Scritto da:Mauro @ 2008.02.06.00.01.12 — Archiviato in: Pop, Scienza
Secondo Wired Magazine, nella notte fra lunedì e martedì, a mezzanotte UTC (l’una ora italiana), la NASA ha lanciato via radio Across the universe da una antenna presso Madrid verso la stella polare.
Il tutto per celebrare i 40 anni della canzone (uscita nel 1969 ma composta nel 1968), i 45 anni del NASA’s Deep Space Network e i 50 anni della stessa NASA.
Il brano dei Beatles, principalmente opera di John Lennon, viaggerà alla velocità della luce per 431 anni percorrendo 2.5 quadrilioni di miglia fino a raggiungere Polaris, la stella del nord.
Scritto da:Mauro @ 2007.12.08.18.07.12 — Archiviato in: Pop
Tanto per restare in tema, oggi hanno sparato a John Lennon.
La lista delle canzoni attribuite a Lennon, con e senza Beatles, è qui.
Grazie a Deezer, possiamo goderci questa playlist del nostro in modo del tutto legale (mi rendo conto sempre di più che Deezer è un passo avanti incredibile per la diffusione della musica in rete, ammesso che lui funzioni e che telecom ci dia una linea decente; in effetti alle 18 sono casini).
Fate doppio click su uno dei titoli se la musica non parte cliccando il play. Come al solito i fortunati possessori di Internet Explorer devono cliccare un paio di volte, una per attivare l’oggetto, l’altra per usarlo (ma perché non vi scaricare un browser decente?).
La cosa interessante delle playlist come questa è che vengono fatte seguendo un ordine che non ha niente a che fare con quello temporale. Dopo aver cercato Beatles su Deezer, ho fatto un pallido tentativo di ottenere una lista ordinata in base alla data, ordinando l’elenco per album.
Per i Beatles, però, è inutile, perché le case discografiche hanno messo in giro una tale quantità di raccolte e antologie che nello stesso disco ti trovi cose temporalmente lontanissime. Così ho abbandonato l’idea e ho preso i pezzi come venivano. Il risultato è che spesso ci sono dei salti temporali che, in un istante, ti buttano in un’atmosfera completamente diversa. D’altronde la non-sequenzialità è post moderna…
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Continuing this obituary theme, 27 years ago John Lennon had been shot.
Thanks to Deezer, we can enjoy this Lennon playlist. A complete list of the songs credited to Jonh Lennon is here.
Please, double click a title in the list if the music don’t start clicking the play button.
Scritto da:Mauro @ 2007.06.01.05.32.49 — Archiviato in: Pop
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band compie 40 anni. L’album venne messo in vendita in Gran Bretagna il 1 giugno 1967 e in America il giorno seguente, dopo un periodo di registrazione durato ben 129 giorni nello studio 2 della Emi equipaggiato con 2 Studer a 4 piste, equipaggiamento notevole per quei tempi, ma che appare assolutamente ridicolo oggi.
Oltre a una incredibile quantità di innovazioni artistiche e stilistiche, con questo album i Beatles (ma anche George Martin, produttore e Geoff Emerick, sound engineer) portarono molte novità tecniche. Dall’uso di wah-wah e fuzzbox, nuovo per i Beatles ma non in assoluto, a voci e strumenti passati attraverso al leslie, fino al direct input del basso. collegato direttamente al mixer invece che a un amplificatore con relativo microfono e all’utilizzazione del Dolby in registrazione per ridurre il rumore di fondo generato dal bouncing (il pre-mixer delle 4 piste di un registratore su una dell’altro per aumentare in numero delle sovraincisioni).
Altri effetti usati per la prima volta in questo album sono l’automatic double tracking (ADT), un sistema inventato nel 1965 dal tecnico Emi Ken Townshend, che produce automaticamente uno sdoppiamento (doubling) del suono con alcuni millisecondi di ritardo e il varispeed che consiste nel registrare varie piste a velocità leggermente diverse (si sente bene sul backing voice di Lucy in the Sky with Diamonds).
