Scritto da:Mauro Graziani @ 2010.09.18.03.12.49 — Archiviato in: Classica
Una rapida lezione sulla fuga e sul contrappunto. Tra l’altro, è un modo inedito di filmare il piano.
Fugue n°XXIV extract from 60 “Préludes & Fugues dans les Trente Tonalités” of Stéphane Delplace.
Based on the Henri Mancini’s Pink Panther Theme.
Interpreted by Stéphane Delplace.
Filmed and directed by Stéphan Aubé.
More : http://www.stephanedelplace.com
Scritto da:Mauro Graziani @ 2010.08.11.02.23.10 — Archiviato in: Classica, Europa, Web
C’è molta musica di alta qualità sul sito di Arte, la TV franco-tedesca visibile in tutta Europa,ma che non arriva in Italia nonostante l’appello lanciato nel 2004 da Abbado, perché spendere per la cultura non fa parte delle abitudini dei nostri governi.
Attualmente, a quanto mi consta, da noi Arte si può seguire gratuitamente solo mediante parabola satellitare in lingua francese o tedesca. Non mi risulta sia inclusa nei canali distribuiti gratuitamente sul digitale terrestre (gli abbonati a Sky, invece, la ricevono). Correggetemi se sbaglio.
Fortunatamente possiamo sempre contare sul sito web in cui troviamo parte della produzione di questo canale. Non si tratta solo di musica classica: il sito ospita anche pop rock & electro, jazz & blues, chanson française, world music, teatro e danza.
Intanto guardatevi il Quartetto Ebène impegnato in Bartok e Beethoven (rispettivamente il n. 1 in la minore e il n. 14 op. 131 in do diesis minore)
There is much high-quality music on the site of Arte, the Franco-German TV visible across Europe, but that we can’t see here in Italy despite the call by Abbado in 2004, because investing in culture is not part of the habits of our governments.
Currently we can only follow it for free through satellite dish in French or German language. I can’t find it even in the new public digital platform (the so called digital terrestrial).
Fortunately, we can always go on the internet where we find part of the production of this TV station. It is not just classical music: the site also hosts pop rock and electronica, jazz and blues, chanson française, world music, theater and dance.
Meanwhile, here is the Ebene Quartet playing Bartok and Beethoven (the Quartet No. 1 in respectively the minor and the Quartet No. 14 Op. 131 in C sharp minor)
Scritto da:Mauro Graziani @ 2010.07.27.00.56.13 — Archiviato in: Classica
Deutsche Grammophon & Decca celebrate the 200th anniversary of Chopin’s birth together with a revolutionary new site that seeks to open up to you the variety of interpretations of Chopin’s compositions that Deutsche Grammophon and Decca artists over the years have recorded.
Many recordings by Decca and DGG artists are available online in streaming audio.
You need to register to access the streaming, but registration is free.
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.12.28.00.35.50 — Archiviato in: Classica
The orchestral transcription of Modest Moussorgsky’s Pictures at an Exhibition is so well known that most people are surprised to find out that Moussorgsky originally wrote it for solo piano. Yet the orchestral arrangements are certainly better known to the general public. While the Ravel transcription is the most popular, this transcription by Leopold Stokowski is quite excellent and perhaps a bit more on the “rowdy” side..
Here is the original 78rpm recording of Stokowski’s version conducted by Stokowski and performed by The All-American Orchestra. Download from the Internet Archive or listen here:
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.11.30.00.01.14 — Archiviato in: Classica, Pop
Questi hanno un bel coraggio… Ma almeno sono sinceri… E hanno della tecnica…
A proud band. Of course I don’t appreciate this kind of arrangement, but this guys are really honest. They don’t bother with false or cerebral pronouncements. They play hard. Cool!
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.10.13.02.55.34 — Archiviato in: Classica, Storia
In questo articolo, pubblicato su l’Unità online, Roberto Cotroneo ci fa sapere che, secondo lo studioso italiano Luca Chiantore, Per Elisa non sarebbe di Ludwig van, ma si tratterebbe di un falso realizzato da un giovane musicologo tedesco, tale Ludwig Nohl, che nel 1865 scoprì il manoscritto autografo con gli appunti di Beethoven a Monaco di Baviera. Appunti mai portati a compimento, non una partitura.
