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Archive for the 'Copyright' Category

26

Sep

Ritorna Pirate Bay

Scritto da:Mauro @ 2008.09.26.00.34.59 — Archiviato in: Copyright, Web

the pirate bay logoIl Tribunale del Riesame di Bergamo ha riconosciuto la validità del ricorso di Peter Sunde, uno dei tre admin della Baia dei Pirati e ha ordinato il dissequestro del sito di Pirate Bay, sequestrato, per gli utenti italiani, il 10 Agosto.

Il ricorso si basava su argomenti procedurali (il sequestro non era mai stato notificato a Peter Sunde), ma soprattutto su questioni sostanziali. La motivazione del blocco, infatti, era che Colombo-bt, il nodo italiano di Torrent a sua volta sequestrato per violazione di copyright, reindirizzasse spesso gli utenti a Pirate Bay per lo scaricamento dei file, nonché, incredibile a dirsi, il nome del sito.

Gli avvocati di Sunde hanno avuto buon gioco nel sostenere che il mero conteggio statistico degli accessi a Pirate Bay via Colombo-bt non è sufficiente a ritenere che sul sito svedese si producessero violazioni di copyright. In quanto alla faccenda del nome, non vale nemmeno pena di parlarne.

Come ha dichiarato uno degli avvocati di Sunde

Il problema è che si dispone una inibizione non sulla base di un reato posto in essere ma di una presunzione statistica allora si censura e non si sequestra

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5

Sep

Google Chrome: indietro tutta

Scritto da:Mauro @ 2008.09.05.02.51.47 — Archiviato in: Copyright, Privacy, Web

Dopo le polemixhe generate dall’articolo 11 dell’EULA di Chrome, che sembrava concedere a Google una licenza a vita su qualsiasi contenuto venisse visualizzato nel browser (vedi i commenti al post del 4/9), la compagnia ha fatto una veloce conversione a U, chiarendo che l’art. 11 era frutto di una svista di copia e incolla.

So for Google Chrome, only the first sentence of Section 11 should have applied. We’re sorry we overlooked this, but we’ve fixed it now, and you can read the updated Google Chrome terms of service. If you’re into the fine print, here’s the revised text of Section 11:

11. Content license from you
11.1 You retain copyright and any other rights you already hold in Content which you submit, post or display on or through, the Services.

And that’s all. Period. End of section.

aggiungendo che ci vorrà un po’ per propagare la modifica in tutti i 40+ linguaggi della distribuzione, comunque il cambiamento è retroattivo.

In effetti, nel momento in cui scrivo, la versione inglese è già aggiornata; quella in italiano, non ancora.

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13

Aug

Sperimentare la censura: adesso possiamo

Scritto da:Mauro @ 2008.08.13.18.01.38 — Archiviato in: Copyright

the pirate bay logoThe Pirate Bay has been “censored” in Italy following an urgent decree from a deputy public prosecutor. Pirate Bay’s IPs and the domain name are inaccessible, as they are blocked by ISPs all over the country. Whether these blocks will be very effective, however, is doubtful, since The Pirate Bay has already announced several countermeasures.

Read about on Torrent Freak.

Avete mai sperimentato personalmente la censura? No? Avete sempre pensato che la censura fosse una cosa da piccoli regimi del terzo mondo governati da dittatori?

Sbagliato. Adesso potete. Il popolare sito di torrent The Pirate Bay, che promuove il peer to peer e la libertà di espressione su Internet, è stato bloccato per tutti gli utenti italiani in ottemperanza a un’ordinanza del gip di Bergamo emessa nell’ambito di una indagine per violazioni alla normativa del diritto d’autore nel corso della quale è stato sequestrato anche il sito italiano di torrent Colombo-bt.

Attualmente, The Pirate Bay risulta già bloccato da parte di Telecom Italia, Fastweb e Wind, tra gli altri. Tutti però, con i propri tempi tecnici, si dovranno adeguare alle richieste del gip. Il blocco, inoltre, non è facilmente aggirabile perché, a quanto pare, è a livello di ip, non di dns, quindi non basta utilizzare open dns, ma bisogna collegarsi tramite un proxy estero oppure Tor.

Già in Italia la censura era operativa. Risultano infatti bloccati, per gli utenti italiani, parecchi casinò online esteri per impedire che gli italiani possano giocare senza pagare le relative tasse statali. Ma questa volta il blocco è contro un popolare sito internazionale che non fa pirateria diretta (non ospita file sul proprio sito) ed è noto per diffondere anche materiale sui diritti umani e la libertà di espressione. Finora The Pirate Bay non era mai stato bloccato né in Nord America né in Europa. La notizia è così inedita da finire perfino su Google News e attirare commenti un po’ ovunque, sul web internazionale.

