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	<description>Musica Arte Tecnologia Storie Estreme</description>
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		<title>Linguaggi fischiati</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 21:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Audio]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono rari ma esistono. I linguaggi composti da fischi sono tipici di alcune località con caratteristiche che rendono difficili i contatti ravvicinati fra le persone. Un esempio sono i luoghi molto montagnosi e frastagliati, dove la gente può vedersi da lontano, ma per arrivare a contatto diretto deve camminare un bel po&#8217;. Di conseguenza, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono rari ma esistono. I linguaggi composti da fischi sono tipici di alcune località con caratteristiche che rendono difficili i contatti ravvicinati fra le persone. Un esempio sono i luoghi molto montagnosi e frastagliati, dove la gente può vedersi da lontano, ma per arrivare a contatto diretto deve camminare un bel po&#8217;.</p>
<p>Di conseguenza, per scambiare due parole con il tipo che vedi sull&#8217;altro versante, bisognerebbe urlare, invece, in alcuni luoghi, si è sviluppata una forma di comunicazione basata su fischi. A pensarci, anche Venezia è un posto così. Capita spesso di vedere qualcuno che conosci, solo che, invece di essere dall&#8217;altra parte della strada, è dall&#8217;altra parte del canale e il ponte più vicino è almeno a 200 metri, nella direzione opposta a quella in cui stai andando.</p>
<p>Bene, a Venezia non è successo, ma in Messico, nel nord-est della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oaxaca_%28stato%29" target="_blank">regione di Oaxaca</a>, è possibile sentire uno dei rari esempi di linguaggio basato sui fischi. Questa lingua non sostituisce quella parlata, che peraltro è complessa perché, pur facendo tutti parte della stessa famiglia linguistica, quella <a href="http://www-01.sil.org/mexico/chinanteca/00i-chinanteca.htm" target="_blank">Chinantec</a>, nella zona esistono almeno 14 dialetti mutualmente inintelligibili. I fischi si pongono, invece, come una forma di comunicazione parallela, utilizzata quando le persone si vedono, ma non possono avvicinarsi a causa della natura montuosa del terreno.</p>
<p>In <a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/conversChifl-cso.mp3">questo MP3</a> ne sentite un esempio: si tratta di una conversazione cordiale fra due agricoltori che sono al lavoro in due appezzamenti di terreno. In <a href="http://www-01.sil.org/mexico/chinanteca/sochiapam/13i-Conversacion-cso.htm" target="_blank">questa pagina</a> trovate la versione scritta della conversazione (e anche l&#8217;audio in altri formati).</p>
<p>Un altro luogo in cui si è sviluppata questa forma di comunicazione è La Gomera, un&#8217;isola delle Canarie. Qui abbiamo un video in cui si vede (un buon esempio a partire da 5&#8217;35&#8243;).</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/PgEmSb0cKBg?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
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		<title>Sud</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 00:02:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettroacustica]]></category>
		<category><![CDATA[risset]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo movimento di Sud di J.C. Risset, è un bell&#8217;esempio di composizione elettroacustica che sfrutta ed elabora alcuni elementi del paesaggio sonoro che, ad onta delle immagini del video, è quello della Francia meridionale (NB: il video non ha niente a che fare con il brano). La composizione è del 1985. Qui abbiamo solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo movimento di <em>Sud</em> di J.C. Risset, è un bell&#8217;esempio di composizione elettroacustica che sfrutta ed elabora alcuni elementi del paesaggio sonoro che, ad onta delle immagini del video, è quello della Francia meridionale (NB: il video non ha niente a che fare con il brano).</p>
<p>La composizione è del 1985. Qui abbiamo solo la prima sezione. Più sotto, le note di copertina</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/RDsUypwnCQA?rel=0" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>The first movement of Sud may be perceived as a sequence of soundscapes and sonic fields represented as the subsections shown in figure I below. Transitions between subsections are characterised by subtle transformations of character and juxtaposition of extrinsic identities, as discussed below. The various subsections cohere into sections that suggest a general construction plan for the movement.</p>
<p>The first section (0&#8217;00 &#8211; 2&#8217;49) presents the sonic subjects of the movement, indeed many of the subjects of the composition. It is dominated by mimetic discourse and the manipulation of environmental soundscapes. The transition between sections I and II is the only instance within Sud in which an abrupt interruption is perceived. This pause creates expectation regarding the continuation of the musical discourse. The previous development suggested a sequence of soundscapes clearly connected with extrinsic identities. The second section (2&#8217;49 &#8211; 5&#8217;44) then presents a sequence of sonic fields that suggest extrinsic identities only at the level of basic structures, being dominated by an aural discourse. The identification of relationships between Gestalten occurs in a much less direct way, inviting the listener to penetrate the abstract world devised by the composer with a different approach. The third section (5&#8217;44 &#8211; 9&#8217;45) marks a return to the manipulation of environmental soundscapes, being characterised by a balance between mimetic and aural discourses.</p>
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		<title>A Boy and His Atom</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 22:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora sulla miniaturizzazione estrema nel campo dell&#8217;informatica. Quelli che vedete nel video qui sotto sono degli atomi. I ricercatori dell&#8217;IBM hanno realizzato questo filmato in stop motion interagendo direttamente con alcune molecole di monossido di carbonio e spostandone gli atomi su una superficie di rame. Come si può immaginare, il fine di questa ricerca non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora sulla miniaturizzazione estrema nel campo dell&#8217;informatica.</p>
<p>Quelli che vedete nel video qui sotto sono degli atomi. I ricercatori dell&#8217;IBM hanno realizzato questo filmato in stop motion interagendo direttamente con alcune molecole di monossido di carbonio e spostandone gli atomi su una superficie di rame.</p>
<p>Come si può immaginare, il fine di questa ricerca non è artistico. Il punto è che, se è possibile costringere degli atomi ad assumere una determinata configurazione e mantenerla, allora i suddetti atomi possono essere utilizzati per memorizzare delle informazioni e questo significa memorie più piccole di quelle attuali di un enorme ordine di grandezza.</p>
<p>Per dare un&#8217;idea dell&#8217;impatto di una tale tecnologia, Andreas Heinrich, coordinatore del progetto,  afferma che <em>&#8220;se oggi sul tuo smartphone hai un paio di film, in futuro potresti metterci tutti quelli esistenti&#8221;</em>. Il che apre le porte a interessanti quanto inquietanti scenari.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/oSCX78-8-q0?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>In <a href="http://youtu.be/xA4QWwaweWA" target="_blank">quest&#8217;altro video</a>, the making of <em>A Boy and His Atom</em>.</p>
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		<title>Il suono delle auto elettriche</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 07:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Audio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle sfide dei sound designer è la progettazione del suono delle future auto elettriche. Infatti, per una popolazione abituata al fatto che le auto fanno rumore, il fatto che il motore elettrico emette un suono quasi inaudibile è un rischio colossale che fa lievitare notevolmente il numero degli investiti. È stato dimostrato che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle sfide dei sound designer è la progettazione del suono delle future auto elettriche. Infatti, per una popolazione abituata al fatto che le auto fanno rumore, il fatto che il motore elettrico emette un suono quasi inaudibile è un rischio colossale che fa lievitare notevolmente il numero degli investiti.</p>
