Byzantine Prayer

Categories: Strumentale
Comments: 3 Comments
Published on: 23 March 2008

Un altro bel brano di Radulescu dal già citato AGP 85. Si tratta di Byzantine Prayer opus 74 del 1988, per 40 flautisti con 72 flauti. Il brano è un requiem per Giacinto Scelsi.

In scena, i 40 flautisti sono distribuiti in 8 gruppi concentrici composti da 1, 2, 3, 5, 8, 13, 5, 3 strumentisti, dal centro verso la periferia. In questa progressione il lettore attento avrà certamente riconosciuto la serie di Fibonacci.

La strumentazione è distribuita come segue:

  • l’esecutore centrale (1) suona un flauto ottobasso (3 8ve sotto il consueto flauto in do);
  • i 2 del primo cerchio hanno un flauto contrabbasso e un basso;
  • i 3 ancora più esterni suonano un flauto in sol (una 4a sotto al flauto in do: alto flute in inglese);
  • il primo gruppo da 5 esecutori impugna altrettanti flauti bassi;
  • i tre gruppi seguenti (8, 13, e ancora 5 esecutori) suonano quello che ritengo essere il comune flauto in do (grand nelle note);
  • con i 3 più esterni si torna ai flauti in sol.

A questo punto non mi è chiaro perché nelle note si parli di 72 flauti, cosa che sarebbe possibile solo se alcuni esecutori dovessero cambiare strumento nel corso del brano, mentre, da questa descrizione, non sembra.

Il brano è formato da un Ritornello Litanico costruito su un teorico spettro di LA e da tre Intermundi che sviluppano altri 6 spettri e fanno largo uso della tecnica della modulazione ad anello per la generazione delle frequenze.

Il suono, infine, si muove circolarmente perché i 40 esecutori sono distribuiti nella sala.

Ricordiamo che i brani contenuti nell’AGP 85 sono liberamente scaricabili in formato flac (compressione senza perdita.

Horatiu Radulescu – Byzantine Prayer opus 74 (1988), mp3 download, streaming audio

3 Comments
  1. Massimiliano says:

    Eh siamo alle solite… gran belle potenzialita’ tecnico estetiche con un senso della forma deficitario… che e’ a mio personale parere il grande problema dei compositori spettrali in genere…

  2. ermes says:

    Senso della forma deficitario?
    Puoi spiegarti meglio, please? Forse la forma è diversa da quella dei vari Boulez, Berio, etc…ma questo non significa che forma non ci sia…solo che la forma è inscindibilmente connessa al materiale (è questo inficia la validità dell’opera? mah…)

    chissa’ cosa penserete di Iancu Dumitrescu?
    (lo riterrete un povero minchione, non ne dubito)

    cmq, se volete dare un’occhiata, o un ascolto…
    http://www.youtube.com/watch?v=8MegwpGcsRw

    http://meltingpot.fortunecity.com/utah/549/dumitrescu.iancu.html

  3. Mauro says:

    Scusa, piano con i plurali.
    Tu stai parlando a uno, non a tutti i frequentatori del blog.

    Personalmente conosco alcuni lavori di Dumitrescu e mi piacciono (anche se non mi ero ancora accorto che fosse su youtube; in effetti il post è recente; grazie per il link)

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