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Archive for June, 2008

16

Jun

Città di Ombre

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.16.00.01.55 — Archiviato in: Fotografia, Russia

titarenko

Alexey Titarenko è l’autore di questa e molte altre foto in cui, grazie a una macchina fissa e lunghi tempi di esposizione, San Pietroburgo si trasforma in una affascinante città di ombre…

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15

Jun

Gioielleria steampunk

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.15.01.32.42 — Archiviato in: Scultura

gioielleria steampunkgioielleria steampunk

Questa gioielleria steampunk non è niente male e non è nemmeno cara.


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13

Jun

Il Suono

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.13.01.38.04 — Archiviato in: Strumentale

KagelTorniamo a parlare di Der Schall di Kagel, di cui ci siamo già occupati qualche mese fa. Ci ritorniamo perché è stata ripubblicata dal solito AGP e così cogliamo l’occasione per darvi alcune informazioni su questa inconsueta partitura.

Uno dei desideri di Mauricio Kagel, compositore argentino di nascita (1931), ma tedesco di adozione, è sempre stato quello di “sabotare l’ascoltatore”. Ma con Der Schall (1968) (il suono, nell’accezione della fisica), Kagel riesce a sabotare anche gli esecutori.

In questo brano, infatti, il compositore demolisce la tradizionale struttura dell’esecuzione, in cui un esecutore iper-specializzato nel proprio strumento interpreta una partitura codificata, pensata e scritta per il suddetto strumento. Der Schall, invece, è per 5 esecutori e 54 strumenti, gran parte dei quali sono totalmente ignoti agli esecutori.

Le regole del brano, inoltre, sono concepite proprio per mettere questi ultimi in una situazione per loro inconsueta: quella di avere in mano uno strumento che non sanno suonare. Gli esecutori devono cambiare strumento molto spesso. La partitura stabilisce che:

  1. nel corso dell’esecuzione ogni strumentista deve sperimentare un numero di strumenti pari almeno alla metà di quelli a lui disponibili e
  2. ogni strumento non può essere utilizzato per più di un terzo della durata totale del pezzo.

In tal modo si assicura che la composizione dell’ensemble strumentale cambi continuamente. Una esecuzione come questa dura circa 36 minuti e dispone di 54 strumenti che sono stati suddivisi fra i 5 esecutori come segue (riporto i nomi in inglese dalle note di copertina):

  1. Foghorn, spaghetti tube with trumpet mouthpiece, straight cornet, C-trumpet. baroque trumpet (clarino), plastic tubing with ringed joints, tromba d a tirarsi, short tube with plastic funnel, 20 meters of garden hose with plastic funnel, antilope horn, various mutes and mouthpieces.
  2. Conch trumpet, pandean pipe, 2 posthorns, hand-drum as mute, double foghorn, plastic tubing with connection piece, plastic tubing with ringed joints, trombone, various mutes and mouthpieces, nafir.
  3. Low jew’s harp, sitar, banjo, octave guitar, stoessel lute, rubberphone (rubber bands to be plucked), various gloves, bowing and plucking requisites.
  4. 6-12 organ pipes (mixtures) to be blown by mouth, 2 pandean pipes, taishokoto, ocarina, Kimuan violin (Kimuanyemuanye), bass balalaika, bass mouth-organ, 2 brass tubes, various bowing and plucking requisites.
  5. Bell-board (eight bells fixed to a board, to be bowed only), genuine Cagniard de la Tour siren (blown siren with frequency measuring device), cuckoo (a short of seesaw with two bellows, each adjustable in pitch), 4 tortoiseshelIs, nose-flute, bassdrum, telephone, 2 brass tubes, 1 musical box

Dato che ogni esecutore ha a disposizione circa una decina di strumenti, ognuno di essi è tenuto a cambiarlo mediamente ogni 3.5 minuti.

L’esecuzione che riportiamo si è tenuta a Colonia nel 1969, a cura del Kölner Ensemble für Neue Musik (Edward Tarr, Vinko Globokar, Karlheinz Böttner, Wilhem Bruck, Cristopher Caskel). È disponibile in flac qui.

Mauricio Kagel - Der Schall (1968)


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12

Jun

Tellus

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.12.01.35.51 — Archiviato in: Elettroacustica, Strumentale

Tellus era una “rivista su audio cassetta” lanciata nel 1983 a New York e pubblicata solo su abbonamento con cadenza bimensile. Rimase attiva per ben 10 anni grazie ai finanziamenti del New York State Council of the Arts e del National Endowment for the Arts.

In questo periodo venne raccolto e pubblicato molto materiale della avanguardia americana e più tardi, europea. Oggi gran parte di questo audio viene riproposto dall’impagabile UBUWeb in collaborazione con Continuo’s Weblog (del cui blogroll mi onoro di far parte). Ecco qui l’indice.

Nel frattempo, ascoltate alcuni brani pazientemente selezionati. Come era tipico dell’epoca, parecchi brani sono vere aggressioni sonore che però hanno una carica e una energia che è difficile ritrovare attualmente.



