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Archive for December, 2007

31

Dec

Canti degli uccelli d’Europa (e non)

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.31.00.01.25 — Archiviato in: Audio

Come ultimo post del 2007, vi segnalo questi siti che contengono canti di uccelli europei e non, registrati sul campo.

I formati sono wav a 8 bit, SR 22050 e MP3.
I siti sono belli è contengono molto materiale, anche se, ad essere sincero, non capisco perché usare un formato come wav a 8 bit, SR 22050. Suppongo per risparmiare spazio, ma il fatto è che un mp3 a SR 44100 e 128 kbps è più piccolo e ha più banda.

Infine, tanto per fare qualche esempio, ecco qualche uccellaccio esotico: il canto della Sariama cristata, e quello, giustamente malinconico, del Passero marittimo (Ammodramus maritimus nigrescens, vedi figura) ormai estinto.

I siti sono:

Suoni e Canti degli uccelli d’Europa contiene anche i sonogrammi e una sezione dedicata agli uccelli rari

Fuglelyder (birdsongs and calls; norvegese, ma con nome scientifico in latino; praticamente gli stessi file, ma in mp3)

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29

Dec

S.N.O.W.

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.29.01.56.25 — Archiviato in: Confine, Duo, Elettroacustica

S.N.O.W. [Sound, Noise & Other Waves] è il nome ufficiale del nostro duo.

Qui accanto trovate la cover del nostro primo CD. Cliccatela e una volta arrivati sulla S.N.O.W. page, ascoltatevi pure il background, ma cliccate anche una delle lettere S.N.O.W. che portano alle pagine interne con ascolto integrale.
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S.N.O.W., [Sound, Noise & Other Waves], is the official name of our free improvisation duo.

Here on the sidebar is our first CD cover. Click to jump to the site, then click the S.N.O.W. characters to enter.

Line up:
Federico Mosconi: electric guitar, sound effect processing
Mauro Graziani: Max/MSP laptop, keyboard

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28

Dec

Test tube collection

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.28.00.09.37 — Archiviato in: Musica

La netlabel portoghese test tube (abbreviata in ‘| come si vede nel logo) sta diventando rapidamente una delle mie preferite. Prima di tutto per la sua produzione, sempre orientata allo sperimentalismo e alla drone music. Poi per la dimensione del suo catalogo: più di 100 releases in 4 anni non sono poche per una etichetta non-profit, il tutto senza sacrificare la qualità.
Infine, per la cura delle copertine, ideate dalla stessa etichetta.

In realtà test tube è l’emanazione non-profit dell’etichetta mono¨cromatica. Mentre quest’ultima è una vera e propria etichetta che distribuisce fisicamente e a pagamento le proprie produzioni, test tube le diffonde gratuitamente via internet in Creative Commons.

Oggi test tube mette in vendita un DVD con gran parte della propria produzione a soli € 9.50.
Si tratta dei primi 75 dischi (da 001 a 075 pubblicati dal 2004 a metà del 2007), per un totale di più di 400 brani e oltre 40 ore di musica.

Tutti gli album inseriti nella raccolta si possono ascoltare da queste pagine: 2004, 2005, 2006, 2007 (solo fino alla release 075).

L’acquirente può anche personalizzare la copertina, scegliendo una fra le 10 piante disponibili.
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This is a special offer by the netlabel test tube: a collection of everything released + some bonus stuff included (it’s a secret) on one DVD-R beautifully packaged in 10 different sleeve designs to choose from!
Roughly 400 tracks and more than 40 hours of excellent music from the 5 continents, ranging from pop-rock/dancefloor radio-friendly tunes to experimental, minimal, drone and improv. electronic and acoustic music. Really eclectic stuff!

You can listen to all the albums that are in the DVD going to the test tube archive pages: 2004, 2005, 2006, 2007 (until the release 075).

Price is very low: € 9.50 outside Portugal.

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27

Dec

rhythm ‘n’ drones

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.27.04.28.29 — Archiviato in: Confine

Jo Jena è un gruppo sperimentale di Francoforte dalla cui produzione ho pescato questo album del 2005 che alterna ritmi e ‘ronzii’ (è questo il significato acustico di ‘drone’) in modo eccellente.

Personalmente, preferisco i ronzii, ma anche i ritmi non sono male. La cosa più interessante, comunque, è che ci sono sempre dei ritmi nei drones e dei drones nei ritmi.

Il tutto è distribuito dall’ottima netlabel TestTube.
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Contrasts, micro-tonalities, complements, embryo structures, drones. All this, in the casual and systematic exploration of the moment, elevates ‘Rhythm & Drones’ to intemporality, thus inhabiting the present and the history, so we could freely trail this ‘trans-temporality’ without preconceptions.
[Bruno Barros]

Jo Jena - rhythm ‘n’ drones (excerpts) - download the whole album


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26

Dec

Fall asleep by the flash

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.26.00.47.35 — Archiviato in: Antica, Europa, Viaggi

No, non sono stato fulminato sulla via di Damasco. È solo il titolo di uno dei brani eseguiti dai monaci del Kiev-Pechersk Lavra.

