Aaron Ristau

Aaron Ristau è uno scultore che lavora con detriti tecnologici di vari tipi. Nel suo sito dichiara:

Technology surrounds us. Products are obsolete within an ever decreasing amount of time, putting an increasing strain on our ability to deal with man made waste. Mans recyclable and manufactured surplus as a sculptors medium lends itself to an infinite variety of possibilities, which creates a whole new genre for sculptors’. By intricately integrating and redefining the purpose of reclaimed components, the completion of a sculpture is a triumph over obsolescence and the reward of creative vision.

Non ne posso più

Questa non è musica, ma ormai da un tot non ne posso più. Io non sono così incazzoso, ma se uno mi dice una cosa del genere si becca un calcio nei coglioni. È mai possibile che a rappresentarci abbiamo un individuo così?

Febbraio 2009: Il canale francese Canal+ svela il labiale di una battutaccia del premier italiano al presidente francese: “Ti ho dato la tua donna”.
I conduttori di “Le Petit Journal” gli assegnano l’Oscar della volgarità.

Grazie Lemi per la segnalazione

Il tecnicismo e l’interpretazione (ancora l’Escalier du Diable)

Un numero sempre maggiore di pianisti si cimenta con lo studio num. 13 dal secondo libro degli studi per pianoforte di Gyorgy Ligeti.

Come scrivevo un po’ di tempo fa, l’Escalier du Diable sta veramente diventando il brano virtuosistico per antonomasia del XXI° secolo anche grazie al fatto che, oltre ad essere difficile, è bello.

La cosa più interessante, secondo me, è vedere come, nonostante il tecnicismo estremo, resti ancora molto spazio per l’interpretazione. Si potrebbe pensare che, considerando anche il fatto che questo pezzo è musica contemporanea, che spesso richiede una visione rigorosa della partitura, e per di più è molto difficile, le qualità virtuosistiche necessarie per eseguirlo riducano drasticamente lo spazio interpretativo. Invece non è vero e al di là del dibattito sull’esecuzione migliore, che su You Tube è addirittura feroce, è bello sentire come, fermo restando il fatto che tutti gli esecutori sono tecnicamente ben preparati, altrimenti non potrebbero eseguirlo, le diverse sensibilità diano vita a delle esecuzioni molto diverse, alcune che personalmente apprezzo, altre perfino fastidiose in qualche momento, ma tutte rispettabili.

L’esecuzione di Anderson. considerata da molti la migliore

Quella di Aimard

Quella di Libetta, il cui video era scomparso e adesso riappare

Quella di Chuan Qin

Quella di Denis Kozhukhin, purtroppo, è scomparsa da youtube. Aveva ricevuto molti commenti positivi. Ma molte altre esecuzioni sono apparse…

Guero live

Ecco un brano di Helmut Lachenmann, Guero, del 1970, definito dall’autore come uno studio per piano.

I suoni che sentirete, però, non hanno niente a che fare con il pianoforte a cui siete abituati (raramente si sente una nota), ma assomigliano piuttosto a quelli dell’omonimo strumento a percussione, il guiro (nella dizione originale).

Non solo, ma Lachenmann non utilizza nemmeno tutta quella serie di sonorità pianistiche che fanno parte dei “rumori pedalizzati” basata su pizzicati o percussioni che creano risonanze sostenute dal pedale, già utilizzata nella letteratura pianistica contemporanea.

In effetti la musica di Lachenmann è definita come musica concreta strumentale, a significare che il suo linguaggio strumentale abbraccia l’intero mondo sonoro ottenibile dallo strumento, anche ricorrendo a tecniche decisamente non convenzionali.

Grazie a questo video, è possibile vedere come vengono ottenute le sorprendenti sonorità di questo “studio” per piano. L’esecutore è lo stesso Lachenmann.

qui con la partitura

 

Abbey Road reloaded

abbet road coverIn questo video di Blame Ringo, la gente cammine sulle zebre in Abbey Road ricreando il famoso attraversamento dei Beatles impresso sulla copertina dell’omonimo album, uno dei più belli e ricercati dell’intera storia del pop. La canzoncina di Blame Ringo sarà anche simpatica, ma mi fa sentire quanto tempo è passato.

L’8 agosto 1969 i Beatles attraversarono le strisce pedonali poste davanti agli studi di registrazione. Nessuno sapeva che era il loro ultimo album insieme, tranne loro e le persone a loro vicine.

