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Archive for the 'Pop' Category

19

Jun

Robot Band

Scritto da:Mauro @ 2008.06.19.01.12.16 — Archiviato in: Pop, Tecnologia

Robot bands are coming. Questi sono The Trons, neozelandesi. Eccoli provare “Sister Robot” (la loro versione di Sister Ray dei Velvet).

Trovo la voce fantastica. Per ora, comunque, abbiamo solo questo video e non è per niente chiaro se si ascoltano e come si sincronizzano oppure come siano controllati. E nemmeno come venga generata la voce. Vedremo.

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16

May

Riconoscere le canzoni…

Scritto da:Mauro @ 2008.05.16.18.09.44 — Archiviato in: Pop

… dal primo verso. È l’ultimo meme viaggiante sui blog musicali americani, classici e non. Il vecchio giochino ogni tanto rispunta con qualche variante. In questa, non si devono proporre apposta canzoni difficili, ma devono essere quelle canticchiate in questo periodo.

Ecco i primi versi delle mie. La cosa buffa è che mi rendo conto che alcune le canticchio da anni.

  1. È una storia da dimenticare
  2. I was five and she was six
  3. E se l’amore che avevo non sa più il mio nome (questo non è il primo verso in assoluto; è il primo dell’inciso ed da lì che la canto)
  4. When I’m lyin’ in my bed at night
  5. In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità
  6. It’s a God awful small affair
  7. Got no time for the corner boys
  8. Didn’t know what time it was and the lights were low
  9. I’ll find a place somewhere in the corner
  10. Pushing thru the market square
  11. Stranger still in another town
  12. Dónde estás, caballero gallardo
  13. So, so you think you can tell
  14. The killer lives inside me
  15. There is no pain you are receding (questo non è il primo verso in assoluto; è il primo dell’inciso ed da lì che la canto)
  16. Goodbye to my Juan, goodbye, Rosalita (idem)

Qualcuna è molto facile, altre no. Vi do qualche giorno, poi metterò un aiutino…

UPDATE

Siete un po’ deludenti. Per facilitarvi le cose, ecco la lista degli esecutori originali in ordine sparso:
Pink Floyd, De André. Fossati, Woody Guthrie, Van Der Graaf, Hammill, Nicolis, Bowie, Tom Waits, Eno, Sonny and Cher.

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9

May

Beyond The Beat Generation

Scritto da:Mauro @ 2008.05.09.01.58.22 — Archiviato in: Pop

Se vi interessa una net-radio che trasmette sconosciute ma originali band dei roaring sixties, dal mod all’acid rock, dal merseybeat alla psychedelia, eccola:

In questo momento sta passando Short Yellow, una band californiana, ca. 67, che imitava piuttosto bene i Jefferson Airplane. La cosa incredibile è che mi sembra continuamente di sentire gruppi conosciuti, ma guardando la playlist mi rendo conto di non averne mai sentito nominare nemmeno uno.

OK, finalmente ne è arrivato uno conosciuto: i Quicksilver di John Cipollina.

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19

Apr

La canzone più orrenda

Scritto da:Mauro @ 2008.04.19.00.01.03 — Archiviato in: Pop

Una coppia di artisti concettuali russi (Vitaly Komar e Alex Melamid) ha cercato di determinare, mediante una serie di interviste, quali siano le caratteristiche musicali più odiate in una canzone al fine di comporre il brano più nefando di tutti i tempi. Fra le le cose più citate troviamo le seguenti

The most unwanted music is over 25 minutes long, veers wildly between loud and quiet sections, between fast and slow tempos, and features timbres of extremely high and low pitch, with each dichotomy presented in abrupt transition. The most unwanted orchestra was determined to be large, and features the accordion and bagpipe (which tie at 13% as the most unwanted instrument), banjo, flute, tuba, harp, organ, synthesizer (the only instrument that appears in both the most wanted and most unwanted ensembles). An operatic soprano raps and sings atonal music, advertising jingles, political slogans, and “elevator” music, and a children’s choir sings jingles and holiday songs. The most unwanted subjects for lyrics are cowboys and holidays, and the most unwanted listening circumstances are involuntary exposure to commercials and elevator music.

