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Archive for September, 2006

24

Sep

Altre partiture

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.24.03.51.35 — Archiviato in: Musica

Un altro buon sito, stavolta spagnolo, di partiture in pdf, da Bach fino al primo ‘900.
Mi fa sempre piacere trovare questi siti e segnalarli perché sono legali, in quanto i diritti su queste musiche sono ormai scaduti e gli editori fanno l’ennesima revisione (e a volte nemmeno quella) solo per farci pagare a peso d’oro materiale che possiamo avere gratis rinunciando alle diteggiature.


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24

Sep

WTC Outline Project

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.24.02.11.04 — Archiviato in: Concettuale
WCT Outline

Questo è un lavoro di Fynnegan Sloyan, artista residente a Brooklyn. Il vuoto ha una sua poetica. Qui si rende evidente un’assenza.
Un turista alieno che ignora quello che è successo non noterebbe niente di strano guardando la skyline di Manhattan. Qui una skyline cancellata si può scaricare in pdf per essere riportata su un acetato e comunicare l’assenza e (parte de) i sentimenti che ne derivano.
Non so come lo leggiate voi. Per me questa è una di quelle idee che solo un artista poteva avere. È per quello che esistiamo (almeno, una delle ragioni).

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23

Sep

Modern Times

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.23.21.55.13 — Archiviato in: Pop

Modern Times
In occasione dell’uscita del nuovo album “Modern Times” dopo 5 anni di pausa, peraltro riempita da una miriade di concerti, Google onora Bob Dylan con questa pagina di video.


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23

Sep

Segni di cambiamento

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.23.00.45.59 — Archiviato in: Mercato, Musica, Società

L’Orchestra di Filadelfia ha aperto un sito in cui vende le proprie incisioni, ma non solo. Sono in vendita anche una serie di esecuzioni più o meno recenti registrate alla Verizon Hall (la sua sede storica).
Il punto importante è che queste registrazioni non sono mai state distribuite su CD e questo significa che la Philadephia Orchestra sta saltando completamente le case discografiche inaugurando, per la prima volta, almeno nel caso di un ensemble così importante, un sistema di vendita diretta.
Dal produttore al consumatore senza intermediari. Il formato è sia MP3 cha FLAC, il che è interessante perché il FLAC è un WAV compresso senza perdita, quindi permette di ottenere la registrazione originale.
Il prezzo medio, per esempio, di una sinfonia è $ 4.99 per l’MP3 e $ 5.99 per il FLAC. La durata, però, influisce. La 9a di Beethoven costa il doppio, mentre i brani brevi costano $ 0.99.
Complimenti. Bella mossa, anche perché è difficile da fare, dato che molti artisti sono bloccati dai contratti discografici. Oltretutto, in questo modo, l’orchestra incassa circa $5 per una sinfonia, mentre, conoscendo i contratti discografici, prima prendeva meno di $1.

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21

Sep

Zappa: sito ufficiale

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.21.23.08.00 — Archiviato in: Strumentale
Zappa Site

C’è un sito ufficiale di Zappa con in copertina una mucca con l’Italia sopra.
Cliccando vari punti della mucca succedono cose. Però, per vederla dovete scegliere “High Browse” dopo l’animazione iniziale. Altrimenti potreste finire nella pagina che pubblicizza il tour europeo di Dweezil, figlio di Frank, con la sigla “Zappa plays Zappa”.
In verità, fra i figli illustri, Dweezil Zappa è uno dei più simpatici (meglio del rampollo Moggi, per esempio e anche di Ciccio De André), ma quando faranno una legge che vieta ai figli di gente famosa di fare il mestiere dei genitori sarà sempre troppo tardi.
Comunque sarebbe giusta. Vi ricordate la legge che è alla base del film “Salvate il soldato Ryan”? Se qualche tuo fratello è già morto per la patria, tu vieni rimandato a casa. È come dire: la tua famiglia ha già dato.
Ecco, è lo stesso: in questo campo la tua famiglia ha già dato.