L’organizzazione The Pirate Bay ha già fatto sapere che intende presentare ricorso, come ha già dovuto fare in diverse occasioni, vincendo. Nel frattempo ha cambiato l’ip di un sito mirror, LaBaia.org, che risulta attualmente raggiungibile e ospita anche una “Important New for Italian Users” dall’eloquente titolo “Fascist state censors Pirate Bay”.

Come fa giustamente notare Mytech

Nel frattempo la vicenda solleva domande su come sia facile bloccare un sito Internet, in Italia: con la leva del blocco a scopo cautelativo, prima che il processo abbia termine o soltanto inizi. Un sito che- ricordiamolo- non faceva pirateria diretta e sulle cui responsabilità non c’è ancora certezza giuridica. Lo stesso destino finora in Italia l’hanno subito i blog accusati di diffamazione. Ora per la prima volta tocca a un sito internazionale. Quale sarà la prossima vittima: Google, magari per una denuncia a Google News da parte di un editore?

Al di là di questo, fra soldati e censure, resta sempre vivo il sospetto espresso perfino da Famiglia Cristiana “che in Italia stia rinascendo il Fascismo sotto altre forme”.

UPDATE ore 18:20
A differenza di quanto annunciato da vari siti, ho sperimentato che, almeno per ora, il blocco è a livello di dns. Quindi basta sostituire ai dns forniti dal provider altri dns pubblici come quelli di Open Dns che sono 208.67.222.222 e 208.67.220.220 e il sito torna raggiungibile.

UPDATE ore 19:45
Erri informa che anche LaBaia.org non è più raggiungibile. Il blocco è sempre a livello di dns. Quindi basta sostituire ai dns forniti dal provider altri dns pubblici come quelli di Open Dns riportati sopra.

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19

May

Windows Vista copy protection

Scritto da:Mauro @ 2008.05.19.01.47.07 — Archiviato in: Copyright, Software

Windows Vista comincia a fare il suo lavoro. La registrazione di vari programmi della NBC viene bloccata.

Dobbiamo darci un po’ da fare per bloccare questi sistemi. Se è vero che per ora la cosa non ci tocca, quando arriveranno anche da noi (alla periferia dell’impero), ormai sarà troppo tardi.

Date un’occhiata qui e soprattutto qui.

vista block

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18

May

IMSLP riaprirà

Scritto da:Mauro @ 2008.05.18.18.28.56 — Archiviato in: Copyright, Musica

Una buona notizia: l’International Music Score Library Project (IMSLP) riaprirà a Luglio.

IMSLP era uno degli archivi più forniti di partiture ormai prive di copyright per decorrenza dei termini e quindi liberamente scaricabili. Purtroppo i termini di scadenza del copyright non sono uguali in tutti gli stati. In Canada, dove risiede il sito di IMSLP, sono più brevi rispetto agli USA e all’Europa (50 anni dalla morte dell’autore contro i 75 o peggio di molti altri stati).

Di conseguenza, nell’ottobre 2007, Universal Edition aveva minacciato di portare il sito in tribunale per alcune partiture il cui copyright era scaduto in Canada, ma non in Austria.

Era chiaro a tutti che IMSLP aveva ragione e la suddetta minaccia era pretestuosa. Quello della scadenza del copyright è effettivamente un vuoto legislativo causato dall’internazionalità di Internet, ma, finché non sarà colmato, quello che tutti dobbiamo fare è rispettare le leggi in vigore nello stato in cui il sito risiede.
Tuttavia il gestore di IMSLP non aveva i mezzi per affrontare una causa internazionale che, quasi certamente, alla fine avrebbe vinto, ma che, nel frattempo, avrebbe generato un sacco di spese ed era stato costretto a chiudere.

La chiusura di IMSLP era stata vista da tutta la rete come un sopruso, anche perché non era sicuramente la presenza di quattro partiture del ‘900 che avrebbe potuto danneggiare Universal Edition.

