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17

Oct

Riflessioni su Deezer

Autore: Mauro @ 2007.10.17.18.28.15 — Categorie: Copyright, Mercato, MusicaPermalink

deezer_logo

Ci sono alcune annotazioni da fare su servizi come Deezer:

La prima è che si tratta sicuramente di un bel passo verso il superamento dell’attuale modello di business per andare verso un sistema di distribuzione diffusa. Un passo che le netlabel hanno già fatto da tempo, ma senza star.
Puntualizzo: non voglio sminuire l’importanza delle netlabel, anzi, le stimo molto per le novità che distribuiscono (e presto ci sarò anch’io), ma per arrivare al grande pubblico, attualmente le star sono necessarie e perché la gente si abitui, il concetto di nuovo modello di distribuzione deve essere ribadito più e più volte.

Il punto in Deezer è la generalità. Ho collegato il portatile all’hifi, mi sono iscritto (l’iscrizione è gratuita, devi dargli una mail valida in cui ti mandano la pw e presumibilmente un tot di pubblicità, ma io ne avrò 20) e adesso sto facendo zapping fra le 11 pagine di Springsteen con un po’ di nostalgia per quando guidavo sulle strade d’America, dove il levare serve solo per aspettare il battere.
Mi sto facendo una playlist con un po’ di ballate, ma ieri, mentre lavoravo, mi sono ascoltato una bella fetta della produzione di Peter Gabriel.
Per uno come me, che non ascolta molto pop e che non ha bisogno di avere sempre musica nelle orecchie perché ho già la mia e a volte anche quella dei miei allievi e spesso mi piace ascoltare i suoni del mondo, una cosa come questa è già sufficiente. Basterebbe che avesse anche buona parte della musica sperimentale e la classica per essere del tutto soddisfacente.
In fondo, Deezer abbatte anche il P2P. Perché dovrei andare a cercare illegalmente della musica quando è già qui? Vero, da Deezer non si scarica, si ascolta e basta. Hanno fatto un bel lavoro per rendere difficile l’accesso all’url del brano; in pratica l’unico modo di “scaricarsi” un brano è collegare via software l’output all’input e darlo in pasto a un programma di hd recording, non banale per la massa.
Ma perché dovrei registrarmi i brani se per sentirli mi basta collegarmi e lanciare la mia playlist? Sicuramente qualcuno può dirmi “per metterli in un lettore e ascoltarli in treno o in auto”. Vero, ma a questo punto il problema è piuttosto un altro: quello della pervasività della rete. Il giorno (lontano) in cui vivremo in città cablate via wireless oppure il collegamento via cellulare costerà 2 lire questo problema sarà superato (vedi “Il futuro del mercato musicale“).

Quello che dobbiamo superare noi, invece, è la volontà di possesso. Non serve possedere qualcosa se è sempre disponibile. A cosa serve possedere il disco quando posso ascoltare la musica sempre? A qual pro possedere un’auto se esistesse un valido servizio di car sharing, come esiste in certe città, p.es. a Berlino? Perché avere una TV se posso vedere quello che voglio, quando voglio, su un monitor via internet? Secondo me è questo quello a cui si deve tendere: condivisione delle risorse non essenziali. E non essenziale è quasi tutto. Quando lo dico, qualcuno mi dà del comunista… manco fosse un insulto…

UPDATE!
Mi dicono che il car sharing esiste anche in Italia: vedere qui!

Ma torniamo a Deezer. In assenza di una ricerca avanzata, l’altra cosa interessante è la possibilità di ordinare i risultati della ricerca per titolo. Così saltano fuori le varie versioni dello stesso brano, magari eseguite anche da gruppi diversi. Per esempio, non sapevo che esistessero 5 versioni di Atlantic City, tutte diverse.

Infine, un’ultima annotazione.
Deezer non è il parto di chissà quale genio d’oltreoceano. Un rapido “whois” mostra che il servizio è francese. La sede è a Parigi in Boulevard de Sebastopol e i nomi dei responsabili nelle liste del RIPE, Jonathan Benassaya e Benjamin Bejbaum,sanno tanto di algerino. Bel colpo, ragazzi! :)

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14 commenti a “Riflessioni su Deezer”

  1. Lemi ha dichiarato:

    Credo siano tutti passi che andranno nella direzione che dici tu. Nel momento in cui internet entrerà nella tv sarà così, come pure sta accadendo con la musica.

    Molto interessante il concetto del possesso.
    Sposo in toto la tua teoria.
    D’altronde, come si legge in questi giorni, molti artisti iniziano a capire che se vogliono proprio guadagnarci devo andare in giro a fare concerti (vedi Madonna che scioglie il contratto con la Warner per legarsi ad una agenzia di concerti…).
    Stiamo a vedere!

    In ogni caso, grazie della dritta!

  2. max ha dichiarato:

    Condivido pure io pienamente le tue osservazioni sul concetto di possesso!
    un caro saluto!

