Secondo me uno dei brani più belli e rappresentativi del Ligeti delle grandi fasce orchestrali: Lontano del 1967.
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Secondo me uno dei brani più belli e rappresentativi del Ligeti delle grandi fasce orchestrali: Lontano del 1967.
Un numero sempre maggiore di pianisti si cimenta con lo studio num. 13 dal secondo libro degli studi per pianoforte di Gyorgy Ligeti.
Come scrivevo un po’ di tempo fa, l’Escalier du Diable sta veramente diventando il brano virtuosistico per antonomasia del XXI° secolo anche grazie al fatto che, oltre ad essere difficile, è bello.
La cosa più interessante, secondo me, è vedere come, nonostante il tecnicismo estremo, resti ancora molto spazio per l’interpretazione. Si potrebbe pensare che, considerando anche il fatto che questo pezzo è musica contemporanea, che spesso richiede una visione rigorosa della partitura, e per di più è molto difficile, le qualità virtuosistiche necessarie per eseguirlo riducano drasticamente lo spazio interpretativo. Invece non è vero e al di là del dibattito sull’esecuzione migliore, che su You Tube è addirittura feroce, è bello sentire come, fermo restando il fatto che tutti gli esecutori sono tecnicamente ben preparati, altrimenti non potrebbero eseguirlo, le diverse sensibilità diano vita a delle esecuzioni molto diverse, alcune che personalmente apprezzo, altre perfino fastidiose in qualche momento, ma tutte rispettabili.
NB: dato che i video sono 5, spezzo qui il post. Cliccate su “continua” per vedere i video
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Da un vinile del 1965 ormai fuori catalogo, Leonard Bernstein Conducts Music of Our Time, Bernstein dirige la New York Philharmonic in Atmosphères di Gyorgy Ligeti, un brano di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa, ma che è sempre emozionante riascoltare.
La direzione di Bernstein è sorprendentemente chiara, ma quello che mi ha sconvolto è che è altrettanto sorprendentemente breve. Solo 6’30″ contro i circa 8’30″ di altre esecuzioni. Due minuti di differenza sono tanti, così ho tirato fuori la partitura. Il calcolo della durata totale non è immediato perché il tempo cambia spesso da 40 a 60 alla semiminima, ma un po’ di conti mi danno come risultato 8’34″.
Così ho confrontato i file audio dell’esecuzione di Bernstein e di quella di Nott usando Audacity e il risultato è questo. Sopra Nott e sotto Bernstein (click per allargare):
Come vedete l’esecuzione di Bernstein è temporalmente compressa, oltre ad essere dinamicamente più alta. Sembra che vada all’incirca il 25% più veloce. Qui sotto le due esecuzioni
Gyorgy Ligeti – Atmosphères
Negli anni ’70, Rainer Wehinger ha creato una partitura analitica e d’ascolto per Artikulation, un lavoro elettronico di Ligeti, composto nel 1958 allo studio di Colonia.
Un volonteroso il cui nick è d21d34c55, ha passato il tutto allo scanner e ha creato un video sincronizzato con l’audio, mettendolo poi su YouTube.
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In the 70′s, Rainer Wehinger created a visual listening score to accompany Gyorgy Ligeti’s Artikulation.
A person whose nick is d21d34c55 has scanned the pages and synchronized them with the music, posting the video on YouTube.
Vaal ha pubblicato sul suo blog, Abolire la realtà, una buona analisi de L’escalier du diable, XIII° studio di Ligeti per piano solo, che sta rapidamente diventando il brano virtuosistico per antonomasia del XXI° secolo.
Ve lo avevamo già proposto nelle versioni su YouTube di Libetta (poi ritirata) e Anderson. Cogliamo l’occasione per segnalarvi questa, molto criticata (e io sono d’accordo con le critiche, infatti non la metto qui, ma ognuno si faccia la propria idea), versione di Chuan Qin, sempre daYouTube.
Finora, a mio avviso, la versione di Anderson, nonostante lui faccia il bulletto, resta la migliore.
Una esecuzione dei 10 pezzi per quintetto di fiati di György Ligeti da YouTube
The ten pieces for woodwind quintette by György Ligeti
First part
Second part
Uno scritto di Stephen A. Taylor sul concetto di tempo musicale in Ligeti, Chopin (visto da Ligeti) e i pigmei con analisi di Automne a Varsovie.
A paper by Stephen A. Taylor about the musical meter in Ligeti, Chopin and the Pygmies from The Online Journal of the Society for Music Theory.
Chopin, Pygmies, and Tempo Fugue: Ligeti’s “Automne a Varsovie”
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Ancora Ligeti. Lo merita.
Da YouTube (che si rivela un buon veicolo promozionale), due esecuzioni di “L’Escalier du Diable”, studio num. 13 dal secondo libro degli studi per pianoforte, Questo pezzo sta diventando il brano virtuosistico per antonomasia del XXI° secolo.
La prima (Francesco Libetta), quasi più veloce di quanto prescritto, ha un audio migliore e pur non avendo la precisione di Aimard (ma questa ripresa è dal vivo; vorrei vedere Aimard live), mi sembra un’ottima esecuzione.
Anche la seconda (Greg Anderson) è buona, ma meno canonica, un po’ più lenta, con l’audio inciso in modo più aggressivo (quasi al limite: forse dovrete abbassare un po’ il volume sul computer, non sulle casse) e decisamente più libera. Un tot di effetti video non la valorizzano, ma la maggiore lentezza rende più semplice la comprensione della struttura. Poi, vedere uno che suona Ligeti in maglietta, blue jeans e ghigno alla Malcom McDowell di Arancia Meccanica è divertente.
OK, adesso faccio il serio e vado a cercare la partitura nei meandri della mia biblioteca. Intanto ditemi che ne pensate.
Volker Banfield esegue gli studi di Ligeti, Libro I° (1985).
Qui ho messo l’ultimo, questo bellissimo “Automne à Varsovie” che, al di la della difficoltà, è quasi nostalgico.
Potete comunque ascoltarli nella giusta sequenza, da YouTube, usando i link di cui sotto.
Volker Banfield plays the Ligeti’s Etudes for piano, book 1 (1985).
Here is this beatiful and nostalgic “Automne à Varsovie” (Fall in Warsaw), but you can listen to the complete first book in right sequence from YouTube clicking the links below.