Il dato di fatto è che gli editori ricorrono a questi mezzi nel tentativo di conservare il controllo di un mercato che viene effettivamente ridotto dalla stessa esistenza della rete. Il copyright sulle partiture di, per es., J.S. Bach è scaduto in tutto il mondo, tuttavia, fino ad alcuni anni fa, l’unico modo legale che avevamo di procurarcene una era comprarla da chi la stampava e la rivendeva con un certo margine di guadagno per tutta la filiera.
Oggi, invece, basta che qualcuno impagini la suddetta partitura con un qualche software, ne faccia un pdf e lo metta in rete per distribuirla gratuitamente a tutto il mondo.
Questa situazione, però, è senza uscita. Deriva direttamente dai cambiamenti imposti dalla tecnologia. Non è possibile proibire la diffusione di qualcosa che è libero da diritti e gli editori devono rassegnarsi e puntare su prodotti derivati. Per esempio, la stessa partitura, opportunamente commentata e rivista da un qualche esecutore, magari importante, ricade nel copyright. Ecco quindi che l’esistenza della rete può spingere alla creazione di prodotti migliori.

Il caso di IMSLP è di enorme importanza per l’esistenza stessa del concetto di public domain e in sua difesa si sono mosse quasi tutte le associazioni del settore. Forte di questo sostegno, Feldmalher, il gestore di IMSLP, ne ha annunciato la riapertura per Luglio 2008.

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7

Apr

CDDB

Scritto da:Mauro @ 2008.04.07.00.01.56 — Archiviato in: Copyright, Software

Certo, il CDDB è una grande idea. Molti se ne servono senza nemmeno saperlo e probabilmente ignorano anche che cosa sia, ma la sua storia è esemplare per quanto riguarda il rapporto fra libera iniziativa, diffusione della conoscenza e major.

Dunque, la storia è questa.

Quando vennero stese le specifiche del CD audio, i progettisti originali, Philips e Sony, non si preoccuparono minimamente di includere nel disco alcun identificativo, come, per es., il titolo del disco, i nomi degli autori e i titoli dei brani.

Come spesso accade, non si resero conto immediatamente delle possibilità offerte dalla tecnologia digitale e un nuovo medium venne visto unicamente come un sostituto del vecchio che era semplicemente un supporto per l’audio, senza nessuna informazione correlata. Non pensarono che, essendo il nuovo formato digitale, sarebbe stato semplice includere un record che riportasse dei dati riguardanti il contenuto. Sul vinile non c’era, quindi perché metterlo sul CD?

(continua…)

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17

Jan

E sia il degrado!

Scritto da:Mauro @ 2008.01.17.02.22.42 — Archiviato in: Copyright

Il Disegno di legge S1861, approvato mentre noi facevamo festa (?) nella notte fra il 21 e il 22 Dicembre ha fatto due cose: ha trasformato la SIAE in Ente pubblico economico e ci ha fatto graziosamente sapere che cosa può essere messo in rete e a quali condizioni.

L’articolo 70 della vecchia Legge 22 aprile 1941 n. 633 (e successive modifiche) sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio viene modificato con l’aggiunta del comma 1-bis e diventa

    1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

    1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

Questo comma è stato giustamente attaccato da tutte le parti. Non vedo, infatti, quale utilità possa avere la pubblicazione in rete di immagini e musica a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico. Se io mettessi in rete le dispense di musica contemporanea che ho scritto per i miei studenti (fine didattico), ma per farlo dovessi degradare i brani musicali ivi contenuti (che essendo di musica contemporanea sono ancora soggetti al diritto d’autore), le suddette dispense non servirebbero a nessuno. Così come non si capisce cosa se ne faccia uno scienziato di immagini a bassa risoluzione.

Tuttavia, questa legge ha una interessante conseguenza che, nell’indignazione generale, mi pare sia sfuggita.

Il suddetto art. 70 fa parte del Capo V delle legge 633 che elenca eccezioni e limitazioni al diritto d’autore. Questo comma, quindi, mi dà il diritto di mettere in rete qualsiasi brano musicale, anche attualmente soggetto al diritto d’autore, purché non a scopo di lucro (come in questo e molti altri siti e blog; non ci vendo niente e non c’è nemmeno la pubblicità), a fine didattico/scientifico (e qui basta scrivere una dotta analisi musicale del brano) purché sia sufficientemente degradato.

Quindi, supponendo che qui ci sia una bella analisi didattica di Solsbury Hill di Peter Gabriel e a questo punto potrei dire:

ascoltate Solsbury Hill di Peter Gabriel.

Allora, avete sentito? Vi piace? Come? Fa schifo? Non posso farci niente. È degradato, ai sensi della Legge 633 (e successive modifiche).

Ma questo non è un problema, anzi, è una fantastica opportunità! D’ora in poi possiamo, anzi dobbiamo, per legge, degradare tutto. È fantastico!

Si dia il via a una colossale operazione artistica!

Sia il degrado!!

D’ora in poi non ci deve essere blog che non metta brani di Tiziano Ferro, Ramazzotti, De Gregori, Jovanotti, ma anche di Sting, di Madonna, di Bono fino a Schoenberg, Webern, Berio, Stockhausen, Nono, degradati al punto da essere opere nuove!
E questo pezzo che non so di chi sia? Non importa, nel dubbio, degrada!