Curiosamente tale data coincide con la strage di Bel Air in cui, quella notte dell’8 agosto, fu massacrata l’attrice Sharon Tate dai seguaci della setta di Charles Manson che ammise poi di aver tratto l’ispirazione per quella insana azione demoniaca dalla canzone dei Beatles Helter Skelter (tratta dal White Album). Anche un’altra canzone scritta da Harrison, Piggies, fu ispiratrice di quel massacro dato che gli assassini scrissero con il sangue delle vittime la parola PIGGIES sulla porta della villa di Bel Air.

Nel video non mi sembra di vedere nessuno scalzo come Paul.

Maschere

Essendo carnevale, mi pregio di suggerirvi una di queste maschere steampunk create da bob basset, che suppongo sia il tipo con occhiali che vedete nella prima immagine e che, nonostante il nome, è ucraino.

Particolare attenzione a questa temibile Cthulhu Mask di recente creazione, ma anche le altre sono bellissime e anche più originali. Sono così belle che le metto, impropriamente in “scultura”.

Cthulhu-Mask

Uccello estinto ritrovato, fotografato e mangiato

Una storia che ha dell’assurdo dalle Filippine.

Un esemplare di Worcester’s buttonquail (Turnix worcesteri), un uccello delle Filippine che si credeva estinto e che era noto solo grazie ad alcuni disegni risalenti a decine di anni fa, è stato ritrovato, fotografato e immediatamente venduto a un mercato di pollame come cibo.

Come se non bastasse, nessuno ha pensato a registrarlo 👿

La notizia arriva da Cryptomundo un bellissimo sito che si occupa di specie animali leggendarie, estinte o semplicemente strane.

Syrmos

Iannis Xenakis
Syrmos for 18 strings (1959)

Orchestral composition: 6.6.0.4.2

The work is based on stochastic transformation of 8 basic textures.

  1. horizontal parallel networks (chord)
  2. ascendant parallel networks (glissandi)
  3. descendant parallel networks (glissandi)
  4. crossed parallel networks (ascendant and descendant)
  5. clouds of pizzicati
  6. atmosphere of frappes collegno with short glissandi col legno
  7. configurations of glissandi traited in regulated left surfaces
  8. geometric configurations of ascending and descending glissandi

Questo brano è basato su un precesso stocastico noto come catena di Markov. Si tratta di un sistema in cui il passaggio da uno stato a un altro dipende unicamente dalla situazione attuale ed è governato da una tabella che, dato lo stato corrente, specifica le probabilità di transizione da questo stato a un altro.

In termini più semplici, immaginate che, in questo momento, l’orchestra si trovi nello stato (e), cioè sta eseguendo una nuvola di pizzicati. La riga (e) della tabella specifica le probabilità che l’orchestra ha di passare a uno degli stati da (a) ad (h), compresa quella di rimanere nello stato (e).

Ovviamente la tabella è quadrata perché, per ogni possibile stato corrente, è presente una riga che definisce le probabilità di passaggio a tutti gli stati, compresa quella di rimanere nello stato attuale (in teoria fra gli stati possibili dovrebbe essere compreso anche il silenzio, ma, nella logica di Xenakis, di solito è invece gestito come densità di suoni).

Questo sistema organizzativo può essere applicato sia all’orchestra nel suo insieme che al singolo strumento.

Air and Simple Gifts

Anche la parte musicale dell’Inauguration Day di Obama è atata finalmente resa pubblica e così potete ascoltare (e vedere) Yo Yo Ma al violoncello, Itzhak Perlman al violino, Gabriela Montero al piano e Anthony McGill al clarinetto eseguire un nuovo brano composto per l’occasione da John Williams, “Air and Simple Gifts”.

In realtà, da quel che sento, si tratta di un collage di arie popolari, alcune delle quali appaiono in Appalachian Spring di Copland, uno dei compositori preferiti da Obama. Il tutto in perfetto stile americano.

La cosa divertente, però, è che i succitati quattro dell’Ave Maria suonano in playback ufficialmente perché la bassa temperatura del 16 gennaio (la cerimonia era all’aperto) non permetteva loro di portar fuori i loro costosi strumenti e avrebbe reso la performance un po’ rischiosa. Così i quattro si esibiscono in playback con strumenti banali, ma, per rendere più realistica l’esibizione, suonano davvero, solo che gli archi sono stati “saponati” e i tasti del pianoforte sono stati sganciati dai martelletti.

