Nuovo Sottotitolo

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Published on: 19 January 2007

Come vedete (in alto a sin.), con l’anno nuovo e il mio compleanno sempre più maledettamente vicino, ho cambiato il sottotitolo per riflettere meglio il contenuto del blog. Forse cambierà ancora. Non so se è chiaro, ma l’aggettivo “Estreme” non è riferito solo alle Storie, ma a tutto quello che c’è sopra.
Per quanto riguarda la musica e l’arte, non mi sembra ci sia bisogno di spiegazioni; non mi occupo certo di produzioni “normali”.
Per la tecnologia, idem: non mi interessa la nuova ennesima versione di Cubase, ma la chitarra a 38 corde oppure un software legato alla sperimentazione come Max/MSP.
Per le storie, forse è il caso di spendere qualche parola.
Non vorrei che qualcuno pensasse che il fatto di dedicare loro un post implichi che io ammiro i tipi di cui parlo (quelli che mi conoscono lo sanno, ma qui arriva anche chi non mi ha mai visto). A volte può capitare, ma generalmente non è così.
In realtà quello che mi interessa quando posto questi aneddoti è raccontare delle storie estreme. Vedere come si è comportata una persona in una situazione che può andare dai limiti della “normalità” fino alla anormalità più completa. In fondo, è su queste situazioni che si basa la maggior parte dei romanzi (tranquilli, non ne sto scrivendo uno).
In fondo, io sono un figlio della guerra fredda. All’università l’ho anche studiata molto da vicino, sia dal punto di vista dell’ovest che dell’est. Io so perché un villaggio della germania centrale apparentemente normale e tranquillo valeva un sacco di punti in caso di invasione russa. Io ho visto le facce attonite dei responsabili di una base americana in germania quando ho dato loro il manuale operativo del missile pershing 2 che avevo trovato nel bidone dei rifiuti, fuori dall’area protetta.
Se è per quello, ho anche visto le facce spaventate dei boss della segreteria dell’università quando ho mostrato un certificato di laurea falso, ma vero, perché stampato con una stampante uguale alla loro, sulla loro carta intestata, recuperata dal solito bidone dei rifiuti (erano i primi anni ’80, ma la tecnologia giocava brutti scherzi già allora a chi non la conosceva a fondo).
Poi ho girato mezzo mondo. In fondo ho qualche storia da raccontare. Spero che vi piacciano (o vi facciano pensare). Altrimenti potrei minacciare di scrivere un romanzo…

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