E quando gli avvocati di Tiziano Ferro, Ramazzotti, Jovanotti, Sting, Bono, Madonna, etc. ci scriveranno dicendo: “La diffido dall’esporre al pubblico opere del mio assistito così orribilmente deturpate”, noi risponderemo “C…o vuoi!? È LA LEGGE ITALIANA CHE ME LO IMPONE!”

E infine, noi della musica contemporanea possiamo solo guadagnarci. Posso mettere in linea tutto Hymnem di Stockhausen. Voglio vedere quale funzionario SIAE oserà dire che non è degradato. Ma non li sentite, tutti questi disturbi radio che interrompono gli inni nazionali!

A proposito, i pittori non si salvano. Ecco quattro versioni di un poetico quadro di René Magritte secondo i dettami della Legge 633 (e successive modifiche).

Ma così sono opere nuove! E carine, per di più.
Wow! Sono così belli che quasi quasi li firmo e li deposito. Faranno parte di una serie che chiamerò “Downgraded Magritte”. Fantastico!
Come disse Dalì «Non comprate i quadri contemporanei, fateveli!»
Lunga vita alla Legge 633 (e successive modifiche).

Però c’è un problema. Se adesso sono quadri miei, per metterli in rete, li devo ulteriormente degradare. E così farò dei nuovi quadri che firmerò e depositerò. E che poi, per metterli in rete, dovrò nuovamente degradare. Aaaaagh!

_________________________________

Spero che abbiate capito la provocazione. Ma questa legge è veramente paradossale e fuori da un qualsiasi buonsenso. Cosa hanno nella testa i nostri politici? Vermi?

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17

Oct

Riflessioni su Deezer

Scritto da:Mauro @ 2007.10.17.18.28.15 — Archiviato in: Copyright, Mercato, Musica

deezer_logo

Ci sono alcune annotazioni da fare su servizi come Deezer:

La prima è che si tratta sicuramente di un bel passo verso il superamento dell’attuale modello di business per andare verso un sistema di distribuzione diffusa. Un passo che le netlabel hanno già fatto da tempo, ma senza star.
Puntualizzo: non voglio sminuire l’importanza delle netlabel, anzi, le stimo molto per le novità che distribuiscono (e presto ci sarò anch’io), ma per arrivare al grande pubblico, attualmente le star sono necessarie e perché la gente si abitui, il concetto di nuovo modello di distribuzione deve essere ribadito più e più volte.

Il punto in Deezer è la generalità. Ho collegato il portatile all’hifi, mi sono iscritto (l’iscrizione è gratuita, devi dargli una mail valida in cui ti mandano la pw e presumibilmente un tot di pubblicità, ma io ne avrò 20) e adesso sto facendo zapping fra le 11 pagine di Springsteen con un po’ di nostalgia per quando guidavo sulle strade d’America, dove il levare serve solo per aspettare il battere.
Mi sto facendo una playlist con un po’ di ballate, ma ieri, mentre lavoravo, mi sono ascoltato una bella fetta della produzione di Peter Gabriel.
Per uno come me, che non ascolta molto pop e che non ha bisogno di avere sempre musica nelle orecchie perché ho già la mia e a volte anche quella dei miei allievi e spesso mi piace ascoltare i suoni del mondo, una cosa come questa è già sufficiente. Basterebbe che avesse anche buona parte della musica sperimentale e la classica per essere del tutto soddisfacente.
In fondo, Deezer abbatte anche il P2P. Perché dovrei andare a cercare illegalmente della musica quando è già qui? Vero, da Deezer non si scarica, si ascolta e basta. Hanno fatto un bel lavoro per rendere difficile l’accesso all’url del brano; in pratica l’unico modo di “scaricarsi” un brano è collegare via software l’output all’input e darlo in pasto a un programma di hd recording, non banale per la massa.
Ma perché dovrei registrarmi i brani se per sentirli mi basta collegarmi e lanciare la mia playlist? Sicuramente qualcuno può dirmi “per metterli in un lettore e ascoltarli in treno o in auto”. Vero, ma a questo punto il problema è piuttosto un altro: quello della pervasività della rete. Il giorno (lontano) in cui vivremo in città cablate via wireless oppure il collegamento via cellulare costerà 2 lire questo problema sarà superato (vedi “Il futuro del mercato musicale“).