The Lanthanide Series

Alcuni dei drones di Kalte, duo canadese, sono decisamente accattivanti. Qualcuno può dire che sono soltanto drones, ma si tratta di un genere che mi affascina e che non è così facile come sembra.

Ecco le note di programma. Il riferimento alla tavola periodica di Mendeleev, citata nelle note, è nel titolo: la serie dei lantanoidi (in passato lantanidi) è costituita dai 15 elementi chimici, detti anche terre rare, che sulla Tavola periodica si trovano fra il lantanio ed il lutezio. Hanno numero atomico compreso fra 57 e 71 inclusi.

Toronto’s Kalte (a duo featuring long-established sound artists Deane Hughes and Rik MacLean) make their recorded debut with this Periodic Table-inspired EP. The harsh Canadian winter served as the backdrop for the creation of these tracks, and while there may be a certain oppressiveness to its roots, the resulting sounds progress from darkness to light. The sonic spectrum on display here slowly builds in complexity at first, with more and more elements layered over a similar low-ringing drone. A slight stylistic shift takes the music to a slightly higher pitch and a more gentle tone for the final two tracks, with buzzes and drones intertwined in a mesmerizingly thick blanket of static.

L’intero EP si può ascoltare e acquistare qui.

Google Latitude & Alert

logoGoogle Latitude, il servizio che permette di sapere dove si trova qualcuno, o almeno il suo cellulare, è al centro delle polemiche. Molti blaterano di invasione della privacy dimenticando che l’adesione è su base volontaria. Qualcuno suggerisce di fregarlo andando in un posto e lasciando il telefono in un altro, ma allora non si può rispondere…

Altri paventano il fatto che, in certe situazioni si possa essere obbligati ad aderire, ma mi pare un po’ eccessivo. Non credo che un datore di lavoro possa imporlo. L’unico caso può essere quello di un minorenne obbligato dai genitori…

Ma mi chiedo una cosa: esiste, nei cellulari, una ridirezione della chiamata che non avvisi il chiamante? Se esiste, basta avere due cellulari e si può fare di tutto.

Mi chiedo anche un’altra cosa, cioè se sia possibile attivarlo all’insaputa del proprietario del cellulare. Effettivamente i primi passi sono l’inserimento del numero e la ricezione di un sms che arriva subito e invita a consultare una pagina web sul cellulare, cosa che si può fare avendo in mano il telefono da controllare. Ma poi non so cosa succeda perché il mio telefono non è compatibile.

Più interessante e fruibile è, invece, Google Alert che vi invia una mail ogni qualvolta un sito parla di un determinato argomento, ovviamente inserito da voi. Un servizio gratuito che non renderà felici quelli dell’Eco della Stampa, azienda leader nel media monitoring, naturalmente a pagamento.

Ka mate, Ka mate! Ka ora, Ka ora!

all blacksIl governo neozelandese ha finalmente riconosciuto ai Maori la proprietà intellettuale sulla Haka eseguita dagli All Blacks prima delle loro partite.

Questa particolare Haka – una fra molte, infatti Haka è uno stile di danza con accompagnamento urlato eseguita in gruppo – fu inventata dal capo guerriero Te Rauparaha, che la eseguì per la prima volta all’inizio del XIX secolo, dopo esser scampato alla morte mentre era inseguito dai nemici.

Racconta il mito maori che Tama Nui Tora, il dio Sole, avesse due mogli: una d’estate, Hine Raumati, e l’altra per l’inverno, Hine Takurua. Dalla prima nacque un figlio, Tane Rore, la cui danza rappresentava il tremore dell’aria nei giorni infuocati dalla calura estiva: di qui nacque questa Haka, danza per soli uomini la cui “proprietà intellettuale” e i cui “diritti commerciali” sono stati attribuiti alla tribù Ngati Toa. Il riconoscimento, che sana una disputa vecchia di 160 anni, prevede anche un indennizzo di 121 milioni di dollari neozelandesi (quasi 64 milioni di dollari Usa) e una parte del territorio che si trova tra la zona inferiore dell’isola settentrionale e quella superiore della meridionale. Negli ultimi 10 anni Ngati Toa aveva cercato più volte di imporre un diritto d’autore sulla Haka per limitarne gli abusi a fini commerciali, soprattutto nei casi in cui l’impiego per scopi pubblicitari ne mortificava il valore culturale (come nel caso dello spot della FIAT di qualche anno fa per il quale la Nuova Zelande chiese spiegazioni all’ambasciata italiana e che, secondo l’ANSA fu sanato con una munifica sponsorizzazione da parte dell’Iveco).

