Posts Tagged ‘interfacce’

FaceOSC

Monday, August 1st, 2011

FaceOSC è un tool per Mac che consente di usare l’espressione facciale rilevata da una webcam come MIDI controller. È stato realizzato da Kyle McDonald e si appoggia sul sistema Osculator, nato per collegare vari tipi di controllers a programmi audio e video.

A mio avviso, queste cose sono solo “giochini”, però lo segnalo perché non dubito che qualcuno che ci crede più di me saprà trovare una qualche applicazione interessante.

Ecco quanto riferisce l’autore, con i link da cui scaricare i software (FaceOSC e Osculator), nonché un breve video

FaceOSC is a tool for prototyping face-based interaction. It’s built on non-commercial open source FaceTracker code from Jason Saragih.

FaceOSC comes as an example app with the ofxFaceTracker addon for openFrameworks. You can download an OSX 10.6 binary at github.com/​downloads/​kylemcdonald/​ofxFaceTracker/​FaceOSC.zip

OSCulator is an excellent program for routing OSC and MIDI. Download it at osculator.net/

Some of the “face gestures” (or metrics) are more stable than others. Lighting can also have a huge influence on the stability of your values: even lighting from the front coupled with a dark background can give the best results.


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Korg Nano

Monday, March 16th, 2009

Un trio di controller USB prodotti da Korg, utili, piccoli e abbastanza economici (€ 59 ciascuno).

  • Il nanoKONTROL ha 9 slider MIDI (controlli continui), altrettanti potenziometri, 18 pulsanti e una sezione di transport.
  • Il nanoPAD possiede 12 pad sensibili alla dinamica, ognuno capace anche di inviare fino a 8 messaggi MIDI (note o controlli). Inoltre ha un touchpad X-Y.
  • nanoKEY, infine, è una tastiera con 25 tasti, valocity sensitive, 8va mobile, pitch bender e modulation wheel.

Disponibili nei due colori visibili in foto.


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Theremin come controller

Thursday, March 12th, 2009

Pochi sanno che la Moog ha un canale su You Tube. E non molti sanno che Moog è anche uno dei più grandi produttori di Theremin. L’ultimo modello è l’Etherwave Plus.

Recentemente Moog ha esteso l’area di utilizzo dell’Etherwave Plus, impiegandolo come controller di una apparecchiatura analogica. In questo video lo si vede controllare il filtro di una Moog guitar con l’effetto di agire sul timbro di quest’ultima.

Dal punto di vista di un elettronico, il giochino è banale perché una tensione è una tensione, da qualsiasi parte venga e da qualsiasi cosa sia generata, tuttavia mostra chiaramente come il mondo dei controller audio potrebbe essere esteso in molti modi.


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The Seven Wonders of the Ancient World

Wednesday, May 14th, 2008

radio drumLa particolarità di questo brano di David Jaffe risiede nel fatto che si tratta di un concerto per pianoforte in cui la parte del solista è eseguita da un percussionista (Andrew Schloss) che controlla un pianoforte midi (il disklavier) per mezzo del Radio Drum (in figura).

Si tratta di un dispositivo i cui battenti inviano a quattro sensori disposti agli angoli della tavola, la loro posizione in termini di X, Y e Z.
Questi dati vengono utilizzati per calcolare il punto di impatto e la forza, ma vengono inviati sempre, non solo quando i battenti toccano la superficie. Ne consegue che un apposito software può anche utilizzare il movimento dei battenti in aria per ricavarne dei dati che vengono poi trasformati in note midi inviate al disklavier.
Si tratta quindi di una interfaccia che rileva il movimento, non di una semplice percussione digitalizzata.

Il brano è scritto per pianoforte e ensemble strumentale (mandolin, guitar, harp, harpsichord, bass, harmonium and 2 percussionists). Ecco alcuni estratti tratti dal solito Art of the States.

David Jaffe – The Seven Wonders of the Ancient World (excerpts)

Varie note sul brano sul sito di Jaffe.


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Tenori-on

Friday, June 23rd, 2006

Tenori-On

Come previsto e già ampiamente annunciato (vedi il post dedicato a Audiopad), le interfacce musicali basate su sistemi touch-sensitive si preparano a scalare lentamente ma inesorabilmente il mercato.
Dalla collaborazione fra l’artista multimediale giapponese Toshio Iwai e Yamaha nasce Tenori-On (trad. sound on your palm).
Si tratta di una matrice di 16×16 pulsanti ognuno dei quali è anche un diodo che emette luce. Il tutto è inserito in una cornice di alluminio in cui sono piazzati 8 tasti funzionali e un potenzionametro. Una pressione breve su ciascun pulsante della matrice provoca l’emissione del suono ad esso collegato e di un’onda di luce che si allarga sulla matrice stesa. Con una pressione più lunga, invece, il diodo resta acceso ad indicare che il suono rimane in loop.
Per ora Tenori-On non è ancora in commercio e il sito Yamaha lo descrive come un sistema ancora in via di sviluppo. A mio avviso, è auspicabile che la ricerca duri ancora un bel po’.
A giudicare dai viedo disponibili (vedi sotto), come altri oggetti del genere, anche questo, pur essendo descritto dal produttore come “a brand new interface that is completely unique” e pur promettendo che “even non musicians can enjoy improvising and even composing almost immediately”, dal punto di vista di un musicista professionista sembra essere poco più di un giocattolo. Al massimo, se fosse open e quindi programmabile in toto, sarebbe un oggettino interessante. La cosa non è impossibile perché, a quanto so, il sistema è basato su ITRON che è un sistema operativo real-time con specifiche open.
Francamente, però, non capisco come quotati blog che si occupano di tecnologia musicale possano parlare con eccitazione di pseudo-strumenti musicali come questo descrivendoli come nuovi sistemi per la musica. Al massimo sono nuovi sistemi per banalizzarla. Staremo a vedere.
Ecco qui un video in cui potete vedere la meraviglia e il suo inventore all’opera (grazie a YouTube e grazie anche a Joyello che senza volerlo mi ha fatto notare che YouTube consente l’embedding dei filmati). Altri video in questa pagina.


