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Archive for December, 2007

19

Dec

The Human Clock

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.19.00.01.50 — Archiviato in: Concettuale, Fotografia, Net Art

Questa è decisamente notevole. Una grande idea di Craig Giffen. Sono rimasto colpito a guardare la pagina per un bel po’ (sì, sono affascinato dagli orologi almeno quanto gli antichi cinesi, anche se li odio (gli orologi, non i cinesi), così come odio il tempo che passa).

The Human Clock è un orologio fatto di immagini, migliaia di immagini da tutto il mondo, ognuna delle quali ha dentro di sé un orario (ora:minuti).

Poi un software provvede a selezionare una delle foto che mostrano l’ora locale a chi si collega. C’è anche un pannello di controllo che permette di specificare la propria time zone e di scegliere fra la versione digitale e quella analogica. Semplice ed efficace.
The Human Clock esiste dal 2001, per cui forse qualcuno di voi lo conosceva già, ma internet è grande. Ora Craig Giffen è imprgnato nella realizzazione dello Human Calendar.
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Here is The Human Clock by Craig Giffen.

It’s a clock made by pictures, a thousand shots from many countries, each showing the time in the format hour:minute. Then a software selects a picture showing the local time.

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18

Dec

Christopher Conte

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.18.01.31.57 — Archiviato in: Scultura

Christopher Conte è un norvegese trapiantato a New York. Ha studiato arte, anatomia e lavora nel campo delle protesi.

Combinando scultura, medicina e biomeccanica, aiuta gli altri, ma ha anche modo di costruire cose come queste… che per di più si muovono…
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Christopher Conte was born in Bergen, Norway where he began drawing at age 3. At 6, shortly after moving to New York, he began taking college art classes at Hofstra University following a recommendation from his first grade teacher.
While still in high school he attended St. John’s University and in the eleventh grade received a scholarship to Pratt Institute in Brooklyn, New York. Once at Pratt, he also studied human anatomy at Columbia Presbyterian Hospital through a program sponsored by Columbia University.
After earning a Bachelors Degree in Fine Art (BFA) from Pratt Institute, he entered the prosthetics field and began making artificial limbs for amputees in New York. Combining an abiding love for sculpture, medical science and biomechanics, the field enables Chris to apply his natural talents to help others in less fortunate situations, which he still does to this day.
Creating sculpture that served no practical purpose beyond being art remained his greatest diversion. In 2007, Chris began offering these unique pieces for sale to the public for the first time.

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17

Dec

Lezrod

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.17.00.30.32 — Archiviato in: Confine

Lezrod è il nick del colombiano David Velez.

In questo album, Exploraciones sonoras de paisajes surreales y espacios infinitos, Lezrod ci introduce in una atmosfera acquatica in cui suoni liquidi si mescolano a rumori meccanici come quelli che potrebbero generarsi nella sala macchine di un ipotetico Nautilus…

L’album è pubblicato dalla netlabel Test Tube e scaricabile da questa pagina.
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Had David Velez, in his Lezrod disguise, inspired himself in the works of Jules Verne for this release, and I would say that he was showing us around the mighty submarine Nautilus, and then taking us in a guided journey through the deep sea.
Is the name “Submar” an abbreviation for Submarine? Only David will know for sure. But in this first piece, everything is dark. Sounds that could almost be labeled industrial group together and are splintered with samples of water moving. Almost no rhythm, apart from the waves of static and the flow and ebb of distant echoes of dark sounds. A gloomy landscape, with the comforting melancholy that only Lezrod can achieve.
The title says it all: sonic explorations of surreal landscapes and infinite spaces. This is the best description one could give.
[Luís Marta]

Lezrod - Exploraciones sonoras de paisajes surreales y espacios infinitos (2006)

Full download from Test Tube


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15

Dec

Obscuritas Luminosa, Lux Obscura

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.15.00.01.34 — Archiviato in: Elettroacustica

Un affascinante e recente brano di Konstantinos Karathanasis, trentaduenne compositore greco emigrato negli USA.

Costruito intorno ad un’unica altezza (SI), questo pezzo, per sei strumenti e suoni elettronici, è come un singolo, ultra concentrato raggio di luce che penetra il vuoto, il silenzio, con gli strumenti che agiscono come delle lenti, dei prismi, che gradualmente modificano il colore del suono allargandolo alle note vicine e via via più lontane.
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The following excerpt from an old Greek text of the 7th century AD encapsulates the central idea of the piece: ‘… And as all things come from the One, from the mediation of the One, so all things are born from this One by adaptation …’ There is one pitch (B), which as a single ultra-concentrated beam of light penetrates the vacuum, the silence. The instruments and the electronics act like lenses and prisms that slowly change the color of this single B and magnify it to the neighboring pitch areas. Since this process is gradual, like wine fermentation, special attention is given to various subtle changes, in the micro-intervals and their beatings, attacks and dynamics, colors and textures. Once the magnifications of the single pitch expand to its partials, the fermentation process is accelerated and new dimensions open up that at some point incorporate even chance.

