Musica Arte Tecnologia Storie Estreme

2

May

ST/10-1,080262

Scritto da:Mauro @ 2008.05.02.16.55.19 — Archiviato in: Strumentale

Sepre tratto dall’AGP99, ecco un altro lavoro stocastico di Iannis Xenakis. Il titolo è codificato: ST sta per stochos, 10-1 significa che è la prima composizione di questa serie per 10 strumenti, 080252 è la data.

L’elemento di interesse di questo brano risiede nel fatto che è uno dei primi ad essere stato composto da un software. All’epoca, infatti, il lavoro di Xenakis aveva richiamato l’attenzione dell’IBM che aveva messo a disposizione alcuni programmatori per formalizzare il suo processo compositivo.

Come in altri brani di questi anni, la statistica e la teoria delle distribuzioni sono alla base dell’intera composizione (vedi Musica e Matematica 03).

Iannis Xenakis - ST/10-1,080262 - mp3, streaming audio
Paris Instrumental Ensemble for Contemporary Music, Cond. Konstantin Simonovitch

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19

Apr

La canzone più orrenda

Scritto da:Mauro @ 2008.04.19.00.01.03 — Archiviato in: Pop

Una coppia di artisti concettuali russi (Vitaly Komar e Alex Melamid) ha cercato di determinare, mediante una serie di interviste, quali siano le caratteristiche musicali più odiate in una canzone al fine di comporre il brano più nefando di tutti i tempi. Fra le le cose più citate troviamo le seguenti

The most unwanted music is over 25 minutes long, veers wildly between loud and quiet sections, between fast and slow tempos, and features timbres of extremely high and low pitch, with each dichotomy presented in abrupt transition. The most unwanted orchestra was determined to be large, and features the accordion and bagpipe (which tie at 13% as the most unwanted instrument), banjo, flute, tuba, harp, organ, synthesizer (the only instrument that appears in both the most wanted and most unwanted ensembles). An operatic soprano raps and sings atonal music, advertising jingles, political slogans, and “elevator” music, and a children’s choir sings jingles and holiday songs. The most unwanted subjects for lyrics are cowboys and holidays, and the most unwanted listening circumstances are involuntary exposure to commercials and elevator music.

Poi, naturalmente, l’hanno composta. Eccovi quindi, di Vitaly Komar e Alex Melamid, The Most Unwanted Song [mp3, streaming audio e considerando la durata, vi consiglio quest’ultima modalità di ascolto].

Secondo gli autori, fatti i debiti calcoli statistici, questo brano dovrebbe essere gradito al massimo a 200 persone al mondo. Per quanto mi riguarda, nel complesso è piuttosto orrendo, però alcuni punti mi piacciono…

Via ArtsJournal

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22

Feb

Graph Theory

Scritto da:Mauro @ 2008.02.22.02.52.44 — Archiviato in: Net Art, Strumentale

Sempre sul sito di Jason Freeman troviamo questo interessante “gioco compositivo” che consiste nel concatenare diversi frammenti eseguiti da un violino solo seguendo una mappa di connessioni possibili sotto forma di grafo.

Una volta ultimata la composizione è possibile ascoltare tutti i frammenti concatenati.

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9

Feb

Schoenberg è morto

Scritto da:Mauro @ 2008.02.09.00.01.33 — Archiviato in: Strumentale

L’opera d’arte è principalmente genesi

scriveva Paul Klee, per il quale l’arte era una metafora della creazione. Egli concepiva l’opera come ‘formazione della forma’, non come risultato. Analogamente, Boulez parlerà dell’opera che “genera ogni volta la sua propria gerarchia”.

Proprio a liberare le possibilità di una generazione funzionale tende Boulez quando individua la serie come il suo nucleo: “Predecessore principalmente prescelto: Webern; oggetto essenziale delle investigazioni nei suoi riguardi: l’organizzazione del materiale sonoro”.