<p>È stato dimostrato che il fatto di non sentire alcun rumore di auto provoca un drastico abbassamento di attenzione nel pedone che si appresta ad attraversare una strada, soprattutto se ad alto traffico. Così, anche con l&#8217;avvento, se mai ci sarà, dell&#8217;auto elettrica, non potremo godere della pace in città. Il rischio giustifica l&#8217;idea di dotare le auto elettriche di un suono sintetico.</p>
<p>Tuttavia le aziende non si preoccupano solamente dell&#8217;aspetto legato alla sicurezza, ma anche della soddisfazione del guidatore. Cosa che, secondo me, potrebbe passare benissimo in secondo piano, ma anch&#8217;io non posso negare di aver provato una certa soddisfazione sentendo il suono del motore le rare volte in cui mi sono trovato a guidare un&#8217;auto veloce. Io, in realtà, penso che mi piacerebbe molto viaggiare in autostrada in un silenzio quasi assoluto, sentendo solo il suono dell&#8217;aria sulla carrozzeria oppure la musica che ho scelto, ma, a quanto pare, il guidatore medio non la pensa così, per cui i costruttori si stanno dando da fare.</p>
<p>Queste sono le sperimentazioni di Audi che si basano su suoni campionati, modificati e diffusi da un altoparlante da 40W.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/HoEDLvQZg5I?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Quadricotteri in volo</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 07:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Installazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo video ha quasi un anno, ma è decisamente bello. I quadricotteri sono dei piccolissimi elicotteri con 4 eliche. Dei droni, spesso muniti di videocamera. Qui Ars Electronica Futurelab ne ha riuniti ben 49, li ha dotati di luce e li ha lanciati, pilotandoli in formazione nella notte di Linz. Belli da vedere, ma per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px 20px; float: right;" title="quadricottero" src="http://www.hobbymedia.it/img/2012/07/quadricottero-q4u.jpg" alt="quadricottero" width="200" height="134" />Questo video ha quasi un anno, ma è decisamente bello.</p>
<p>I quadricotteri sono dei piccolissimi elicotteri con 4 eliche. Dei droni, spesso muniti di videocamera.</p>
<p>Qui Ars Electronica Futurelab ne ha riuniti ben 49, li ha dotati di luce e li ha lanciati, pilotandoli in formazione nella notte di Linz.</p>
<p>Belli da vedere, ma per me il momento più emozionante è quello della partenza, anche se ho l&#8217;impressione che il video, in quell&#8217;istante, sia stato un po&#8217; accelerato.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/ShGl5rQK3ew?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Requiem 2019</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 07:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Requiem 2019 è uno spot per sostenere lo stop totale e definitivo alla caccia alle balene. Un breve film che si avvale della presenza di Rutger Hauer (Blade Runner e molti altri film) in cui l&#8217;ultima balenottera azzurra guarda negli occhi il suo unico vero nemico: noi. Regia di Rutger Hauer e Sil van der [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Requiem 2019</em> è uno spot per sostenere lo <strong>stop totale e definitivo alla caccia alle balene</strong>. Un breve film che si avvale della presenza di Rutger Hauer (Blade Runner e molti altri film) in cui l&#8217;ultima balenottera azzurra guarda negli occhi il suo unico vero nemico: noi.</p>
<p>Regia di Rutger Hauer e <a href="http://vimeo.com/silvanderwoerd" rel="author" target="_blank">Sil van der Woerd</a>. Guardatelo a schermo intero (click in basso a destra). Questa la sua pagina <a href="http://vimeo.com/53928075" target="_blank">su vimeo</a>.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/53928075?byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="550" height="233"></iframe></p>
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		<title>Cambiare modo</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 20:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non è l&#8217;ennesimo appello per una nuova politica, ma la constatazione che nel mondo c&#8217;è qualcuno che si diverte a spostare le canzoni da maggiore a minore o viceversa. In realtà, il fatto che il modo maggiore comunichi felicità, gioia e che il minore sia più adatto alla tristezza e alla malinconia è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è l&#8217;ennesimo appello per una nuova politica, ma la constatazione che nel mondo c&#8217;è qualcuno che si diverte a spostare le canzoni da maggiore a minore o viceversa.</p>
<p>In realtà, il fatto che il modo maggiore comunichi felicità, gioia e che il minore sia più adatto alla tristezza e alla malinconia è un po&#8217; più di una credenza. Un ricercatore ha scoperto che l&#8217;intervallo di terza minore compare nella parlata degli attori quando vogliono comunicare tristezza (<a href="http://www.scientificamerican.com/blog/post.cfm?id=music-and-speech-share-a-code-for-c-2010-06-17" target="_blank">qui l&#8217;articolo su Scientific American</a>), almeno nella cultura occidentale. Nella nostra musica, questa connotazione dei modi è in uso fin dal 17mo secolo.</p>
<p>Ora scopro che qualche buontempone impiega tempo e risorse per cambiare il modo delle canzoni producendo curiosi quanto, a mio avviso, discutibili risultati.</p>
<p>Ecco, per esempio, <em>Hey Jude</em>, spostata da maggiore a minore.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/8dcfpH8oJoM" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p>Notate che il farlo sarebbe semplice se il pezzo venisse rieseguito, ma questi lo fanno editando digitalmente il file originale e ri-intonando solo le note e gli accordi che vanno cambiati, la qual cosa non è così semplice.</p>
<p>Il principale autore di questo rifacimento è tale <a href="http://olegberg.com/" target="_blank">Oleg Berg, musicista ucraino</a>, che ha varato il progetto Major versus minor.</p>
<p>Ancora più strana suona <em>The House of Rising Sun</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Fpsrni-Kvsw" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p>Vi riporto questa cosa come curiosità. Ovviamente non sono contrario. Ognuno è padrone di usare il suo tempo come vuole. Mi lascia solo un po&#8217; perplesso il fatto che una cosa che facevamo per gioco quando eravamo al liceo venga proposta come un&#8217;idea interessante e soprattutto che <a href="http://majorvsminor.bandcamp.com/album/major" target="_blank">venga messa in vendita</a>. $10 per l&#8217;album e $1 per il singolo brano, come se fosse roba sua. Oltretutto, cambiare un brano di un autore senza il suo permesso e venderlo non è una cosa simpatica. Tecnicamente è anche un reato. Ora, a me del diritto d&#8217;autore interessa poco. I miei brani sono in CC, ma se qualcuno prende un mio pezzo cambiando qualcosa e lo vende, mi inca**o anch&#8217;io.</p>
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		<title>Project Genesis</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 17:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo breve film si immagina un interessante cambio di prospettiva&#8230; Un mondo popolato solo da computer, che hanno sempre guardato il mondo da un singolo punto di vista: quello della rassegnazione e della sopravvivenza. La loro conformazione infatti da sempre limita il loro sviluppo, rendendo impegnative anche le azioni più semplici. Oggi un progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo breve film si immagina un interessante cambio di prospettiva&#8230;</p>
<blockquote><p>Un mondo popolato solo da computer, che hanno sempre guardato il mondo da un singolo punto di vista: quello della rassegnazione e della sopravvivenza. La loro conformazione infatti da sempre limita il loro sviluppo, rendendo impegnative anche le azioni più semplici. Oggi un progetto straordinario sta per vedere la luce, aprendo strade fino ad oggi impensate: il mondo conosciuto dai computer diventa più accessibile, semplice, alla portata di tutti. Grazie a &#8220;Project Genesis&#8221; finalmente tutti i computer potranno aprire la porta ai loro sogni scoprendo una nuova dimensione: una realtà senza più limiti e paure. Ora non resta loro che iniziare a vivere, veramente.</p>
