious graces;
This is the day, holy day, happy day,
For ever give it greeting,
Love and joy, heart and voice meeting:
Live Henry princely and mighty,
Harry live in thy creation happy.
18 Commenti
  1. Fede says:

    ricordo ancora la faccia terrorizzata del mio direttore di coro (peraltro inglese) quando sei o sette anni fa ho cercato di convincerlo ad eseguirla, bellissimo brano.

  2. Mauro says:

    Colpito da spem in alium?

  3. Elvio says:

    Sì, folgorato…
    Intanto sono diventato un aficionado del tuo blog, e un po’ alla volta sto leggendo tutto il resto del sito…
    Ma ti scrivo non appena finisco l’ottimo corso di acustica!
    A presto,

    E

  4. antonella says:

    Spem in alium… un’altra incantata da tempo! Sarei disposta a viaggiare fino in capo al mondo per ascoltarlo dal vivo… lo eseguiranno mai, da qualche parte? Me lo farete sapere se/magari/forse/chissà… sì? E grazie della partitura! Ora la fontana di voci che zampilla la si VEDE anche. Gioia rarefatta e pura. Così in alto manca il respiro.

  5. mario says:

    Senti Spem in Alium e dici: allora l’aldilà esiste veramente!!!!!! Non c’è dubbio!!!!!
    Anche a me piacerebbe ascoltarlo dal vivo.
    Mi fate sapere per favore se lo eseguiranno????
    Grazie.

  6. Armonicamente non offre nulla di eccezionale, se non il tipo di atmosfera indubbiamente affascinante che però si riscontra anche in molti mottetti di Schutz, soprattutto in quelli per doppio coro, o di DesPrez. A me piace sempre ascoltarlo ogni tanto, ma l’ho sempre trovato meno interessante di molti altri. Colpisce la sua struttura a 40 voci, che però sembra più una sfida contrappuntistica che altro, infatti è zeppo di errori rispetto alla metodologia compositiva ancora accademica dell’epoca (Monteverdi ha solo tre anni quando Spem viene composto): già non era semplice comporre per 8 voci nello stile contrappuntistico del ’500, figuriamoci per 40. Senza nulla togliere a Tallis che rimane insieme a Desprez e Schutz uno dei miei autori preferiti.

  7. erri says:

    Secondo me, è improprio confrontare DesPrez o Schutz con un pezzo a 40 voci. Spem appartiene quel genere di musica che funziona per il luogo in cui è stata scritta. Negli spazi immensi che si facevano risuonare con la policoralità, il suono continua a “girare” a lungo dopo essere stato emesso. Pensiamo alle grandi basiliche italiane, S.Petronio a Bologna, coi suoi 8 secondi di riverbero… L’armonia non può variare molto, altrimenti si sentirebbe solo un “cluster”.
    Gli Inglesi valorizzano molto questo brano (ispirato a forme italiane, all’epoca assai comuni), lo eseguono spesso, lo registrano; da noi, a parte Gabrieli, la musica ad ampia scrittura policorale ammuffisce a tonnellate nelle biblioteche.
    Tuttavia, per esperienza personale, vi assicuro che ascoltare un Vespro 12 cori in S.Luigi dei Francesi a Roma (era questo: http://www.romaeuropa.net/archivio/eventi/vesprosolenne/index.html ) o il Vespro dello Stellario a S.Francesco a Palermo, di cui c’è un bel disco, è un’esperienza da pelle d’oca (letteralmente) innanzitutto dal punto di vista percettivo. Nessun disco ti può restituire questa emozione.
    Quanto al famoso e splendido “Spem in alium”, in Inghilterra è spesso eseguito dal vivo e, mi dicono, appare talvolta anche in concerti in Svezia e paesi limitrofi. Tuttavia, per rimanere più vicini a casa, vorrei segnalarvi un gruppo che lavora in maniera specifica sulla musica policorale del ’5-600 e la sua realizzazione attraverso spazializzazioni “estreme”: si chiama, ovviamente, “Cantar Lontano” (http://www.trailtramontoelalba.info/cantarlontano/), e se ne avete l’occasione vi consiglio vivamente di andarveli ad ascoltare.
    Ciao, erri

  8. Secondo me non è per nulla improprio. Se si ascolta “Ach Herr” per doppio coro di Schutz, o “Qui abitat” per 6 cori e 24 voci di DesPrez, o addirittura “Deos gratias” di Ockeghem, abbiamo lo stesso effetto da pelle d’oca, solo che a differenza di Spem in alium qui troviamo del contrappunto sopraffino ed un regime armonico acusticamente molto più ipnotico; è vero, questi ultimi due sono canoni, ma poco cambia, la monotonia armonica è simile.
    Forse non mi ero spiegato: non discutevo sull’esito percettivo indubbiamente da pelle d’oca quanto sulla mediocre qualità compositiva.
    Se qualcuno desidera partiture e audio file dei suddetti et similia, ben volentieri.

  9. sebastiandave says:

    Credo che sia meno interessante armonicamente del miserere di allegri ma l’effetto è da brividi!Pezzi come questo riescono a convincere dell’esistenza di un essere superiore

  10. Tallis says:

    Salve,

    sto cercando le partiture di due madrigali e devo dire con molta difficoltà.

    Sono “La bella franceschina” e “Lirum bilirum” (peraltro eseguite anche dai King Singer’s).

    Non è che potresti darmi qualche informazione al riguardo, per orientarmi nella ricerca?

    Spem in alium: musica divina.

  11. Mauro says:

    Se non le trovi nei link della pagine delle partiture online, non saprei

  12. Matteo says:

    In questi giorni (agosto 2009), presso l’abbazia di Fontevraud (in Francia, Loira, vicino a Saumur) e’ possibile sperimentare un’installazione con 40 altoparlanti, disposti circolarmente, che riproducono le 40 singole voci dei cori.

  13. Giovanni says:

    Se nella stessa serata scopro “Spem in Alium” e ritrovo una mia vecchia conoscenza (Gérard Grisey) sono convinto di aver fatto una scoperta preziosa…

  14. Mauro says:

    sarebbe a dire che ho un nuovo lettore?

  15. Flavia says:

    Wow….
    Per chi se lo può permettere, a Luglio c’è un concerto a Londra…
    http://www.eastneukfestival.com/Evnt8.html

  16. Spem in alium di Tallis lo canteremo a Cles (TN) il 7 novembre 2010. Tenersi informati, se interessati su http://www.coralemonteverdi

  17. Spem in alium di Tallis lo canteremo a Denno (TN) il 28 novembre 2015. http://www.coralemonteverdi.com/#!prossimi-appuntamenti/cmlo

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