Non sembra dimenticare, ma nemmeno lo ricorda esplicitamente, che fu proprio Webern a parlare di una musica tale per cui “si ha la sensazione di non essere più di fronte a un lavoro dell’uomo, ma della natura”.

Nota bene: Webern, non Schoenberg. Soltanto un anno dopo la morte, infatti, Boulez seppellirà definitivamente Schoenberg denunciando ogni aspetto della sua estetica come retrivo, contraddittorio e contrario alla nuova organizzazione del mondo sonoro da lui stesso ideata:

Dalla penna di Schoenberg abbondano, in effetti, - non senza provocare l’irritazione - , i clichés di scrittura temibilmente stereotipi, rappresentativi, anche qui, del romanticismo più ostentato e più desueto.

Si tratta del famoso articolo, apparso sulla rivista “The Score” nel 1952, pieno del dogmatismo ingenuo che solo un 27nne può esibire, che termina con l’enunciato in lettere maiuscole: SCHOENBERG È MORTO. [da noi è pubblicato in Note di Apprendistato, Einaudi, 1968]. È l’atto finale di condanna dell’incapacità di Schoenberg di adeguare interamente il suo linguaggio compositivo alla novità del metodo dodecafonico e l’indicazione di Webern come l’esempio da seguire.

Pierre Boulez - Strutture per 2 pianoforti Libro I° (1952)

A dimostrare quanto sopra dichiarato a grandi lettere, Boulez scrive il primo libro delle Strutture per 2 pianoforti che costituisce, in pratica, un manifesto dell’estensione del principio seriale a tutti i parametri in uno strutturalismo tanto raffinato quanto totalitario.
Mostreremo, ora, alcune tracce analitiche della prima sezione (Structure I/a), basandoci sullo storico articolo che György Ligeti pubblicò sulla rivista «Die Reihe» (trad: La Serie) nel 1958.

(continua…)

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11

Jan

Messiaen 100 anni

Scritto da:Mauro @ 2008.01.11.04.16.14 — Archiviato in: Contemporanea

Il 2008 è il centenario della nascita di Olivier Messiaen, una figura gigantesca nella scena musicale del ‘900, alla cui scuola si formarono anche compositori come Pierre Boulez, Yvonne Loriod (sua allieva che ne divenne la seconda moglie), Karlheinz Stockhausen, Iannis Xenakis e George Benjamin.

È quasi impossibile elencare in un post tutte le innovazioni apportate da questo compositore francese che riesce a fondere aspetti apparentemente lontani tra loro in un crogiolo in grado di provocare disappunto sia nei puristi tradizionalisti che negli avanguardisti incendiari: in realtà tale disappunto risiede nell’impossibilità di iscrivere l’autore nelle facili catalogazioni storico-critiche o ideologiche prevalenti nel Novecento musicale.

Ma, per coloro che hanno saputo vedere con chiarezza, Messiaen è sempre stato un punto di riferimento importante. Boulez, per esempio, gli ha praticamente dedicato il Primo Libro delle Strutture per due pianoforti utilizzando la serie tratta da Mode de valeurs et d’intensitées (1950) come materiale base per la sua composizione, che sarà quasi un manifesto del serialismo integrale.

(continua…)

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5

Jan

Musica e Matematica (03)

Scritto da:Mauro @ 2008.01.05.00.01.02 — Archiviato in: Scienza, Strumentale

Su YouTube si trovano anche altri video di questo tipo, che permettono di seguire una partitura di ascolto insieme alla musica.

Eccone una di Metastaseis (Metastasis), un brano per orchestra composto nel 1954 da Xenakis, in cui gli eventi sonori erano definiti quasi completamente su base statistica.