<p>A world populated only by computers that has always looked at our world with resignation and great sense of survival. Their structure, indeed, has always limited their development making even the simplest actions difficult. Today an extraordinary project is about to see the light, clearing new unexpected ways: the world of computers becomes more accessible, simpler, within the reach of everybody. Thanks to &#8220;Project Genesis&#8221; every computer will finally be able to open the door to its dreams, discovering a new dimension: a reality with no more limits and fears. Now they can only begin to live, for real.</p></blockquote>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/58471938" frameborder="0" width="550" height="309"></iframe></p>
<p>Sito dedicato: <a href="projectgenesismovie.com" target="_blank">projectgenesismovie.com</a></p>
<p>Director //Alessio Fava <a href="http://www.alessiofava.com" rel="nofollow" target="_blank">alessiofava.com</a><br />
Production // Izen Ideas + Green Movie Group<br />
Producers // Alessio Fava + Marijana Vukomanovic<br />
Subject // Alessio Fava<br />
Writers // Alessio Fava + Matteo Lanfranchi <a href="http://www.effettolarsen.it" rel="nofollow" target="_blank">effettolarsen.it</a><br />
Director of Photography // Beppe Gallo <a href="http://www.beppegallo.com" rel="nofollow" target="_blank">beppegallo.com</a><br />
Original music // Giovanni Dettori + Lorenzo Dal Ri<br />
Sound designer &amp; re-recording mixer // Matteo Milani <a href="http://usoproject.blogspot.it/" rel="nofollow" target="_blank">usoproject.blogspot.it/</a><br />
Voice Actor // Michael Navarra | Donna Cuddemi | Thomas Blackthorne<br />
Producer Post-production // Alfredo Beretta<br />
Editing // Massimo Magnetti<br />
Visual effects-3D // Andrea Vavassori + Andrea Zimbaro<br />
Colorist // Giorgia Meacci<br />
Stop motion animation // Alessio Fava + Beppe gallo + Matteo Lanfranchi<br />
Set designer //Cristian Chierici <a href="http://ccsettantanove.wordpress.com/" rel="nofollow" target="_blank">ccsettantanove.wordpress.com/</a><br />
Graphic designer // Lorenza Negri <a href="http://www.boombangdesign.com" rel="nofollow" target="_blank">boombangdesign.com</a><br />
Make up // Cristina Panata<br />
Film studios // Izen + Pietro Baroni Photographer + Studioneon<br />
Mockup printing // Grafix Milano <a href="http://www.grafixmilano.it" rel="nofollow" target="_blank">grafixmilano.it</a><br />
Communications strategy// Alessio Fava + Alice Avallone <a href="http://www.nastenka.it/" rel="nofollow" target="_blank">nastenka.it/</a><br />
Actors // Alex Cendron + Marta Mazzi + Matteo Lanfranchi + Anna Mykhaylenko + Fabrizio + Giulia Linguanti + Dario Lo Nardo<br />
Special thanks: Luciano Beretta, Gianfranco Negri, Rossella Fugazza, Ann Kroeber, Luigi Toscano, Barbara Alberghini, Grafix Milano, Enrico Bisi, Serivideo Torino, Jacopo Rondinelli, Pietro Baroni, Antonio Serra, Amos Caparrotta, Ivan Merlo, Parco delle Groane, Studio Neon, Philip Abussi, Francesca Cao, Ploonge</p>
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		<title>Le dimensioni dell&#8217;universo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 18:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bella e sorprendente applicazione che vi fa viaggiare dall&#8217;atomo di idrogeno (0.0000000000000017 metri o 1.7 x 10-15) fino alle dimensioni dell&#8217;intero universo osservabile (880,000,000,000,000,000,000,000,000 metri o 8.8 x 1026). L&#8217;originale è qui, dove potete anche scaricare un poster. Copyright 2012. Magnifying the Universe by Number Sleuth. Potrebbero interessarti anche: 20 anni di Hubble L'universo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella e sorprendente applicazione che vi fa viaggiare dall&#8217;atomo di idrogeno (0.0000000000000017 metri o 1.7 x 10<sup>-15</sup>) fino alle dimensioni dell&#8217;intero universo osservabile (880,000,000,000,000,000,000,000,000 metri o 8.8 x 10<sup>26</sup>).</p>
<p>L&#8217;originale <a href="http://www.numbersleuth.org/universe/" target="_blank">è qui</a>, dove potete anche scaricare un poster.</p>
<p><iframe src="http://www.numbersleuth.org/universe/magnify/" frameborder="0" scrolling="no" width="550" height="355"></iframe><br />
Copyright 2012. <a href="http://www.numbersleuth.org/universe/">Magnifying the Universe</a> by <a href="http://www.numbersleuth.org">Number Sleuth</a>.</p>
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		<title>Kenzo Electric Jungle</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 15:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>
		<category><![CDATA[Videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[Mat Maitland per Kenzo. Pop raffinato. Gustoso. Visibile in grandi dimensioni su Vimeo (anche su You Tube, ma io in genere preferisco Vimeo: i video sono meno oppressi dal contorno e più valorizzati. Anche la qualità video mi sembra migliore) Art Direction: Mat Maitland Direction: Smith &#38; Read / Mat Maitland Animation: Natalia Stuyk Production: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mat_Maitland" target="_blank">Mat Maitland</a> per <a href="https://www.kenzo.com/en/" target="_blank">Kenzo</a>. Pop raffinato. Gustoso.</p>
<p>Visibile in grandi dimensioni <a href="http://vimeo.com/59653641" target="_blank">su Vimeo</a> (anche <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vg4XjG_peXA" target="_blank">su You Tube</a>, ma io in genere preferisco Vimeo: i video sono meno oppressi dal contorno e più valorizzati. Anche la qualità video mi sembra migliore)</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/59653641?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;badge=0" frameborder="0" width="550" height="309"></iframe></p>
<p>Art Direction: Mat Maitland<br />
Direction: Smith &amp; Read / Mat Maitland<br />
Animation: Natalia Stuyk<br />
Production: Alastair Coe at Big Active<br />
Music: &#8216;Mädchen Amick&#8217; by Buffalo Tide</p>
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		<title>Sul nome B.a.c.h.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Mar 2013 23:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Classica]]></category>
		<category><![CDATA[bach]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è qualcuno a cui Dio deve qualcosa, è J. S. Bach Emil Cioran Si tratta di un film di Francesco Leprino che ricostruisce la vita e l&#8217;opera del vecchio Bach. Ecco la descrizione dell&#8217;autore: Sul nome B.a.c.h. è un film che si svolge su più piani strettamente interrelati e intercalati: il piano dell’esecuzione musicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Se c&#8217;è qualcuno a cui Dio deve qualcosa, è J. S. Bach<br />
Emil Cioran</p></blockquote>
<p>Si tratta di un film di Francesco Leprino che ricostruisce la vita e l&#8217;opera del vecchio Bach. Ecco la descrizione dell&#8217;autore:</p>
<blockquote><p><em>Sul nome B.a.c.h.</em> è un film che si svolge su più piani strettamente interrelati e intercalati: il piano dell’esecuzione musicale dell’Arte della Fuga con elaborazioni strumentali per diversi organici, il piano dell’esplorazione di tutti i luoghi bachiani, quello del racconto biografico, quello dell’analisi discorsiva dell’Arte della fuga raccontata a più voci fra i luoghi bachiani dagli stessi personaggi, quello delle interviste ai vari esperti sugli aspetti del fenomeno bachiano (biografico, numerico-pitagorico, logico-matematico, esoterico, spirituale, profano, umano…), quello di Bach stesso, che in livrea si aggira muto nei “suoi” luoghi e ci guarda, dal remoto passato e dal lontano futuro al tempo stesso (interpretato da Sandro Boccardi, emblematico personaggio che ha promosso la musica antica in Italia fondando l’ultra trentennale festival “Musica e Poesia a San Maurizio”) e a cui dà voce il più grande attore in lingua tedesca: Bruno Ganz. La voce guida è quella altrettanto celebre di Arnoldo Foà e Sonia Bergamasco, insieme ad altri valenti attori che “interpretano” i personaggi principali della vita di Bach: il figlio Carl Philip Emanuel, autore del necrologio, Forkel, primo biografo, Anna Magdalena, la devota consorte, i severi superiori… tutti personaggi che costituiscono i testimoni di ieri.</p>