Poi, naturalmente, l’hanno composta. Eccovi quindi, di Vitaly Komar e Alex Melamid, The Most Unwanted Song [mp3, streaming audio e considerando la durata, vi consiglio quest’ultima modalità di ascolto].

Secondo gli autori, fatti i debiti calcoli statistici, questo brano dovrebbe essere gradito al massimo a 200 persone al mondo. Per quanto mi riguarda, nel complesso è piuttosto orrendo, però alcuni punti mi piacciono…

Via ArtsJournal

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27

Feb

Thiaz Itch

Scritto da:Mauro @ 2008.02.27.03.07.29 — Archiviato in: Pop

Un’altra band di 8 bit music. Forse non è giusto etichettarli così, ma questo album, “El baile de los fantasmas”, mi ricorda maledettamente i Residents.

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This special Thiaz Itch album is a collection of horror and frightening musics from 2005 to 2007. It blends dark ambient and ghostly beats together, recounting a phantasmal stunning story.

About Thiaz Itch:
Born near 1999, half-way between crude-hardcore and infantile naivety, this unstable toon tells the musical stories of his coloured and pixellized universe. By his eclectic influences and his sound research, he intersects marrowy atmospheres and diabolic rhythmics, metal aggressiveness and puerile happiness, for finally producing a musical flow in constant mutation

Download the whole album

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6

Feb

Across the universe

Scritto da:Mauro @ 2008.02.06.00.01.12 — Archiviato in: Pop, Scienza

Secondo Wired Magazine, nella notte fra lunedì e martedì, a mezzanotte UTC (l’una ora italiana), la NASA ha lanciato via radio Across the universe da una antenna presso Madrid verso la stella polare.

Il tutto per celebrare i 40 anni della canzone (uscita nel 1969 ma composta nel 1968), i 45 anni del NASA’s Deep Space Network e i 50 anni della stessa NASA.

Il brano dei Beatles, principalmente opera di John Lennon, viaggerà alla velocità della luce per 431 anni percorrendo 2.5 quadrilioni di miglia fino a raggiungere Polaris, la stella del nord.

Across the universe, appunto…

Via Open Culture

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8

Dec

Nothing’s gonna change my world

Scritto da:Mauro @ 2007.12.08.18.07.12 — Archiviato in: Pop

Tanto per restare in tema, oggi hanno sparato a John Lennon.
La lista delle canzoni attribuite a Lennon, con e senza Beatles, è qui.

Grazie a Deezer, possiamo goderci questa playlist del nostro in modo del tutto legale (mi rendo conto sempre di più che Deezer è un passo avanti incredibile per la diffusione della musica in rete, ammesso che lui funzioni e che telecom ci dia una linea decente; in effetti alle 18 sono casini).
Fate doppio click su uno dei titoli se la musica non parte cliccando il play. Come al solito i fortunati possessori di Internet Explorer devono cliccare un paio di volte, una per attivare l’oggetto, l’altra per usarlo (ma perché non vi scaricare un browser decente?).

La cosa interessante delle playlist come questa è che vengono fatte seguendo un ordine che non ha niente a che fare con quello temporale. Dopo aver cercato Beatles su Deezer, ho fatto un pallido tentativo di ottenere una lista ordinata in base alla data, ordinando l’elenco per album.
Per i Beatles, però, è inutile, perché le case discografiche hanno messo in giro una tale quantità di raccolte e antologie che nello stesso disco ti trovi cose temporalmente lontanissime. Così ho abbandonato l’idea e ho preso i pezzi come venivano. Il risultato è che spesso ci sono dei salti temporali che, in un istante, ti buttano in un’atmosfera completamente diversa. D’altronde la non-sequenzialità è post moderna…
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Continuing this obituary theme, 27 years ago John Lennon had been shot.
Thanks to Deezer, we can enjoy this Lennon playlist. A complete list of the songs credited to Jonh Lennon is here.
Please, double click a title in the list if the music don’t start clicking the play button.

free music

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6

Dec

Congotronics

Scritto da:Mauro @ 2007.12.06.00.01.55 — Archiviato in: Africa, Extra Europea, Pop

