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Archive for March, 2008

21

Mar

Radulescu

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.21.20.30.48 — Archiviato in: Strumentale

L’AGP 85 è dedicato a Horatiu Radulescu, compositore rumeno che vive in Francia.

Si dedica alla musica spettrale fin dalla fine degli anni ‘60 in un modo che, però, si allontana da quello dei più noti francesi Grisey e Murail. In effetti, più che costruire “armonie” o figurazioni, come accade nel caso dei francesi, Radulescu tende a costruire suoni a densità spettrale variabile servendosi di tecniche esecutive appositamente studiate e facendo largo uso del concetto della modulazione ad anello che produce somme e differenze di frequenze date.

Fra i quattro brani contenuti nell’AGP 85, liberamente scaricabili in formato flac (compressione senza perdita), vi faccio ascoltare Frenetico il longing di amare, opus 56 (1984-87).

Questo brano è per basso, flauto contrabbasso (o octobasso) e sound icon. Quest’ultimo strumento altro non è che l’arpa di un pianoforte piazzata in verticale, con accordatura non standard, definita dall’autore in base alle componenti spettrali che intende utilizzare. Le corde vengono suonate con un archetto e in questo pezzo ha un ruolo di bordone, i cui suoni vengono colorati spettralmente dagli altri strumenti.

Horatiu Radulescu -  Frenetico il longing di amare, opus 56 (1984-87), mp3 download, streaming audio


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19

Mar

I Ching

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.19.18.05.16 — Archiviato in: Net Art

L’ennesima versione del Libro dei Mutamenti in rete, questa volta con una bella animazione.


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18

Mar

Stella Rossa su internet

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.18.03.13.48 — Archiviato in: Cina, Web

Lo scorso weekend potrebbe essere ricordato come un momento storico per internet.

Per la prima volta, infatti, gli USA non sono più il paese con il maggior numero di navigatori, essendo stati superati dalla Cina. Come, infatti, riporta puntualmente il sempre attento Punto Informatico, citando varie agenzie, gli utenti cinesi hanno superato gli americani 220 contro 217 milioni.

Ma la crescita cinese non si fermerà qui. L’aumento rispetto allo scorso anno è stato del 30% e questo sembra essere anche il trend dell’anno in corso. Considerata la popolazione cinese e il fatto che soltanto adesso una gran parte dei cinesi comincia a guadagnare abbastanza da permettersi una connessione domestica, si può prevedere che il distacco sia destinato ad aumentare e consolidarsi.

Il fatto che tutto ciò avvenga nonostante l’altissimo tasso di controllo e di restrizione operata sulla rete da parte del governo cinese non è un buon indicatore. Altri governi potrebbero pensare che crescita e controllo possano convivere. In questi ultimi anni, infatti, gli stessi paesi occidentali hanno imparato molto dalla Cina in materia di controllo. Ricordiamo, per esempio. che in Italia non vengono oscurati soltanto siti coinvolti in reati penali, ma anche quelli che ospitano alcuni casinò online e gestori di scommesse con sede all’estero, onde impedire agli italiani di sfuggire al monopolio statale e alle tasse connesse.

Quello che si spera, ovviamente, è che l’aumento esponenziale del numero dei navigatori renda la vita sempre più difficile ai controllori e che il fenomeno internet si traduca in una maggiore libertà di informazione anche in Cina.

Forse quello di cui abbiamo bisogno davvero è un bel jolly roger:


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17

Mar

C’era una volta… (001)

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.17.00.01.32 — Archiviato in: Audio, Tecnologia

… il Cracklebox (1975, nome orig. olandese Kraakdoos).

Questo geniale strumento, scaturito dalla mania di Michael Waiswisz di ficcare le dita nei circuiti delle radio a onde corte e alimentato soltanto da una batteria a 9V, utilizzava le proprietà di conduzione elettrica della pelle per connettere le varie parti di un circuito relativamente semplice, ma capace di emettere fischi, borbottii e vari lamenti.
Il corpo umano diventava così parte della circuiteria e la pelle agiva da cavo, potenziometro e condensatore.

Era prodotto dai laboratori STEIM di Amsterdam che, negli anni ‘70 ne vendettero circa 4000 esemplari. La produzione era ricominciata alcuni anni fa, ma ora è nuovamente interrotta a causa della mancanza di alcuni componenti ormai obsoleti.

Il mio divertimento preferito, le rare volte che l’ho avuto in mano (prestito del mio amico e collega Roberto ‘Zoo’ Zorzi), era entrare in un grande magazzino con il cracklebox in tasca e accenderlo per qualche secondo guardandomi in giro, insieme a tutti i presenti, per cercare di capire da dove venivano quegli assurdi suoni. E i suoni erano questi:


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16

Mar

Dati perduti

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.16.01.37.19 — Archiviato in: Privacy

È il 2008 e siamo solo a metà marzo.

Quello che segue è un elenco sicuramente parziale della mole di dati sensibili esposti a terzi in violazione della privacy, a causa di negligenze, incidenti, furti o cracking negli USA.

Nell’intero 2007 i casi accertati sono stati 329 e coinvolgono milioni di persone. Questi dati sono raccolti nell’Attrition.org Data Loss Archive and Database. L’archivio è pubblico.

Apprezzate gli effetti collaterali della società dell’informazione. (continua…)

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15

Mar

Tombeau de Messiaen

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.15.06.11.05 — Archiviato in: Elettroacustica

Un altro omaggio a Messiaen, dopo la sua scomparsa, stavolta da parte di Jonathan Harvey: si tratta di “Tombeau de Messiaen”, per piano accompagnato da una elettronica misurata ma essenziale formata in gran parte da un pianoforte sintetico accordato sulla scala naturale, che interviene a modificare in modo più o meno sensibile i suoni dello strumento.