<p>Testimoni di oggi sono invece i personaggi intervistati, fra i più autorevoli in campo bachiano: Enrico Baiano, eccellente clavicembalista, Alberto Basso, che ha scritto il monumentale Frau Musika, Hans Eberhard Dentler, musicista e studioso, che nel suo volume su l’Arte della fuga ne ha decodificato il livello pitagorico-numerico, Ton Koopman, massimo interprete e direttore specializzato nelle esecuzioni bachiane, Douglas Hofstadter, autore dell’originalissimo saggio Goedel, Escher e Bach e studioso di intelligenza artificiale, Piergiorgio Odifreddi, logico matematico che ha approfondito le relazioni con il linguaggio musicale, Quirino Principe, autorevole musicologo e germanista particolarmente sensibile agli aspetti esoterico-cabalistici, Don Luigi Garbini, responsabile per la musica della Curia di Milano, che ha scritto una pregevole Introduzione alla musica sacra, Benedetto Scimemi, musico-matematico che con le sue lezioni-concerto ha divulgato le complessità delle fughe bachiane, Matteo Messori, clavicembalista e studioso di Bach, che ha inciso l’Arte della fuga al clavicembalo, Luca Cori, compositore e studioso che ha approfondito le relazioni strutturali e simboliche dell’Arte della fuga, Salvatore Natoli, filosofo da sempre interessato alle relazioni fra filosofia e musica. Tutti nomi riuniti in un grande convegno internazionale virtuale che fa il punto sulla figura di Johann Sebastian Bach.<br />
Le elaborazioni strumentali, ad opera di due autorevoli compositori (Ruggero Laganà e Alessandro Solbiati), per quanto si mantengano fedeli alla scrittura bachiana (non aggiungendo né togliendo alcuna nota), sono volta a volta traduzioni ad hoc per il particolare organico, con un’opportuna assegnazione e circolazione delle voci, che ne mette in luce relazioni nascoste e virtuali, prendendo ad esempio la strumentazione del Ricercare a sei da “L’offerta musicale” di Anton Webern.<br />
Infine gli interpreti, oltre 50 musicisti che costituiscono un insieme unico di grandi solisti riuniti appositamente per l’esecuzione di un’opera.</p></blockquote>
<p>Puntualizzo che io non ho visto il film. Mi sono imbattuto nei vari frammenti posti su You Tube. Alcuni mi piacciono, altri meno. Nell&#8217;insieme, però, mi sembra un lavoro abbastanza interessante da segnalarlo.</p>
<p>Qui la <a href="http://www.gransole.net/video/bach.html" target="_blank">pagina originale</a> mentre <a href="http://www.youtube.com/playlist?list=PL596D8A29E614F943" target="_blank">a questo link</a> trovate la playlist su You Tube.</p>
<p>Intanto, eccovi il primo capitolo, con il primo Contrappunto dell&#8217;Arte della fuga eseguito con la glass-harmonica.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/qdN20a3kWvY" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Dati nel DNA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 01:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una notizia pubblicata sull&#8217;autorevole Nature del 23 Gennaio, che mi ha colpito (e colpito è dire poco). Alcuni ricercatori sono riusciti a codificare opportunamente 739 Kb di dati che risiedevano su un hard-disk, trasformarli in una sequenza di DNA e poi rileggerli senza nessun errore sequenziando la catena. Non è la prima volta che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/BinaryDNA.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3380" style="margin: 5px 20px; float: right;" title="BinaryDNA" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/BinaryDNA.jpg" alt="BinaryDNA" width="300" height="225" /></a>C&#8217;è una notizia pubblicata sull&#8217;autorevole <a href="http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature11875.html" target="_blank"><em>Nature</em> del 23 Gennaio</a>, che mi ha colpito (e colpito è dire poco).</p>
<p>Alcuni ricercatori sono riusciti a codificare opportunamente 739 Kb di dati che risiedevano su un hard-disk, trasformarli in una sequenza di DNA e poi rileggerli senza nessun errore sequenziando la catena.</p>
<p>Non è la prima volta che si fa, ma questo metodo è più efficiente, scalabile e assicura una accuratezza del 100%. I dati memorizzati comprendono una registrazione audio di Martin Luther King (il famoso <em>I have a dream</em>), il testo di 154 sonetti di Shakespeare e l&#8217;articolo originale di Watson e Crick in cui si descrive, per la prima volta, la struttura della doppia elica.</p>
<p>Dato che non sono un biologo, i dettagli vanno oltre le mie conoscenze (oltretutto, l&#8217;articolo è a pagamento e ne ho potuto leggere solo una parte). Quello che ho capito è che ogni possibile byte  (una sequenza di 8 bit che forma numeri da 0 a 255) è stato codificato in una sequenza di 5 basi del DNA per poi sintetizzare una catena di codice genetico formata da questa serie di bytes. Le basi del DNA sono A, C, G e T. Un byte come, ad esempio, 124 (01111100) è codificato come <em>TAGAT</em>.</p>
<p>Mettendo in fila i bytes così codificati si costruisce una catena della doppia elica, mentre l&#8217;altra è formata dalle basi complementari (le basi non legano liberamente: A può legare solo con T e G può legare solo con C).</p>
<p>Al di là dei dettagli tecnici, questo lavoro apre degli orizzonti difficilmente immaginabili. Innanzitutto sotto l&#8217;aspetto della capacità di memoria. Si stima che in un grammo di DNA si possa memorizzare il contenuto di più di un milione di CD, il corrisponde a circa 700 milioni di Megabytes, ovvero 700.000 Gb, ovvero 700 Tb. Il risultato è che l&#8217;intera conoscenza umana potrebbe essere memorizzata in qualche kilo di DNA. Inoltre, il DNA è durevole, molto più sicuro dei supporti attuali (da un po&#8217; di materia organica si estrae DNA che ha migliaia di anni).</p>
<p>Per ridere un po&#8217;, il DNA è organico: per una volta l&#8217;espressione <em>mi è morto l&#8217;hard-disk</em> cesserà di essere una metafora.</p>
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		<title>Plane Finder</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 00:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[mappa]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalato da Davide. Una mappa, aggiornata in tempo reale, con la posizione di tutti (??) gli aerei di linea attualmente in volo nel mondo intero. Si può cliccare l&#8217;icona dell&#8217;aereo per vedere i particolari del volo. Sapevo che mappe di questo tipo esistevano per le singole compagnie o per zone limitate, ma ignoravo l&#8217;esistenza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalato da Davide.</p>
<p>Una mappa, aggiornata in tempo reale, con la posizione di tutti (??) gli aerei di linea attualmente in volo nel mondo intero. Si può cliccare l&#8217;icona dell&#8217;aereo per vedere i particolari del volo.</p>
<p>Sapevo che mappe di questo tipo esistevano per le singole compagnie o per zone limitate, ma ignoravo l&#8217;esistenza di un aggregatore di questo genere. <a href="http://planefinder.net/" target="_blank">Si trova qui</a>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">UPDATE</span></p>
<p>Non sono mappati tutti i voli, ma solo quelli dotati di ADS-B data transmitter, tuttavia la maggior parte delle compagnie utilizza questo dispositivo che sta diventando obbligatorio per quasi tutti gli aerei di linea.</p>
<p>La mappa ha una serie di opzioni molto belle fra cui quella di mostrare l&#8217;immagine satellitare e di aggiungere lo strato di nuvole e il percorso dell&#8217;aereo.</p>
<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/planefinder.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3369" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="planefinder" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/planefinder.jpg" alt="Plane Finder" width="550" height="283" /></a></p>
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		<title>Stille Post</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[gioco]]></category>

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		<description><![CDATA[Stille post è un gioco tedesco che equivale al nostro telefono senza fili, che gli anglosassoni chiamano chinese wisphers. In pratica ognuno sussurra al seguente quello che ha capito della frase sussurrata dal precedente, in una catena che può alterarne sensibilmente il contenuto. Questo video è stato costruito in modo apparentemente analogo: ogni artista doveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stille post</em> è un gioco tedesco che equivale al nostro <em>telefono senza fili</em>, che gli anglosassoni chiamano <em>chinese wisphers</em>. In pratica ognuno sussurra al seguente quello che ha capito della frase sussurrata dal precedente, in una catena che può alterarne sensibilmente il contenuto.</p>
