Posts Tagged ‘computer_music’

Max Mathews & John Chowning

Sunday, November 4th, 2012

In questa lunga conversazione con Curtis Roads, compositore e musicologo, Max Mathews & John Chowning ripercorrono varie tappe della storia della Computer Music.

A partire dagli anni ’50, Max Mathews ha creato, per primo, una serie di software che hanno permesso all’elaboratore di produrre e controllare il suono: si tratta della serie MUSIC I, II, III … fino al MUSIC V, largamente utilizzato, fra gli altri da Jean Claude Risset per sintetizzare alcuni famosi brani degli anni ’70, ma soprattutto per fare ricerca e rendere palesi le possibilità offerte dall’audio digitale.

John Chowning, percussionista, compositore e ricercatore, è invece noto come l’inventore della modulazione di frequenza (FM) per la sintesi del suono, tecnica sviluppata negli anni ’70 e poi ceduta a Yamaha che l’applicò in una lunga serie di sintetizzatori commerciali fra cui il DX7 (1983) che resta tuttora il synth più venduto nella storia.

Il video include anche una performance della pianista Chryssie Nanou che esegue Duet for One Pianist di J. C. Risset, in cui il pianista suona un pianoforte a coda Yamaha dotato di MIDI controller e duetta con un computer che “ascolta” l’esecuzione e a sua volta invia comandi MIDI allo stesso strumento i cui tasti iniziano ad abbassarsi da soli in un 4 mani con fantasma.


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Riverrun

Saturday, December 10th, 2011

Barry Truax – Riverrun (1986), musica acusmatica di sintesi in 4 canali.

Recentemente Truax ha prodotto una revisione del brano spazializzato su 8 canali. Qui possiamo ascoltare soltanto l’edizione mixata in stereo disponibile in CD sul sito dell’autore.

Riverrun è realizzato completamente in sintesi granulare, un sistema in cui il suono, anche se sembra continuo, è composto da piccoli grani sonori la cui durata può andare da un centesimo a circa un decimo di secondo. Quando la durata dei grani è lunga (> 50 msec) è più facile distinguerli e quindi si percepisce la natura granulare del suono. Con durate comprese fra i 10 e i 30 msec (da 1 a 3 centesimi di secondo) e con grani parzialmente sovrapposti, invece, la granularità non è percepibile e si ottengono suoni continui.

La sonorità dell’insieme dipende sia dal suono dei singoli grani che dalla loro distribuzione in frequenza. La manipolazione di questi due parametri, oltre alla durata e alla densità, permette di ottenere un vasto spettro sonoro in evoluzione.

L’idea della sintesi granulare risale a Xenakis ed è stata implementata su computer da Curtis Roads nel 1978. Qui alcune note tecniche di Barry Truax.

Qui, le note dell’autore su Riverrun.


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RIP Max Mathews

Friday, April 22nd, 2011

maxheadPessima giornata il 21 Aprile. All’età di 84 anni si è spento Max Mathews. Non un vero compositore, ma praticamente l’inventore della computer music, avendo ideato e scritto, nel 1957, il primo software che permettesse ad un elaboratore di emettere suoni.

Per raccontarlo con le sue parole:

Computer performance of music was born in 1957 when an IBM 704 in NYC played a 17 second composition on the Music I program which I wrote. The timbres and notes were not inspiring, but the technical breakthrough is still reverberating. Music I led me to Music II through V. A host of others wrote Music 10, Music 360, Music 15, Csound and Cmix. Many exciting pieces are now performed digitally. The IBM 704 and its siblings were strictly studio machines – they were far too slow to synthesize music in real-time. Chowning’s FM algorithms and the advent of fast, inexpensive, digital chips made real-time possible, and equally important, made it affordable.

Starting with the Groove program in 1970, my interests have focused on live performance and what a computer can do to aid a performer. I made a controller, the radio-baton, plus a program, the conductor program, to provide new ways for interpreting and performing traditional scores. In addition to contemporary composers, these proved attractive to soloists as a way of playing orchestral accompaniments. Singers often prefer to play their own accompaniments. Recently I have added improvisational options which make it easy to write compositional algorithms. These can involve precomposed sequences, random functions, and live performance gestures. The algorithms are written in the C language. We have taught a course in this area to Stanford undergraduates for two years. To our happy surprise, the students liked learning and using C. Primarily I believe it gives them a feeling of complete power to command the computer to do anything it is capable of doing.

Eccolo in un video del 2007 mentre ascolta Daisy Bell (A Bycicle Build for Two), eseguita e cantata nel 1961 da un elaboratore IBM 7094 grazie al software di John Kelly, Carol Lockbaum e dello stesso Mathews.


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Orchidée

Sunday, April 17th, 2011

Spesso, nelle composizioni ispirate alle idee dello spettralismo, si possono ascoltare degli insiemi strumentali che imitano timbri di vario tipo: da quelli degli strumenti utilizzati in modo non tradizionale a sonorità non orchestrali, come suoni di gong o timbri sintetici.

Più volte mi sono chiesto quanta conoscenza dell’orchestra fosse necessaria per progettare simili sonorità. Il passaggio dell’IRCAM al Conservatorio di Trento mi dato la risposta: praticamente nessuna.