Sugli stili

Gli stili di danza sono numerosi e si devono principalmente alle varie intepretazioni date da tribù maori diverse e ai differenti rituali durante i quali la danza viene ripetuta.

Ka Mate
Una delle versioni più celebri è, ovviamente, la Ka Mate, il tipo di Haka tipico degli All Blacks, che la ripetono ad ogni partita, dopo gli inni nazionali, per intimorire gli avversari. La Ka Mate è un tipo di Haka molto corto, interpretata quando ci si sente bene e lo si vuole esprimere in modo libero. Si esegue senza l’uso di armi. Non è, infatti, una danza di guerra, come si è solitamente portati a credere.
Peruperu
La Peruperu è, invece, una variante di Haka tipica di guerra. In questo caso le armi si usano, ed è caratterizzata da un salto alto, a gambe ripiegate, alla fine del rituale. Questo salto è stato aggiunto dagli All Blacks alla fine della loro esibizione della Ka Mate, provocando alcune critiche, per rendere la loro esibizione più scenografica e impressionante.
Kapa o Pango
Questa nuova haka è stata inventata dagli All Blacks per le occasioni speciali. È stata creata insieme ad un gruppo di esperti delle tradizioni maori e ci è voluto quasi un anno per crearla. Più che sostituire la Ka Mate questa Haka la completa. Le parole della Kapa O Pango fanno più esplicitamente riferimento al team di rugby perché parlano di guerrieri in nero con la felce argentata. E’ considerata molto più aggressiva della Ka Mate e con un più spiccato senso di sfida agli avversari.
Il testo di questa versione è qui.

Il testo della Haka, versione Ka Mate

Ringa pakia
Uma tiraha
Turi whatia
Hope whai ake
Waewae takahia kia kinoKa mate, Ka mate! Ka ora, Ka ora!
Ka mate, Ka mate! Ka ora, Ka ora!
Tenei te tangata puhuruhuru
Nana i tiki mai whakawhiti te ra!
A hupane, a hupane
A hupane, kaupane whiti te ra!Hi!
Batti le mani contro le cosce
Sbuffa col petto
Piega le ginocchia
Lascia che i fianchi li seguano
Sbatti i piedi più forte che puoi.È la morte, È la morte! È la vita, è la vita!
È la morte, È la morte! È la vita, è la vita!
Questo è l’uomo dai lunghi capelli
è colui che ha fatto splendere il sole su di me!
Ancora uno scalino, ancora uno scalino, un altro
fino in alto dove il sole splende!Hi!

Contesti culturali e tecnologici

Vi passo un articolo di Nicola Bernardini e Alvise Vidolin  scritto in occasione del XVII Colloquio di Informatica Musicale tenutosi nell’Ottobre 2008 a Venezia.

Si tratta, a mio avviso, di una riflessione – ahimé – molto lucida sulla situazione attuale della computer music e della musica contemporanea nel nostro paese. Lucida perché non si limita alle lamentazioni, ma cerca di risalire alle cause che determinano un contesto culturale che, secondo me, è fra i più depressi d’Europa (e non solo).

Se a qualcuno di voi interessa, poi ne parliamo. Per scaricarlo, basta cliccare il link con il tasto destro. Distribuito in CC.

Surround-O-Phonic Radio

Che io sappia questa è la prima radio su internet e forse la prima radio in assoluto, che trasmette in 5+1. Se vi collegate vi arriva uno stream in formato wma (windows media audio) composto di front center, left, right, back left e right + subwoofer. Su linux lo sento, ma il mio impianto è al massimo quadrafonico.

Ormai però l’uscita 5+1 c’è anche sulle schedine incluse nelle motherboard. Se qualcuno di voi ha un impianto adatto ci dica come va. Serve windows XP con windows media player e una connessione veloce perché il bitrate minimo è 128 kbps. Cliccate l’immagine.

Segnalato da Ermes.

Duetto per un pianista

Susanne Achilles performs the Duet for One Pianist by Jean Claude Risset, an important name in computer music.

This piece, composed at MIT in 1989, is for disklavier and computer. The disklavier is a grand piano made by Yamaha, whose mechanics are motorized and can be controlled via MIDI. So the disklavier can play pieces on its own, but, more interestingly, a pianist’s performance data (pitches, dynamics, durations) can be sent, in real time, to a computer which can react by driving the disklavier according to rules formalized in software by the composer.

