29
Sep
1000

1000° post attualmente su MGBlog. Autoreferenziale.
Che poi, per casualità legate alla lavorazione (post cancellati, spostati, titoli cambiati, etc) porta il numero 1235.
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Sep

1000° post attualmente su MGBlog. Autoreferenziale.
Che poi, per casualità legate alla lavorazione (post cancellati, spostati, titoli cambiati, etc) porta il numero 1235.
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May
Siamo in fase di aggiornamento database. Scusate le interruzioni. Passerà presto.
Grazie
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Oct
Eccoci di nuovo in linea dopo una notte di down.
Anche se per voi non cambia niente, tutto il software di base è stato aggiornato. Se notate qualcosa che non funziona, fatemelo sapere, grazie.
Grazie anche a Corrado e ai tecnici di WestHost che hanno lavorato un tot per aggiornare tutto senza perdere niente.
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Oct
Per martedì 16 è previsto un aggiornamento di tutto il software che fa funzionare il blog (Wordpress + MySQL).
Di conseguenza non ci saranno nuovi post nella giornata di martedì.
Il blog dovrebbe essere comunque raggiungibile, ma in questi casi non si sa mai.
Si prevede di tornare alla normalità mercoledì 17.
On Tuesday October 16 MGBlog’s software will be upgraded.
There will not be new post in the day of tuesday.
We hope the service will not be discontinued and that the situation will be normalized on October 17.
13
Oct
Bene, noterete che questo player (un upgrade del precedente) è un po’ più carino (o un po’ meno brutto).
Inoltre ha due pulsanti in basso a sinistra: il primo è lo shuffle e serve a far eseguire i brani non in ordine ma a caso. Il secondo è il repeat = ripetizione infinita della playlist (è già così per default).
La vera novità, però, è la scrittina che sta sotto e dice: “Click here to call your player”.
Cliccandola, la playlist non suona con il player embedded, ma con il player di default del vostro sistema. In tal modo potete avviarla e lasciarla andare senza interruzioni anche cambiando pagina o andando sui commenti.
Naturalmente così si perde la possibilità di metterla in pausa mentre si ascolta un altro brano, a meno che non ascoltiate qualcosa che usa un altro player (es. RealAudio). Non si può avere tutto.
Curiosità: il primo post sulla playlist aveva il numero 666. Il player è una macchina del demonio?
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Oct
Come vedete, c’è un nuovo oggetto nella barra laterale: una playlist, con relativo player.
L’idea è di proporre l’ascolto di una serie di brani già passati su questo blog e ormai finiti nel dimenticatoio per il rapido succedersi dei post (per esempio, questa prima playlist contiene molti brani postati l’anno scorso), ma anche di offrire una colonna sonora alla vostra navigazione sia su questo blog che altrove.
Basta infatti che apriate un altro TAB (in Firefox o IE7) oppure una nuova istanza del browser (in IE < 7) e il player continuerà a suonare.
Notate che il player NON PARTE IN AUTOMATICO. Se lo volete, dovete avviarlo cliccando play (>) oppure uno dei brani listati sotto. In quest’ultimo caso, la playlist partirà da lì.
Ovviamente dovrete fermarlo per ascoltare eventuali brani proposti sul blog, altrimenti suoneranno insieme.
Notate che, dopo aver avviato il player, il tasto play (>) viene sostituito dal tasto pausa (||). Premendolo, il player si ferma, ma mantiene la posizione e riparte da lì al seguente play (>). Con stop (il quadratino), invece, si ferma e torna all’inizio.
Inoltre potete regolare il volume del player in modo indipendente dal volume generale (almeno su linux) agendo sulle striscette all’estrema destra (dovete trascinare il mouse verso sin/des).
Le doppie frecce, infine, sono per andare al brano seguente (>>|) e precedente (|<<).
Nota per gli utenti di Internet Explorer
Dato che il browser micro$oft è particolarmente furbo (almeno fino alla versione 7), per par partire il player dovete cliccare due volte. Non è un problema del player, ma una “feature” di micro$oft. Infatti se ci andate sopra con il mouse senza cliccare, appare la scritta “clicca su questo oggetto per attivarlo e usarlo”. Quindi il primo click lo attiva e il secondo lo usa. Grande furbata. Non posso farci niente.
Come potete immaginare, la mia non è una colonna sonora molto convenzionale.
Al di là della semplice colonna sonora, però, quello che cerco di fare è accostare dei brani di musica sperimentale (colta e “incolta”) a brani classici e “pop” o di altre culture, tanto per mostrare che queste musiche non sono così incompatibili, ma si possono ascoltare l’una dopo l’altra senza particolari problemi.
