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17

Sep

The Carrillo 1/16 Tone Piano

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.09.17.02.09.17 — Archiviato in: Strumentale

piano 1/16 di tonopiano 1/16 di tonoQuesto, che a prima vista sembra un pianoforte normale (cliccare l’immagine per ingrandire), è in realtà accordato a 16mi di tono.

Sì. Al posto dei normali 2 semitoni, ci sono 16 suddivisioni. Di conseguenza, fra un Do e un Do#, che di solito sono contigui, qui troviamo ben 7 tasti.

La cosa è evidente ingrandendo (click) l’immagine a destra, in cui si vede chiaramente l’intervallo fra un fa (f) e un fa# (fis).

Questo strumento microtonale è costruito dalla Sauter rifacendosi alle teorie del messicano Julian Carrillo (1875 - 1965) che, nel 1895, iniziò a occuparsi di accordature microtonali. Nel 1925 ideò un sistema di notazione e fondò un ensemble che eseguiva brani microtonali insieme a Stokowski, con il quale andò in tour negli anni ‘30.

Nel 1940, dopo aver depositato i brevetti di almeno 15 pianoforti microtonali, contattò la Sauter che gli costruì alcuni prototipi presentati, nel 1958, all’Expo di Bruxelles. Oggi due suoi pianoforti, accordati risp. a 1/3 e 1/16 di tono, si trovano al Conservatorio di Parigi. Altri sono a Nizza e a Mexico City.

Il piano a 1/16 di tono è accordato in modo che l’intervallo di quinta corrisponda a un semitono. Di conseguenza, l’intera tastiera copre circa una ottava, il che è sicuramente un limite. Sarebbe interessante pensare a un gruppo di 6/8 strumenti di questo tipo accordati su ottave diverse (ma mi viene un brivido immaginando la fattura dell’accordatore).

Il suono si può ascoltare in un disco da cui vi presento due estratti. Nel primo è subito evidente la peculiarità dello strumento. Val la pena di raccontare che, quando l’ho ascoltato senza sapere niente, ho subito pensato a un pianoforte elaborato digitalmente e mi sembrava interessante dal punto di vista sonoro. Solo quando ho avuto il disco mi sono reso conto che in realtà era uno strumento naturale. Il secondo, invece, non punta immediatamente sull’effetto sonoro. Alla prima nota, sembra un pianoforte normale, ma, dopo pochi accordi, chi ha un orecchio musicale si chiede cosa diavolo stia accadendo (è un po’ spiazzante, in effetti).

Il disco si intitola The Carrillo 1/16 Tone Piano (edition zeitklang, si trova per es. alla Naxos Music Library o a ClassicsOnline)

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18

Jul

Un pianoforte carrozzato Audi

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.07.18.00.01.32 — Archiviato in: Design, Musica

Per il proprio centenario l’Audi ha carrozzato un Bösendorfer. Non va in autostrada anche se ha qualcosa di un’auto.

Lo hanno già chiamato Bösendorfer mod. Batman. Molte altre immagini qui.

Bosendorfer-Audi-Design-Grand-Piano

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2

Jun

Lituus

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.06.02.00.01.25 — Archiviato in: Antica

Secondo questo articolo della BBC (segnalato da Luca), un antico strumento di origine romanica utilizzato, via via sempre più raramente, fino all’epoca di Bach, è stato recentemente ricostruito dai ricercatori dell’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e dell’Università di Edinburgo.

Il Lituus ha l’aspetto di una lunga (2.4 m) tromba di legno e produce un suono simile a quello della tromba, ma con pronunciate inflessioni vocali.

Lo si può ascoltare dal player di questa pagina o da quello incluso nell’articolo.

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23

Mar

Cos’è successo al pianista?

Scritto da:Mauro Graziani @ 2009.03.23.02.18.49 — Archiviato in: Strumentale

Nel vedere questo estratto del Concert for Toy Piano and Orchestra (2005) di Matthew McConnell, brillantemente eseguito da Keith Kirchoff, sembra che un incantesimo abbia colpito pianista e pianoforte.

Il piano giocattolo, invece, è uno strumento con un repertorio specifico (fra gli altri, Cage, che peraltro non è l’unico).

New England Conservatory Symphony Orchestra. Sergio Monterisi, conductor. Recorded in NEC Jordan Hall

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28

Jun

Bowed Piano

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.06.28.16.18.07 — Archiviato in: Strumentale

Fra i vari modi di suonare un pianoforte c’è anche questo. I suoni sono apprezzabili.