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20

Sep

La chitarra più strana

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.20.00.51.22 — Archiviato in: Musica, Scienza, Tecnologia
The strangest guitar

Credo che questo modello vinca definitivamente il titolo.
Si tratta di una chitarra in silicio, fabbricata alla Cornell University per mostrare la possibilità di manipolazione offerte dalle nano-tecnologie.
L’oggetto in questione è lungo circa 10 micrometri (milionesimi di metro), più o meno come una singola cellula. Ha 6 corde, ognuna spessa circa 50 nanometri (miliardesimi di metro), cioè circa 100 atomi.
Le corde, pizzicate con un nano-oggetto (in realtà un microscopio a forza atomica), vibrano producendo frequenze purtroppo non udibili.


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20

Sep

Sciovinismo culturale americano?

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.20.00.28.57 — Archiviato in: Mercato, Musica, Usa

Oltre a quelle già riportate in questo post, un’altra cosa mi ha colpito nel Rapporto 2005 Economia della musica italiana.
In tutti i paesi l’acquisto di musica commerciale (= non classica) è più o meno equamente diviso fra nazionale e internazionale (tipicamente americana o inglese). Anche in Francia, paese conosciuto come culturalmente nazionalista, il rapporto è 60/35, cioè il 60% del venduto è musica francese, il 35% estera e il rimanente 5% è musica classica.
La Francia ha la percentuale di musica nazionale più alta d’Europa, la Svizzera la più bassa: 10% contro 90% (in effetti le band e le canzoni svizzere non sono molto note). L’Italia è divisa esattamente in due (48/48; il resto è classica) e anche in Inghilterra, che pure è uno dei produttori più importanti del mondo, la divisione è 47/47.
Negli Stati Uniti, il rapporto fra musica nazionale e internazionale è 93/05. Gli americani ascoltano per il 93% musica americana e solo per il 5% musica non americana. Se ci pensate una cosa del genere è pazzesca. Io capisco che gli USA siano forse il più grande produttore di musica (fra le altre cose), ma, anche conoscendo l’avversione degli americani per i testi in altre lingue, mi sarei aspettato una maggior penetrazione della musica inglese.
Mi vengono in mente due cose:

  1. l’America è molto cambiata rispetto a quella che io ho conosciuto (primi anni ‘80).
  2. Che livello di sciovinismo culturale stanno vivendo gli Stati Uniti? Che considerazione e che conoscenza del resto del mondo possono mai avere?
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19

Sep

Colonne Sonore

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.19.00.23.15 — Archiviato in: Multimedia, Musica

Grazie ai commenti di Lemi al post precedente, ho cercato un po’ di materiale in italiano sulla musica da film e ho trovato questa e-rivista (quasi tutta in italiano; fa eccezione qualche intervista).
Colonne Sonore (sottotit. Immagini tra le note) era una rivista cartacea passata sul web. Vi si trovano articoli, interviste, recensioni di musiche da film e libri e materiale vario. Il tutto mi sembra molto interessante e di facile e piacevole lettura.


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18

Sep

Film Sound Designer

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.18.00.10.32 — Archiviato in: Multimedia

C’è un sito molto interessante dedicato al sound designing per le sonorizzazioni dei film qui.
Interviste, esempi, un glossario e più di 150 articoli on-line.

