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Oct
Alla nuova luna
Autore: Mauro Graziani @ 2007.10.04.17.36.49 — Categorie: Letteratura, Storia, Tecnologia — Permalink
Una poesia di Quasimodo (da “La terra impareggiabile”, 1958) scritta in occasione del lancio dello Sputnik-I, prima Luna artificiale.
Alla nuova Luna
In principio Dio creò il cielo
e la terra, poi nel suo giorno
esatto mise i luminari in cielo,
e al settimo giorno si riposò.
Dopo miliardi di anni l’uomo,
fatto a sua immagine e somiglianza,
senza mai riposare, con la sua
intelligenza laica,
senza timore, nel cielo sereno
d’una notte d’ottobre,
mise altri luminari uguali
a quelli che giravano
dalla creazione del mondo. Amen.





2009-06-02 @ 11.49 am
Mi fai il commento x favore della poesia alla luna nuova di s. quasimodo? grazie se me la fai ti ringrazio tanto xkè è da tanto ke la sto cercando!!
grazie mille
2009-06-02 @ 11.50 am
per favore mi fai il commento alla luna nuova? grazie mille.. ti prego la sto cercando da parecchio tempo!
2009-06-02 @ 2.48 pm
Hai cercato male perché lo trovi qui (leggi tutto, è verso la fine). È la terza voce in google….
http://www.salvatore-quasimodo.it/postermetismo5.htm
2009-06-06 @ 9.24 pm
Non sono un letterato, ma l’interpretazione data da Elena Salibra nel link non mi convince:
- perchè mai il “senza timore” dovrebbe avere una connotazione negativa? Penso invece che forse l’uomo, dopo “miliardi di anni”, finalmente sente di potersi emancipare da Dio senza timore, grazie alla sua intelligenza laica, e creare mondi a sua volta.
- è forse l’amen finale che fa dire che questa poesia è un “requiem per l’umanità”?
Io ci vedo una presa di coscienza, e lo traduco “e così sia”.
Così mi piace di più: un’ode al progresso