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4

Jan

I 10 migliori dischi del 2008

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.01.04.00.22.07 — Archiviato in: Musica

Alex Ross, stimato critico del New Yorker che mantiene il famoso blog The Rest is Noise (uno dei blog di musica classica più seguito del pianeta), ha pubblicato la sua opinione sulle 10 migliori incisioni  di musica classica del 2008.

Noto con piacere che ci sono anche parecchi dischi di contemporanea.

Crystal Tears”: songs of Dowland, Robert Johnson, Byrd, and others; Andreas Scholl, countertenor, Julian Behr, lute and Concerto di viole (Harmonia Mundi).

Schumann, “Dichterliebe” and other Heine Lieder; Gerald Finley, baritone, and Julius Drake, piano (Hyperion).

Heavenly Harmonies”: music of Tallis and Byrd; Stile Antico (Harmonia Mundi).

Morton Feldman, “The Viola in My Life” (I-IV); Marek Konstantynowicz, viola, with Christian Eggen conducting the Cikada Ensemble and the Norwegian Radio Orchestra (ECM).

Gods, Kings, and Demons”: René Pape, bass, with Sebastian Weigle conducting the Staatskapelle Dresden (Deutsche Grammophon).

Jonathan Harvey, “Body Mandala,” “Tranquil Abiding,” “Timepieces,” “White As Jasmine,” “…Towards a Pure Land”: Ilan Volkov and Stefan Solyom conducting the BBC Scottish Symphony Orchestra (NMC).

Hommage à Messiaen”: Pierre-Laurent Aimard, piano (Deutsche Grammophon).

John Adams, “Doctor Atomic”: Gerald Finley, baritone, with Lawrence Renes conducting the Netherlands Opera (Opus Arte DVD).

Chopin, Preludes, and pieces by Mompou: Alexandre Tharaud, piano (Harmonia Mundi).

Brahms and Schumann Lieder: Lorraine Hunt Lieberson, mezzo-soprano, and Julius Drake, piano (Wigmore Hall Live).

Sempre di Alex Ross, ci sono anche le 10 migliori performance del 2008.


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29

Aug

25 dischi

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.08.29.00.19.58 — Archiviato in: Strumentale

Tim Page, il critico del Washington Post, ha pubblicato la sua scelta dei 25 dischi più rappresentativi del 20mo secolo nell’area della musica contemporanea.
La lista è interessante per i commenti e per qualche suggerimento su autori finora trascurati. La trovate qui.


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11

Aug

I 50 album che hanno cambiato la musica?

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.08.11.00.27.14 — Archiviato in: Pop

Per celebrare il cinquantenario della propria chart degli album più venduti, l’Observer Review pubblica una classifica dei “50 album che hanno cambiato la musica” con tanto di note esplicative. La segnalo solo come curiosità, perché, come tutte le iniziative di questo tipo, anche questa lascia il tempo che trova, ma può essere vista come qualcosa di cui discutere in spiaggia, o in qualsiasi altro posto, nell’ozio più totale.
Ovviamente, l’area musicale di cui si parla è il pop (inteso nel senso più generale possibile, nell’accezione di popular music). Non si arriva nemmeno al jazz, al massimo c’è Miles Davis.
In ogni caso, può essere uno stimolo per i più giovani per ascoltare qualcosa di “nuovo”.
Ai primi posti troviamo:

  1. The Velvet Underground and Nico (1967), l’album con la banana di Warhol in copertina.
  2. The Beatles - Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (1967)
  3. Kraftwerk - Trans-Europe Express (1977)

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