Infine, l’album originale (ovvero, non in edizione americana) finisce con alcuni secondi di un tono a 15 kilohertz, suggerito da Lennon e secondo le sue parole, “especially intended to annoy your dog”, che portava la gente a chiedersi perché al termine del disco il cane abbaiasse sempre, seguito da un loop senza fine di voci, risate e vari rumori che venne spesso interpretato come un messaggio segreto. In realtà, anche ad una attenta analisi, l’unica frase che si distingue è quella di una voce accelerata che dice “never could see any other way”.
Il collage in copertina venne ideato dall’art director Robert Fraser, un artista inglese di una certa rilevanza negli anni ‘60, e progettato dall’artista pop Sir Peter Thomas Blake (per sole 200 sterline). Dalla lista originale di 65 personaggi (+ 2 * 4 Beatles), vennero poi epurati: Cristo (la dichiarazione di Lennon sulla popolarità dei Beatles superiore a quella di Cristo aveva già prodotto abbastanza guai), Gandhi, per non avere noie con il mercato indiano e il comico Leo Gorcey che aveva chiesto £ 500 per l’uso della sua immagine. Anche Adolf Hitler era presente in alcune immagini, ma venne coperto nella foto finale, spostandolo dietro le immagini dei Beatles. La lista completa dei personaggi, tratta da wikipedia, è (dall’alto al basso)
Scritto da:Mauro @ 2006.12.10.00.23.49 — Archiviato in: Pop
It was many years that I did not see these Beatles images taken by Richard Avedon in 1967.
Now listen to “Tomorrow Never Knows” from the Revolver album (1966). This is a very experimental song with dozen of tape loops in the background. The history tells that Paul brought the tapes into the recording session “in a plastic bag” and each one was employed on a different tape recorder scattered around the studio. The sound of each loop could be brought in and out via the central mixing board.
Here is the analysis by Alan W. Pollack.
Erano molti anni che non vedevo queste immagini dei Beatles fotografate ed elaborate da Richard Avedon nel 1967, quando me le sono trovate davanti in questo sito (che peraltro vende manifesti non musica).
Così ho pensato di invitarvi a riascoltare quella che considero una delle canzoni più sperimentali che i Beatles abbiano mai scritto. E non è A Day in the Life e nemmeno Revolution #9, ma Tomorrow Never Knows, il brano che chiude l’album Revolver del 1966.
Ci sono decine di loops che entrano ed escono di continuo. E sono loops veri, fatti tagliando e misurando il nastro. La leggenda racconta che Paul arrivò allo studio portandosi i nastri in un sacchetto di plastica e che furono caricati su una serie di registratori piazzati qui e la nello studio, tutti collegati a un mixer che permetteva di controllarli.
Qui trovate l’analisi di Alan W. Pollack.
Scritto da:Mauro @ 2006.08.19.11.04.25 — Archiviato in: Pop
In 1989 the American musicologist Alan W. Pollack started to analyze the songs of the Beatles. He published his first results on internet. In 1991 — after he had finished the work on 28 songs — he bravely decided to do the whole lot of them. About ten years later, in 2000 he completed the analysis of the official Beatles’ canon, consisting of 187 songs and 25 covers. Now the journal on media culture soundscapes.info have ordered this massive work in five categories. And, for your convenience, they have added an alphabetical, a canonical and a chronological index as well as a short introduction.
You can find all materials here.
The work is beautiful and very accurate. For each song Pollack analyze the structure, the style, form, melody, harmony and arrangement. A detailed section-by-section walkthrough follows. This is a very important resource for every people interested in popular music.
Scritto da:Mauro @ 2006.08.01.02.11.14 — Archiviato in: Pop
40 years ago, on Almeria shore (Andalusia, Spain) where he was on vacation, John Lennon wrote Strawberry Fields Forever. The song was inspired by a Liverpool’s orphanage (Strawberry Fields, closed from 2005) with a park where baby Lennon sometimes played.
Almeria does not forget and organize a celebration from september 19 to november 6, the six weeks of Lennon’s vacation (october 9 is also the Lennon’s birthday).
If you read spanish, this is the site.
Let me take you down
cause I’m going to strawberry fields
Nothing is real
and nothing to get hung about
Strawberry fields forever