Il Monastero delle Grotte di Kiev-Pechersk (Ucraina) è un grande insieme di costruzioni, fondato nell’11mo secolo da S. Antonio delle caverne e dichiarato nel 1990 patrimonio dell’umanità dall’Unesco (cliccate sull’immagine per ingrandire e qui per un’altra bella foto).

Parte del complesso è sotterranea e risiede nel sistema di caverne e stretti corridoi all’interno della collina (da cui il nome sia del monastero che del fondatore).

Dalla netlabel Magnatune, una bella raccolta di inni eseguiti dai monaci che vi risiedono.

Fra le 26 tracce del disco, ne ho selezionato alcune: un antico canto ortodosso, uno più recente composto da Sergej Rachmaninov e un bel brano di A. Gitnik che sento qui per la prima volta.
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A transcendent album features 26 hymns from the ancient church, sung by the monks of the historic Kiev-Pechersk cave monastery. Included are rare sacred music pieces by both Rachmaninov and the Italian composer J.Sarti, who was so enraptured by Orthodox singing that he left Italy for Russia in 1724 and lived there the rest of his life. Gorgeously layered, these venerable hymns bring together Byzantine traditions with those of old Russia.

From Magnatune netlabel

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25

Dec

Un’altra Stille Nacht

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.25.00.01.01 — Archiviato in: Strumentale

È troppo bella…

    Alfred Schnittke (1934 - 1998) - Stille Nacht per violino e pianoforte (1978)
    Qui in streaming audio, altrimenti in mp3
    Ulf Wallin, violino; Roland Pontinen, pianoforte

[segnalato da nicola]

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24

Dec

Simon Stockhausen

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.24.02.11.50 — Archiviato in: Elettroacustica

Ho visitato il sito di Simon Stockhausen, figlio di tanto padre e vi ho trovato molta musica che può rientrare in diversi generi, da uno pseudo jazz alla contemporanea, fino al pop (fra cui una serie di pezzettini composti per il campionato del mondo di calcio del 2006).

Vi linko alcuni estratti del brano che mi ha colpito di più: queste Berliner Geschichten (Berlin stories) del 1999, composte da registrazioni eseguite sul campo a Berlino mixate con parti orchestrali, a formare un insieme fluttuante e in continua trasformazione.

Devo dire, comunque, che le cose per me più interessanti sono le più vecchie che, fra l’altro, ricordano a tratti il padre, mentre non riesco ad apprezzare i brani che utilizzano altri linguaggi, per di più in un modo che mi sembra piuttosto banale. Effettivamente il muoversi con naturalezza fra generi molto diversi è riuscito, finora, soltanto a pochissimi compositori.

E d’altra parte, fare il compositore portando un nome del genere può anche aprire diverse porte, ma il costruirsi una identità svincolata da quella del padre deve essere piuttosto difficile…

Simon Stockhausen - Berliner Geschichten (1999)

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23

Dec

師走 : gli insegnanti corrono

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.23.00.01.48 — Archiviato in: Giappone, Società, Umorismo

Dato che, a quanto ne so, parecchi fra voi sono insegnanti di vario ordine e grado, vi farà piacere sapere quanto segue.

Rispolverando un po’ del mio malandato giapponese, mi torna in mente che, in Giappone, il mese di Dicembre viene chiamato anche shiwasu (師走) che letteralmente significa “teachers running” (insegnanti che corrono). Il primo dei due ideogrammi, infatti, è “shi”: insegnante, maestro, mentre il secondo è la radice del verbo hashiru che significa correre, muoversi rapidamente.

Tutto ciò a riflettere il fatto che Dicembre è un mese così “busy” che perfino gli insegnanti, che normalmente ciondolano qui e là senza avere molto da fare, sono in estrema agitazione perché ci sono un sacco di carte da presentare e cose da chiudere.

A peggiorare la considerazione di noi insegnanti c’è anche il fatto che una mia amica giapponese mi ha tradotto shiwasu con “teachers run around” che a prima vista sembra uno dei tanti phrasal verb tipo run about, ma invece c’è una bella differenza. Secondo il Merriam-Webster, infatti, run around significa “mettere in atto una azione evasiva e/o ritardante in risposta a una richiesta precisa”.

Andiamo bene… 8O

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22

Dec

Buon Natale

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.22.00.01.00 — Archiviato in: Arte Visuale, Russia, Storia

Io sarò anche ateo, ma queste cartoline natalizie dell’era spaziale sovietica sono troppo belle!

Buon Natale.