<p>Questo video è stato costruito in modo apparentemente analogo: ogni artista doveva creare un video di durata compresa fra 5 e 30 secondi, avente come tema il concetto di PAUSA, partendo dall&#8217;ultimo frame del video realizzato dall&#8217;artista precedente. Molto importante: ognuno non vedeva l&#8217;intero video precedente, ma riceveva solo l&#8217;ultimo frame.</p>
<p>Guardando il risultato si può notare come, nella maggior parte dei casi, il ricevente non si sia minimamente sforzato di sviluppare il contenuto del frame ricevuto, ma abbia cercato un modo elegante e rapido per disfarsene e piazzare la propria idea. Il che la dice lunga sull&#8217;attitudine collaborativa degli artisti in genere.</p>
<p>Ora non so se dirvi subito quando cambiano i video (la lista appare alla fine). Sappiate, però, che i contributi sono 13 e che due artisti non si sono adeguati alla durata massima prescritta (30&#8243;); uno ha sforato di soli 3&#8243;, ma un altro è andato oltre per ben 24&#8243;.</p>
<p>Ok, ecco il video. La lista dei punti di giunzione la metto dopo.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/57170587" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/57170587">Stille Post, collaborative project</a> from <a href="http://vimeo.com/built">BUILT. visual communication</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Project Management: BUILT.<br />
Motion Designer:<br />
<a data-time="0">00:00</a> Anja Mewes &#8211; skip1frame<br />
<a data-time="7">00:07</a> Tina Löwenstern<br />
<a data-time="33">00:33</a> Media Sound &amp; Pictures<br />
<a data-time="66">01:06</a> Jochen Braun<br />
<a data-time="120">02:00</a> Marcus Martinez<br />
<a data-time="135">02:15</a> Deborah Arp<br />
<a data-time="148">02:28</a> Eduard Lefter<br />
<a data-time="158">02:38</a> Dennis Herzog<br />
<a data-time="173">02:53</a> Kemane Ba<br />
<a data-time="178">02:58</a> Dino Muhic<br />
<a data-time="208">03:28</a> Jim Tabladillo<br />
<a data-time="228">03:48</a> Matthias Winckelmann<br />
<a data-time="250">04:10</a> BUILT.<br />
Audio montage: BUILT.</p>
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		<title>La più antica canzone del mondo&#8230; cantata!</title>
		<link>http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/3358</link>
		<comments>http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/3358#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 23:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[musicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con riferimento a questo post del 2006 (La più antica canzone del mondo), un attento lettore mi ha fatto notare come su You Tube, ne esistesse anche una versione interpretata. Ovviamente moderna, fatta da qualcuno che, basandosi sulla trascrizione di quella pagina, l&#8217;ha eseguita. Così possiamo avere un&#8217;idea più precisa di come una persona del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con riferimento a <a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/354" target="_blank">questo post del 2006 (La più antica canzone del mondo)</a>, un attento lettore mi ha fatto notare come su You Tube, ne esistesse anche una versione interpretata. Ovviamente moderna, fatta da qualcuno che, basandosi sulla trascrizione di quella pagina, l&#8217;ha eseguita.</p>
<p>Così possiamo avere un&#8217;idea più precisa di come una persona del nostro secolo la può cantare con la nostra prassi esecutiva e il nostro sistema temperato. Naturalmente questo ci dice ben poco su come suonasse in Mesopotamia nel 1400 A.C. perché la loro prassi esecutiva e il loro rapporto con la notazione ci sono del tutto sconosciuti.</p>
<p>Per chiarire, molte partiture che risalgono anche solo al barocco (1600 d.C., cioè 400 anni fa) ci appaiono costituite da una semplice sequenza di note, che, in esecuzione diventa quasi irriconoscibile perché infarcita di abbellimenti e note di passaggio che non venivano notate in quanto facevano parte della prassi esecutiva dell&#8217;epoca.</p>
<p>Altro esempio più pop: provate a trascrivere un solo di un chitarrista rock senza il bending (le corde tirate), le pennate, gli abbellimenti della mano sinistra e i leggeri ritardi e anticipi e verrà fuori tutt&#8217;altra cosa.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/7ZatnTPhYWc?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
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		<title>Stardust</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Feb 2013 22:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videoarte]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Stardust from PostPanic on Vimeo. PostPanic director Mischa Rozema&#8217;s new short film, Stardust, is a story about Voyager 1 (the unmanned spacecraft launched in 1977 to explore the outer solar system). The probe is the furthest man-made object from the sun and witnesses unimaginable beauty and destruction. The film was triggered by the death of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/58626695?badge=0" frameborder="0" width="500" height="183"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/58626695">Stardust</a> from <a href="http://vimeo.com/postpanic">PostPanic</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<div>
<div data-expand-tooltip="Click to expand description">
<p>PostPanic director Mischa Rozema&#8217;s new short film, Stardust, is a story about Voyager 1 (the unmanned spacecraft launched in 1977 to explore the outer solar system). The probe is the furthest man-made object from the sun and witnesses unimaginable beauty and destruction. The film was triggered by the death of Dutch graphic designer Arjan Groot, who died aged 39 on 16th July 2011 from cancer.</p>
<p>The entire team at PostPanic (the Amsterdam-based creative company) pushed themselves in their own creative post techniques to produce a primarily CG short film crafted with love.</p>
<p>The film&#8217;s story centers on the idea that in the grand scheme of the universe, nothing is ever wasted and it finds comfort in us all essentially being Stardust ourselves. Voyager represents the memories of our loved ones and lives that will never disappear.</p>
<p>From a creative standpoint, Rozema wanted to explore our preconceived perceptions of how the universe appears which are fed to us by existing imagery from sources such NASA or even sci-fi films. By creating a generated universe, Rozema was able to take his own &#8216;camera&#8217; to other angles and places within the cosmos.<br />
Objects and experiences we are visually familiar with are looked at from a different point of view. For example, standing on the surface of the sun looking upwards or witnessing the death and birth of a star  - not at all scientifically correct but instead a purely artistic interpretation of such events.</p>
<p>Rozema says, &#8216;I wanted to show the universe as a beautiful but also destructive place. It&#8217;s somewhere we all have to find our place within. As a director, making Stardust was a very personal experience but it&#8217;s not intended to be a personal film and I would want people to attach their own meanings to the film so that they can also find comfort based on their own histories and lives.&#8217;</p>
<p>Rozema turned to his regular audio partner, Guy Amitai, to create the music for the film. &#8216;I approached Guy to make the music because I trust him and knew he would instinctively understand what I wanted to communicate with this film.&#8217;  Their long-term collaboration over the years helped them explore different musical approaches before finally settling on a musical journey featuring analogue instruments. Amitai explains, &#8216;Once we started working on this project and I told people about Stardust and what Arjan meant to us all, the offers started pouring in. Musician friends and friends-of-friends all wanting to join in and record even the smallest parts. It was an incredibly emotional and personal journey for us all &#8211; not something you can professionally detach yourself from.&#8217;</p>
<p>Credits:</p>
<p>A PostPanic Production</p>
<p>Written &amp; directed by Mischa Rozema</p>
<p>Produced by Jules Tervoort</p>
<p>VFX Supervisor: Ivor Goldberg<br />
Associate VFX Supervisor: Chris Staves<br />
Senior digital artists: Matthijs Joor, Jeroen Aerts<br />
Digital artists: Marti Pujol, Silke Finger, Mariusz Kolodziejczak, Dieuwer Feldbrugge, Cara To, Jurriën Boogert<br />
Camera &amp; edit: Mischa Rozema<br />
Production: Ania Markham, Annejes van Liempd</p>
<p>Audio by Pivot Audio , Guy Amitai<br />
Featuring &#8220;Helio&#8221; by Ruben Samama</p>
