18
Jul
Sub Contrabass Recorder
I think that a few of you have ever seen (and listen to) a sub contrabass recorder, a monster from early music (around 1600). So here it is played by Karel van Steenhoven.
Tags: strumenti18
Jul
I think that a few of you have ever seen (and listen to) a sub contrabass recorder, a monster from early music (around 1600). So here it is played by Karel van Steenhoven.
Tags: strumenti9
Oct
Sentite un po’ Pierre-Laurent Aimard che suona Bach, nientemeno che l’Arte della Fuga.
Oddio, niente da dire tecnicamente. Mi piace anche il suono, così chiaro, quasi clavicembalistico (anche il pedale è molto limitato). Mi lascia solo un po’ perplesso il fatto che lui ormai suoni tutto lo scibile pianistico disponibile…
Comunque questa è la sua prima incisione per DGG. Direi, un esordio impegnativo visto che va a confrontarsi con gente come Glenn Gould (che la iniziava con un metronomo lentissimo) o Sokolov.
In ogni caso, Aimard si appoggia sulla sua tecnica e a un primo ascolto non mi sembra sfigurare anche nei passaggi più difficili. Poi vedremo se mi emoziona…
13
Sep
Un simpatico video che mostra piuttosto bene come funziona un canone cancrizzante.
Segnalato da Open Culture
Tags: bach2
Jun
Secondo questo articolo della BBC (segnalato da Luca), un antico strumento di origine romanica utilizzato, via via sempre più raramente, fino all’epoca di Bach, è stato recentemente ricostruito dai ricercatori dell’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e dell’Università di Edinburgo.
Il Lituus ha l’aspetto di una lunga (2.4 m) tromba di legno e produce un suono simile a quello della tromba, ma con pronunciate inflessioni vocali.
Lo si può ascoltare dal player di questa pagina o da quello incluso nell’articolo.
Tags: strumenti19
Nov
Uff, finalmente oggi posso dormire… Sono quasi due settimane che mi alzo all’alba.
Intanto beccatevi questi notevoli esempi di basso profondo tipico della scuola russa. Dice bene johnxxx20000 che ha inserito il video in YouTube:
Here are two short extracts of an exceptional record of Russian choral work (which includes anonymous ancient liturgical chant, popular folk songs, and music by well known Russian choral composers, such as Tchesnokov and Gretchaninov), introducing some of the lowest voices in the world. The two singers here are Vladimir Pasuikov and, with an even lower voice, Viktor Wichniakov, one of the most famous Basso Profondo, who are unique to Russian singing. Their vocal range is at least one octave below the normal bass range (think Paul Robeson). In the first extract the bass hits the low Ab1; in the second the bass hits a G1. Not only do they possess the lowest notes of any choral singer, but the soloists have such full voices that the effect is immediately striking.
Enjoy those exceptional samples of the magnificent Russian choral art!
Comunque, uno degli effetti collaterali di You Tube che mi colpisce maggiormente e in modo sfavorevole è il fatto che, ormai, per mettere in internet della musica si sia costretti a realizzare un video. Per es. questo post è musicale. Qui il video ha una importanza assolutamente marginale e se ne potrebbe benissimo fare a meno. Esiste solo per poter mettere il tutto su uno dei siti più cliccati dell’orbe terracqueo.
No tag for this post.3
Jul
Here’s Czech Radio’s recent musical offering: It’s JS Bach’s complete Brandenburg Concertos with the early music ensemble Musica Florea freely available for download. A very worthy effort, especially since visitors have the option of downloading in lossless FLAC format.
Quella che vi faccio ascoltare è un MP3, ma dal sito potete anche scaricare tutto in formato FLAC (compressione senza perdita, quindi alta qualità).
Non so quanto durerà questa offerta, quindi approfittatene.
J.S.Bach - Brandenburg Concerto No. 3 in G Major - 1st mov - ensemble Musica Florea
Tags: bach26
Dec
No, non sono stato fulminato sulla via di Damasco. È solo il titolo di uno dei brani eseguiti dai monaci del Kiev-Pechersk Lavra.
Il Monastero delle Grotte di Kiev-Pechersk (Ucraina) è un grande insieme di costruzioni, fondato nell’11mo secolo da S. Antonio delle caverne e dichiarato nel 1990 patrimonio dell’umanità dall’Unesco (cliccate sull’immagine per ingrandire e qui per un’altra bella foto).
Parte del complesso è sotterranea e risiede nel sistema di caverne e stretti corridoi all’interno della collina (da cui il nome sia del monastero che del fondatore).
Dalla netlabel Magnatune, una bella raccolta di inni eseguiti dai monaci che vi risiedono.
Fra le 26 tracce del disco, ne ho selezionato alcune: un antico canto ortodosso, uno più recente composto da Sergej Rachmaninov e un bel brano di A. Gitnik che sento qui per la prima volta.
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A transcendent album features 26 hymns from the ancient church, sung by the monks of the historic Kiev-Pechersk cave monastery. Included are rare sacred music pieces by both Rachmaninov and the Italian composer J.Sarti, who was so enraptured by Orthodox singing that he left Italy for Russia in 1724 and lived there the rest of his life. Gorgeously layered, these venerable hymns bring together Byzantine traditions with those of old Russia.
From Magnatune netlabel
3
Jan

Fra la produzione di Magnatune c’è questo bellissimo disco di antichi canti della chiesa bizantina, georgiana e russa eseguiti dall’Ensemble Sreteniye.
Looking at the Magnatune productions I found this beautiful recording of Ancient Church Singing of Byzantine Georgia and Rus performed by the Ensemble Sreteniye.
