Musica Arte Tecnologia Storie Estreme

11

Jun

Fa freddo su Marte

Scritto da:Mauro @ 2008.06.11.01.29.51 — Archiviato in: Scienza, Tecnologia

Ecco le informazioni meteo, in tempo (quasi) reale, da Marte.

mars weather info

Nota: il logo della missione Phoenix, qui sopra, assomiglia maledettamente al logo di Firefox

Tags:

Related posts

29

May

Phoenix 2

Scritto da:Mauro @ 2008.05.29.02.30.07 — Archiviato in: Scienza, Tecnologia

phoenix landing

Questa immagine impressionante (cliccatela per vederla ad alta risoluzione), mostra nel riquadro ingrandito, il Phoenix Mars Lander in fase di atterraggio con il suo paracadute, che passa davanti al cratere Heimdall.

Nonostante possa sembrare che la sonda stia scendendo nel cratere, non è così. Si tratta di un effetto prospettico. In realtà il cratere dista circa 20 km dal punto di atterraggio.

in quest’altra bellissima immagine, invece, si vede Phoenix felicemente atterrata, accanto al paracadute sganciato e il punto di impatto dello scudo termico, anche lui abbandonato.

Le foto sono state scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter.

Forse penserete che io sia un po’ esaltato, ma per uno che mastica fantascienza fin da bambino, queste immagini sono emozionanti. Mi spiace solo che non ci sia nessun umano e che arrivino così tardi. Le aspettavo molto prima e da piccolo immaginavo che da grande avrei potuto passare un po’ di tempo almeno in una base lunare. Peccato…

Tags:

Related posts

27

May

Phoenix Mars Lander

Scritto da:Mauro @ 2008.05.27.04.00.04 — Archiviato in: Scienza, Tecnologia

marsDopo una decelerazione da brivido (da 20.000 km/h a 8 km/h in circa 7 minuti), Phoenix Mars Lander è atterrato non lontano dal polo nord di Marte, in una regione chiamata in codice “Green Valley” che, secondo i dati pervenuti dalle sonde attualmente in orbita attorno al pianeta,  contiene una notevole quantità di acqua ghiacciata.

La missione ha due obiettivi, il primo è lo studio della passata presenza di acqua sul pianeta, un’informazione chiave per comprendere i passati cambiamenti climatici del pianeta. Il secondo obiettivo è la ricerca di zone vivibili sul pianeta. Gli strumenti della Phoenix sono progettati per studiare i cambiamenti dell’artico marziano. La regione dove è atterrata Phoenix è troppo fredda per permettere all’acqua di esistere in forma liquida ma ogni 50.000 anni per via delle periodiche modificazioni dell’orbita di Marte la regione diventa abbastanza calda per fondere l’acqua e in queste condizioni se la vita esiste potrebbe svilupparsi. La missione vuole verificare l’esistenza o meno della vita su Marte. Questa missione segue la strategia NASA di far ricerche “seguendo” l’acqua.

Dotata di un braccio meccanico in grado di scavare per a mezzo metro nel permafrost marziano, fino a raggiungere il ghiaccio, il sogno è che Phoenix possa identificare un qualche cenno di vita, anche in epoche remote.

Per ora, abbiamo già qualche magnifica immagine, come quella a sinistra (cliccatela), colorata dalla NASA in base ai dati provenienti dai filtri violetto e infrarosso (l’originale è in bianco/nero con filtri su varie lunghezze d’onda).

Ecco il sito della missione

Tags:

Related posts

1

May

Earthrise

Scritto da:Mauro @ 2008.05.01.01.03.52 — Archiviato in: Scienza

Per avere una idea di come la scienza può far sognare, andate a vedervi questo breve video ripreso da bordo di una sonda giapponese, fatto con l’HDTV.

Segnalato da Carletto Darwin

Tags:

Related posts

6

Feb

Across the universe

Scritto da:Mauro @ 2008.02.06.00.01.12 — Archiviato in: Pop, Scienza

Secondo Wired Magazine, nella notte fra lunedì e martedì, a mezzanotte UTC (l’una ora italiana), la NASA ha lanciato via radio Across the universe da una antenna presso Madrid verso la stella polare.

Il tutto per celebrare i 40 anni della canzone (uscita nel 1969 ma composta nel 1968), i 45 anni del NASA’s Deep Space Network e i 50 anni della stessa NASA.

Il brano dei Beatles, principalmente opera di John Lennon, viaggerà alla velocità della luce per 431 anni percorrendo 2.5 quadrilioni di miglia fino a raggiungere Polaris, la stella del nord.