  3. fabio ha dichiarato:

    libere riflessioni…
    sul possesso…vivo la musica quasi “sinesteticamente”, non la separo dall’esperienza anche “intellettuale” (per quel che può significare oggi)…mi piace, o meglio, è essenziale per me, che la musica non sia separata da una coscienza critica…neanche l’oggetto musicale, soprattutto quando questo si richiama alle esperienze della musica colta e/o sperimentali…mi piace saperla circondata da altri e ulteriori momenti esperenziali e di convivialità che possono anche essere mediati da un oggetto particolare, molto più vicino al libro o l’oggetto multimediale tipo dvd, che al mero supporto audio…per questo apprezzo l’iniziativa a la Radiohead…puoi scegliere…o l’mp3 o il Box, al suo prezzo…certo, va bene la musica gratis per tutti, il possiedo tutto e subito…ma alcune esperienze sonore richiedono un tempo e una profondità di ascolto che non sono per me conciliabili con altre, altrettanto godibili, esperienze musicali di intrattenimento

  4. vinz ha dichiarato:

    Berlino?!
    Certo che in Italia siamo un po’ troppo esterofili, eh.
    Il servizio di car sharing e’ attivo DA ANNI in Italia nelle principali citta’ tra cui la mia, Roma.
    (ma anche Torino, Palermo, e molte altre. Perfino Venezia)
    Io, che non ho mai posseduto una macchina e spero di mai possederne, ne usufruisco con gioia e soddisfazione. Il servizio non e’ mai diventato davvero popolare, ma funziona assai bene. E credo anche che mai lo diventera’, se continuiamo a guardare oltre l’orizzonte senza abbassare lo sguardo sul nostro piatto. Mi sa che non siamo ancora pronti a diventare davvero un paese europeo.

  5. Mauro ha dichiarato:

    Guarda, non è esterofilia, è solo che a quanto pare qui nessuno te lo fa sapere, forse per bassa diffusione o chissà cosa.
    Io ho scritto Berlino perché è l’unica città in cui, quando ci sono stato, mi hanno subito fatto sapere che c’era.
    A Milano, nessuno mi ha mai detto che esiste e non ho mai visto nessuna pubblicità.

  6. luca ha dichiarato:

    Ciao,
    vorrei capire, se possibile, cosa vuol dire tecnicamente “Hanno fatto un bel lavoro per rendere difficile l’accesso all’url del brano; in pratica l’unico modo di “scaricarsi” un brano è collegare via software l’output all’input e darlo in pasto a un programma di hd recording, non banale per la massa.” Cosa arriva via http?
    Considerazioni:
    mi pare che questo modello trasformi la musica da bene in servizio (di tipo low-cost) con tutti i vincoli che questo modello implica (pubblicità, ecc).
    Come nel caso di altri modelli low-cost ci sono situazioni in cui questo modello è quello che risponde meglio alle attese del cliente, altre in cui non lo è per nulla.
    Un saluto

  7. vinz ha dichiarato:

    e’ vero che e’ poco pubblicizzato (ma ultimamente gia’ di piu’ almeno a roma) , ma in fondo un blog puo’ servire anche a questo, no? anche a informare su felici realta’che abbiamo in italia. se col passa parola sempre piu’ gente lo usa, facciamo capire che ci piace, e si investono piu’ soldi.

    io invece su questo post continuo a leggere sempre Berlino, e un desolante “se esistesse”!
    lo spunto polemico lo posso capire, ma mettendo “se fosse pubblicizzato a dovere”. cosi’, semplicemente, dici una cosa non vera. :-)

  8. vinz ha dichiarato:

    postilla: io non sento la radio (ebbene si), ma mi dicono che su rairadio2 e’ parecchio pubblicizzato.
    chi si muove in macchina credo che la senta spesso in autoradio.
    e’ publicizzato anche sui vari siti di mobilita’ ( a roma su quello dell’atac, l’azienda dei bus).
    ok, si puo’ fare di meglio…speriamo che accada!

  9. Mauro ha dichiarato:

    Contento? :)

  10. vinz ha dichiarato:

    eh eh eh…:-)
    comunque te lo consiglio, anche a milano e verona (c’e’ da 5 anni!).
    scegli il tipo di macchina volta per volta, puoi andare nelle corsie preferenziali, parcheggi dovunque gratis e se sfasci la macchina…non paghi niente anche se e’ colpa tua.
    meglio di berlino! :-)
    http://www.icscarsharing.it/

  11. luca ha dichiarato:

    Ciao,
    consiglio di leggere questo articolo
    http://my.opera.com/TrueJournals/blog/index.dml/tag/deezer
    alla fine da deezer si scaricano file mp3 con bitrate variabile
    per farlo con firefox:
    http://www.clickfornick.com/2007/10/how-to-rip-music-from-deezer.html
    ho provato e funziona bene, anche più volte, ho provato a scaricare alcuni brani degli oasis (4 per la precisione), tutto ok

  12. Paolo ha dichiarato:

    Effettivamente il concetto di POSSESSO è alla base del “successo” piratesco dei p2p, ma il mondo internettiano si sta muovendo per arginare il problema in maniera, a parer mio, geniale. Anche con soluzioni sperimentali come hulu o proprio Deezer che rimane, come musicovery, all’opposto di siti come downlovers, che, per quanto interessanti, innovatori ecc, non possono ancora competere in quanto a servizi e brani disponibili.

    Per me è stupendo poter saltare da una “liana all’altra” della giungla degli autori e album alla ricerca di nuovi emergenti che possano farmi da sottofondo…

    http://risolver.blogspot.com/

  13. Franco ha dichiarato:

    Il possesso serve se a un bel momento a qualcuno gli vien voglia di farti pagare per quello che ti ha sempre dato gratis. Fidarsi è bene, non fidarsi..

  14. Mauro ha dichiarato:

    A dire la verità, su questo hai ragione

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