The role of the electronics is to unify the instrumental fragments and thus to provide coherence through the piece. Although obscure at the beginning, progressively the computer becomes the seventh player in the ensemble, and after a certain point it develops in to an all-inclusive ocean, where the instruments swim, like exotic fish. The electronics are based in various real-time techniques in Max/MSP, mostly live phase vocoding and sampling, infinite decay reverbs, flangers, harmonizers, and granular synthesis.

Konstantinos Karathanasis - Obscuritas Luminosa, Lux Obscura (2005)
for flute, clarinet, viola, cello, piano, percussions, electronics

from Art of the States


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14

Dec

Hymnen

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.14.00.01.49 — Archiviato in: Elettroacustica

Interessante, ma anche un po’ buffo questo sito segnalato da ermes in cui si possono ascoltare le varie sezioni di Hymnen, di Stockhausen e l’ascoltatore può manipolare il volume e il bilanciamento.

Interessante perché si può ascoltare Hymnen. Buffo perché non ne capisco il fine. Il volume e il bilanciamento di quello che si ascolta via computer possono essere manipolati facilmente anche senza questo accrocchio: basta tirare fuori il mixerino di sistema.

Non capisco perché costruire questa maschera che, peraltro, in molte parti è completamente falsa. Le onde che si vedono sotto sono delle semplici sinusoidi che non hanno niente a che fare con l’onda sonora in riproduzione e anche lo spettro colorato che troneggia in alto non mi sembra essere quello del suono. Il tutto mi sembra, più che altro, un esercizio di programmazione in flash.

Peraltro, Hymnen è una composizione complessa, una manipolazione elettronica di inni nazionali, figlia della tecnologia anni ‘60, a tratti ostica per i più, che forse non dovrebbe essere ascoltata così.

Una seria presentazione di Hymnen è qui.


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13

Dec

DG Web Shop

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.13.00.01.59 — Archiviato in: Mercato, Musica

Ecco il negozio online della Deutsche Grammophon.

Tutti brani senza DRM, portabili su qualsiasi player che però costano leggermente di più degli altri: un CD costa € 11.99 (in qualche caso anche meno) e i singoli brani € 1.29, però il prezzo di questi ultimi non è fisso: se un brano è particolarmente lungo, può costare di più. In ogni caso si fa attenzione a evitare che l’acquisto dei brani singoli sia conveniente rispetto all’acquisto del CD completo, come invece accade a volte in iTune e altri servizi di vendita online che applicano ciecamente un prezzo fisso ai singoli pezzi.

Bisogna però segnalare che qui la musica è in MP3 a 320 kbps, molto migliore dei 192 (o peggio) degli altri servizi. Da una etichetta di tale fama, magari qualcuno si sarebbe aspettato la possibilità di scaricare l’originale in un formato compresso senza perdita, come FLAC o APE, ma probabilmente questo avrebbe significato uccidere i negozianti non online e a conti fatti, smettere o quasi di vendere CD fisici.

Il catalogo comprende, a oggi, 2427 titoli. Che un produttore di questo prestigio, ma anche, per sua natura, abbastanza conservatore, si sia deciso al gran passo e per di più senza applicare meccanismi di protezione è comunque indicativo della ineluttabilità di questo passaggio. Certamente la DGG può permettersi più di altri di non applicare protezioni perché il suo pubblico non è fatto di ragazzini, però fa piacere non avere limiti nella fruizione del prodotto.

Anche i termini di vendita sono apprezzabili. Stabiliscono che l’acquirente ha il diritto di trasferire il prodotto su qualsiasi lettore e anche di metterlo su CD. Deve però farne uso personale e osservare le leggi sul copyright in vigore nel suo paese.

Segnalato da federico
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Here is the Deutsche Grammophon web shop.

Currently there are 2427 titles all distributed without DRM. You can transfer your download to portables players and burn it on CD. But on the other hand, you agree that this is only for personal use and that your use is reguled by the copyright law.

Single CD price is € 11.99 (lower in some case) and the single piece cost € 1.29 (but pieces which last more than 10 minutes can cost more). All the music is in MP3 format at 320 kbps, a very high quality with respect to other online shops that sell music at 192 or lower kbps.


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12

Dec

Ripensando a Stockhausen

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.12.02.37.20 — Archiviato in: Contemporanea

Ci pensavo oggi in treno e così ho deciso di scriverne.

Di solito i post che cominciano così finiscono per essere un assemblaggio di retorica e luoghi comuni. Non questo. Vorrei evitare la retorica, come quella di un po’ di cose che ho letto in giro sulla scomparsa di KS. Gente che fino a ieri non ne parlava neanche di striscio, oggi esce con post che parlano di genio, etc etc.

Generalmente, non tengo un blog per guardarmi l’ombelico, ma stavolta faccio un’eccezione. Allora, cerco di dirvi cos’era per me Stockhausen.