[from Boing Boing]

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20

Dec

AK-47 con glamour

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.20.00.01.53 — Archiviato in: Russia, Storia, Umorismo

Ecco un vero, utile regalo di natale, cazzo!
Un bel kalashnikov carrozzato Hallo Kitty! Guardatelo su GlamGuns: armi con glamour.
Le note al prodotto dicono

This fully functional firearm fires standard 7.62mm 125 or 150 grain ammunition with a muzzle velocity of approximately 710 meters per second and a maximum effective range of approximately 300 meters. Several choices in stock wood are available. With a limited run of only 500, buy now before they’re gone! A mere $100 extra includes Glambo’s signature wood-burnt into the opposite side of the handguard. A perfect gift for the young lady of the house.
A bargain at only $1072.95!

Fortunatamente il sito è una parodia :-) che però ci offre lo spunto per raccontare la storia di quello che è davvero uno dei prodotti di maggior successo di tutti i tempi.

L’AK-47 (acronimo per Автомат Калашникова образца 1947 года, Avtomat Kalashnikova modello 1947) fu ideato da Mikhail Kalashnikov e entrò in produzione nel ‘47.
Secondo la leggenda, il sergente dei carristi Kalashnikov, ferito nella battaglia di Bryansk (seconda guerra mondiale, fronte russo), nel suo letto d’ospedale avrebbe a lungo riflettuto sulla possibilità di realizzare un’arma che potesse garantire all’Unione Sovietica un’adeguata supremazia d’armamento. Avendo saputo che i comandi strategici del Cremlino erano alla ricerca di un’arma da breve raggio che potesse usare una cartuccia di calibro 7,62 mm, già usata per il poco soddisfacente Simonov SKS, avrebbe subito pensato alla possibilità di realizzare qualcosa di simile all’StG-44, lo strabiliante sturmgewehr tedesco, mantenendone le qualità e correggendone i difetti.
La CIA, ribatté che si trattava di pura propaganda, sostenendo che si cercasse di sfruttare il nome di un eroe di guerra per ammantare di sentimenti idealistici una frenetica ricerca condotta da diversi gruppi di armaioli; comunque la ricerca, anche secondo gli americani, puntava a costruire l’arma intorno al calibro, ed il progetto fu sviluppato con questo preciso obiettivo.

Che l’AK-47 fosse in qualche modo ispirato dall’StG-44 anche i sovietici cessarono presto di smentirlo. Dal rifinitissimo fucile d’assalto tedesco aveva mutuato la classe di dimensionamento ed il tipo di dislocamento, i concetti di recupero del gas, i caricatori ricurvi. Per mitigare i principali difetti dell’arma germanica aveva invece radicalmente abbandonato il tipo di realizzazione: se l’StG era un costosissimo capolavoro di forgia, il Kalashnikov sarebbe stato composto di economico scatolato di lamiera stampata, con vantaggio di peso e di facilità nella produzione di massa. Anche la meccanica fu rivista in quest’ottica.
Da parte statunitense si tende a sminuire l’ispirazione dell’StG, sostenendo che sarebbe stato invece il fucile americano Garand M1 ad essere “copiato”, sebbene molti esperti neutrali non avallino questa presunta primogenitura.
La massa della singola cartuccia è di 18.21 grammi, mentre quella del proiettile è di 8 grammi. Ha un’energia in uscita di 1.990 Joule.

Nel 1959, ne comparve una nuova versione alleggerita a soli 3.14 Kg: praticamente può manovrarlo anche un bambino. Apparve poi anche la versione con calcio metallico ripiegabile, ancora più maneggevole.
Ne vennero poi prodotte varie versioni, più o meno modificate e con nomi differenti, in tutti i paesi del Patto di Varsavia, ma anche in Cina, Corea del Nord, Israele, Finlandia, India, Egitto, Cuba, Iran, Marocco, Pakistan, Vietnam, Venezuela e Iraq (dove si chiama Tabuk, come una storica battaglia avvenuta ai tempi del Profeta).

Se un successo si giudica dal numero delle imitazioni, questo lo è. Ma è anche il fucile più utilizzato da governi non troppo leciti, ribelli, criminali, civili, nonché dai gruppi rivoluzionari di tutto il mondo e lo si è visto nei Balcani, in Afghanistan (fra l’altro, nel famoso video di Bin Laden), in Somalia… L’AK-47 o qualche sua variante è usato da circa 55 eserciti. In molti luoghi del mondo è decisamente a buon mercato: in Africa, per esempio, costa fra i 30 e i 120 dollari.

È finito anche nella bandiera nazionale del Mozambico, come negli stemmi di Zimbabwe, Timor Est, Burkina Faso, Hezbollah e nel logo dei guardiani della rivoluzione iraniani. In alcuni paesi africani, una sua forma abbreviata, Kalash, è usata come nome maschile.

Nel 2006, il musicista e pacifista colombiano César Lopez ne ha trasformato alcuni in altrettante chitarre, chiamate escopetarre.

Quella che vedete in figura è stata esposta alle Nazioni Unite, come emblema della conferenza sul disarmo.

[parte del testo proviene da wikipedia, vers. italiana e inglese]

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