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8

Feb

Le radici del serialismo integrale

Scritto da:Mauro @ 2008.02.08.00.01.31 — Archiviato in: Strumentale

Torniamo su Messiaen nel centenario della sua nascita.

Olivier Messiaen non è mai stato un serialista, se non occasionalmente, a titolo sperimentale. Ciò nonostante, una sua composiziona è stata alla base dell’idea di serialismo integrale negli anni ‘50.

Messian - Mode de valeurs et d’intensités (1950)

In questo brano, tratto dai “Quattro studi sul ritmo” del 1950, si può ritrovare il primo indizio di organizzazione totale dei parametri di altezza, durata, intensità e modi di attacco. Le idee contenute in questa composizione suscitarono grande interesse in Boulez e Stockhausen, entrambi allievi di Messiaen.
Qui Messiaen non usa delle serie, quindi non si può parlare di serialismo. Si tratta, invece, di modi, cioè di scale da cui il compositore trae liberamente le note senza rispettarne l’ordine.
Il punto è che, in questo brano, ad ogni altezza è associata una durata, un’intensità e un modo di attacco. La figura seguente mostra le tre divisioni del modo adottato nel pezzo. Ogni divisione verrà usata in una voce diversa (cliccare sull’immagine per ingrandire).

Così, per es., in questo pezzo il Mib alto (div. I, nota 1) comparirà sempre come biscroma, ppp, legato alla nota successiva; il Lab con taglio in testa sarà sempre una croma, forte, eseguita in staccato (notare che, essendo staccato, parte della sua durata può essere espressa come pausa, come nella pgina seguente; ciò nonostante, la durata totale sarà sempre una croma), ecc. (anche qui, cliccare sull’immagine per ingrandire)

In quegli anni, l’impressione suscitata da questo brano fu grande. Non a caso, Boulez ne riprese la serie nelle sue Structures per due pianoforti del 1952.

Ma la cosa interessante è che, nel 1986, lo stesso Messiaen ebbe a dire

J’ai été très contrarié de l’importance absolument démesurée que l’on a accordée à une petite oeuvre, qui n’a que trois pages et qui s’appelle “Modes de valeurs et d’intensités”, sous le prétexte qu’elle aurait été à l’origine de l’éclatement sériel dans le domaine des attaques, des durées, des intensités, des timbres, bref, de tous les paramètres musicaux.
Cette musique a peut-être été prophétique, historiquement importante, mais, musicalement, c’est trois fois rien…
[“Olivier Messiaen, musique et couleur” - Nouveaux entretiens avec Claude Samuel - Belfond - 1986]

Messian - Mode de valeurs et d’intensités (1950)

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12

Jan

Ornitologia e musica

Scritto da:Mauro @ 2008.01.12.00.37.59 — Archiviato in: Strumentale

Tanto per restare in campo ornitologico e ascoltare un po’ di di Messiaen, godetevi questa Grive-Musicienne (Turdus philomelos, è il Tordo bottaccio; vive in tutta Europa, Asia, Africa del nord ai margini di boschi e foreste ed è chiamato philomelos non a caso; ecco il canto originale) tratta dai Petites esquisses d’oiseaux del 1985 per pianoforte solo [da YouTube].

È incredibile come i canti degli uccelli si possano sentire chiaramente in questo pezzo, come se fossero riprodotti pari pari e nello stesso tempo il brano sia costruito e sviluppato con grande coerenza.
Sentite come i brevissimi frammenti del canto del tordo vengano trattati come dei moduli tematici e sviluppati sia dal punto i vista melodico che ritmico.

Nanae Green, pianoforte.

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11

Jan

Messiaen 100 anni

Scritto da:Mauro @ 2008.01.11.04.16.14 — Archiviato in: Contemporanea

Il 2008 è il centenario della nascita di Olivier Messiaen, una figura gigantesca nella scena musicale del ‘900, alla cui scuola si formarono anche compositori come Pierre Boulez, Yvonne Loriod (sua allieva che ne divenne la seconda moglie), Karlheinz Stockhausen, Iannis Xenakis e George Benjamin.