As already announced (see the post about Audiopad) the musical interfaces based on touch-sensitive systems are about to start conquering the market.
Now the japanese media artist Toshio Iwai and Yamaha Corporation present Tenori-On (sound on your palm). It consists on a 16×16 matrix of light emitting switches. When you push a switch for a short time the associated sound is played and a ripple of light spread out from that switch. If the switch is held down longer the sound is played in loop and the dot of light remains on.
Currently Tenori-On is under development and not for sale. IMHO the system really needs a lot of development. Judging from the currently available videos (see below), my opinion, as a professional electronic music composer,is that Tenori-On is only a little more than a simple musical toy.
As far as I know, the system is build on ITRON, an open real time operating system. I only hope that the system software is really open, because a 256 button matrix with light could be programmed in a more interesting way.
Look at the video (thanks to YouTube). More videos on this page.


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Nuovi Strumenti: AudiopadNew Musical Instruments: Audiopad

Sunday, June 11th, 2006

Audiopad

Audiopad è stato sviluppato da due neolaureati del MIT (James Patten and Ben Recht) ed è una delle più interessanti interfacce musicali esistenti. Può essere utilizzato come strumento autonomo perché include una propria libreria di campioni audio ed è in grado sia di suonare che di eseguire operazioni di elaborazione audio nello stesso tempo, ma può anche essere usato come controller di un software di sintesi in realtime che gira su un computer esterno (come Max/Msp) oppure anche di una serie di sintetizzatori MIDI.
La cosa più interessante, però, è sicuramente l’interfaccia. Si basa su una grande superficie orizzontale su cui appaiono dei simboli, in modo simile a uno schermo piatto. Fin qui non ci sarebbe niente di diverso da un grande touch-screen, ma sulla superficie di Audiopad, gli esecutori muovono anche degli oggetti la cui posizione e movimento sono rilevati dal sistema.
Audiopad genera musica interpretando il movimento di tali oggetti e la loro posizione rispetto ai simboli che si trovano sullo “schermo”.
Ovviamente il tipo di simboli e il loro significato, così come l’interpretazione del movimento e della posizione degli oggetti, può cambiare in base al software. Per esempio, i simboli possono rappresentare diversi strumenti e gli oggetti delle parti strumentali. In tal caso, il fatto che l’esecutore muova un oggetto su un simbolo significa assegnare quella parte a quello strumento. Oppure un oggetto può essere un microfono e allora muovere uno strumento vicino/lontano dal microfono significa alzare/abbassare il suo volume.
Inoltre il display non è statico, ma può cambiare quando l’esecutore porta un oggetto in determinate posizioni aprendo così nuove vie di elaborazione audio o interpretazione. Il tutto è fluido perché guidato dal software.
Audiopad, quindi, è molto diverso dalla tradizionale interazione con il computer basata sul modello desktop, tastiera, mouse e per questa ragione è anche difficile da descrivere. In questo caso l’immagine vale decisamente più di 1000 parole, così vi invito a vedere questo buon filmato (formato quicktime: avete il plugin?). Trovate altri video e varie informazioni sulla pagina di James Patten.
Sfortunatamente Audiopad non è ancora in vendita. L’unica cosa sul mercato che va in questa direzione è Lemur (ne parleremo), ma è solo un passo perché, per quanto carino, si tratta solo di un touch-screen programmabile, molto lontano dalla complessità di Audiopad.


Audiopad has been developed by two MIT graduate students (James Patten and Ben Recht). It is one of the most interesting and futuristic musical controller ever seen in action.
Audiopad itself has its sound sample library and can play music and apply digital processing at the same time but can also control a real time synthesis software like MAX/MSP running on external computer or even a set of MIDI synthesizers.
Basically Audiopad is composed by a tabletop surface (a sort of big horizontal screen) on which different symbols and musical data are displayed. On the tabletop there are objects the performer can move. Audiopad generate music looking at the motion of that objects and their position with respect to the displayed symbols.
Depending on the software, the symbols type and their meaning can be different and so is the interaction with objects. Example: symbols can represent instruments and an object can be a melody. Moving the object on a symbol means that the performer assign that melody to that instrument. Another object can be a microphone, so moving the microphone near/far a melody or instrument raise/lower it’s volume.
Moreover the tabletop display is not static but can change when the performer moves the object on certain symbols opening new ways to the performer action.
Audiopad is very different from traditional computer interaction (the desk, monitor, keyboard and mouse model). The best way to understand it’s nature is seeing in action. You can find a good video here (quicktime mov format), other videos and info on Patten’s page.
Unfortunately Audiopad is not currently for sale. The only musical interface that moves in that direction is Lemur (we’ll speak about later), but it’s only a programming touch-screen, a single step with respect to Audiopad complexity.


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