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Archive for the 'Concettuale' Category

25

Nov

Liu Bolin

Scritto da:Mauro @ 2008.11.25.12.26.33 — Archiviato in: Cina, Concettuale

Liu Bolin è un artista cinese che ha fatto del mimetismo la propria strategia di approccio al reale: si fonde in modo mirabile con l’ambiente, a volte scomparendo in esso, altre volte diventandone parte.

Now, in the real material world, the world views of different people’s are also different. Each person chooses his/her own way in the process of contacting outside world. I choose to merge myself into the environment. Saying that I am disappeared in the environment, it would be better to say that the environment has licked me up and I can not choose active and passive relationship.

Cliccate le foto qui sotto. Potete vedere altre immagini qui e qui. Il primo link contiene anche un suo scritto da cui è tratta la citazione di cui sopra.

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7

Jul

Jim Denevan

Scritto da:Mauro @ 2008.07.07.00.01.53 — Archiviato in: Concettuale, Land Art

Jim Denevan è un land artist. Disegna su sabbia e su laghi salati asciutti. E disegna forme colossali interamente a mano, camminando per miglia e miglia, senza accurati strumenti di misura.

Con il suo intervento marca un luogo, stabilisce relazioni di distanza, crea un paesaggio da percepire ed esplorare in un ambiente altrimenti piatto. Un paesaggio la cui esistenza è effimera perché le sua tracce vengono cancellate dall’acqua e dal vento e alla fine non ne resta nulla.


Jim Denevan makes freehand drawings in sand. At low tide on wide beaches Jim searches the shore for a wave tossed stick. After finding a good stick and composing himself in the near and far environment Jim draws– laboring up to 7 hours and walking as many as 30 miles. The resulting sand drawing is made entirely freehand w/ no measuring aids whatsoever. From the ground, these drawn environments are experienced as places. Places to explore and be, and to see relation and distance. For a time these tangible specific places exist in the indeterminate environment of ocean shore. From high above the marks are seen as isolated phenomena, much like clouds, rivers or buildings. Soon after Jim’s motions and marks are completed water moves over and through, leaving nothing

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4

Jul

Senbazuru

Scritto da:Mauro @ 2008.07.04.01.11.41 — Archiviato in: Concettuale, Net Art

craneIn Giappone la gru è un animale mistico e si dice che possa vivere per 1000 anni.

Un’antica leggenda giapponese promette il realizzarsi di un desiderio a chiunque sia in grado di fare 1000 origami a forma di gru, chiamati Senbazuru.

Questo sito web farà i 1000 origami per voi. Esprimete un desiderio e premete Enter. Un po’ banale, ma poetico.


The crane in Japan is one of the mystical or holy beasts and is said to live for a thousand years. An ancient Japanese legend promises that anyone who folds a thousand origami cranes, known as a Senbazuru, will be granted a wish by a crane.

This website will fold a thousand cranes for you.

By Ann-Marie James

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15

Apr

Barcode

Scritto da:Mauro @ 2008.04.15.00.57.48 — Archiviato in: Concettuale, Net Art

Questo è il mio barcode.

Non c’è dentro il mio nome, ma ci sono sesso, nazionalità, età, altezza, peso.

Trattasi di un lavoro di Scott Blake:

Scott Blake takes barcodes and turns them into art - art that is simultaneously pop and op, intellectual and personal, minimal and ocular. Blake uses the black and white icon of our data-drenched existence to stimulate thought on topics from consumerism to religion and individual identity. He urges the viewer to consider the limitations of digitized human expression and to appropriate these symbols of commodity.

C’è un intero sito dedicato al lavoro di Scott Blake sui barcode.

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19

Dec

The Human Clock

Scritto da:Mauro @ 2007.12.19.00.01.50 — Archiviato in: Concettuale, Fotografia, Net Art

Questa è decisamente notevole. Una grande idea di Craig Giffen. Sono rimasto colpito a guardare la pagina per un bel po’ (sì, sono affascinato dagli orologi almeno quanto gli antichi cinesi, anche se li odio (gli orologi, non i cinesi), così come odio il tempo che passa).