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17

Sep

Winchester Mystery House

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.09.17.00.43.54 — Archiviato in: Usa, Viaggi

Aerial view

Ho deciso che, ogni tanto, vi racconterò anche qualcosa dei miei viaggi. Fa cool 8) .
Questa è la storia di una casa. Una grande casa che ho visto tanti anni fa e che avevo completamente dimenticato fino a qualche giorno fa quando l’ho ritrovata citata in un libro su Bob Dylan.
La casa ormai è nota come “Winchester Mystery House” ed è il frutto del delirio della sua proprietaria, una simpatica vecchia signora dal cognome famoso.
Sarah L. Winchester (1839–1922), infatti, era la vedova di William Wirt Winchester (1837–1881), figlio di quell’Oliver Winchester (1810–1880) che aveva inventato l’omonima arma (”il fucile che vinse il west”) e fondato la Winchester Repeating Arms Company della quale William era diventato presidente alla morte del padre, nel 1880. Ma presidente lo era stato per un anno solo, perché era morto nel 1881 e Sarah, pur restando fuori dall’azienda (le donne manager non esistevano a fine ‘800), ne aveva ereditato il 50% della proprietà, il che le assicurava una rendita di circa $ 1000 al giorno esentasse (fino al 1913 le rendite azionarie non erano tassate in USA; equivalgono a circa $ 19.000 al giorno attuali). In più, l’eredità era costituita anche da circa $ 20 milioni fra titoli, immobili e liquidi.
Non era povera la vedova Winchester, ma era inguaribilmente depressa per la prematura morte del marito e come spesso accade anche ai nostri giorni, la depressione la condusse da un mago.
Il mago le disse che c’era una maledizione sulla sua famiglia, a causa delle tante vittime dei suoi fucili, i cui spiriti cercavano vendetta e presto avrebbero preso anche lei, prematuramente come il marito. L’unico modo di calmare queste anime perdute era quello di costruire una casa tanto grande da ospitare lei stessa e tutte loro. Ma erano migliaia e non poteva esistere una casa abbastanza grande. Così Sarah Winchester avrebbe dovuto costruirne una e continuare ad allargarla giorno dopo giorno, per sempre. “Non dovrete mai fermare la costruzione. Continuate a costruire e vivrete. Smettete e morirete”.
E così fece. In fondo il denaro non le mancava. Sarah Winchester si trasferì all’ovest, a San Jose, California nel 1884 e qui comprò una fattoria di 8 stanze in cui andò a vivere, iniziando ad ampliarla.
I lavori di ampliamento continuarono sempre, 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana, 365 giorni l’anno per 38 anni, fino alla sua morte nel 1922 a 83 anni (in effetti visse molto, per quei tempi).
Ogni notte Sarah si recava in una stanza dove era convinta di ricevere messaggi spiritici che le suggerivano cosa costruire. Così ci sono scale che non portano in nessun posto, corridoi e porte più piccoli del normale (Sarah era alta circa m 1.50), un armadietto con solo 2 cm di profondità…
Oggi la casa è una curiosità per turisti. Ha 160 stanze. Prima del grande terremoto del 1906 aveva 7 piani, 3 dei quali crollarono. Venne rimessa a posto, ma gli ultimi 3 piani non furono mai ricostruiti, optando saggiamente per un ampliamento più orizzontale che verticale.
Ci sono 1257 finestre, 47 fuochi (fra camini, stufe, punti di cottura, alcuni dei quali a gas, gli altri a legna o carbone), 17 camini (sui tetti) + 2 in costruzione, 6 cucine, 40 camere da letto, 40 scale interne, 2 saloni da ballo e 52 punti luce (a candele, ovviamente). Si stima che la costruzione sia costata $ 5.5 milioni.
La vedova Winchester, inoltre, considerava protettivi il numero 13 e le ragnatele. I tipici candelieri a 12 braccia sono modificati e ne hanno 13, gli appendiabiti sono in multipli di 13 e varie finestre sono decorate con un motivo a ragnatela in cui sono inserite 13 pietre colorate. Nel 13° bagno, l’unico con doccia, ci sono 13 finestre. Lo scalone centrale ha 13 gradini.
Oggi si organizzano visite speciali la notte di Halloween e tutti i venerdì 13.
Questa foto aerea dà un’idea della struttura, ma non della complessità della casa. Per apprezzare quest’ultima cliccate qui.

Sito di riferimento

The house website
English text is taken from Wikipedia.


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