Dancing in the S.N.O.W. with Tanks

Comments: 4 Comments
Published on: 2 July 2007

Dancing in the S.N.O.W. with Tanks (danzando nella neve con carri armati) è un altro brano del nostro duo che accosta le vibrazioni delle campanine ortodosse a sonorità di tipo industriale.
Il titolo viene da un mio antico ricordo: quello di un monastero ortodosso con intorno un parco, la neve alta, il vento e il fruscio dei passi della gente che si avvia verso la chiesa mentre diverse campanine suonano ripetutamente creando un sottofondo continuo, ma fuori, subito al di là del parco, si muovono carri armati.
Alla fine, quando i carri hanno preso posizione e i soldati entrano nel parco, io e la mia interprete siamo gli unici rimasti fuori ed è calata una pace minacciosa, ma sensibile, tanto che anche i soldati avanzano lentamente, attenti a non fare rumore…
(ciò non toglie che immediatamente dopo sequestrano la mia macchina fotografica e riducono la pellicola a un groviglio di plastica accartocciata)

NB: con la banda ridotta degli schifosissimi altoparlantini del computer se ne sente metà (forse meno). Mancano i bassi e gli acuti estremi e sia le fasce continue che gli intermezzi rumoristici perdono completamente di profondità. Sorry.

Federico Mosconi: electric guitar, various effect processing
Mauro Graziani: Max/MSP laptop

Dancing in the S.N.O.W. with Tanks
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4 Comments
  1. l'Anto says:

    agghiacciante, affascinante, di inquietante immobilità.

    lo trovo un lavoro di eccellente descrizione di quello che hai raccontato, è una colonna sonora perfetta.

    more!

  2. Mauro says:

    Grazie.
    Tanto per dire come la memoria funzioni in modo strano, questo brano non è stato creato come colonna sonora ai fatti di cui sopra.
    A un certo punto, durante l’improvvisazione, mi sono reso conto gradualmente che, suonando in un certo modo la campana che avevo campionato, avrei potuto imitare il modo in cui suonavano le campane ortodosse in uno dei monasteri fortificati di mosca, un luogo in cui andavo spesso per trovare un po’ di tranquillità, vari anni fa.
    Nello stesso tempo, federico accostava alla campane queste sonorità industriali e macchinistiche.
    Soltanto dopo, riascoltando il tutto, mi è tornato in mente quell’episodio e mi sono reso conto che la musica poteva esserne una colonna sonora.
    Certe volte improvvisare e riascoltarsi è una forma di auto-analisi…
    Per inciso, i militari non erano lì per attaccare il monastero, ma per proteggerlo da eventuali attentati.

  3. Lemi says:

    Veramente perfetta!!
    Rende moltissimo…

    S’aspettano racconti sulla guerra fredda e di episodi come quello che hai citato!

  4. Infatti, premesso che mi piace, potrebbe rientrare nel filone della musica descrittiva, nel senso che se non avessi letto il tuo commento paesaggistico mi avrebbe fatto un effetto diverso, probabilmente meno positivo ma sempre piacevole. Si adatta perfettamente a quanto descritto, al di là che fosse questa la vostra originaria intenzione.

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