<p>copyright 2013 Post Panic BV, All rights reserved</p>
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		<title>Carta stampata</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 22:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videoarte]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un&#8217;allegoria non tanto nascosta in questo T-Rex fatto di carta stampata che muore entrando in contatto con un nuovo medium. Un brevissimo (95&#8243;) corto di Ken Ottman che mostra una grande padronanza del mezzo e che potete vedere in più alta risoluzione qui. Potrebbero interessarti anche: Paper Light_Paper_Sound]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un&#8217;allegoria non tanto nascosta in questo T-Rex fatto di carta stampata che muore entrando in contatto con un nuovo medium.</p>
<p>Un brevissimo (95&#8243;) corto di <a href="http://www.kenottmann.com" target="_blank">Ken Ottman</a> che mostra una grande padronanza del mezzo e che potete vedere in più alta risoluzione <a href="http://www.kenottmann.com/2013/01/paper-age-animation/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/57175742?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=e2007a" frameborder="0" width="500" height="281"></iframe></p>
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		<title>Bowie 66</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 22:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>

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		<description><![CDATA[David Bowie compie 66 anni e li festeggia rilanciando il suo sito e riempiendolo di video che vanno dal 1972 ad oggi ripercorrendo 40 anni di intelligente carriera. Inoltre, dopo 10 anni di assenza, sta preparando il nuovo album The Next Day, atteso per Marzo, da cui è tratto il brano “Where Are We Now?&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>David Bowie compie 66 anni e li festeggia rilanciando <a href="http://www.davidbowie.com/" target="_blank">il suo sito</a> e riempiendolo di <a href="http://www.davidbowie.com/vision" target="_blank">video</a> che vanno dal 1972 ad oggi ripercorrendo 40 anni di intelligente carriera.</p>
<p>Inoltre, dopo 10 anni di assenza, sta preparando il nuovo album <em>The Next Day</em>, atteso per Marzo, da cui è tratto il brano <em>“Where Are We Now?&#8221;</em>, lanciato con questo video diretto da Tony Oursler, in cui il viso di Bowie, insieme a quello di una donna sconosciuta, spunta da uno schermo su cui scorrono immagini in bianco/nero di una Berlino anni &#8217;70, quasi da film di Wim Wenders.</p>
<p>Ricordi e nostalgia, anche nel testo:</p>
<blockquote><p>Prossimo alla fine<br />
Seduto alla discoteca Dschungel<br />
A Nurnberger Strasse<br />
Un uomo perduto nel tempo<br />
Vicino alla KaDeWe<br />
Semplicemente prossimo alla fine</p>
<p>Dove ci troviamo adesso?<br />
Dove ci troviamo adesso?<br />
Nel momento in cui sai<br />
Tu sai<br />
Tu sai</p>
<p>Finché ci sarà il sole<br />
Finché ci sarà la pioggia<br />
Finché ci sarà il fuoco<br />
Finché ci sarò io<br />
Finché ci sarai tu</p></blockquote>
<p>Gran classe, come (quasi) sempre&#8230;</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/QWtsV50_-p4?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>D&#8217;une rare Crudité</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 01:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[D&#8217;une rare Crudité (sottotitolo: Histoires douces et cruelles dans un étrange jardin) è il lavoro di diploma di Emilien Davaud &#8211; Jérémy Mougel &#8211; Marion Szymczak (musica di David De Salle). Si tratta di una breve opera di animazione che mostra dei frammenti di vita di strane piante in uno strano giardino, mentre il tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>D&#8217;une rare Crudité</em> (sottotitolo: <em>Histoires douces et cruelles dans un étrange jardin</em>) è il lavoro di diploma di Emilien Davaud &#8211; Jérémy Mougel &#8211; Marion Szymczak (musica di David De Salle).</p>
<p>Si tratta di una breve opera di animazione che mostra dei frammenti di vita di strane piante in uno strano giardino, mentre il tempo passa e scorrono le stagioni. Il tutto in una atmosfera surreale e un po&#8217; misteriosa.</p>
<p>Lo riporto anche qui, ma vi consiglio di <a href="http://vimeo.com/55903596" target="_blank">vederlo a risoluzione migliore su Vimeo</a>.</p>
<p>Altri lavori dello <a href="http://vimeo.com/emiliendavaud" target="_blank">stesso autore qui</a>.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/55903596" frameborder="0" width="550" height="309"></iframe></p>
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		<title>Fondere due canzoni</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 22:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pop]]></category>
		<category><![CDATA[beatles]]></category>

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		<description><![CDATA[Whole Lotta Love &#8211; Helter Skelter, by Soundhog John Barleycorn must die &#8211; Ramble On, by Soundhog Potrebbero interessarti anche: Beyond The Valley Of A Day In The Life]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Whole Lotta Love &#8211; Helter Skelter, by <a href="http://soundhog.blogspot.it/" target="_blank">Soundhog</a></p>
<p><iframe width="90%" height="166" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F39920118"></iframe></p>
<p>John Barleycorn must die &#8211; Ramble On, by <a href="http://soundhog.blogspot.it/" target="_blank">Soundhog</a></p>
<p><iframe src="https://w.soundcloud.com/player/?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F39461977&amp;show_artwork=false" frameborder="no" scrolling="no" width="90%" height="166"></iframe></p>
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		<title>Unidisplay</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jan 2013 22:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Installazione]]></category>
		<category><![CDATA[Multimedia]]></category>
		<category><![CDATA[alva_noto]]></category>

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		<description><![CDATA[Unidisplay, installazione audio &#8211; video di Carsten Nicolai, altrimenti noto come Alva Noto (scusate il bisticcio) all&#8217;Hangar Bicocca (Via Chiese, 2, 20126, Milano), è stata prorogata fino a Domenica 6 Gennaio. Resta solo qualche giorno per vedere questo lavoro che riunisce in sé i temi più importanti del lavoro di Nicolai: la capacità di rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.hangarbicocca.org/mostre/carsten-nicolai/" target="_blank">Unidisplay</a>, installazione audio &#8211; video di Carsten Nicolai, altrimenti noto come Alva Noto (scusate il bisticcio) all&#8217;Hangar Bicocca (Via Chiese, 2, 20126, Milano), è stata prorogata fino a Domenica 6 Gennaio.</p>
<p>Resta solo qualche giorno per vedere questo lavoro che</p>
<blockquote><p><em></em>riunisce in sé i temi più importanti del lavoro di Nicolai: la capacità di rendere percepibile il suono in modo ottico; l&#8217;estetica minimale che si traduce nell’uso monotonale del colore (variazioni sul bianco e nero) e delle sonorità; la propensione verso l&#8217;astrazione e quella verso l&#8217;infinito.</p></blockquote>
<p>In questo video, sottotitolato in italiano, lo stesso Nicolai spiega Unidisplay e se ne possono vedere anche alcuni frammenti. Qui si possono leggere <a href="http://www.hangarbicocca.org/assets/Uploads/mostre/allegati/Approfondimento-Carsten-Nicolai.pdf">alcune note sull&#8217;opera</a>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Vh3jN3GwGcc?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>L&#8217;arte della Terra</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 17:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Pianeta]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Trovo che le foto aree abbiano una loro particolare bellezza. In immagini come questa il suolo diventa pura forma e colore, quasi un&#8217;opera astratta i cui tratti non sono mai banali o ripetitivi, ma sempre diversi pur restando simili. Quella che vedete è la Struttura di Richat, conosciuta anche come Occhio del Sahara o Guelb [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/richat.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3313" style="margin-left: 20px; margin-right: 20px; float: right;" title="Richat Structure" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/richat.jpg" alt="Richat Structure" width="400" height="251" /></a>Trovo che le foto aree abbiano una loro particolare bellezza. In immagini come questa il suolo diventa pura forma e colore, quasi un&#8217;opera astratta i cui tratti non sono mai banali o ripetitivi, ma sempre diversi pur restando simili.</p>
