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Archive for the 'Cina' Category

22

Jan

20 anni di Cina

Scritto da:Mauro Graziani @ 2011.01.22.00.41.28 — Archiviato in: Cina

Shanghai 1990 - 2010 - click to enlarge
Via Nils Gilman

shanghai 1990 2010


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4

Aug

Il vuoto oltre la siepe

Scritto da:Mauro Graziani @ 2010.08.04.00.37.23 — Archiviato in: Cina, Viaggi

Dopo qualche giorno di riposo in una casa in collina senza internet, ma con giardino e piscina, rieccoci in linea con qualche idea di viaggio.

Contrariamente ai molti che si lanciano in affollate città d’arte o si ammassano su spiagge più o meno esotiche, quello che vi proponiamo è un luogo decisamente poco frequentato.

A cinque anni dall’inizio della sua costruzione, infatti, il distretto di Kangbashi, a 25 km dall’antica città mineraria di Ordos (Mongolia interna, Cina), rimane quasi completamente disabitato.
Pensato per 1 milione di persone e dotato sia di lussuose ville da 1000 mq, che di villette da pochi appartamenti fino ad abitazioni più popolari in stile post-sovietico migliorato, questo luogo ha come unici abitanti gli operai che lavorano tuttora alla sua costruzione.
L’area dispone anche di grattacieli adibiti a uffici, centri amministrativi, musei, teatri e impianti sportivi, come testimoniano le belle immagini di M. C. Brown per Time. (piazzate il mouse sull’immagine per leggere il commento, cliccate le immagini per ingrandire)

In effetti, la maggior parte delle proprietà è stata venduta, ma gli acquirenti sono quasi esclusivamente società che si occupano di investimenti immobiliari.

Proprio costoro sembrano essere fra le cause principali del fallimento di Kangbashi. La principale lamentela della gente, infatti, è che le abitazioni sono troppo care, ma il problema vero è che la Cina vive contemporaneamente in due mondi: si tenta di vendere case occidentali a chi ha salari cinesi.
Naturalmente, il mercato, prima o poi, normalizzerà anche questa situazione: i prezzi caleranno fino o anche sotto il costo perché chi ha investito sarà costretto a salvare il salvabile.

Intanto, soltanto un pugno di automobili guidate per lo più da impiegati governativi si dirige il mattino verso Kangbashi. Gente che, comunque, preferisce non risiedervi perché non si può vivere in una città vuota in cui un passante occasionale sembra essere un miraggio.

Tutto questo testimonia la difficoltà di governare lo sviluppo cinese lasciando fare al mercato. In tempi non troppo remoti, il governo avrebbe semplicemente spostato un milione di persone in nome di una qualche modernizzazione. Oggi, semplicemente non può.


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12

Nov

A big screen

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.11.12.06.51.24 — Archiviato in: Architettura, Cina

“The Place” in Beijing, China, is covered by a giant LED screen - 250m (820 ft) long and 30m (98 ft) wide - claimed as the biggest in the world.

from Dark Roasted Blend (scroll the page down)


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25

Nov

Liu Bolin

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.11.25.12.26.33 — Archiviato in: Cina, Concettuale

Liu Bolin è un artista cinese che ha fatto del mimetismo la propria strategia di approccio al reale: si fonde in modo mirabile con l’ambiente, a volte scomparendo in esso, altre volte diventandone parte.

Now, in the real material world, the world views of different people’s are also different. Each person chooses his/her own way in the process of contacting outside world. I choose to merge myself into the environment. Saying that I am disappeared in the environment, it would be better to say that the environment has licked me up and I can not choose active and passive relationship.

Cliccate le foto qui sotto. Potete vedere altre immagini qui e qui. Il primo link contiene anche un suo scritto da cui è tratta la citazione di cui sopra.

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1

Aug

Ristorante?

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.08.01.02.37.48 — Archiviato in: Cina, Umorismo

La Cina si attrezza per le olimpiadi e parte del lavoro consiste nel tradurre le insegne e i cartelli indicatori in inglese. Trattandosi di frasi brevi o singole parole si possono utilizzare anche i traduttori automatici online, ma non sempre il sistema funziona e se chi traduce non ha la minima conoscenza dell’inglese…

Gli ideogrammi della foto significano semplicemente “ristorante”, ma quel giorno Google Translate (o Babelfish) aveva qualche problema.

D’altra parte, anche quando il servizio funziona, spesso produce risultati non proprio esaltanti.

Via AdFreak

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18

Mar

Stella Rossa su internet

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.18.03.13.48 — Archiviato in: Cina, Web

Lo scorso weekend potrebbe essere ricordato come un momento storico per internet.