No tag for this post.23
Nov
In Queene Elizabeths time there was a songe sent into England of 30 parts (whence the Italians obteyned the name to be called the Apices of the world) which beeinge songe mad[e] a heavenly Harmony. The Duke of ______ bearing a great love to Musicke asked whether none of our English men could sett as good a songe, & Tallice beinge very skillfull was felt to try whether he would undertake the Matter, which he did and mad[e] one of 40 p[ar]ts which was songe in the longe gallery at Arundell house which so farre surpassed the other th[a]t the Duke hearinge of the songe tooke his chayne of gold from of his necke & putt yt about Tallice his necke & gave yt him.
Ai tempi della Regina Elisabetta arrivò in Inghilterra un brano in 30 parti [cioè a 30 voci, nota mia] che creava una armonia paradisiaca (per cui gli italiani avevano ottenuto la più alta considerazione nel mondo).
Il Duca di ___ si era appassionato a questa musica e chiese se qualcuno dei nostri inglesi fosse in grado di scrivere un pezzo altrettanto bello. E Tallis, essendo molto esperto, fu ritenuto in grado di realizzare questo compito e ne fece uno in 40 parti che venne eseguito nella grande galleria di Arundel house e che superò di molto l’altro, al punto che il Duca, ascoltandola, si tolse la propria catena d’oro e la pose al collo di Tallis, donandola a lui.
Questo è quel poco che sappiamo della storia di Spem in Alium, il mottetto in 40 parti, scritto da Thomas Tallis verso il 1570 per 8 gruppi di 5 voci ciascuno.
Pensate che l’unico manoscritto di questo brano giunto fino a noi, ci è pervenuto solo perché, nel 1610, venne utilizzato durante la cerimonia di investitura a Principe di Galles di Enrico Stuart, figlio di Giacomo I di Inghilterra (era Giacomo VI di Scozia), con il testo rimaneggiato e tradotto in inglese (divenne Sing and Glorify, da lode a Dio a lode al sovrano; fortunatamente il testo originale è riportato alla fine della partitura).
Il brano non portò fortuna a Enrico Stuart, che morì di tifo a 18 anni, ma il fatto che venisse utilizzato in questa occasione testimonia della sua considerazione nella cultura del tempo.
Il Duca di cui si parla, potrebbe essere Thomas Howard, quarto Duca of Norfolk che finì sul patibolo nel 1572.
Secondo gli studiosi, l’opera in 30 parti a cui si allude nel testo è in realtà “Ecce beatam lucem” dell’italiano Alessandro Striggio, che, però, è a 40 voci (il 30 potrebbe essere un errore). In effetti, Striggio venne a Londra nel 1567 e nonostante non si sia trovato alcun accenno a una esecuzione di Ecce beatam lucem, Tallis potrebbe averlo conosciuto in questa occasione. Questa data, incrociata con quella dell’esecuzione del Duca di cui sopra, portano alla datazione del lavoro di Tallis.
Il brano di Striggio era per 10 cori a 4 voci e faceva largo uso dell’omofonia, secondo lo stile veneziano. Quello di Tallis, invece, è per 8 cori a 5, seguendo la configurazione del coro inglese (soprano, mezz’alto, controtenore, tenore, basso) e utilizza largamente l’imitazione tanto che, nelle prime 39 battute, il tema attraversa tutte le 40 voci, fino al possente “tutti” che fa venire i brividi e inizia a battuta 40.
Notate la coincidenza numerica? Ne esiste un’altra: la partitura è lunga 69 brevi e la somma delle lettere TALLIS nell’alfabeto latino è 69.
Il brano, comunque, è un tour de force a vari livelli, non ultimo quello ambientale. Se i cori sono piazzati circolarmente, seguendo la numerazione della partitura, allora in vari punti del brano il suono ruota letteralmente intorno al pubblico in senso orario all’inizio e in senso anti-orario verso la metà.
Inoltre Tallis sfrutta la distribuzione dei cori utilizzandoli anche in senso antifonico, suddivisi in 4 gruppi di 2 e in 2 gruppi di 4, con movimento sia est-ovest che nord-sud.
Nel finale, poi, dopo una breve pausa, i cori entrano tutti insieme sulla parola “respice” per concentrarsi nuovamente al centro e ri-espandersi in una intricata polifonia che sottolinea nel modo meno umile possibile la “humilitas” del verso finale.
La varietà e la quantità delle idee musicali che Spem in Alium contiene, ma soprattutto l’atmosfera che si crea nell’esecuzione, con il pubblico completamente circondato dai cori, ne fanno un’opera atemporale che ha ispirato parecchi autori contemporanei, fra cui Ligeti, Penderecky e Arvo Part.
Scarica la partitura dalla Choral Public Domain Library (Insieme - Parti)
Ascolta “Spem in Alium”
MIDI File
| Testo Originale in latino | Traduzione | Rifacimento del 1611 in inglese |
| Spem in alium numquam habui praeter in te Deus Israel qui irasceris et propitius eris et omnia peccata hominum in tribulatione dimittis Domine Deus Creator coeli et terrae respice humilitatem nostram |
Non ho mai riposto la mia speranza in altri che in te Dio di Israele che sarai irato e poi indulgente nel perdonare tutti i peccati dell’umanità sofferente Signore Dio creatore del cielo e della terra considera la nostra umiltà |
Sing and glorify heaven’s high Majesty, Author of this blessed harmony; Sound divine praises With melodious graces; This is the day, holy day, happy day, For ever give it greeting, Love and joy, heart and voice meeting: Live Henry princely and mighty, Harry live in thy creation happy. |
23
Nov

Thomas Tallis.
L’autore di Spem in Alium, il mottetto in 40 parti, e di molta grande musica.
È sepolto in Saint Alfege’s Church, Greenwich, London, England