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11

Jun

Fa freddo su Marte

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.11.01.29.51 — Archiviato in: Scienza, Tecnologia

Ecco le informazioni meteo, in tempo (quasi) reale, da Marte.

mars weather info

Nota: il logo della missione Phoenix, qui sopra, assomiglia maledettamente al logo di Firefox


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10

Jun

Les mots sont allés

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.10.00.01.07 — Archiviato in: Strumentale

Un interessante programma per violoncello, questo sabato

Sabato 14 giugno 2008 ore 17.30
Chiesa di San Domenico (via del Pontiere), Verona
ingresso libero

LES MOTS SONT ALLÉS

J.S. Bach: Suite n. 1 in sol mag. a violoncello solo senza basso, BWV 1007, (1720 circa)
Luciano Berio: Les mots sont allés, “recitativo” pour cello seul, (1979)
Benjamin Britten: Suite for Cello op. 72, (novembre- dicembre 1964)

Gaetano Nasillo violoncello


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9

Jun

Finale alternativo

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.09.00.58.55 — Archiviato in: Cinema, Letteratura

Grazie a Lemi per aver segnalato questo finale alternativo del film Io sono leggenda, che, peraltro, sembra essere quello vero, cioè quello che era nelle intenzioni originali del regista prima che la produzione lo facesse a pezzi. Così il film diventa più sopportabile. Ciò nonostante resta sempre chilometri lontano dal libro di Richard Matheson, ma probabilmente non è corretto confrontare libri e relativi film.

È interessante, comunque, osservare alcune differenze fra libro e film, magari secondarie, ma certamente significative. Per esempio

  • nel libro, Neville (il protagonista) è un fumatore e un alcoolizzato; nel film è politically-correct;
  • nel libro Neville ascolta Beethoven; nel film Bob Marley;
  • il libro non offre speranze alla razza umana: Neville è veramente l’ultimo essere umano.

Ma la differenza maggiore sta proprio nel finale. Nel libro c’è uno splendido colpo di teatro: il romanzo si chiude con un papà “mostro” che sta raccontando al figlioletto “mostriciattolo” la storia di Neville, l’ultimo essere umano che ha ucciso tanti di loro e che per questo è stato catturato e giustiziato. Così i “mostri”, che nel libro sono veri e propri vampiri e non generici simil-zombie, si rivelano capaci di provare sentimenti e costruire una struttura sociale.

Proprio questa è la spiegazione del titolo: Neville diventa una leggenda per i “mostri”, mentre nel film lo è per gli umani superstiti che ricostruiranno la nostra civiltà.

Questo finale, invece, si avvicina un po’ più alle tesi del libro, riconoscendo ai mostri una sia pur minima capacità di provare dei sentimenti.

Infine, vi segnalo un altro film la cui trama è molto simile a Io sono leggenda, ma in cui il tema è affrontato con maggior realismo. Si intitola 28 giorni dopo.

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8

Jun

La via più breve

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.08.01.15.04 — Archiviato in: Architettura, Giappone, Viaggi

osakaSe non fosse per il fatto che, come in Inghilterra, si viaggia dalla parte sbagliata della strada, guidare in Giappone sarebbe bellissimo. Ma il problema della sinistra non esiste sulle tangenziali, dove le corsie sono separate da un muro.

Quando la densità abitativa raggiunge i livelli giapponesi, l’unico modo di costruire strade a percorrenza veloce è farle passare sopra le case. Le cosiddette tangenziali viaggiano in aria e il traffico scorre in un limbo gestito da divinità lontane.

osakaUna tendenza che deve fare sempre i conti con lo sviluppo verticale delle grandi città. Così le strade girano intorno alle costruzioni, si avvolgono su sé stesse, si dividono e si ritrovano in un flusso che sembra liquido.

Ma, a volte, l’edificio non può essere aggirato né demolito e così non resta altro che passarci attraverso. Qui, a Osaka, la società che costruiva la tangenziale ha semplicemente affittato tre piani e ci ha fatto passare la strada.

Cliccate sulle immagini per ingrandire. Vedi anche Googlesighting.

Via Darwin


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7

Jun

Workshop

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.07.00.01.16 — Archiviato in: Musica

21 e 22 giugno 2008 - VILLA MONGA - VERONA

COMPRENDERE L’EMISSIONE VOCALE, IL CANTO ARMONICO E IL DIDJERIDOO MEDIANTE L’AUSILIO DELLE TECNOLOGIE INFORMATICHE

relatori Mauro Graziani, Moreno Papi e Marco Tonini

Scarica il programma


Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
Elisabetta Zucca
+39 338 1225171
elisazucca@hotmail.com


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6

Jun

Suoni Atmosferici

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.06.01.16.06 — Archiviato in: Audio, Scienza

Sferics sta per ”atmospherics” ed è l’abbreviazione con cui si definiscono genericamente le radiofrequenze di origine atmosferica che viaggiano su frequenze di trasmissione molto basse (Very Low Frequency, da 3 kHz a 30 kHz). Sono state classificate in tre tipologie:

  • Sferics propriamente detti: si tratta di segnali impulsivi generati dai lampi. Queste radiofrequenze viaggiano per migliaia di kilometri e assomigliano al suono della pancetta che frigge. Ecco un esempio.
  • Tweeks: questi segnali sono sferics che viaggiano nella ionosfera, un medium dispersivo in cui le alte frequenze si muovono a maggiore velocità rispetto alle basse frequenze. Per questa ragione esibiscono un picco intorno ai 2000 Hz e assomigliano a degli uccellini.
  • Whistlers: i più affascinanti. Si tratta di glissati discendenti, anche questi causati dalla dispersione atmosferica che fa sì che le alte frequenze arrivino prima delle basse. Ecco qui.

Tutti questi segnali sono stati registrati dall’INSPIRE VLF radio receiver presso il Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville, Alabama.

La cosa interessante è che è anche possibile ascoltare il ricevitore INSPIRE in diretta cliccando questo link. Ecco la pagina di riferimento. Non aspettatevi di sentire subito tweeks & whistlers, sono i più rari. Invece sentirete più facilmente suoni della prima categoria.

Un’altra cosa interessante è che tutti possono ricevere la banda VLF sul proprio PC, con questo semplice procedimento riportato da wikipedia (leggete PC-based VLF reception).


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