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14

May

The Seven Wonders of the Ancient World

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.05.14.17.18.08 — Archiviato in: Elettroacustica

radio drumLa particolarità di questo brano di David Jaffe risiede nel fatto che si tratta di un concerto per pianoforte in cui la parte del solista è eseguita da un percussionista (Andrew Schloss) che controlla un pianoforte midi (il disklavier) per mezzo del Radio Drum (in figura).

Si tratta di un dispositivo i cui battenti inviano a quattro sensori disposti agli angoli della tavola, la loro posizione in termini di X, Y e Z.
Questi dati vengono utilizzati per calcolare il punto di impatto e la forza, ma vengono inviati sempre, non solo quando i battenti toccano la superficie. Ne consegue che un apposito software può anche utilizzare il movimento dei battenti in aria per ricavarne dei dati che vengono poi trasformati in note midi inviate al disklavier.
Si tratta quindi di una interfaccia che rileva il movimento, non di una semplice percussione digitalizzata.

Il brano è scritto per pianoforte e ensemble strumentale (mandolin, guitar, harp, harpsichord, bass, harmonium and 2 percussionists). Ecco alcuni estratti tratti dal solito Art of the States.

David Jaffe - The Seven Wonders of the Ancient World (excerpts)

Varie note sul brano sul sito di Jaffe.

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7

Feb

Hans Reichel

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.02.07.03.01.31 — Archiviato in: Confine

Guardatevi questo bellissimo e spiritoso sito di Hans Reichel, chitarrista improvvisatore tedesco, ma anche liutaio, inventore di nuovi strumenti e tipografo.

Una sua recente invenzione è il daxophone. Si tratta di un idiofono dalla forma simile a una lama fissato a un blocco di legno che contiene uno o più microfoni a contatto. Pizzicato, percosso o trattato con un arco, il daxophone produce dei suoni simili alla voce umana, spesso umoristici.
L’altezza delle note viene variata con il dax: un blocco di legno con una parte tastata e un’altra liscia che, premuto sulla lama e inclinano, varia la lunghezza della parte vibrante, un po’ come un ponticello mobile. Lo si vede in azione in questo breve video e in altri simili.

Ma Reichel è anche noto per le sue sorprendenti elaborazioni della chitarra e del liuto che comprendono vari tipi di strumenti a doppio manico, come quello visibile nella foto.

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7

Dec

LEGO Harpsichord

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.07.00.01.49 — Archiviato in: Musica, Tecnologia

LEGO Harpsichord
Per gli amanti della musica antica, ecco un buon modo per risolvere il problema dell’elevato costo degli strumenti: un clavicembalo fatto con il LEGO. :mrgreen:
Sì, circa 100.000 mattoncini. Ve lo potete fare in casa. Per quanto riguarda il suono, dovrete combattere con i prodotti della bassa tecnologia, come i vostri idoli. Auguri. :-D
Created and built by Henry Lim, with the exception of the wire strings, the LEGO Harpsichord is entirely constructed out of LEGO parts–the keyboard, jacks, jack rack, jack rail, plectra, soundboard, bridge, hitch pins, tuning pins, wrestplank, nut, case, legs, lid, lid stick, and music stand are all built out of interlocking LEGO plastic bricks and related pieces. With a 61 note range, the instruments size is 6 x 3 ft. weighing approximately 150 lbs, and built with an estimated 100,000 LEGO pieces!
Here is an audio sample.

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6

Dec

Keyboard Museum

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.12.06.00.01.38 — Archiviato in: Elettroacustica, Tecnologia

keyboard museum

Per gli amanti dei sintetizzatori vintage ecco il Keyboard Museum, con una lista molto completa di immagini dei vecchi synth e relative informazioni.
Ma la cosa più bella la pagina dedicata alle batterie elettroniche, con tanto di esempi audio.
C’è anche una utilissima animazione flash che spiega il funzionamento del vocoder, anche qui con esempi audio.

For the lovers of vintage synthsizers, here is the Keyboard Museum with a beautiful drum machine page with audio examples.

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18

Nov

Balalaika Contrabbasso

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.11.18.00.27.14 — Archiviato in: Musica, Russia, Viaggi

balalaika

Certo anche suonare la balalaika contrabbasso è dura…
È accordata Mi - La - Re, dalla terza alla prima corda.
Si tiene a tracolla, ma in realtà poggia a terra. Se osservate l’angolo, infatti, potete vedere un puntale.

Playing contrabass balalaika it’s hard…
It is tuned E, A, D from low to high string.
The instrument size and form require from the musician to play it in standing position. A metal pin is attached to it from below, which abuts against the floor. So neither the instrument body nor its sounding-board touch the performer’s dress, and this causes great resonant effect, resulting in powerful, long and deep sound.

Da English Russia

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