21
Aug
Sgomberata la Chimica

Mi fa tristezza e anche un po’ di rabbia la notizia dello sgombero della Chimica.
21
Aug

Mi fa tristezza e anche un po’ di rabbia la notizia dello sgombero della Chimica.
5
Jul

L’Italia si conferma ormai uno stato esplicitamente confessionale, in pieno balzo all’indietro nel tempo rispetto a tutto ciò che il laicismo degli anni sessanta e settanta sembrava aver gettato nel dimenticatoio. Ormai si attaccano anche l’arte e i videogiochi.
La notizia arriva ancora da Punto Informatico.
Il capogruppo alla Camera dell’UDC, Luca Volonté, ha chiesto al Ministro dell’interno, al Ministro per i beni e le attività culturali e al Ministro delle comunicazioni quali provvedimenti intendessero prendere in merito al balletto “Messiah Game” del coreografo tedesco Felix Ruckert, presentato alla Biennale di Venezia e al videogame “Operation Pedopriest” realizzato da Molleindustria e ispirato alle ben note vicende dei preti pedofili.
Allora, un po’ di particolari. Secondo le note di programma, il balletto di Ruckert (di cui vedete una bellissima scena dall’Ultima Cena) (continua…)
4
Jul
Secondo Punto Informatico, Wikipedia Italia è arrivata alla sofferta decisione di eliminare le fotografie raffiguranti opere architettoniche in Italia di progettisti ancora in vita, o morti da meno di 70 anni (come previsto dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore). Questo perché la legislazione italiana, a differenza di molti altri paesi, non contemplerebbe il cosiddetto “panorama freedom” (diritto di panorama), che permette a chiunque di fotografare e riprodurre quanto pubblicamente visibile senza preoccuparsi di dover trovare il progettista e pagargli i diritti d’autore.
Già in Italia si costruisce poco, ma così anche le opere di Piano, Fuksas, Piacentini e di tutta l’architettura moderna italiana non potranno essere viste da nessuno (almeno quelle residenti sul territorio nazionale, perché in tutti gli altri paesi il suddetto diritto esiste).
Così, mentre la Germania finanzia lo sviluppo di Wikipedia, l’Italia la diffida dall’uso di fotografie di quadri presenti nei propri musei, come ha fatto nel gennaio 2007 la Soprintendenza per il Polo Museale fiorentino e vieta la pubblicazione delle immagini di tutte le opere architettoniche moderne presenti nel proprio territorio.
C’è da chiedersi se, a questo punto, anche Google Earth sarà costretto a mascherare le sue foto satellitari con bollini neri sparsi per tutto il nostro paese.
In realtà un sistema per ovviare a questa legge idiota ci sarebbe. Basterebbe che l’Ordine interpellasse i propri aderenti o i loro eredi chiedendo di concedere motu proprio il diritto di panorama. Ma la vedo male…
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Feb
Segnalato da Federico C.
Veramente volevo smetterla con questa storia del logo iTaglia, ma questo è troppo bello.
Plaudo all’autore, lui sì che è un creativo!

27
Feb

La presentazione del logo Italia ha scatenato un vero vespaio fra i bloggers. Non ne ho trovato uno che ne parli bene (ma non ci ho perso più tempo di tanto).
Effettivamente, visto qui sopra nella sua interezza, così come si ammira su italia.it, colpisce il miscuglio di font diverse e di maiuscole e minuscole: la i è un times new roman minuscolo, la t è un cetriolo (ma anche un particolare tipo di font tahoma), le due a sono avangarde minuscole, l e i sono generiche sans serif maiuscolette.
Tutto questo senza contare la copia palese del simbolo di Izquierda Unida, come segnalo due post sotto a questo.
Il sito del governo ci fa sapere che il simbolo è stato ideato dalla società statutnitense Landor, grande muktinazionale del branding che ha lanciato alcuni tra i prodotti più conosciuti nel mondo come la Pepsi, la Kellog’s negli Stati Uniti e in Italia marchi come Alitalia, Bnl, Costa Crociere e Sanpaolo e ha vinto la gare di appalto per il marchio it.
Ora, io non sono un pubblicitario (odio l’intero settore), ma mi consta che le aziende pubblicitarie facciano qualche controllo per assicurarsi che un marchio non assomigli troppo ad un altro. Tanto più una come la Landor che disegna loghi per tutto l’orbe terracqueo.
La cosa mi lascia perplesso. Vedo diverse possibilità:
Altre possibilità?
Comunque, come logo, mi sembra piattino. Non mi dice molto, ma d’altra parte nel campo della pubblicità poche cose non mi fanno incazzare.
Per confronto, guardate questi loghi analoghi (nel senso di altre nazioni) che ho visto in spotx. A me quello della Spagna piace, nel senso che mi fa venire subito in mente la Spagna.