Lo studioso italiano Luca Chiantore ha presentato all’università di Barcellona i risultati di un lungo lavoro musicologico. Questo lavoro dice una cosa: il più celebre, il più suonato brano musicale per pianoforte, “Per Elisa”, non è stato scritto da Beethoven. Ma fu un’opera, uscita dai cassetti del grande compositore 40 anni dopo la morte, riscritta da un giovane musicologo tedesco Ludwig Nohl, che nel 1865 scoprì il manoscritto autografo con gli appunti di Beethoven a Monaco di Baviera. Si trattava semplicemente di appunti, e non di un’opera per pianoforte compiuta.
Poi Cotroneo continua dicendo che, in fondo, lui lo aveva sempre sospettato:
Ma è stato fino ad oggi un brano inspiegabile per un compositore come Beethoven. Strano, pieno di banalità compositive, persino bruttarello in quella terza parte del brano che sembra scimmiottare Beethoven senza averne né il genio e neppure le capacità. Chiunque ha eseguito le sonate per pianoforte del grande compositore, di fronte a “Per Elisa” rimane costernato.Come poteva aver scritto una cosa del genere, un genio come Beethoven?
Oddio, io al massimo ho pensato che alcune soluzioni erano un po’ banali, ma ho pensato anche che, in fondo, capita a tutti. O magari LvB temeva che la tipa a cui era dedicata (che fosse Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza o Elisabeth Roeckl) non avrebbe apprezzato una elucubrazione complessa e così tutto lo sforzo sarebbe stato vano…
La stessa notizia, in formato più scarno, sul Corriere.
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.10.09.02.51.57 — Archiviato in: Antica, Classica
Sentite un po’ Pierre-Laurent Aimard che suona Bach, nientemeno che l’Arte della Fuga.
Oddio, niente da dire tecnicamente. Mi piace anche il suono, così chiaro, quasi clavicembalistico (anche il pedale è molto limitato). Mi lascia solo un po’ perplesso il fatto che lui ormai suoni tutto lo scibile pianistico disponibile…
Comunque questa è la sua prima incisione per DGG. Direi, un esordio impegnativo visto che va a confrontarsi con gente come Glenn Gould (che la iniziava con un metronomo lentissimo) o Sokolov.
In ogni caso, Aimard si appoggia sulla sua tecnica e a un primo ascolto non mi sembra sfigurare anche nei passaggi più difficili. Poi vedremo se mi emoziona…
J.S. Bach - Contrapunctus I dall’Arte della Fuga, Pierre-Laurent Aimard pianoforte.
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.08.16.17.02.47 — Archiviato in: Classica
Il Fragment an Sich (Frammento in sè) è un brano per pianoforte solo, scritto dal filosofo Friedrich Nietzsche, datato Ottobre 1871.
Ve lo presento come curiosità. perché, dal punto di vista musicale, non mi sembra molto interessante. A mio avviso, sembra più che altro uno studio delle tecniche di armonizzazione, così come potrebbe fare uno studente.
Diversa, invece, è l’opinione di Simone Zacchini che, nel suo Al di là della musica. Friederich Nietzsche nelle sue composizioni musicali (Franco Angeli Ed.), ne fa una dotta analisi e conclude che, in questa pagina “è possibile seguire i segni di una profonda riflessione armonica e di una complessità di scrittura che nulla ha da invidiare ad altre e più note pagine pianistiche della letteratura romantica”.
Cortesemente, dissento. Queste parole mi sembrano più appropriate per altri e più maturi brani di Nietzsche, come la Manfred-Meditation, del 1872, final ver. 1877, dotata di un impianto armonico più sicuro e tradizionale.
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.08.14.00.01.26 — Archiviato in: Classica
Michele ha segnalato questo sito, online da Febbraio 2009.
Contiene varie partiture di musica classica libere (copyright scaduto) e parecchi MP3 (non tutti di buona qualità sotto l’aspetto interpretativo). I link per scaricare le partiture in pdf si trovano in fondo alla relativa pagina. La trasmissione è un po’ lenta.
Interessante anche il progetto Music Theory Textbook che si propone di elencare i testi e gli articoli di teoria musicale liberamente scaricabili (pochi, per ora) e una radio online che propone una selezione delle esecuzione presenti sul sito.
Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.07.17.00.01.42 — Archiviato in: Arte Visuale, Classica
Un post su Allmusic blog mostra l’evoluzione delle copertine dei dischi di musica classica dagli anni ‘60 ad oggi, sottolineando che, mentre un tempo la stessa cover evidenziava una distinzione di genere (cioè era seriosa), oggi non sia più così.