Ripensando a Stockhausen

Categories: Contemporanea
Comments: 8 Comments
Published on: 12 December 2007

Ci pensavo oggi in treno e così ho deciso di scriverne.

Di solito i post che cominciano così finiscono per essere un assemblaggio di retorica e luoghi comuni. Non questo. Vorrei evitare la retorica, come quella di un po’ di cose che ho letto in giro sulla scomparsa di KS. Gente che fino a ieri non ne parlava neanche di striscio, oggi esce con post che parlano di genio, etc etc.

Generalmente, non tengo un blog per guardarmi l’ombelico, ma stavolta faccio un’eccezione. Allora, cerco di dirvi cos’era per me Stockhausen.

Cosa ammiravo in Stockhausen

  • La capacità di innovare e la quantità delle sue innovazioni. Molti dei cambiamenti nella musica dei secondi anni ’50 sono venuti da lui.
    Ci sono dei compositori che sono ricordati per uno o due contributi importanti. Quelli di KS sono molti. Un certo tipo di strutturalismo, un diverso modo di vedere il serialismo, la momente form, le nuove sonorità pianistiche, la musica intuitiva, l’idea dell’unità del tempo musicale, la rivisitazione dell’opera e poi l’elettroacustica degli anni ’50, il microfono come strumento, la sua fede nell’elettronica e potrei andare avanti un bel po’…
  • Il suo coraggio. Coraggio nell’andare fuori dal mainstream e poi essere il mainstream, coraggio nello scrivere in una partitura istruzioni come “…arriva a uno stato di non pensiero…”, coraggio nel chiedere il cielo sul soffitto del Teatro alla Scala…
  • La cura posta nell’esecuzione e nella messa in scena delle proprie opere arrivando a volte a rifiutare una esecuzione anche importante se non venivano rispettati tutti i dettagli.
  • Infine, anche qualcuno dei suoi deliri. Era quasi simpatico quando sosteneva di venire da Sirio.

Cosa detestavo in Stockhausen

  • In una sola parola: lui come persona. Lo dico una buona volta senza usare parafrasi, come quelle dei giornali (tipo: il suo narcisismo gli attirava qualche critica).
    Non voglio offendere qualcuno che magari lo amava o lo frequentava quotidianamente, ma, dal punto di vista di uno che ci ha parlato insieme solo qualche volta e leggeva le sue interviste, KS appariva come uno che pretendeva di avere sempre ragione e sputava sugli altri con una facilità unica. Per lui, quasi tutto quello che non era Stockhausen era praticamente privo di valore.
    Un esempio fra tanti: intervista con Odifreddi; si parla della musica delle sfere:

      PO: Cosa pensa dell’opera di Hindemith L’armonia del mondo, costruita appunto in base alla versione kepleriana di questo motto pitagorico?
      KS: Mi sembra molto ingenua: quasi la visione musicale di un agricoltore.

    Ma, porca miseria, è Hindemith. Puoi non essere d’accordo con la musica che ha scritto e motivarlo, ma non puoi farlo fuori dando dell’ingenuo a lui e a tutti gli agricoltori.
    Esistono vari aneddoti di questo tipo. Ciò che lui pensava, diventava assoluto e veniva corroborato da esempi spesso assolutamente campati in aria, ma che lui pretendeva fossero corretti:

      Il pensiero seriale è divenuto parte della nostra consapevolezza e resterà qui per sempre … Anche le stelle sono distribuite in modo seriale …
      [cit. in Cott, 1973]

    Ci sono molte altre storie del genere. Vedi anche le dichiarazioni di Ligeti in “Lei sogna a colori?” oppure l’intera “Intervista sul genio musicale”.
    Eppure una persona di tale livello non aveva certo bisogno di tutta questa auto-affermazione, ma probabilmente non sarebbe stato così geniale altrimenti. La sua genialità era sorretta anche dall’incrollabile convinzione di essere sempre nel giusto. Una volta presa una strada, KS non aveva dubbi. E il coraggio che mostrava nelle sue partiture derivava anche da questo atteggiamento.
    Se fosse stato un politico sarebbe stato molto pericoloso. Fortunatamente ha fatto il compositore.