The Human Clock è un orologio fatto di immagini, migliaia di immagini da tutto il mondo, ognuna delle quali ha dentro di sé un orario (ora:minuti).

Poi un software provvede a selezionare una delle foto che mostrano l’ora locale a chi si collega. C’è anche un pannello di controllo che permette di specificare la propria time zone e di scegliere fra la versione digitale e quella analogica. Semplice ed efficace.
The Human Clock esiste dal 2001, per cui forse qualcuno di voi lo conosceva già, ma internet è grande. Ora Craig Giffen è imprgnato nella realizzazione dello Human Calendar.
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Here is The Human Clock by Craig Giffen.

It’s a clock made by pictures, a thousand shots from many countries, each showing the time in the format hour:minute. Then a software selects a picture showing the local time.

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28

Nov

viral symphOny

Scritto da:Mauro @ 2007.11.28.00.01.44 — Archiviato in: Concettuale, Elettroacustica

Post-conceptual digital artist and theoretician Joseph Nechvatal pushes his experimental investigations into the blending of computational virtual spaces and the corporeal world into the sonic register.

Realtime “field recordings” of the audio manifestations of his custom created computer viruses have been reworked and reprocessed by Andrew Deutsch and Matthew Underwood, resulting in the sonic landscape of the ‘viral symph0ny’.

With resonances of Yasunao Tone, Fluxus, Oval, and Merzbow, this 28-minute composition is supplemented by a further 50 minutes of audio, comprising the original raw data field recordings.
The fully embodied CD (with 78 min. audio and art work) is for sale online here.
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Listen to:

viral symphOny (28′09″)

Joseph Nechvatal : original concept viral structures
Mathew Underwood : nano, micro, meso and macro structures
Andrew Deutsch : meso and macro structures
Stephane Sikora : C++ programming

Joseph Nechvatal site and blog

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19

Nov

MunArt

Scritto da:Mauro @ 2007.11.19.04.55.30 — Archiviato in: Concettuale

Per il centenario di Bruno Munari, un sito a lui dedicato.

Ci ho trovato questa poetica citazione di Buzzati sulle macchine inutili:

…ciascuna ha una sua speciale personalità; alcune hanno persino i loro estri bizzarri, un giorno sono vivaci e agitatissime, e il giorno dopo cadono in un incomprensibile letargo… Una volta lasciate a se stesse, le macchine inutili si sottraggono al controllo umano acquistando una esistenza autonoma e lo stesso Munari che le ha create, candido negromante, non riesce più a signoreggiarle. Ancora al buio più nero esse continuano a girare.
Noi dormiamo e loro no. Ci svegliamo e sono ancora là che ruotano, accompagnando con dolcezza l’irreparabile fuga del tempo
[Dino Buzzati, 1948]

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23

Jan

Arte Informativa

Scritto da:Mauro @ 2007.01.23.00.01.17 — Archiviato in: Concettuale, Scienza

trace
Le rappresentazioni della scienza spesso sfiorano l’arte.
Questa immagine tratta dal Washington Post, che potete vedere ingrandita qui, è stata realizzata dal Professor Barbara Block della Stanford’s Hopkins Marine Station per tracciare gli spostamenti di varie creature marine e alcune specie di uccelli attraverso il pacifico.
Trovo che sia un bellissimo esempio, per quanto artisticamente ingenuo, di arte informativa. Una categoria che forse non esiste, ma che dovrebbe esistere. Un’arte che, pur producendo anche qualcosa di bello da vedere, ci dia delle informazioni su quanto accade sul pianeta.
È così difficile piazzare nelle grandi città degli schermi che si aggiornano in tenpo reale e rappresentano, con forme e colori, una serie di dati che impattano sulla nostra realtà quotidiana o futura?
Cosa ne dite di una mappa delle temperature rilevate in tutti gli aeroporti del mondo (i dati sono già su internet, aggiornati ogni 6 ore circa) con la possibilità di veder scorrere gli ultimi 10 o più anni in un minuto? Forse così il riscaldamento globale sarebbe percepito da tutti.
E una immagine dell’andamento della borsa un po’ meno squallida di quella serie di numeri che scorre a Wall Street? E il procedere delle spese governative suddiviso per comparti per cui tutti, passando di lì, possano vedere in che proporzioni il governo distribuisce le nostre tasse?
Ma anche cose meno drammatiche, come la migrazione delle balene nel pacifico o il fiorire dei ciliegi in giappone…

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20

Dec

Christo!