Across the universe, appunto…

Via Open Culture

Tags: ,

Related posts

4

Oct

Sputnik 1

Scritto da:Mauro @ 2007.10.04.03.04.00 — Archiviato in: Storia, Tecnologia

sputnik

Sputnik 1 (Russian: “Спутник-1″, “Satellite-1″, or literally “Co-traveler-1″ byname ПС-1 (PS-1, i.e. “Простейший Спутник-1″, or Elementary Satellite-1)) was the first artificial satellite to be put into geocentric orbit. Launched by the Soviet Union on October 4, 1957, it was the first satellite of the Sputnik program.
The satellite helped to identify the density of high atmospheric layers by its orbit change and provided data on radio-signal distribution in the ionosphere. Because the satellite’s body was filled with pressurized nitrogen, Sputnik 1 also provided the first opportunity for meteorite detection, as losses in internal pressure due to meteoroid penetration of the outer surface would have been evident in the temperature data. The unanticipated announcement of Sputnik 1’s success precipitated the Sputnik crisis in the United States and ignited the so-called Space Race within the Cold War.
Sputnik-1 was set in motion during the International Geophysical Year from the 5th Tyuratam range in Kazakh SSR (now Baikonur Cosmodrome). The satellite travelled at 29,000 kilometers (18,000 mi) per hour and emitted radio signals at around 20.005 and 40.002 MHz which were monitored by Amateur radio operators throughout the world. The signals continued for 22 days until the transmitter batteries ran out on October 26, 1957. Sputnik 1 burned as it fell from orbit upon reentering Earth’s atmosphere, after traveling about 60 million km (37 million miles) in orbit.

50 anni fa, lo Sputnik 1 (in russo Спутник, satellite) fu il primo satellite artificiale in orbita nella storia. Venne lanciato il 4 ottobre 1957 dal cosmodromo di Baikonur, nell’odierno Kazakistan, grazie al vettore R-7 (Semyorka). In russo la parola Sputnik significa compagno di viaggio, inteso come satellite in astronomia. Fu progettato dall’Unione Sovietica, anche grazie ai missili tedeschi V2 reperiti nella Seconda Guerra Mondiale. Il programma Sputnik ebbe inizio nel 1948, quando si intuì la possibilità di modificare missili militari in vettori per il lancio di satelliti. L’annuncio del successo del lancio venne dato da Radio Mosca la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957. Con il lancio dello Sputnik 1 l’Unione Sovietica prese in contropiede gli Stati Uniti, che solo il 31 gennaio 1958 mandarono in orbita il loro primo satellite: l’Explorer 1. Gli strumenti a bordo dello Sputnik 1 rimasero funzionanti per 21 giorni. Lo Sputnik 1 aveva lineamenti ben più semplici di un satellite artificiale odierno, era infatti formato solo da una sfera pressurizzata di alluminio di 58 cm di raggio e da 4 antenne lunghe circa 2,5 metri. Bruciò durante il rientro in atmosfera il 3 gennaio 1958 dopo circa 1400 orbite e 70.000.000 km.
Ecco un’immagine ad alta risoluzione dell’oggetto.
[da Wikipedia]

Un mese dopo, il 3 novembre, venne lanciato lo Sputnik 2 con a bordo la cagnetta Laika.

Il beep-beep dello Sputnik, che si poteva ricevere più volte al giorno, quando il satellite passava sugli USA, fu una doccia fredda sia per la nascente industria aerospaziale americana che per politici e militari. Nell’ottica della guerra fredda, infatti, chi poteva mettere in orbita un satellite avrebbe potuto facilmente fare lo stesso con una bomba.

Listen to the original signal from Sputnik 1
Qui potete ascoltare il segnale originale dello Spuntnik 1
[fonte NASA]

Tags: ,

Related posts

20

Dec

Venti di Titano

Scritto da:Mauro @ 2006.12.20.03.25.47 — Archiviato in: Audio, Scienza

Questa non è una composizione musicale e forse è noiosa, ma ascoltatela.
È il suono registrato dal microfono posto a bordo della sonda Huygens, parte del progetto Cassini di esplorazione dei pianeti esterni, durante la sua discesa di un anno fa su Titano, satellite di Saturno e unica luna del sistema solare con un’atmosfera.
Per quelli che sanno sognare…

Tags: ,

Related posts

11

Nov

10 immagini impressionanti

Scritto da:Mauro @ 2006.11.11.00.03.17 — Archiviato in: Scienza

A43
OddPeak ha pubblicato quelle che considera le 10 immagini più impressionanti del nostro universo.
Nella maggior parte dei casi si tratta di foto prese dal telescopio Hubble, che recentemente la NASA ha deciso di salvare (per fortuna), ma ce n’è anche una che viene dal Voyager 1 ed è una delle più impressionanti.
Quella che vedete qui, invece, fa parte di una immagine più grande che mostra le colonne di gas e polvere che si creano nelle zone di formazione delle stelle. È spettacolare e famosa perché appare in alcuni film o telefilm di fantascienza (Contact e Babylon 5), ma è famosa anche perché, quasi subito, questa parte, ruotata di 90° in senso anti-orario, è stata identificata dai fondamentalisti cristiani americani come una immagine del demonio.
Perché proprio il demonio non saprei e a mio avviso è una testimonianza delle loro fragili menti. Forse il mostrino che sembra piazzare lì la stella è bruttino, ma secondo me è un’immagine quasi poetica. Non sono un credente, ma se lo fossi, la vedrei come un’allegoria di dio.

Tags:

Related posts