<p>Quella che vedete è la Struttura di Richat, conosciuta anche come Occhio del Sahara o Guelb er Richat. Si trova in Mauritania, in una parte di deserto sahariano altrimenti vuota. Ha un diametro di più di 40 km e si ritiete sia un formazione geologica risalente al paleozoico (click per ingrandire).</p>
<p>Per la fine del 2012 la NASA ci regala <em>The Earth as Art</em>, un libro con 75 immagini riprese da satellite liberamente distribuito e <a href="http://www.nasa.gov/pdf/703154main_earth_art-ebook.pdf">scaricabile qui in pdf</a>.</p>
<p>Per l&#8217;iPad, inoltre, è disponibile <a href="https://itunes.apple.com/us/app/nasa-earth-as-art/id577527077?mt=8" target="_blank">questa App gratuita</a> con lo stesso contenuto.</p>
<p>Per gli amanti del genere segnalo anche il sito <a href="http://eol.jsc.nasa.gov/" target="_blank">The Gateway to Astronaut Photography</a> che, semplicemente “hosts the best and most complete online collection of astronaut photographs of the Earth”.</p>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2012 21:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Strumentale]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;ma non per sfizio o per una qualche sfida artistica, ma proprio perché questi non possono fare altro. E non si tratta di strumenti etnici, ma di strumenti della tradizione occidentale che quindi si misurano con il suono di quelli costruiti da fior di liutai. A sentire il violoncello che ha come cassa armonica un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ma non per sfizio o per una qualche sfida artistica, ma proprio perché questi non possono fare altro.</p>
<p>E non si tratta di strumenti etnici, ma di strumenti della tradizione occidentale che quindi si misurano con il suono di quelli costruiti da fior di liutai. A sentire il violoncello che ha come cassa armonica un bidone, il risultato mi sembra fin troppo buono.</p>
<p>Il video è visibile in qualità migliore <a href="http://vimeo.com/52711779" target="_blank">qui su Vimeo</a> e <a href="http://youtu.be/fXynrsrTKbI" target="_blank">qui su You Tube</a>.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fXynrsrTKbI?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>Voyage</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 00:55:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Installazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa immagine fotografa una installazione creata da Aether &#38; Hemera (architect Claudio Benghi and lighting artist Gloria Ronchi) a Canary Wharf (Londra). Le barchette che vedete non sono di carta, ma di polipropilene, materiale non tossico e riciclabile. Sono collegate fra loro tramite un cavo elettrico subacqueo con dei pesi che le tengono in posizione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/AetherAndHemera_Voyage0.jpg" target="_blank"><img style="margin-left: 20px; margin-right: 20px; float: right;" title="AetherAndHemera_Voyage0" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/AetherAndHemera_Voyage0.jpg" alt="" width="300" height="392" /></a>Questa immagine fotografa una installazione creata da <a href="http://www.aether-hemera.com" target="_blank">Aether &amp; Hemera</a> (architect Claudio Benghi and lighting artist Gloria Ronchi) a <a href="http://www.canarywharf.com/visitus/Public--Art/Events/Winter-Lights/" target="_blank">Canary Wharf</a> (Londra).</p>
<p>Le barchette che vedete non sono di carta, ma di polipropilene, materiale non tossico e riciclabile. Sono collegate fra loro tramite un cavo elettrico subacqueo con dei pesi che le tengono in posizione. Ogni barca è dotata di un led di colore variabile, individualmente indirizzabile e programmabile, il che significa che l&#8217;intera flotta si comporta come una matrice luminosa che può essere configurata per creare effetti luminosi, pattern geometrici, onde di colore in movimento.</p>
<p>Le barche sono connesse a formare una rete wireless che consente ai passanti di interagire con la flotta via cellulare modificando colori e pattern.</p>
<p>Per maggiori particolari e immagini, <a href="http://www.aether-hemera.com/Blog/2012/12/19?Id=Voyage__a_journey_into_imagination" target="_blank">vedi questo sito</a>.</p>
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		<title>Miles in Europe, 1967-69</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 20:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[miles_davis]]></category>

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		<description><![CDATA[Miles Davis filmato live a Stoccolma e Karlsruhe nel 1967 con il suo leggendario quintetto (Davis, Shorter, Hancock, Carter, Williams) in due concerti per un totale di circa un&#8217;ora. Si può vedere con risoluzione migliore e anche scaricare su Vimeo. Poi, però, ci si imbatte in quest&#8217;altro video girato a Copenaghen nel 1969 con Shorter, Corea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Miles Davis filmato live a Stoccolma e Karlsruhe nel 1967 con il suo leggendario quintetto (Davis, Shorter, Hancock, Carter, Williams) in due concerti per un totale di circa un&#8217;ora.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/11755162?badge=0" frameborder="0" width="550" height="413"></iframe></p>
<p>Si può vedere con risoluzione migliore e anche scaricare <a href="http://vimeo.com/11755162" target="_blank">su Vimeo</a>.</p>
<p>Poi, però, ci si imbatte in <a href="http://vimeo.com/11753287" target="_blank">quest&#8217;altro video</a> girato a Copenaghen nel 1969 con Shorter, Corea, Holland e DeJohnette ed è incredibile sentire come tutto sia cambiato in soli due anni.</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/11753287?portrait=0&amp;badge=0" frameborder="0" width="550" height="413"></iframe></p>
<p>In mezzo ci sono <em>In a Silent Way</em> e <em>Bitches</em> Brew.</p>
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		<title>cheFare</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Dec 2012 19:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multimedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro sito a cui dare più di un&#8217;occhiata è questo cheFare (premio per la cultura, 100.000 euro) che propone 32 progetti culturali da votare. Tra il 24 settembre ed il 3 novembre 2012 cheFare ha raccolto con un bando oltre 500 progetti di innovazione culturale che sono stati analizzati da un team di esperti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.che-fare.com" target="_blank"><img class="alignnone" style="margin: 10px 20px; float: right;" title="logo" src="http://www.che-fare.com/sites/all/themes/chefare/logo.png" alt="logo" width="241" height="90" /></a>Un altro sito a cui dare più di un&#8217;occhiata è questo <a href="http://www.che-fare.com" target="_blank">cheFare (premio per la cultura, 100.000 euro)</a> che propone 32 progetti culturali da votare.</p>
<blockquote><p>Tra il 24 settembre ed il 3 novembre 2012 cheFare ha raccolto con un bando oltre 500 progetti di innovazione culturale che sono stati analizzati da un team di esperti per far emergere quelli che meglio rispondono alle caratteristiche ricercate: collaborazione e co-produzione; innovazione; scalabilità e riproducibilità; sostenibilità economica nel tempo; equità economica e contrattuale; impatto sociale positivo; tecnologie opensource e impiego di licenze Creative Commons; capacità di comunicazione.</p>
<p>I progetti selezionati sono ora su questo sito per essere votati dal pubblico &#8211; fino al 13 gennaio 2013. Gli utenti hanno anche la possibilità di finanziare i progetti preferiti, sostenendoli tramite crowdfunding con Eppela, mentre i proponenti hanno modo di auto-narrarsi attraverso l’uso della piattaforma per l’informazione partecipativa Timu. I primi cinque classificati saranno valutati da una giuria, composta da personalità del mondo della cultura, che eleggerà il vincitore il 29 gennaio 2013.</p></blockquote>
<p>Uno vince e becca il premio, ma in questo modo si offre visibilità anche agli altri 31.</p>
<p>Unico neo, almeno secondo me, è che, per votare con una certa consapevolezza, bisognerebbe viverli questi progetti, se non altro per vedere quanto la realizzazione corrisponde all&#8217;idea e come funziona il progetto una volta implementato.</p>