Jonathan Harvey - Tombeau de Messiaen (1994) per pianoforte e parte elettronica


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14

Mar

Adelaide Festival of Arts

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.14.00.01.04 — Archiviato in: Videoarte

Esiste un festival ad Adelaide (Australia) nel corso del quale i monumenti vengono utilizzati come tele su cui proiettare immagini che li dipingono nei modi più diversi.

Niente di particolarmente innovativo, ma l’effetto è bello. Altre immagini qui,

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13

Mar

Verona Risuona 2008

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.13.00.01.42 — Archiviato in: Multimedia

… a volte ritornano …

Riparte Verona Risuona con Staffan Mossenmark.

Blog organizzativo: Verona Risuona 2008

Foto: xyzeta


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11

Mar

Evryali

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.11.01.10.22 — Archiviato in: Strumentale

Il pianista John Mark Harris ha realizzato una bella trasposizione grafica di Evryali, una composizione di Xenakis per solo piano del 1973, basata sul concetto di “arborescenze”, ramificazioni che si sviluppano a partire da un nucleo come si può intuire dal disegno (quella in figura è solo una piccola parte della partitura).

Le forme sono state disegnate su un monitor dal compositore e poi trasposte in notazione tradizionale via software. A permettere questa modalità compositiva basata sulla grafica è la workstation dell’UPIC di cui abbiamo già parlato qui.

Evryali è composta senza alcun riguardo per l’anatomia umana, per cui alcuni punti della partitura sono semplicemente ineseguibili. Di conseguenza l’esecutore è chiamato a fare delle scelte. John Mark Harris afferma di aver utilizzato il grafico anche come ausilio nel compiere le predette scelte, oltre che per capire la struttura del brano, in quanto la partitura è troppo complicata per farsene un’idea a una prima lettura.

La cosa interessante è che, sul suo sito, l’intero grafico scrolla insieme all’esecuzione ed è molto interessante seguirlo.

Trovate il tutto qui.


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10

Mar

Effetto Mozart

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.03.10.00.01.44 — Archiviato in: Musica, Umorismo

L’effetto Mozart è una controversa teoria secondo la quale l’ascolto della musica del predetto compositore rende più intelligenti o almeno migliora certe funzioni intellettuali, soprattutto se somministrato in età prescolare. Il termine è stato coniato nel 1991 da Tomatis e studiato, con riscontri positivi, nel 1993 da Rauscher, Shaw, and Ky.

Da allora sono stati effettuati vari studi con risultati alterni, per cui non è ancora chiaro se questo effetto sia reale o meno. Tuttavia, grazie anche ad alcuni libri di Don Campbell e alla sua raccomandazione di far ascoltare Mozart ai bambini in tenera età per accrescere il loro QI, la nozione di “effetto Mozart” ha acquisito una certa popolarità negli USA, tanto da far scoppiare una moda che, nel 1998, ha portato il governatore della Georgia a stanziare circa 100.000 dollari per regalare una cassetta di musica classica a ogni neonato.

Premesso che, a prescindere dal fatto che l’effetto funzioni, si tratta di un’ottima idea (ammesso che i genitori la mettano in pratica), non si vede perché solo Mozart debba avere il suo effetto e si può ironizzare su tutto ciò cercando di immaginare quale potrebbe essere, per i bambini, l’effetto dell’ascolto di altri compositori. Le seguenti definizioni sono tratte dalle pagine umoristiche dell’Oratorio Society of New York (la traduzione è mia e in un paio di casi ci ho messo del mio).

  • LISZT EFFECT: il bambino parla rapidamente e in modo stravagante, ma non dice mai nulla di veramente importante
  • BRUCKNER EFFECT: il bambino parla molto lentamente e si ripete frequentemente, ma guadagna una certa reputazione di profondità
  • WAGNER EFFECT: il bambino si comporta da megalomane. Potrebbe eventualmente tentare di sposare la propria sorella
  • MAHLER EFFECT: il bambino urla continuamente, con grande estensione e volume, che sta morendo
  • SCHOENBERG EFFECT: il bambino non ripete mai una parola finché non ha utilizzato tutte quelle che fanno parte del suo vocabolario. Qualche volta parla al contrario. A volte la gente smette di ascoltarlo e allora si lamenta di non essere compreso
  • IVES EFFECT: il bambino sviluppa una abilità notevole nel portare avanti diverse conversazioni nello stesso tempo
  • GLASS EFFECT: il bambino si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete e si ripete ancora
  • STRAVINSKY EFFECT: il bambino si lascia andare a esplosioni selvagge, gutturali e profane che spesso provocano risse e pandemonio nella scuola materna
  • BRAHMS EFFECT: il bambino è in grado di parlare in modo bellissimo, a patto che le sue frasi contengano un numero di parole multiplo di tre (3, 6, 9, 12, etc). Inoltre, le frasi di 4 o 8 parole gli riescono stranamente poco ispirate
  • E infine, ovviamente, the CAGE EFFECT: il bambino parla a caso, poi, di colpo, non parla per 4 minuti e 33 secondi. Questo ultimo comportamento è amato dagli insegnanti.
  • Per chi conosce il compositore esiste anche uno RZEWSKI EFFECT: il bambino afferma, in 36 modi diversi, di essere vittima della società capitalista
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