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Archive for October, 2007

31

Oct

Pseudophone

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.31.00.01.36 — Archiviato in: Confine, Elettroacustica

Un buon lavoro questo Reach di Pseudophone, godibile, ricco di atmosfere fatte di flussi sonori ciclici che lentamente si sovrappongono e si inseguono.

Pseudophone strives to craft cinematic pieces that “tell a place”—a space so full of character a story will unfold there almost entirely by itself. Every tool in the Psueophophone studios—whether stringed or controlled by faders, whether banged on or dialed in—is musical. In Pseudophone’s world every sound is sacred, and any sound can be composted. What is more sacred than a story? The Spirit moves across the water, and the words appear in the beginning, and in the end.

Reach is a travelogue of sorts, but the destinations are unmapped. It is a sonic diary of places told, a soundtrack of possible journeys—both outward and within. Yet we hope you find it not so much a long voyage as a dreamy sail—no coins are required for the boatman.

[Pseudophone]

Pseudophone - The Reach
Koniuto – voice, schemes & treatments, assemblage
Kim Mitchell – voice

Negative Sound Institute netlabel

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30

Oct

Sonic Map of Battersea Park

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.30.00.01.40 — Archiviato in: Musica

The Sonic Map of Battersea Park is a Web based piece of audio art, created in search for new and innovative ways of using audio on the Web. It integrates the technology of Flash and a notion of soundscape navigable in a Web browser. It aims to transport an Internet user to the London park to experience its complexity, cosmopolitanism, vibrancy and sense of enjoyment, using sound clips and minimal graphics. It also challenges the user to explore new ways of navigating a web space, by using a sense of hearing instead of vision.

Realized by Gaya Gajewska
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Molto bella questa mappa sonora di Battersea Park (Londra). Bella perché di solito nella mappe sonore ci si limita a collegare delle registrazioni a dei punti su una mappa geografica per dare all’ascoltatore un’idea realistica dell’ambiente.

Qui, invece, non c’è alcun ambiente realisticamente ricostruito, se non sotto l’aspetto sonoro. Si sente quello che accade, ma non lo si vede. L’ascoltatore si muove in un ambiente buio da cui emerge una moltitudine di eventi sonori che suggeriscono l’atmosfera di un parco. Ma non si vede mai nulla e così l’ascoltatore è invitato a costruirsi un paesaggio mentale orientando il microfono verso le sorgenti sonore e camminando attraverso il parco.
Bello anche l’effetto stereo.

L’idea è analoga alla Dark Room realizzata dal sottoscritto, con l’aiuto di Lemi, per Verona Risuona 2006. Anche là una stanza buia in cui spuntavano suoni dal nulla, con gli ascoltatori invitati a “farsi il proprio film”.


Attenzione: quando la mappa si avvia, la prima cosa da fare è cliccare con il mouse nella finestra nera, perché a volte l’oggetto non si attiva da solo e bisogna farlo anche ogni volta che si rientra dopo avere eventualmente cambiato finestra.
I punti bianchi, fermi o in movimento, sono sorgenti sonore. Per muovere il cerchio rosso, che è il microfono, si usano le frecce, non il mouse. Le frecce sin/des (←→) orientano il microfono sul cerchio, mentre quelle alto/basso (↑↓) lo fanno avanzare nella direzione in cui è orientato (un po’ come guidare l’auto).

Altre info su questa realizzazione di Gaya Gajewska

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29

Oct

Jobsintown

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.29.00.01.03 — Archiviato in: Mercato, Società

JobsintownSimpatica (ma un po’ triste) allegoria di come siamo riusciti a ridurre (e si sono lasciate ridurre) le generazioni più giovani in questo paese.

In realtà è la pubblicità di una agenzia tedesca, jobsintown.de, che è la stessa dell’Ass-Kisser Project, ma quest’ultima campagna è un po’ più raffinata e significativa.

Cliccate qui per ingrandire e vederne altre.