È quasi impossibile elencare in un post tutte le innovazioni apportate da questo compositore francese che riesce a fondere aspetti apparentemente lontani tra loro in un crogiolo in grado di provocare disappunto sia nei puristi tradizionalisti che negli avanguardisti incendiari: in realtà tale disappunto risiede nell’impossibilità di iscrivere l’autore nelle facili catalogazioni storico-critiche o ideologiche prevalenti nel Novecento musicale.

Ma, per coloro che hanno saputo vedere con chiarezza, Messiaen è sempre stato un punto di riferimento importante. Boulez, per esempio, gli ha praticamente dedicato il Primo Libro delle Strutture per due pianoforti utilizzando la serie tratta da Mode de valeurs et d’intensitées (1950) come materiale base per la sua composizione, che sarà quasi un manifesto del serialismo integrale.

(continua…)

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20

Jun

I Colori della Città Celeste

Scritto da:Mauro @ 2007.06.20.00.01.32 — Archiviato in: Strumentale

Questa esecuzione dei Couleurs de la Cité Céleste, di Olivier Messiaen è offerta dalla Piano Society che ha ottenuto il permesso di diffondere questa registrazione effettuata 18/11/2004 all Università del Kansas.
I colori interni di questo brano emenano da cinque citazioni dall’Apocalisse (Rivelazione IV, 3; VIII,6; IX,1; XXI,11; XXI,19-20), come lo stesso Messiaen spiega qui sotto.
I riferimenti ai canti degli uccelli si spiegano sapendo che Messiaen era anche un appazionato ornitologo. Inoltre era anche un sinottico e precisamente percepiva colori insieme ai suoni.

The form of the piece depends entirely on colours. The themes, melodic or rhythmic and the complexes of sounds and timbres evolve like colours. In their perpetually renewed variations, there can be found (by analogy) colours that influence their neighbors, shading down to white, or toned down to black. These transformations can be compared to the superimposition of plays enacted on several stages, the simultaneous unfolding of several different stories that assume and call out for it. Plainsong Alleluias, Greek and Hindu rhythms, permutations of note-values, the bird-song of different countries were all collected and used in this work. All these accumulated materials are placed at the service of colour and of the combinations of sounds that assume and call out for it. The sound-colours, in their turn, are a symbol of the Celestial City and of Him who dwells there. Above all time, above all place, in a light without light, in a night without night… That which the Apocalypse, still more terrifying in its humility than in its visions of glory, describes only in a blaze of colours… To the song of two New Zealand birds is opposed “the abyss”, with its pedal-notes for the trombones and the resonance of tam-tams. To the cries of the Brazilian Araponga is opposed “the coloured ecstasy” of pedal points. The work ending no differently from the way it began, but turning on itself like a rose-window of flamboyant and invisible colours.

Olivier Messiaen, Les Couleurs de la Cité Céleste, per piano, 3 clarinetti, 3 xilofoni, ottoni and percussioni.
John Lynch director, Avguste Antonov piano, Wind Ensemble fiati.

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15

Feb

Oiseaux éxotiques

Scritto da:Mauro @ 2007.02.15.00.01.03 — Archiviato in: Strumentale

Messiaen - Oiseaux éxotiques - Ensemble Intercontemporain diretto da Boulez con un giovane, ma già sorprendente Aimard al piano.

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13

Dec

Per la fine dei tempi

Scritto da:Mauro @ 2006.12.13.00.10.35 — Archiviato in: Strumentale

messiaen

Olivier Messiaen was born 98 years ago, on December 10, 1908.
New Music Reblog post a live performance of his Quartet for the End of Time. The quartet was written after Messiaen, then a French soldier, was captured and incarcerated in a German prisoner-of-war camp, and first performed by the composer and three fellow inmates in the unheated barracks of Stalag VIIIA on January 15, 1941, before an audience of 300 prisoners and their German guards.

Olivier Messiaen è nato 98 anni fa, il 10 dicembre.
New Music Reblog pubblica una esecuzione live del suo Quartetto per la Fine dei Tempi, scritto nel campo di concentramento nazista in cui Messiaen era rinchiuso nel 1941 ed eseguito il 15 gennaio davanti a 300 prigionieri e ai loro carcerieri tedeschi.

Olivier Messiaen - Quartet for the End of Time (1941)
Gervase de Peyer, clarinet; Leslie Parnas, cello; Kyung-wha Chung, violin; and Lee Luvisi, piano
Live in Alice Tully Hall, February 12, 1984

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