Scritto da:Mauro @ 2006.12.20.03.15.38 — Archiviato in: Concettuale

christo

From the National Geographic site, an interesting interview with the wrapper artists Christo and Jeanne-Claude.

Il distinto signore che vedete in questa immagine è Christo Javacheff, noto più semplimente come Christo.
Dal 1958 fino agli anni ‘90 lui e la sua partner Jeanne-Claude (i due sono nati nello stesso anno e stesso giorno; loro dicono anche stessa ora…) hanno imballato qualsiasi cosa capitasse sottomano, senza spaventarsi per le dimensioni. Nulla sfuggiva al loro furore imballatorio.
Iniziando da piccoli oggetti, sono passati poi alle grandi architetture fra cui Pont Neuf a Parigi (1985, 40000 m² di tessuto sintetico), la costa della baia di Sidney (1969, 9300 m² di sintetico e 56 km di corde), undici piccole isole della Baia Biscayne (Miami, 1983, 603850 m² di polipropilene) e infine il Reichstag a Berlino (1995).reichstag
Oggi i due si dedicano a forme di land-art non meno colossali. Da notare che il tutto è finanziato in gran parte con la vendita dei disegni preparatori, eseguiti dallo stesso artista, che ormai raggiungono quotazioni a 5/6 zeri.
Il National Geographic (versione italiana) di questo mese pubblica una bella intervista che potete anche leggere, in inglese, qui.

Ricordo una divertente storiella su un mio conoscente che, negli anni ‘70, possedeva un’opera di Christo che già allora valeva qualche migliaio di dollari. Si trattava di una bottiglia incartata e sigillata con carta e spago piombato che è andata poi distrutta ad opera della nuova collaboratrice domestica, la quale, trovando l’oggetto su un mobile in salotto, ha pensato bene di dar prova del proprio zelo scartandola e rimettendola esattamente nello stesso punto.

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19

Oct

Unabomber can be art?

Scritto da:Mauro @ 2006.10.19.00.01.43 — Archiviato in: Concettuale

Bible bomb

Il lavoro di Green, quindi, suggerisce dei metodi per compromettere lo status quo e favorire un cambiamento sociale. Chi dice che l’arte deve essere innocua?

Since the mid-1980’s Gregory Green has created performances and artworks exploring the evolution of empowerment, which consider the use of violence, alternatives to violence and the accessibility to information and technology as vehicles for social or political change.

Many of Green’s artistic investigations have focused on terrorism and the possibilities for sabotage of the physical infrastructure, and the ease in which individuals, armed with readily available information, can endanger the status quo. Green thoroughly researched and produced a series of pipe, book, suitcase and nuclear bomb sculptures. He also created several guided missiles that could be armed with conventional, bio-chemical or nuclear devices. These artworks, although containing no explosives, are otherwise carefully designed to be mechanically complete and potentially functional-including a 10-Kiloton nuclear device, minus only the needed plutonium.
Nuclear device
One work suggesting how to manufacture large quantities of LSD as a form of civil disruption was seized by the police in 1995 after raiding a gallery, briefly jailing its director, and issuing a warrant for Green’s arrest.

Green’s ongoing body of work emphasizes the power of non-violent means for effecting change in existing political and economic structures. Appropriate to the current technological, information and communications revolution, Green’s recent works examine the possibilities for individual or independent control of information and communication systems. Accordingly, he has created computer virus multiples, as well as installation tableaus of operable pirate broadcast units and satellite prototypes.

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