Segnalato da: federico

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28

Oct

Non è possibile…

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.28.00.01.32 — Archiviato in: Informatica, Umorismo

Questi sono i giapponesi dell’animazione in cui tanti omini portavano in giro la freccina del mouse. Adesso ne hanno fatta un’altra.

Se cliccate sul tipo di spalle, noterete che la freccia si muove, ma la cosa non ha effetto se non lo colpite dove non batte il sole :-P
Poi aspettate, guardatela tutta, non finisce subito, ma dura un bel po’ e potete ricominciare…

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27

Oct

Configurare Compiz

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.27.18.16.09 — Archiviato in: Linux

Per gli interessati, ho iniziato una piccola guida alla configurazione di Compiz.
Io utilizzo Ubuntu 7.10 (Gutsy Gibbon), ma, dopo l’installazione, i consigli valgono anche per le altre distro.

La trovate qui.

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27

Oct

Compiz 3D Desktop

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.27.00.17.16 — Archiviato in: Linux

Ho attivato Compiz su Ubuntu Gutsy Gibbon. Si tratta di un desktop 3D, un compositing window manager per X Window System (su Unix e di conseguenza Linux (e Mac OSX)). È in sostanza un software che gestisce sia l’estetica e il piazzamento delle finestre, sia una serie di effetti che possono essere applicati a tali finestre (a partire da semplici trasparenze e ombreggiature fino ad arrivare a complessi effetti tridimensionali).

Compiz

Personalmente non ho mai amato queste cose perché le ho sempre considerate meri effetti che servono solo a sprecare CPU. L’ho attivato un po’ per curiosità, un po’ per aggiornarmi ed ero piuttosto scettico.
Invece devo dire che lo trovo proprio divertente. Le trasparenze, tutti i modi in cui le finestre appaiono e scompaiono e il cubo rendono il computer un po’ meno prevedibile e più vario. Stanotte ho passato almeno 2 ore a configurarlo. È meglio di un gioco (in realtà per me è un gioco). Nei prossimi giorni pubblicherò un po’ di tips & tricks.

La cosa che mi sconvolge sempre un po’ è quello spazio virtuale in cui ruota il cubo. Finora avevo considerato il desktop come qualcosa di essenzialmente piatto. Le finestre passavano l’una sull’altra, ma senza nessuna profondità. Compiz, invece, crea (o rivela) uno spazio al di là del desktop e volte mi trovo a chiedermi cos’è, cosa contiene, oltre al mio desktop?
L’unica nota negativa è che, sul portatile, la ventola va sempre perché la cpu è continuamente stressata :evil:

PS: naturalmente gli utenti windows non ne hanno bisogno: il loro sistema è sempre imprevedibile… :lol:

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27

Oct

Otto canzoni per un re pazzo

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.27.00.01.58 — Archiviato in: Strumentale

score

Eight Songs for a Mad King is a monodrama by Sir Peter Maxwell Davies with a libretto by Randolf Stow based on words of George III, written for the South-African actor Roy Hart and the composer’s ensemble The Pierrot Players and premiered April 22, 1969. Lasting half an hour, it is scored for a baritone with an extraordinary command of extended technique covering more than five octaves, and six players:fl(=picc), cl, perc(1), pft(=hpd,dulcimer), vln, vlc.
The eight songs are all based the tunes played by an actual mechanical organ owned by George III which used to try to train bullfinches to sing. The action unfolds as a soliquy by the king, the players being placed on stage in large birdcages, and culminates in his snatching and smashing a violin.

from Wikipedia
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Le “Eight Songs for a Mad King” scritte da Peter Maxwell Davies nel 1969, sono ispirate alla follia senile di re Giorgio III° di Gran Bretagna e a un carillon, tuttora esistente e appartenente a Sir Stephen Runciman, che si racconta venisse usato dal re nella pretesa di insegnare a cantare agli uccelli del parco.

