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Archive for December, 2006

27

Dec

Downhill Battle

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.27.00.09.42 — Archiviato in: Copyright, Mercato, Musica

downhill battle

Downhill Battle è un sito di attivismo musicale che sostiene l’idea di una libera distribuzione della musica in cambio di un abbonamento mensile flat sui 5-10 dollari che dovrebbe poi essere distribuito fra gli artisti in quantità proporzionale al numero dei downloads, spezzando il monopolio delle major.
Sul sito si trovano molti materiali di interesse, come articoli su vari aspetti del mondo discografico, fra cui il famoso articolo di Steve Albini, ex produttore dei Nirvana, che mostra, calcoli alla mano, come sia possibile che alla fine dell’anno una band abbia generato un giro d’affari di oltre 3 milioni di dollari, producendo per la major un profitto di $710.000 mentre i membri della band si ritrovano con $4031 a testa.
Downhill Battle porta avanti anche dei progetti come Banned Music in cui si distribuiscono via bit-torrent i dischi che le major hanno bloccato, come per es. il Grey Album di DJ Danger Mouse, remix del White Album dei Beatles, mai uscito per l’opposizione della EMI.

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26

Dec

Faune

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.26.00.01.13 — Archiviato in: Confine, Elettroacustica

Non so chi siano. Sul sito (in costruzione) dell’etichetta che li distribuisce non c’è niente su di lui/lei/loro.
Semplicemente costruiscono queste fascie sonore i cui titoli sono in francese. Magari non sono particolarmente geniali, ma in giro non ci sono molte cose di questo tipo.

I know nothing about it. On their internet label there is no information about the band.
They build audio streams in slow evolution. Their titles are in french.

Faune


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25

Dec

White Christmas

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.25.00.01.15 — Archiviato in: Copyright, Musica

illegal art

Ecco un buon modo per festeggiare il natale.
Questo pezzo di Corporal Blossom è formato da campionamenti tratti da molte versioni di White Christmas montati insieme, su nessuno dei quali sono stati pagati i diritti.
Ovviamente, è distribuito da Illegal Art.

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24

Dec

Alban Berg

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.24.22.08.15 — Archiviato in: 900 storico, Storia

berg
Il 24 Dicembre 1935, dopo aver completato il concerto per violino e orchestra, moriva Alban Berg (1885-1935), grande sostenitore e scardinatore della dodecafonia.
Qui lo ricordiamo con la sua op.1, la sonata per pianoforte del 1908, una delle più notevoli opere prime mai scritte, da qualsiasi compositore. La sonata è quasi un prototipo dell’idea della variazione continua, passata da Brahms a Schoenberg e poi a Berg: l’intera composizione deriva dalla successione di quarte della frase iniziale.

December 24, after completing his concert for violin, Alban Berg died. He was a great promoter of Schoenberg’s twelve tone technique of which he made a highly personal adaptation that enabled him to combine frank atonality with more traditionally tonal passages and harmonies.
His Piano Sonata op.1 is one of the most formidable initial works ever written by any composer. It is a striking example of the developing variation technique — the whole composition can be derived from the opening quartal gesture and from the opening phrase.

Alban Berg - Sonata per pianoforte op.1 (1908) - Erik Wickström pianoforte


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24

Dec

Nuova Consonanza

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.24.03.32.54 — Archiviato in: Strumentale