In effetti, il processo compositivo di Xenakis è strettamente collegato alla matematica. Per risolvere problemi quali la distribuzione dei suoni e delle figure, la densità, la durata, le note stesse, Xenakis utilizza molto spesso distribuzioni statistiche, il calcolo combinatorio, ma anche le leggi fisiche e la logica simbolica.
Il suo approccio è conseguente alla sua critica al serialismo integrale espressa nel suo scritto “La crise de la musique serielle”, che si può sintetizzare come segue:
(continua…)

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23

Oct

Golden Streams

Scritto da:Mauro @ 2007.10.23.00.01.46 — Archiviato in: Confine

Sempre da musicalgorithms, ecco una breve composizione realizzata basandosi sui metodi esposti nel post Matematica e musica (01) sovrapponendo alcune serie generate dalla sezione aurea φ.

Il compositore è Jonathan Middleton e il titolo del brano riflette le modalità compositive: Golden Streams: Readymade No. 1. Esiste in due versioni, con e senza batteria e io preferisco di gran lunga quest’ultima.

Golden Streams senza batteria.
Golden Streams con batteria.

Il formato è mp4 audio (aac). Se avete qualche difficoltà, eccolo anche in RealAudio con e senza batteria.

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9

Oct

A Window in the Sky

Scritto da:Mauro @ 2007.10.09.00.33.23 — Archiviato in: Strumentale

Chinary Ung

English speaking people can read about this piece and the composer, Mr Chinary Ung, at this Art of the States page.
Here is a short translation for italian people.

Chinary Ung è nato nel 1942 in Cambogia e ha iniziato lo studio del clarinetto a Phnom Penh. È emigrato negli USA nel 1964 terminando gli studi di clarinetto e iscrivendosi a composizione alla Columbia University.
Diplomato nel 1974, si è rivolto nuovamente al suo paese d’origine, studiando le tradizioni musicali Khmer per il successivo decennio.
Dal 1995 insegna all’Uniersità di California, a San Diego.
Della sua musica dice:

I believe that imagination, expressivity, and emotion evoke a sense of Eastern romanticism in my music that parallels some of the music-making in numerous lands of Asia. Above all, in metaphor, if the Asian aesthetic is represented by the color yellow, and the Western aesthetic is represented by the color blue, then my music is a mixture — or the color green.

E in questo bel brano, Grand Alap: A Window in the Sky, del 1996, per violoncello e percussioni riesce effettivamente a creare un mix espressivo, godibile e non banale, con alcune idee originali, come quella di prescrivere il sesso degli esecutori (il percussionista deve essere un uomo e la violoncellista una donna). Questo perché il brano comprende anche delle parti cantate e non poche, spesso indipendenti dalla linea strumentale.

Nella musica classica indiana, l’alap è l’ouverture del raga, un momento in cui i materiali del brano vengono presentati in forma improvvisata, libera ed espressiva, con una funzione quasi rituale di offerta musicale alle divinità e di avvicinamento alla performance. Una pratica molto diffusa nella cultura orientale, Cambogia compresa.
In questo brano, la parte iniziale ha la stessa funzione, ma poi si sviluppa in una miriade di frammenti incastonati l’uno dopo l’altro come perline di una collana, fino a chiudere un cerchio.

Chinary Ung - Grand Alap: A Window in the Sky (1996), per violoncello e percussioni
Maya Beiser, cello, voice - Steven Schick, percussion, voice

Pagina originale su Art of the States


Note a margine.

C’è una interessante estetica che si va sviluppando in anni relativamente recenti: quella di coloro che hanno assorbito ed elaborato elementi culturali lontani e diversi. È qualcosa che va al di la di quello che il pop etichetta banalmente come world music. Non si tratta semplicemente di piazzare una melodia orientale su un ritmo occidentale o viceversa o ancora di suonare rock con lo shamisen.
Se ascoltate questo brano noterete come l’atmosfera oscilli continuamente fra est e ovest, con la sonorità tipicamente occidentale del violoncello, che a tratti si fa orientale con scale e pedali, le percussioni che stanno ora qui ora là e le voci che sono trattate con emissione molto orientale. È un bel mix, frutto di studio, di idee, non banale e non superficiale.
Personalmente, come atteggiamento (non come musica), mi ricorda un po’ Takemitsu quando faceva affiorare atmosfere tipicamente giapponesi da insiemi strumentali del tutto occidentali.