Si tratta in realtà di un monodramma di circa 30 minuti con libretto di Randolf Stow basato su testi dello stesso Giorgio III° (testi qui), pensato per l’attore e cantante sudafricano Roy Hart, baritono dall’enorme estensione vocale (più di 5 ottave) e proprio per questo raramente eseguita in seguito (Roy Hart, morì in un incidente poco dopo la prima).
La partitura è per flauto (+ottavino), clarinetto, violino, violoncello, pianoforte (+clavicembalo, dulcimer), percussioni (+vari fischietti, didjeridu), oltre all’attore protagonista che è l’unico a muoversi liberamente sul palcoscenico, essendo gli altri esecutori rinchiusi in grandi uccelliere.

Nel corso dell’opera, il re dialoga anche individualmente con gli altri strumenti che a volte incarnano le sue allucinazioni: p.es. il flauto diventa la Lady-in-Waiting del terzo brano, mentre il violoncello rappresenta il Tamigi nel brano no. 4 e il percussionista è il custode del re.

Un’opera innovativa nel 1969, anche dal punto di vista grafico (vedi una pagina), che a tratti incorpora musica di corte dell’epoca.

Peter Maxwell Davies - Eight Songs for a Mad King
Julius Eastman, baritono - The Fires of London conducted by the composer

da ANABlog

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26

Oct

Altre partiture online

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.26.00.01.09 — Archiviato in: Musica

Aggiunti altri siti di partiture online alla mia pagina.

  • Sheet Music Archive
    Musica classica da Bach a Rachmaninoff - parzialmente libero: download gratuiti limitati a 2 al giorno
    Classical music from Bach to Rachmaninoff - free downloads are limited to 2 per person per day
  • Chopin Early Editions
    Immagini digitali dalla Chopin Collection presso la biblioteca dell’Università di Chicago - JPG a pagina singola
    Digitized images of all scores in the University of Chicago Library’s Chopin collection. - Single page JPG
  • Sibley Music Library
    Partiture ma anche articoli dall’Eastman School of Music
    Musical scores and papers from the Eastman School of Music
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25

Oct

Ubuntu 7.10 & system sounds

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.25.04.08.52 — Archiviato in: Linux

After upgrading from Ubuntu Feisty Fawn to Ubuntu Gutsy Gibbon 7.10, the system sounds no longer work.

This problem affect the system sounds only. The application work well. I can play sounds via alsaplayer, timidity, xmms…).

It seems to be a problem with the new audio server compatibility mode. Esound is no longer supported. The new sound server in Gnome desktop will be PulseAudio.

The only workaround I found until now is reinstalling esound.
sudo apt-get install esound
and reboot (or start esd manually)

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Dopo aver fatto l’upgrade da Ubuntu 7.04 (Feisty Faune) alla versione 7.10 (Gutsy Gibbon) i suoni di sistema (i vari click, pop, boing) non vanno più. Le applicazioni, invece, suonano regolarmente tranne, su qualche computer, il plugin Flash.

La colpa potrebbe essere del nuovo server audio PulseAudio che ha un modulo di compatibilità con il vecchio esound che sembra non funzioni del tutto.

Per ora l’unica soluzione che ho trovato è quella di reinstallare esound.
In alcuni casi basta questo, in altri, il sistema vi dirà che il modulo di compatibilità di PulseAudio, chiamato pulseaudio-esound-compat, verrà rimosso. In altri ancora si dovrà rimuovere PulseAudio a mano.

Comunque fate quanto segue:

  1. installate esound a mano (vedi sotto) o con synaptic
    sudo apt-get install esound
  2. fate un reboot

Se adesso i suoni di sistema funzionano, bene, altrimenti eliminate PulseAudio con synaptic.

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24

Oct

Quarti di tono, sì!

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.10.24.02.41.44 — Archiviato in: Pop, Tecnologia

Cosa succede se i tuoi campionamenti vengono suonati a 48K invece che a 44.1?

Ecco cosa succede! Ce lo mostra Van Halen in un concerto registrato a Greensboro, NC, dieci giorni fa.
Sopportate l’intro e ascoltate cosa accade quando il nostro tenta di suonare sul riff… :mrgreen:

Da create digital music che ha avuto anche la spudoratezza di piazzarlo nella categoria “alternative tunings”.

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