La scomparsa di Sanguineti

La scomparsa del poeta Edoardo Sanguineti restituisce all’Italia letteraria tutta il proprio anelato, compiaciuto, regressivo, passatista e reazionario provincialismo culturale e accademico.
Edoardo Sanguineti era stato capace di stemperare la «peste mansueta delle discipline», rendendo armonico il distonico, facendo della parola e della musica unico suono.
Aveva traversato il Labirinto disvelandone e destrutturandone la natura, ricordandoci, lucido e incrollabile nel pensiero, l’opportunisticamente obliata connessione tra ideologia e linguaggio, la fallacia di un’estetica e di un’arte solo apparentemente fini a se stesse.
Aveva individuato nella famiglia un nucleo di resistenza e, nel suo basso parlare, nel travestire e nel parodiare, un nucleo operativo.
Ha ancora senso, si chiedevano in troppi, ripercorrere il cammino delle avanguardie, come da Sanguineti propugnato?
Ora più che mai, annaspanti nella mediocrità e nella ripetizione, avvinghiati a discutibili e desuete Muse altrui per celare la mancanza delle proprie, alienati al segno di negare l’alienazione, vinti da uno sperimentalismo solo formale, dal sonno dell’ideologia, e incatenati alle pareti del Louvre, ha senso ripercorrere quel cammino, quello delle avanguardie storiche e delle neoavanguardie, quello di Edoardo Sanguineti, ha senso porsi i quesiti irrisolti e trarne la prassi per approdare a nuovi orizzonti.
Non è questa un’apologia apocrifa o un necrologio, ma un monito, «pietra fondamentale del rifiuto»: oltre ai suoi testi, testimonianza di un praticabile altro, resta di Edoardo Sanguineti il suo motto.
Ideologia e linguaggio.
Che queste parole non si perdano mai nella palude.

Devotion 2

Vache Sharafyan (Վաչե Շարաֆյան): Devotion No. 2 (1999) for Tar, Kemanche, Dhol, Tam-Tam, Piano and string quartet.

Tar, Kemanche, Dhol are musical instruments adopted by various middle eastern cultures like Iran, Armenia, Azerbaijan, Georgia to the Indian subcontinent. Click the names to read details from wikipedia.