This is what happens in Duet for One Pianist, hence the title. The piece is divided into eight sketches in which the computer manipulates and sends back the material performed by the performer based on the principles cited in the title of each movement: Double, Mirror, Extensions, Fractals, Stretch, Resonances, Up Down and Metronome.

The pianist is accompanied, like a shadow, by a second, invisible performer, who plays his own piano with lowering keys.

Movimento (prima della solidificazione)

Su You Tube c’è Mouvement (vor der Erstarrung) (trad. come sopra), un brano del 1982 di Helmut Lachemann per ensemble che è un bell’esempio, anche se non estremo, della sua musica concreta strumentale e del quale il NY Yimes scrive che

…might be one of Mr. Lachenmann’s best things: a whirring, rasping, ricocheting maze of new, beautifully fashioned sounds

e io concordo.

Le Lac

Questo Le Lac, per ensemble, composto nel 2001 da Tristan Murail è sicuramente un bel brano, ma, a mio avviso, è così tipico della sua produzione da sfiorare il manierismo. Traduzione: per me, è meno emozionante di altri brani, però è scritto proprio bene.

Le sonorità si susseguono e si sciolgono l’una nell’altra in un modo così perfetto che, a tratti, non sembrano nemmeno originate da strumenti, ma il risultato di un sapiente lavoro di missaggio e montaggio da studio.

Il brano occhieggia l’omonimo poema di Lamartine, ma è soprattutto musica che si ispira a modelli naturali: l’analisi acustica del suono della pioggia sul lago, una versione stilizzata di tuono, un grido di uccello non identificato, la texture elettronica delle rane in primavera…
E dietro a tutto questo, il lago. Una superficie sempre uguale e sempre cangiante, gioco di permanenza e di effimero, di movimento e di umore, la logica dell’inaspettato, l’ordine e la semplicità annidati all’interno del caotico e del complesso.

Update: certo che rileggendo quello che ho scritto e ascoltando il pezzo per la terza volta, mi rendo conto che è inutile dire che non è bello come gli altri. Forse in qualche punto ricorda in modo un po’ scoperto Ligeti, Messiaen e addirittura Debussy, ma è maledettamente bello. Il punto (e il problema) è che dentro ci sono quasi tutti – e qui potrei dire sia le modalità espressive (in positivo) che i manierismi (in negativo) – della fine del secolo scorso. Un bel modo di salutare il nuovo millennio.

En écho

Un estratto da un brano di Philippe Manoury (En écho, 1993-1994, testo di Emmanuel Hocquart) in cui il computer genera suoni in tempo reale seguendo l’esecuzione del soprano. In pratica il computer è in grado di ascoltare l’interprete e a fronte della partitura, riesce a seguirlo nonostante eventuali rallentando o accelerando.

In questo caso tutto è reso più semplice dal fatto che l’esecutore è un solista e non un ensemble, quindi si deve seguire una sola voce, ma anche così non si tratta di una faccenda banale.

Written in collaboration with programmer Miller Puckette, “En Echo” uses real time score-following software which responds to the singer’s voice. In Emille Hocquart’s text, a young woman recollects a heated affair.

“The computer is automatically following the voice,” Mr. Manoury explained. “It functions as what we call a ‘score-follower.’ The singer sings in tempo, or with an acceleration, and the computer synchronizes to make synthetic sounds that are deduced from alterations in the voice — not precalculated, but produced in real time. If the voice modifies the vowels, for example, it modifies the electronics.” Messrs. Manoury and Puckette have worked since the latter moved from the Massachusetts Institute of Technology in 1989 and joined Mr. Manoury at the famous studios at IRCAM (l’Institut de Recherche et de Coordination Acoustique/Musique), which Pierre Boulez founded in Paris.

 

Flurb

Rudy Rucker è un matematico, divulgatore scientifico e autore di fantascienza (Luce bianca, Software, Su e giù per lo spazio-tempo, Le formiche nel computer, fra i romanzi tradotti in italiano).

Dal 2006 mantiene una webzine che esce due volte l’anno, ricca di articoli interessanti e racconti. Nell’ultimo numero c’è anche un intervento di Bruce Sterling. Nei precedenti, scritti di Shirley e Di Filippo fra gli altri.

Su intitola Flurb.