Konono N°1 was founded over 25 years ago by Mingiedi, a virtuoso of the likembé (a traditional instrument sometimes called “sanza” or “thumb piano”, consisting of metal rods attached to a resonator). The band’s line-up includes three electric likembés (bass, medium and treble), equipped with hand-made microphones built from magnets salvaged from old car parts, and plugged into amplifiers. There’s also a rhythm section which uses traditional as well as makeshift percussion (pans, pots and car parts), three singers, three dancers and a sound system featuring these famous megaphones.
Konono N°1 is the first volume of Crammed’s new series Congotronics, which is devoted to electrified traditional music from the Congo.
Out now: Congotronics vol.2, entitled Buzz and Rumble in the Urban Jungle, is a CD+DVD featuring no less than six different Kinshasa bands. (audio excerpts below)
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Anche nelle attività creative l’Africa costruisce riciclando la spazzatura del primo mondo.

Konono N°1 è una band formata da musicisti provenienti dall’area di confine fra Congo e Angola. Il loro repertorio attinge largamente alla Bazombo trance music, ma, grazie anche ai loro impianti autocostruiti, hanno sviluppato un stile che, dal punto di vista fonico, sfiora il rock sperimentale e la musica elettronica.

Nella foto a sinistra, per esempio, potete vedere un mixer e un microfono costruiti a mano e quasi totalmente in legno.

In quella a destra, invece, una serie di ikembé elettrificati (uno strumento tradizionale noto anche come sanza e conosciuto da noi nella versione caraibica con il nome di kalimba) nelle versioni bassa, solista e accompagnamento (da sin. a des.).

C’è da scommettere che fra poco, diventeranno di moda.

Dopo il primo CD di Konono N°1, ora esce il secondo, in formato CD+DVD nella serie Congotronics dell’etichetta Crammed/SSR. È una compilation di 6 bands e si intitola Buzz and Rumble in the Urban Jungle.
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Estratti audio / Audio excerpts
Konono N°1 - Lufuala Ndonga (mp3)
Masanka Sankayi (RealAudio)
Basokin (RealAudio)

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5

Dec

1/2 Mensch

Scritto da:Mauro @ 2007.12.05.00.01.35 — Archiviato in: Pop

Gli Einstürzende Neubauten occupano quel territorio di confine in cui confluiscono estetiche legate sia al rock che alla scena rumorista tedesca derivante dalla musica concreta. A differenza di questi ultimi, però, loro tendono ad inserire il materiale concreto in una forma rock, tipicamente con funzioni percussive (su oggetti di metallo e legno) o di drone (usando trapani, fresa e sega a nastro).

Sono fra i fondatori della corrente Industrial che sconvolse la scena musicale europea (e non) all’inizio degli anni 80 con l’utilizzo di strumentazioni atipiche, comprendenti martelli pneumatici, lamiere metalliche, tubi flessibili, compressori e altri elementi capaci di creare un suono alienante, ricco di dissonanze, rappresentativo della moderna civiltà industriale.

Dagli anni 90 in poi, la loro foga distruttiva si è stemperata in brani più lineari.
Devo dire che li preferivo iconoclasti, come in questo estratto di circa 9 minuti dal film Halber Mensch (half humans) di Sogo Ishii.
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A 9 minutes excerpt from the Sogo Ishii film Halber Mensch (half humans) featuring the Einstürzende Neubauten.

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23

Nov

L’oscuro lavoro del bassista

Scritto da:Mauro @ 2007.11.23.18.30.18 — Archiviato in: Pop

Sometimes someone ask me what a bass player exactly does in a rock band. Some people think the bass plays only a few notes.
Well, I don’t know what today’s bass players do, but I know what they could do. Click the link below to see two videos. In the first there are the Who playing Wont Get Fooled Again. In the second, the bass player only.
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Quando, da piccolo, suonavo in una rock band, suonavo il basso. Mi divertivo molto perché il basso è uno strumento che nessuno ascolta e così potevo fare quasi tutto quello che volevo.

Ancora oggi, trovo gente che si chiede cosa faccia esattamente il basso, oltre a quelle poche note che per caso si sentono.
Bene, che cosa faccia nel panorama pop attuale non lo so, ma so cosa dovrebbe fare. Cliccate qui sotto e date un’occhiata. Ci trovate il video di una canzone degli Who dei tempi andati e poi un altro della stessa canzone in cui si vede e si sente solo il basso (va detto che Entwistle era un caso raro; un altro così era Jack Bruce).
(continua…)

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