Quello che dobbiamo superare noi, invece, è la volontà di possesso. Non serve possedere qualcosa se è sempre disponibile. A cosa serve possedere il disco quando posso ascoltare la musica sempre? A qual pro possedere un’auto se esistesse un valido servizio di car sharing, come esiste in certe città, p.es. a Berlino? Perché avere una TV se posso vedere quello che voglio, quando voglio, su un monitor via internet? Secondo me è questo quello a cui si deve tendere: condivisione delle risorse non essenziali. E non essenziale è quasi tutto. Quando lo dico, qualcuno mi dà del comunista… manco fosse un insulto…

UPDATE!
Mi dicono che il car sharing esiste anche in Italia: vedere qui!

Ma torniamo a Deezer. In assenza di una ricerca avanzata, l’altra cosa interessante è la possibilità di ordinare i risultati della ricerca per titolo. Così saltano fuori le varie versioni dello stesso brano, magari eseguite anche da gruppi diversi. Per esempio, non sapevo che esistessero 5 versioni di Atlantic City, tutte diverse.

Infine, un’ultima annotazione.
Deezer non è il parto di chissà quale genio d’oltreoceano. Un rapido “whois” mostra che il servizio è francese. La sede è a Parigi in Boulevard de Sebastopol e i nomi dei responsabili nelle liste del RIPE, Jonathan Benassaya e Benjamin Bejbaum,sanno tanto di algerino. Bel colpo, ragazzi! :)

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16

Sep

iPod bloccati

Scritto da:Mauro @ 2007.09.16.00.01.26 — Archiviato in: Copyright, Tecnologia

Secondo questo sito, nuovi iPod hanno un codice (un checksum) crittografico che impedisce agli utenti di usarli con applicazioni di terze parti. La notizia è ripresa e confermata anche da Boing Boing.
Traducendo, questo significa che iTunes resta l’unico software capace di gestire un iPod. In soldoni, vuol dire che coloro che preferivano usare Winamp o qualche altro player per gestire l’iPod, con i nuovi modelli non potranno più farlo.
Con la nuova serie, il nuovo Nano, il Classic e l’iTouch, soltanto iTunes è in grado di accedere alla lista dei brani e alle playlist, mentre gli altri player vedono zero file.
Questo però significa anche che gli iPod non potranno più essere utilizzati con sistemi operativi su cui non esiste iTunes, primo fra tutti Linux.
Ma notate che tutto ciò non ha niente a che fare con la pirateria. Serve piuttosto a limitare le scelte di chi acquista un iPod.
La cosa potrebbe sembrare assurda: considerato che questo taglia fuori gli utenti Linux, Apple spende del denaro in ingegnerizzazione per eliminare alcune funzionalità dell’apparecchio e limitare il numero dei potenziali clienti.
Perché lo fa? Una prima spiegazione è evitare che i suoi competitors possano costruire dei software che possano caricare in iPod dei brani che non provengono da iTunes. Ora che parecchie major del disco iniziano a vendere brano senza protezione (DRM), si impedisce agli utenti di acquistare i brani ovunque e caricarli nell’iPod e in pratica questo significa legarli a iTunes.
Inoltre Apple introduce queste restrizioni con il Digital Millennium Copyright Act dalla sua parte, per cui eludere questa protezione è un atto illegale.
È un po’ come vendere un’auto che funziona solo con una determinata marca di benzina, quando sul mercato ne esistono di più economiche e soprattutto senza restrizioni.
Questo gioco è stato fatto altre volte: una azienda lancia un prodotto che ha successo e conquista una solida posizione sul mercato. Poi, quando le altre aziende reagiscono con prodotti più innovativi o a prezzi inferiori, introduce limitazioni per legare a sé almeno gli utenti che ha.
In questo gioco, quelli che pagano il prezzo maggiore sono, come accade spesso, gli utenti. Costoro, poi, reagiscono a quella che considerano una ingiustizia e qualcuno fabbrica un crack e questo è illegale.

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17

Aug

Accordi e siti

Scritto da:Mauro @ 2007.08.17.00.01.39 — Archiviato in: Copyright, Musica

Poco fa un tipo mi ha segnalato il suo sito di accordi e intavolature per chitarra, che volentieri vi riporto.
Poi, ripensando alla fine di OLGA, chiuso dalle major perché, a sentire loro, danneggiava il mercato degli spartiti, ho provato a dare un’occhiata su Google cercando “song chords”, tanto per vedere se l’azione delle major aveva prodotto qualche effetto.
Ho trovato 2.570.000 reference, il che prova ancora una volta che, quando la gente percepisce qualcosa come conoscenza condivisibile, non ci può essere divieto che tenga.

Here is another song chords & guitar tablatures site.

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