Per la prima volta, infatti, gli USA non sono più il paese con il maggior numero di navigatori, essendo stati superati dalla Cina. Come, infatti, riporta puntualmente il sempre attento Punto Informatico, citando varie agenzie, gli utenti cinesi hanno superato gli americani 220 contro 217 milioni.

Ma la crescita cinese non si fermerà qui. L’aumento rispetto allo scorso anno è stato del 30% e questo sembra essere anche il trend dell’anno in corso. Considerata la popolazione cinese e il fatto che soltanto adesso una gran parte dei cinesi comincia a guadagnare abbastanza da permettersi una connessione domestica, si può prevedere che il distacco sia destinato ad aumentare e consolidarsi.

Il fatto che tutto ciò avvenga nonostante l’altissimo tasso di controllo e di restrizione operata sulla rete da parte del governo cinese non è un buon indicatore. Altri governi potrebbero pensare che crescita e controllo possano convivere. In questi ultimi anni, infatti, gli stessi paesi occidentali hanno imparato molto dalla Cina in materia di controllo. Ricordiamo, per esempio. che in Italia non vengono oscurati soltanto siti coinvolti in reati penali, ma anche quelli che ospitano alcuni casinò online e gestori di scommesse con sede all’estero, onde impedire agli italiani di sfuggire al monopolio statale e alle tasse connesse.

Quello che si spera, ovviamente, è che l’aumento esponenziale del numero dei navigatori renda la vita sempre più difficile ai controllori e che il fenomeno internet si traduca in una maggiore libertà di informazione anche in Cina.

Forse quello di cui abbiamo bisogno davvero è un bel jolly roger:


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30

Nov

La città delle tenebre

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.11.30.01.05.52 — Archiviato in: Architettura, Cina, Storia, Viaggi

HakNam, la città delle tenebre, l’antica città murata di Kowloon è stata finalmente demolita 15 anni fa, nel 1983. Si trattava di un impressionante agglomerato urbano di 200 x 100 metri di solido cemento, con costruzioni alte 10, 12 e in qualche caso anche 14 piani, che era arrivato ad ospitare fino a 50000 persone (cliccate l’immagine per ingrandire).

Nato ai tempi della dinastia Song (960-1279) come avamposto per la difesa del sud, l’insediamento di Kowloon è ben più vasto della città murata. Il suo nome, Kau-lung (Traditional Chinese: 九龍, Simplified Chinese: 九龙) significa “nove dragoni” e deriva dagli otto picchi che la circondano (il nono era l’imperatore medesimo).
Quella che sarebbe diventata la città murata (o fortificata) era stata costruita come fortino a metà dell’800, ai tempi dell’annessione inglese dell’isola di Hong Kong con il trattato di Nanchino (1842).

Nel 1898, poi, l’enclave inglese di Hong Kong venne estesa ai cosiddetti Nuovi Territori sul continente, ceduti per 99 anni, escludendo, comunque, la città fortificata, che allora ospitava 700 persone. La Convenzione per l’estensione dei territori di Hong Kong stabiliva che la Cina avrebbe potuto tenervi truppe, purché non interferissero con il potere britannico sulla penisola.
Con il rispetto della parola data che distinse l’Impero Britannico, l’esercito inglese attaccò il forte solo un anno dopo, per trovarlo, però, completamente deserto.

Da quel momento, la questione della sovranità sulla città fortificata rappresentò sempre un buco nero diplomatico. Gli inglesi se ne disinteressarono, usandola al massimo come un luogo turistico in cui respirare un po’ di aria della vecchia Cina, mentre la popolazione ricominciò a crescere fino alla IIa guerra mondiale, quando i giapponesi occuparono Hong Kong e sfrattarono gli abitanti.
Dalla fine della guerra in poi la popolazione cinese riprese possesso della città che divenne il rifugio di migliaia di profughi in fuga di fronte alla rivoluzione comunista e di molti criminali comuni.

Il vero boom, però, si ebbe dal 1974 in poi, dopo che una spedizione di 3000 poliziotti fece piazza pulita dei componenti di una Triade che aveva stabilito la propria sovranità su quel luogo.
Libera dalla malavita organizzata e priva di qualsiasi controllo statale, Kowloon ricominciò a crescere come un’entità biologica. Le costruzioni si svilupparono l’una sull’altra senza alcun piano e vennero eseguite anche moltissime modifiche praticamente senza nessun intervento da parte di architetti o ingegneri. Migliaia di metri cubi vennero semplicemente assemblati in un patchwork monolitico, riducendo gradualmente gli spazi fino ad arrivare a situazioni paradossali in cui finestre si aprono letteralmente sul muro o sulle finestre del vicino.