nuova consonanza

Consapevoli della rarefatta e marginale presenza della produzione contemporanea nel panorama concertistico romano degli anni ‘50, un ristretto circolo di giovani compositori interessati alle avanguardie matura l’intenzione di fondare un’associazione destinata alla promozione e alla diffusione della musica contemporanea a Roma, convinti della necessità di scendere nel cuore della vita musicale romana ufficiale per far sentire una voce di dissenso e proporre nuove iniziative. Le associazioni concertistiche ufficiali, in quegli anni non favorivano la conoscenza e la diffusione della musica contemporanea se non in modo del tutto sporadico e casuale. Si delineò così la consapevolezza che soltanto muovendosi in prima persona, gestendo direttamente un’attività concertistica, in alternativa a quella esistente, potesse emergere la nuova musica. L’idea si concretizza nei primi anni ‘60 ad opera di Mauro Bortolotti, Aldo Clementi, Antonio De Blasio, Franco Evangelisti, Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Daniele Paris, Francesco Pennisi.
Il nome Nuova Consonanza, citazione di una celebre prefazione seicentesca di Ottavio Rinuccini, allude all’esigenza di aggiornamento permanente e, al tempo stesso, alla volontà di recuperare gli indirizzi marginalizzati dalle tendenze più radicali della musica internazionale.
Nata non come movimento omogeneo di pensiero, bensì come incontro di personalità molto diverse e musicalmente distanti, professionalmente già formate, Nuova Consonanza si fonda non su ideali estetici comuni, ma sulla necessità di svecchiamento della musica in Italia attraverso un’azione comune ai fini della diffusione della musica contemporanea, al di là delle posizioni personali e dei singoli itinerari linguistici.

Tra le molteplici iniziative sostenute, occupa un posto di assoluto rilievo il Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza (GINC) sorto a Roma nel 1964 ad opera di Franco Evangelisti. Unico gruppo di improvvisazione formato esclusivamente da compositori, il GINC costituiva il punto di approdo di tutte le profonde mutazioni intervenute in quegli anni nel rapporto compositore-esecutore e mirava sovvertire l’assunto base dell’opera aperta (l’esecutore diventa compositore), trasformando il compositore in esecutore, attraverso un’operazione di identificazione permanente tra l’atto del comporre e l’atto dell’eseguire. Ne hanno fatto parte, accanto a Evangelisti e Carmine Pepe, un folto insieme di musicisti non italiani: Larry Austin, John Eaton, John Heineman, Roland Kayn, William O. Smith, Ivan Vandor.

Dal sito dell’associazione Nuova Consonanza

Nuova Consonanza - Omaggio a Giacinto Scelsi (1976)

    Franco Evangelisti (pno,percs)
    Giancaro Schiaffini (tb)
    Ennio Morricone (tpt. fl)
    Giovanni Piazza (horn, fl, vln)
    Egisto Macchi (percs, strings)
    Antonello Neri (pno)

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23

Dec

Take a Walk on the Christmas Side

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.23.01.17.53 — Archiviato in: Pop

Dalla strenna natalizia di ANABlog.
Take a Walk on the Christmas Side.

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22

Dec

Statistiche natalizie

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.22.02.56.45 — Archiviato in: Musica

Matthew Guerrieri, sul suo blog Soho the Dog, ha esaminato centinata di inni mettendo in luce una differenza significativa fra i brani natalizi e gli altri: la maggior parte delle carole natalizie comincia sul 5° grado della scala.
Queste sono le statistiche:

    Christmas hymns (39):

    Scale degree 1: 13 (33.3%)
    Scale degree 3: 7 (18.0%)
    Scale degree 5: 19 (48.7%)

    Non-Christmas hymns (518):

    Scale degree 1: 233 (45.0%)
    Scale degree 3: 84 (16.2%)
    Scale degree 5: 196 (37.8%)
    Other: 5 (1%)

Naturalmente sarebbe bello sapere il perché, se ne esiste uno.
Un lettore ha suggerito la spiegazione seguente: per celebrare il SOLstizio.
ROFL