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18

Sep

L’Amour Outragè

Scritto da:Mauro @ 2007.09.18.00.01.32 — Archiviato in: Elettroacustica

Un bel brano elettroacustico di Massimo Biasioni tratto dal sito del DAW07 (Digital Art Weeks 2007) di Zurigo.

Il materiale di partenza usato per la composizione di “l’amour outragè” è la registrazione di un frammento tratto dalla “Platée” di Rameau eseguito dalla soprano Annamaria Calciolari, ed il titolo del brano si riferisce al testo di detto frammento,

La principale tecnica di sintesi usata è quella granulare, allo scopo di ottenere graduali passaggi da situazioni in cui altezza e timbro vocale sono indeterminati, a situazioni in cui la voce è perfettamente riconoscibile. Fra i parametri di sintesi più controllati uno è quello della durata dei grani: in caso di grani di durata molto corta (entro i 25 millisecondi) la sensazione uditiva di altezza si perde, per tornare percepibile con grani di durata superiore. Per la realizzazione del brano sono stati utilizzati i software Max/Msp e Pro-Tools. Esistono due versioni del brano: la versione principale quadrifonica, da utilizzare in eventuali esecuzioni pubbliche, ed una versione stereofonica su cd. La durata è di 10 minuti.

Massimo Biasioni è nato a Trento nel 1963, diplomato in violino, composizione, musica corale e direzione di coro, nonché musica elettronica. Ha composto lavori da camera e per orchestra, per strumenti tradizionali ed elettronici, video e musica teatrale. Alcune delle sue composizioni sono state eseguite in festival importanti, incise su CD e trasmesse via radio.

The material used for the composition of “Amour outragé” is a recording of a fragment from Rameau’s “Platée” performed by soprano Annamaria Calciolari, and the title refers to the text of that fragment. I used granular synthesis in order to obtain a continuus morphing from textures in which pitch and timbre are undeterminate, to others in which original pitch and timbre are recognizable. This is obtained changing the duration of the grains, from very short durations to longer durations. The software used is Max/Msp and Pro-Tools.

Massimo Biasioni was born in Trento in 1963, graduated in violin, composition, choir music and choir conducting and electronic music. He composed chamber and orchestral music for traditional and electronic instruments, video and theatrical music. Some of his works have been performed in important festivals, recorded on CD and broadcast.

Massimo Biasioni - L’Amour Outragè - 2006

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7

Jul

Tools per la musica seriale

Scritto da:Mauro @ 2007.07.07.00.01.28 — Archiviato in: Musica, Software

Alcuni tools per l’analisi e la composizione seriale sono disponibili a Composer Tools.com.

  • 12-Tone Matrix Calculator espande una serie dodecafonica nelle 48 versioni che si generano via inverso, retrogrado, retrogrado-inverso e relative trasposizioni. È disponibile anche una tastierina musicale per l’input della serie.
  • 12-Tone Row Analyzer analizza una serie in termini di Pitch Class sets, un metodo di analisi che identifica e manipola le tipologie di accordi presenti in un brano, particolarmente utile nel caso della musica atonale per cui non esiste un paradigma funzionale di base che permetta di definire il ruolo di ogni accordo, come la tonalità.
    Esiste da anni, ma, data la scarsa attenzione per la musica contemporanea nei nostri conservatori, qui è ben poco conosciuto.

Questi tools sono utilizzabili online, ma possono anche essere scaricati e girano in locale come pagine web su un qualsiasi browser dotato di javascript.

Tools for Composing with Twelve Tone Rows at Composer Tools.

  • 12-Tone Matrix Calculator Computes the 12-Tone Matrix (or “Magic Square”) based on a 12-tone row which you enter. Shows all possible Primes, Inversions, Retrogrades, and Retrograde Inversions of your row.
  • 12-Tone Row Analyzer Analyzes a twelve-tone row that you enter. Identifies the Pitch Class sets contained in the row and gives an idea of how the row will sound in music by virtue of the intervals it contains.
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