D’altronde, spesso la vita è così: bisogna prendere tutto il pacchetto o rinunciare a tutto il pacchetto.

8 Comments
  1. vinz says:

    beh, che dire: un post bellissimo. hai uno stile di scrittura veloce, profondo, moderno e leggero insieme.
    ma scrivi libri? storiedellamusica? dietrolequinte?
    spigolature&analisi?
    (certo con Odifreddi si saranno presi a botte…pure quell’altro e’ cosi’ tronfio!)

  2. Mauro says:

    no, in verità, a parte il blog, scrivo solo dispense per i miei corsi al conservatorio.
    ho scritto articoli sull’audio digitale per anni (audio review e altri)

  3. Joyello says:

    Io, che invece tendo spesso a guardarmi l’ombelico, vengo in difesa di tutti quelli che “fino a ieri non ne parlava neanche di striscio, oggi esce con post che parlano di genio, etc etc.”… La cosa non è sconvolgente. Quando scompare un grande è piuttosto normale che se ne dia notizia. Non serve essere appassionati di cinema per rattristarsi della morte di Ingmar Bergman. Per quanto il suo modo di fare cinema fosse piuttosto impopolare, chiunque ha avuto la percezione della scomparsa di un grande talento.
    Lo stesso vale per Stokhausen. Molti blogger (io il primo) dopo aver appreso la notizia, ne hanno fatto un post. Magari semplicemente prendendo due notizie dal comunicato dell’ANSA e poco più.
    Piuttosto io ero più sorpreso nel NON leggere un coccodrillo coi controfiocchi in questo BLOG (dal quale, per altro, ho appreso la notizia). Fortunatamente la lacuna è ben colmata da un post come questo.
    :-)

  4. Lemi says:

    Bellissimo post chè così ora so qualcosa su Stockhausen.
    E la frase finale è da segnarsela.
    “Ombelicamente”, ieri un prof, parlandomi dell’insegnamento m’ha eposto il medesimo concetto.
    Sincronicità.

  5. Mauro says:

    @Joyello
    1) io non ho i coccodrilli già pronti, ci devo pensare…
    2) con quella frase non mi riferisco a quelli che semplicemente postano la notizia, concordo che questo è normale. Mi riferisco a quelli che fanno post iperbolici come se fosse uno di cui si sono sempre occupati. Ex: se domani si schianta Bono, io do la notizia in 10 righe e magari metto anche una playlist da Deezer, ma non mi metto a fare un post di 1.5 schermate dicendo che era geniale, praticamente un dio in terra, perché non è vero

  6. Joyello says:

    OK, adesso è chiaro. Ero io che avevo capito male.
    Quanto al coccodrillo non dico che dovresti averlo avuto già pronto… Ma in un blog come il tuo mi sono stupido di leggere una notizia come quella liquidata in un semplice necrologio.
    Anche in quel caso avevo avuto solo fretta e il post coi controcazzi è arrivato qualche giorno dopo.
    :-)

  7. ermes says:

    un breve estratto dell’intervista rilasciata da Stockhausen per QOOB
    http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=8045

    saluti
    e

  8. riccardo says:

    sono assolutamente d’accordo con Mauro, e sottoscrivo il commento 3. di joyello
    anch’io mi sento male se critico qualcuno, cerco di farlo senza offendere e con modestia, suggerendo ció che mi pare “migliorabile”
    tutti siamo anime del mondo… povero Hindemit, un contadino,
    ma per piacere…
    Resta sempre la questione: A certo pubblico l’arroganza piace, e non ho mai capito il perché. Un grande (e un piccolo anche) deve saper vedere i propri limiti e quelli degli altri con serenitá.

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