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21

Dec

La più antica canzone del mondo

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.21.04.42.04 — Archiviato in: Musica, Storia

oldest song
Secondo il Prof. Anne Draffkorn Kilmer (professor of Assyriology, University of California, and curator at the Lowie Museum of Anthropology at Berkeley), quella che vedete potrebbe essere la partitura del più antico brano musicale attualmente conosciuto.
La tavoletta, che proviene dall’antica città assira di Ugarit (oggi Ras Shamra in Siria), risale a 3400 anni fa. Nella parte superiore si trova il testo, mentre la parte inferiore reca informazioni sull’esecuzione.
Il punto è che, sempre secondo l’interpretazione del Prof. Kilmer, la musica che ne esce è diatonica (scala maggiore ovviamente non temperata ma verosimilmente in just intonation, cioè basata sulla scala naturale) e armonizzata. Ho messo questi dati in neretto perché, se fossero veri, smentirebbero in un solo colpo ben due assunti della musicologia tradizionale: l’idea che le prime scale strutturate risalgano ai greci (2000 anni fa) e che le prime manifestazioni musicali fossero solo melodiche.
Ecco una trascrizione MIDI della suddetta musica.
Pagina originale qui.

Segnalato da: The Well-Tempered Blog


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21

Dec

Musicovery

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.21.04.16.10 — Archiviato in: Informatica, Musica

musicovery
Un altro oggetto carino che cerca di costruire un percorso di ascolto basandosi su un paio di categorie. Musicovery lavora con l’intersezione di mood (stato d’animo, carattere, da dark a positive) e energy (da calm a energetic). La selezione può anche essere ristretta a un certo genere e a un particolare periodo storico.
Funziona gratuitamente in low-fidelity (presumibilmente mp3 128 bpr, ma comunque buona per delle casse da computer) e a pagamento in high-fidelity.
Provatelo. Funziona anche con la classica (ma non con la contemporanea, ci saranno si e no 10 pezzi).
Secondo me il maggiore pregio di questi oggetti è quello di farti ascoltare cose che non avresti mai cercato da solo, ma che comunque si avvicinano ai parametri scelti.
È interessante spiarlo dentro e vedere come classifica i brani (info che l’utente normale non vede, ma io sì). Ogni brano è classificato secondo i seguenti parametri (riporto solo i principali; i valori che vedete qui sono quelli attribuiti a Gnossiennes di Satie).

    artist=”Satie”
    genre=”classique”
    Mood_humeur=”143303″
    Mood_energie=”37519″
    Rythme_dance=”31266″
    Rythme_tempo=”134835″
    Orch_linearite=”847967″
    Orch_energie=”0″

Come vedete lista il mood (con 2 valori), altri 2 valori per il ritmo (tempo è verosimilmente il metronomo e dance potrebbe essere una stima della ballabilità), infine 2 valori per la linearità e l’energia.
Ovviamente il problema è l’attribuzione di questi valori che, non essendo oggettiva, ma percettiva, dovrebbe essere fatta su base statistica con un gran numero di soggetti.
Infatti dipende anche da fattori non strettamente musicali. Per esempio, penso siamo d’accordo sul fatto che la Cavalcata delle Valkirie è un brano ad alta energia e piuttosto dark. Ma, se sull’energia non c’è discussione, sul mood può esserci. Io lo definisco dark perché conosco il contesto e so dove arriva nell’opera, ma se non lo sapessi? In altre parole, tutta la musica dei Black Sabbath è dark, ma non sapendo niente dei Black Sabbath e non potendo capire il testo, cos’è? L’unica risposta possibile viene da un test su molti ascoltatori.
In ogni caso, l’oggetto è divertente (adesso sto scrivendo con la sua colonna sonora, dopo aver selezionato classica, molto calmo, molto dark e in questo momento sto ascoltando l’adagio del concerto per piano #4 di LvB; poi arriva il Miserere dell’Allegri). Vale una visita e può diventare un giochino per passare un po’ di tempo.
Anche i DJ, comunque, dovrebbero cominciare a preoccuparsi per il loro posto di lavoro.

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20

Dec

Venti di Titano

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.20.03.25.47 — Archiviato in: Audio, Scienza

Questa non è una composizione musicale e forse è noiosa, ma ascoltatela.
È il suono registrato dal microfono posto a bordo della sonda Huygens, parte del progetto Cassini di esplorazione dei pianeti esterni, durante la sua discesa di un anno fa su Titano, satellite di Saturno e unica luna del sistema solare con un’atmosfera.
Per quelli che sanno sognare…


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