Cosa ammiravo in Stockhausen

  • La capacità di innovare e la quantità delle sue innovazioni. Molti dei cambiamenti nella musica dei secondi anni ‘50 sono venuti da lui.
    Ci sono dei compositori che sono ricordati per uno o due contributi importanti. Quelli di KS sono molti. Un certo tipo di strutturalismo, un diverso modo di vedere il serialismo, la momente form, le nuove sonorità pianistiche, la musica intuitiva, l’idea dell’unità del tempo musicale, la rivisitazione dell’opera e poi l’elettroacustica degli anni ‘50, il microfono come strumento, la sua fede nell’elettronica e potrei andare avanti un bel po’…
  • Il suo coraggio. Coraggio nell’andare fuori dal mainstream e poi essere il mainstream, coraggio nello scrivere in una partitura istruzioni come “…arriva a uno stato di non pensiero…”, coraggio nel chiedere il cielo sul soffitto del Teatro alla Scala…
  • La cura posta nell’esecuzione e nella messa in scena delle proprie opere arrivando a volte a rifiutare una esecuzione anche importante se non venivano rispettati tutti i dettagli.
  • Infine, anche qualcuno dei suoi deliri. Era quasi simpatico quando sosteneva di venire da Sirio.

Cosa detestavo in Stockhausen

  • In una sola parola: lui come persona. Lo dico una buona volta senza usare parafrasi, come quelle dei giornali (tipo: il suo narcisismo gli attirava qualche critica).
    Non voglio offendere qualcuno che magari lo amava o lo frequentava quotidianamente, ma, dal punto di vista di uno che ci ha parlato insieme solo qualche volta e leggeva le sue interviste, KS appariva come uno che pretendeva di avere sempre ragione e sputava sugli altri con una facilità unica. Per lui, quasi tutto quello che non era Stockhausen era praticamente privo di valore.
    Un esempio fra tanti: intervista con Odifreddi; si parla della musica delle sfere:

      PO: Cosa pensa dell’opera di Hindemith L’armonia del mondo, costruita appunto in base alla versione kepleriana di questo motto pitagorico?
      KS: Mi sembra molto ingenua: quasi la visione musicale di un agricoltore.

    Ma, porca miseria, è Hindemith. Puoi non essere d’accordo con la musica che ha scritto e motivarlo, ma non puoi farlo fuori dando dell’ingenuo a lui e a tutti gli agricoltori.
    Esistono vari aneddoti di questo tipo. Ciò che lui pensava, diventava assoluto e veniva corroborato da esempi spesso assolutamente campati in aria, ma che lui pretendeva fossero corretti:

      Il pensiero seriale è divenuto parte della nostra consapevolezza e resterà qui per sempre … Anche le stelle sono distribuite in modo seriale …
      [cit. in Cott, 1973]

    Ci sono molte altre storie del genere. Vedi anche le dichiarazioni di Ligeti in “Lei sogna a colori?” oppure l’intera “Intervista sul genio musicale”.
    Eppure una persona di tale livello non aveva certo bisogno di tutta questa auto-affermazione, ma probabilmente non sarebbe stato così geniale altrimenti. La sua genialità era sorretta anche dall’incrollabile convinzione di essere sempre nel giusto. Una volta presa una strada, KS non aveva dubbi. E il coraggio che mostrava nelle sue partiture derivava anche da questo atteggiamento.
    Se fosse stato un politico sarebbe stato molto pericoloso. Fortunatamente ha fatto il compositore.

D’altronde, spesso la vita è così: bisogna prendere tutto il pacchetto o rinunciare a tutto il pacchetto.


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11

Dec

Cronologie

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.11.03.59.04 — Archiviato in: Musica, Storia

Su classical.net si trovano un po’ di liste cronologiche, timelines e statistiche basate sulle date di nascita e morte dei compositori.

Niente che non si possa trovare in una qualsiasi wikipedia, ma qui i dati sono tutti uniti, ordinati in vari modi e in formati facilmente scaricabili. La timeline, poi, è utile per vedere al volo chi era contemporaneo di chi.
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Some useful chronological lists and composer timelines here at classical.net.


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10

Dec

Freitag aus Licht

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.10.00.01.31 — Archiviato in: Strumentale

Un po’ di musica di Stockhausen da Freitag aus Licht tratta dal suo sito.


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9

Dec

iPod Utilities

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.09.23.30.16 — Archiviato in: Software, Tecnologia

Lifehacker pubblica una bella lista delle 20 utilities per sfruttare al massimo il vostro iPod. È tutto free software per muovere musica e video fra iPod e computer, fare backup/recovery, metterci video di vari tipi (anche da YouTube), consultare Wikipedia, sbarazzarvi di iTunes e altro…
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With a new generation of iPods on the market this holiday season, your reliable old iPod may not seem as shiny as it once did. But with the help of third party applications and utilities, you can unlock tons of useful functionality you never knew was there and revive that aging iPod so it doesn’t look quite so bad next to its successors. Whether new or old, the following 20 iPod utilities from lifehacker can help you get the most from your iPod.


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