(continua…)


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18

Feb

Luna Nuova

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.02.18.11.13.37 — Archiviato in: Cina

Luna nuova: l’anno del maiale di fuoco (detto anche maiale rosso, il 4704) inizia ufficialmente oggi. Secondo il calendario lunare cinese, infatti, l’anno inizia alla seconda luna dopo il solstizio di inverno.

The Chinese New Year starts at the second Moon after the winter solstice, so today, February 18, 2007 is the first day of the Chinese new year 4704 (year of the red pig).

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8

Jan

La Cina è grande e meravigliosa

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.01.08.00.16.33 — Archiviato in: Cina, Viaggi

cascata

A beautiful frozen fall 20 meters high on the Flame Mountain (Huoyanshan) near Turufan, Xinjiang, China. January 1, 2006.
Click here to see a larger image.

Una cascata ghiacciata alta 20 metri sulla montagna della fiamma (Huoyanshan) nei pressi di Turufan nello Xinjiang cinese.
La foto è del 1 gennaio. Cliccate qui per vedere l’immagine ingrandita.
Coords. della zona in Google Earth/Map: 42.9672, 89.6431

from Boing Boing

UPDATE
Devo dire che più la vedo, più mi chiedo come può l’acqua congelarsi così mentre è in movimento ed è tanta. In genere, prima gela l’acqua sopra la cascata, riducendola ad un rigagnolo che poi, alla fine gela anche lui. Cose del genere le ho viste solo in Siberia dove c’erano temperature allucinanti oppure una escursione termica velocissima. Per esempio, vicino a Yakutsk, l’acqua portata fuori casa e lanciata in aria gelava all’istante…

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6

Jan

2007 anno del maiale di fuoco

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.01.06.00.01.31 — Archiviato in: Cina

astrologia cinese
Non credo all’astrologia, ma la trovo divertente e da buon utente dell’I Ching, che uso da quando avevo 13 anni (per pensare, non per predire il futuro), preferisco quella cinese che è ben più complessa di come ve la raccontano sulle rivistine del c…o che dicono un animale per ogni anno con un ciclo di 12.
Questa è solo la minima parte della cosa. In realtà alla base di tutto c’è un ciclo di 10 anni formato dai 10 steli celesti che sono uno yang e uno yin, così, tanto per cominciare, gli anni pari sono yang, i dispari yin (attenzione: pari/dispari secondo il calendario cinese tradizionale. Il 2007 corrisponde al 4075).
Su questi ciclo si innestano i 5 elementi che si susseguono per 2 anni ciascuno. secondo questa tabella. Ogni elemento ha un anno yang e uno yin.
Questo ciclo è fuso con quello dei 12 rami terrestri, che sono i 12 animali, che si susseguono uno per anno, formando un ciclo di 60 anni (il minimo comune multiplo fra 12 e 10).
E qui anche le rivistine più raffinate si fermano.
Esistono, però, anche i concetti di animale interiore e animale segreto. L’animale interiore è collegato al mese di nascita, secondo un ciclo di 12 mesi (ma attenzione, sono mesi lunari) e l’animale segreto a uno dei 12 tempi del giorno (circa 2 ore ciascuno = 12 in 24 ore).
Il tutto dà un elevato numero di combinazioni: 5 elementi x 12 animali x 12 mesi lunari x 12 tempi del giorno = 8640 che moltiplicato ulteriormente per 2 in base al carattere dell’anno (yang o yin) = 17280 sfumature astrologiche che difiniscono il carattere di una persona.
Non ci credo, ma è divertente.

Secondo il calendario cinese tradizionale, il capodanno arriva con la luna nuova di febbraio.
Il 19 febbraio inizia, quindi, l’anno del maiale di fuoco che succede all’anno del cane di fuoco. Notare che un bel po’ di siti astrologici del c…o, essendo poco fine dire anno del maiale, lo hanno cambiato in anno del cinghiale.
I dementi della Swatch, invece, hanno creato il Be Lucky, un orologio che celebra l’anno del maiale e sembra essere di pessimo gusto:

L’orologio è un nuovo modello della linea Jelly-in-Jelly. Il cinturino in plastica presenta tantissimi maialini rosa sorridenti che galleggiano insieme a monete dorate sopra un mare color oro. La cassa di plastica trasparente e opaca racchiude un generoso quadrante spazzolato e dorato, con un grande ideogramma cinese lucido leggermente in rilievo che raffigura un maiale. Sulla superficie luccicante e dorata del quadrante i numeri sono sostituiti da puntini dorati; lancette rosso fuoco scandiscono ore e minuti e una sottilissima lancetta rossa ritma i secondi.

Dal punto di vista culinario, comunque, passare dal cane di fuoco al maiale di fuoco è un’ottima cosa: si passa dall’hot-dog alla porchetta.

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