Esiste, infatti, all’IRCAM il sistema Orchidée, realizzato da Grégoire Carpentier and Damien Tardieu con la supervisione del compositore Yan Maresz, che si occupa proprio di questo: fornire una orchestrazione di un suono dato.

In pratica, significa che un compositore può arrivare con un suono e farlo analizzare al sistema che poi fornisce varie combinazioni di suoni orchestrali che approssimano la sonorità data.

orchestrazioneUn esempio, tratto da quelli forniti dall’IRCAM, dice più di molte parole. Qui potete ascoltare:

Si tratta di Computer Aided Orchestration (orchestrazione assistita) ed è un ulteriore esempio di come il computer possa ormai affiancare il compositore in molte fasi del suo lavoro.

Il sistema si basa su un largo database di suoni orchestrali che sono stati analizzati e catalogati in base a una serie di descrittori sia percettivi (es. brillantezza, ruvidità, presenza, colore, …) che notazionali (strumento, altezza, dinamica, etc).

Un algoritmo genetico individua, poi, varie soluzioni, ognuna ottimizzata rispetto a uno o più descrittori, il che significa che non esiste una soluzione ideale, ma più di una, ciascuna delle quali si avvicina molto ad un aspetto del suono in esame, risuldando, invece, più debole sotto altri aspetti. Per esempio, si potrebbe ottenere un insieme che approssima molto bene il colore del suono, ma non la sua evoluzione. Sta poi al compositore scegliere quella che gli appare più funzionale al proprio contesto compositivo.

È interessante osservare come il suono da imitare possa anche avere una dinamica timbrica e come il sistema sia in grado di ricostruirla. Esempio:

La descrizione completa del sistema Orchidée si trova qui. Vari esempi si possono ascoltare qui e qui. Il sito IRCAM include anche un demo su video.


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Arcade

Sunday, January 2nd, 2011

Günter Steinke (1956) – Arcade (1992), per violoncello e live electronics.


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Traiettoria…deviata

Thursday, December 23rd, 2010

Ecco la prima parte di Traiettoria, le altre essendo Dialoghi e Contrasti, di Marco Stroppa.

Note di programma

Traiettoria per pianoforte e suoni generati al computer è un ciclo di tre pezzi Traiettoria…deviata, Dialoghi, Contrasti, composta tra il 1982 e 1984 e della durata di circa 45′.

Traiettoria può essere considerato come un concerto per pianoforte e orchestra, dove i suoni sintetici sostituiscono l’orchestra. In questo lavoro, il rapporto tra suoni sintetici e suoni concreti del pianoforte a volte è progettato in modo che si fondano in un’unica immagine e sensazione. Timbri inarmonici e armonia, in altre parole, “illusione” e realtà, tendono spesso a fondersi e trasformarsi l’una nell’altra.

La disposizione del pianoforte e del dispositivo di amplificazione è stata studiata con molta attenzione. I suoni sintetici provengono sia da un altoparlante posizionato sotto il piano che interferisce con la tavola armonica e le corde, sia da più altoparlanti disposti intorno al pubblico. A seconda alla soluzione scelta il volume del suono è ridotto oppure circonda il pubblico da tutti i lati in un impulso costante per tutto il pezzo. Per ragioni di equilibrio anche il pianoforte è amplificato.

La regia sonora di Traiettoria in concerto serve a modellare il suono sintetico in base alla partitura e alle caratteristiche acustiche della sala. Deve essere assicurata da un musicista la cui importanza è pari a quella del pianista.


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Synapse

Thursday, December 9th, 2010

Barry Vercoe: “Synapse” for Viola and Computer (1976). Marcus Thompson, viola; tape realized at the MIT Experimental Electronic Music Studio.


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Tiny Jungle

Sunday, October 24th, 2010

Un altro video di Jon Weinel su cui, stavolta, abbiamo qualche informazione

This is my latest audio-visual work, a collage of different material created in Maya, Jitter, After Effects, Flash etc. It Uses hand-drawn animation as source material. The basic concept is to explore the idea of entoptic phenomena (spiral dot patterns experienced in altered states of consciousness), through the audio visual medium.


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Improvvisazione Elettroacustica

Thursday, October 7th, 2010

cover

Una conferenza/concerto dedicata all’improvvisazione elettroacustica in cui illustreremo le nostre tecniche di creazione estemporanea, con particolare riferimento al software che le supporta, appositamente realizzato con Max/MSP.

Conservatorio Bonporti – Sede di Riva del Garda
Ore 15
Ingresso libero


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Action rituelle

Monday, September 27th, 2010

coverAgnes Heginger, soprano e Karlheinz Essl, elettronico, hanno registrato poco meno di un anno fa, all’Essl Museum in Vienna, questo disco, dal titolo Out of the Blue.

Sei brani, di cui tre collaborazioni e tre soli. Lo stile è generalmente quello della free music europea, virtuoso, ma spesso destrutturato e a tratti manierista (esiste, naturalmente, un manierismo anche nella free music).

Ma c’è almeno un brano, questo Action rituelle, inciso in duo, che, a mio avviso, trascende il genere e conquista per la sua intensità.

Il disco è distribuito dalla netlabel portoghese XS Records e liberamente scaricabile anche dall’Internet Archive.

Agnes Heginger e Karlheinz Essl – Action rituelle


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