E quello della Repubblica Ceca che è divertente (ovviamente se lo avesseri fatto qui, tutti avrebbero sparato a zero)

Venendo poi al portale, se non penso al costo, non è male, nel senso che è il solito portale istituzionale. La parte storica è anche carina (magari manca qualcosa) e i contenuti non sono nulli. Per es., cercando verona escono 500 ref.: alcuni sulla città e quasi tutti i comuni della provincia (ma quanti sono?).
È il costo che mi sembra spaventoso, anche considerando il fatto che tecnologicamente è arretrato (formato tabellare, url impossibilmente lunghi). Secondo le ultime notizie, dei € 45.000.000 investiti sono stati finora spesi € 21.000.000 per il data entry (!!) e € 7.850.000 per l’infrastruttura. …azzo!!
Fra le varie reazioni, però, mi sembra doveroso citare Mike-Blog. Anche lui critica, ma propone.
Fosse successa una cosa del genere in USA, ce ne sarebbero già 10 di portali alternativi.
Per chiudere, ecco cosa si potrebbe rispondere (tratto dalla petizione dell’AIAP, l’associazione della grafica italiana)

24
Feb

Con tutti i soldi che hanno preso (il portale italia.it è costato 45 milioni di euro), copiano anche.
L’ADUC fa notare che il nuovo logo per il turismo italiano è praticamente identico al logo del partito spagnolo della sinistra estrema Izquierda Unida. Giudicate voi. L’idea grafica è la stessa.
Al di là di questa stupidaggine, però, pensiamoci un attimo: 45 milioni di euro! 87222150000 = 87 miliardi 222 milioni 150 mila vecchie lire! Un portale!?
No tag for this post.22
Feb

14
Feb

Roberto Castelli, 60 anni, presidente del gruppo Lega Nord Padania. Il senatore indossa un giubbotto di pelle 1000Miglia. T-shirt U.C. of Benetton. Jeans elasticizzati Henry Cotton’s. Cintura Paul Smith. Sneakers scamosciate Hogan.
Foto e testo tratti da Donna Moderna
Non ci posso credere, ma è vero.
Se è per questo ci sono anche Folena, Capezzone, Pec.Scanio, Grillini et altri. Seguite il link e scorrete pure i numeri sopra la foto. Chissà se Luxuria (unica parlamentare che stimo incondizionatamente) non è stata invitata o ha rifiutato.
Notevoli sono anche le facce (wow! incredibile, forse per un lapsus freudiano avevo scritto fecce; mi ha salvato il correttore ortografico) dei due di sforza itaglia che vedete qui sotto. Il primo in quello che potrebbe essere il suo normale atteggiamento parlamentare (la posa non si spiega altrimenti), mentre il secondo sembra impegnato nello sforzo più naturale del mondo (altra attività parlamentare?).


14
Feb
Sarà che S. Valentino mi rende nervoso, comunque il vecchio titolo di Cuore non muore mai…
Stasera, mentre preparavo la cena, ascoltando (più che guardando) la trasmissione/dibattito del ciccione su LA7 (8 e 1/2) dedicata al ritorno delle BR, ho visto e sentito Vittorio Feltri, direttore di Libero (!?), esprimere il proprio rispetto e la propria fiducia al pm Ilda Boccassini, che guida l’inchiesta.
Peccato che, fino a qualche anno fa, quando accusava Berlusca e Previti nei processi SME e IMI/SIR, lo stesso magistrato venisse sommerso di insulti e fatto oggetto di una feroce campagna di stampa dal Giornale, il cui direttore era allora (1999) lo stesso Feltri.
Si dirà: una persona può cambiare opinione. Mmmmhh, una persona sì….
30
Jan
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Andate a vedervi Grillo Parlante.
Questa macchina fa dei ritmi carini usando lettere tratte dalla voce di Berlusca con tanto di faccine (sue). Scrivete pure insiemi di lettere senza senso: funziona ancora meglio.
D’altronde, come fanno notare gli autori Ruben Coen Cagli e Stefano Pernache che la chiamano “Electoral Drum Machine”,
It is evident - as shown by the italian political campaign in 2006 - that contemporary videopolitic strategies rest upon the circulation of meaningless patterns, audiovisual cells governed by the rules of rhythm, repetition, pulsation, where the permanence of elements that still signify appears as superfluous. What matters is the ability of the media object (e.g. the speech of a leader) to graft to the social psychic fabric through the process of tuning. The meaningless fragment, thus, is able to duplicate itself and transfer its working schemes, namely to tune on itself the senses and percepts of the videolisteners. What was said is really of no importance.
Via Rhizome.org
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