So che le playlist sono molto discutibili. Queste sono le mie. Fatemi sapere cosa ne pensate.
So anche che questo player è esteticamente bruttino, ma ne ho provati una decina e a parte uno completamente programmabile in javascript e quindi un po’ faticoso da implementare, questo è l’unico che unisce le seguenti caratteristiche:
Se ne conoscete qualcuno con queste caratteristiche, fatemelo sapere.
Ditemi anche cose pensate dell’iniziativa.
Saluti, grazie per essere qui e buon ascolto.
9
Oct
Per favore, riselezionate il tema se ne avevate scelto uno diverso dal default.
Ho aggiunto una versione “lite” del tema S.N.O.W. senza immagini fisse e quindi con scroll facile.
Per farli stare nella tendina, ho cambiato tutti i nomi dei temi togliendo MGBlog001, per cui il vostro cookie non vale più.
Scusate.
Grazie
7
Oct
Ho fatto alcune nuovi temi per il blog apportando alcune piccole modifiche al fine di migliorare la leggibilità.
Potete selezionare quello che volete cliccando sulla tendina “Cambia Estetica”, subito sotto al calendario nella barra laterale (andate giù, dopo tutti i link).
Se sul vostro browser avete i cookies attivi (e dovreste averli a meno che non li abbiate disabilitati apposta), basta scegliere il tema una sola volta per ritrovarlo in tutti i collegamenti da quel computer (il cookie risiede sul vostro computer).
I temi sono
UPDATE
Per esorcizzare l’inverno ho fatto anche un tema S.N.O.W. stile distese di neve, ma per usarlo dovere avere una bella scheda grafica altrimenti lo scroll è lento a causa dell’immagine fissa di sfondo.
1
Apr
Today is MG Blog first birthday.
Oggi MG Blog compie un anno.
In verità è partito, con un post su JC (John Cage, non Jesus Christ) il 31 marzo, ma ne ho annunciato l’esistenza solo il primo aprile. Una specie di gioco, una cosa non troppo impegnativa.
Poi una storia d’amore è finita e mi sono trovato con un sacco di tempo libero. E ho dovuto riempirlo.
19
Jan
Come vedete (in alto a sin.), con l’anno nuovo e il mio compleanno sempre più maledettamente vicino, ho cambiato il sottotitolo per riflettere meglio il contenuto del blog. Forse cambierà ancora. Non so se è chiaro, ma l’aggettivo “Estreme” non è riferito solo alle Storie, ma a tutto quello che c’è sopra.
Per quanto riguarda la musica e l’arte, non mi sembra ci sia bisogno di spiegazioni; non mi occupo certo di produzioni “normali”.
Per la tecnologia, idem: non mi interessa la nuova ennesima versione di Cubase, ma la chitarra a 38 corde oppure un software legato alla sperimentazione come Max/MSP.
Per le storie, forse è il caso di spendere qualche parola.
Non vorrei che qualcuno pensasse che il fatto di dedicare loro un post implichi che io ammiro i tipi di cui parlo (quelli che mi conoscono lo sanno, ma qui arriva anche chi non mi ha mai visto). A volte può capitare, ma generalmente non è così.
In realtà quello che mi interessa quando posto questi aneddoti è raccontare delle storie estreme. Vedere come si è comportata una persona in una situazione che può andare dai limiti della “normalità” fino alla anormalità più completa. In fondo, è su queste situazioni che si basa la maggior parte dei romanzi (tranquilli, non ne sto scrivendo uno).
In fondo, io sono un figlio della guerra fredda. All’università l’ho anche studiata molto da vicino, sia dal punto di vista dell’ovest che dell’est. Io so perché un villaggio della germania centrale apparentemente normale e tranquillo valeva un sacco di punti in caso di invasione russa. Io ho visto le facce attonite dei responsabili di una base americana in germania quando ho dato loro il manuale operativo del missile pershing 2 che avevo trovato nel bidone dei rifiuti, fuori dall’area protetta.
Se è per quello, ho anche visto le facce spaventate dei boss della segreteria dell’università quando ho mostrato un certificato di laurea falso, ma vero, perché stampato con una stampante uguale alla loro, sulla loro carta intestata, recuperata dal solito bidone dei rifiuti (erano i primi anni ‘80, ma la tecnologia giocava brutti scherzi già allora a chi non la conosceva a fondo).
Poi ho girato mezzo mondo. In fondo ho qualche storia da raccontare. Spero che vi piacciano (o vi facciano pensare). Altrimenti potrei minacciare di scrivere un romanzo…