<p>Comunque, ben vengano iniziative del genere.</p>
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		<title>100.000 stelle</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 02:11:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Se avete una connessione passabile e un computer decente, date un&#8217;occhiata a questo. È una mappa della nostra galassia, navigabile e ingrandibile via mouse e barra laterale, fatta da qualcuno di Google. Inoltre, un centinaio di stelle (quelle in cui, a sufficiente ingrandimento, appaiono i nomi) sono cliccabili e visitabili singolarmente. NB: sul sito si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete una connessione passabile e un computer decente, <a href="http://workshop.chromeexperiments.com/stars/" target="_blank">date un&#8217;occhiata a questo</a>.</p>
<p>È una mappa della nostra galassia, navigabile e ingrandibile via mouse e barra laterale, fatta da qualcuno di Google. Inoltre, un centinaio di stelle (quelle in cui, a sufficiente ingrandimento, appaiono i nomi) sono cliccabili e visitabili singolarmente.</p>
<p><strong>NB</strong>: sul sito si dice che <span style="text-decoration: underline;"><strong>funziona solo con Chrome</strong>.</span> Da me, su Linux, va anche con Firefox, ma mi dicono che in windows non è così.</p>
<p><strong>UPDATE</strong>: ho provato con Chrome: qui su Linux, rispetto a Firefox ci sono alcuni effetti in più, che però vogliono più processore e mi mandano la scheda grafica a una temperatura atta a cuocere le uova.</p>
<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/Screenshot-from-2012-11-22-030707.png"><img title="Screenshot from 2012-11-22 03:07:07" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/Screenshot-from-2012-11-22-030707.png" alt="Screenshot from 2012-11-22 03:07:07" width="550" height="354" /></a></p>
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		<title>Primarie centro-sinistra: risposte sulla scienza</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 01:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione delle primarie del centro-sinistra, il gruppo Facebook &#8220;Dibattito Scienza&#8221; ha posto sei domande ai candidati. Le domande sono: Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani? Quali misure adotterà per la messa in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione delle primarie del centro-sinistra, il gruppo Facebook &#8220;<a href="http://www.facebook.com/groups/443640142366700/">Dibattito Scienza</a>&#8221; ha posto sei domande ai candidati.</p>
<p>Le domande sono:</p>
<ol>
<li>Quali politiche intende perseguire per il rilancio della ricerca in Italia, sia di base sia applicata, e quali provvedimenti concreti intende promuovere a favore dei ricercatori più giovani?</li>
<li>Quali misure adotterà per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico?</li>
<li>Qual è la sua posizione sul cambiamento climatico e quali politiche energetiche si propone di mettere in campo?</li>
<li>Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?</li>
<li>Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di OGM e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi OGM?</li>
<li>Qual è la sua posizione in merito alle medicine alternative, in particolare per quel che riguarda il rimborso di queste terapie da parte del SSN?</li>
</ol>
<p>Le risposte dei cinque candidati sono pubblicate <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/11/15/news/domande_candidati_primarie_pd_politiche_ricerca-1369318/" target="_blank">sul sito de Le Scienze</a>.</p>
<p>Non esprimo nessuna opinione personale, dato che devo ancora leggerle anch&#8217;io perché in questo mese sono ingolfato dalla partenza dell&#8217;anno accademico, visto che mi ritrovo a gestire il triennio di Musica Elettronica, alcuni studenti rimasti al corso tradizionale di Musica Elettronica, il Biennio di Musica e Nuove Tecnologie, i corsi di Informatica Musicale per tutti gli altri trienni più varie attività personali.</p>
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		<title>Curiosity: una scoperta da libri di storia?</title>
		<link>http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/3235</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Nov 2012 01:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Da ieri c&#8217;è un po&#8217; di agitazione nel mondo scientifico perché John Grotzinger, il direttore della missione di Curiosity (uno dei nostri eroici robottini su Marte), in una intervista a NPR ha annunciato una possibile scoperta che, a suo dire, potrebbe finire sui libri di storia (&#8220;This data is gonna be one for the history [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/707869main_pia16447-full_full.jpg"><img class=" wp-image-3237 alignright" style="margin: 5px 20px; float: right;" title="Curiosity" src="http://www.maurograziani.org/wordpress/wp-content/707869main_pia16447-full_full.jpg" alt="Curiosity" width="300" height="300" /></a>Da ieri c&#8217;è un po&#8217; di agitazione nel mondo scientifico perché John Grotzinger, il direttore della missione di Curiosity (uno dei nostri eroici robottini su Marte), in una <a href="http://www.npr.org/2012/11/20/165513016/big-news-from-mars-rover-scientists-mum-for-now" target="_blank">intervista a NPR</a> ha annunciato una possibile scoperta che, a suo dire, potrebbe finire sui libri di storia (&#8220;This data is gonna be one for the history books. It&#8217;s looking really good&#8221;), aggiungendo, però, che saranno necessari vari giorni per effettuare verifiche.</p>
<p>Ha aggiunto che questi dati vengono dal SAM (Sample Analysis at Mars) che è uno strumento dotato di serie di tool in grado di prendere campioni del suolo, vaporizzarli e analizzarli cercando tracce di ossigeno, nitrogeni, carbone e altri elementi tipicamente associati alla vita. Di conseguenza tutti sperano che Curiosity abbia finalmente trovato una traccia di vita organica sul suolo di Marte.</p>
<p>Speriamo solo che la NASA non stia esagerando nel creare aspettative, come già accaduto in passato. La mia impressione è che ci vorrà più di &#8220;qualche giorno&#8221; per un annuncio definitivo, ciò nonostante spero che si sbrighino.</p>
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<li><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/1072">Fa freddo su Marte</a></li>
<li><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/1055">Phoenix 2</a></li>
<li><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/1052">Phoenix Mars Lander</a></li>
<li><a href="http://www.maurograziani.org/wordpress/archives/228">La guerra dei mondi (quella vera)</a></li>
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		<title>RIP Elliott Carter</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 03:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro Graziani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumentale]]></category>
		<category><![CDATA[carter]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando un compositore ci lascia a 103 anni continuando a lavorare fino a pochi mesi dalla morte (la sua ultima composizione è datata 2012), dopo aver composto per più di 80 anni (il primo brano comunemente ricordato, un lieder, è del 1928 e sicuramente non è il primo) non è il caso di essere tristi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un compositore ci lascia a 103 anni continuando a lavorare fino a pochi mesi dalla morte (la sua ultima composizione è datata 2012), dopo aver composto per più di 80 anni (il primo brano comunemente ricordato, un lieder, è del 1928 e sicuramente non è il primo) non è il caso di essere tristi. Sono sicuro che quasi tutti ci metteremmo la firma.</p>
<p>Elliott Carter (1908 &#8211; 2012) era l&#8217;ultimo dei grandi C della musica americana del 900, gli altri essendo Aaron Copland (1900 &#8211; 1990), Henry Cowell (1897 &#8211; 1965) e John Cage (1912 &#8211; 1992), contemporanei e tutti molto importanti nel panorama della musica del &#8217;900.</p>
<p>Carter, nella sua lunga carriera, è stato capace di rinnovarsi. Dopo una fase iniziale neoclassica, influenzata da Stravinsky, Harris, Copland, e Hindemith, si è dato all&#8217;atonalità negli anni &#8217;50, pur senza mai accogliere il serialismo. Ha invece sviluppato in modo indipendente una tecnica compositiva basata sulla catalogazione di tutti i possibili gruppi di altezze, ovvero degli accordi di 3 note, di 4, di 5, di 6 note, etc, basando, poi, le proprie composizioni su questi insiemi. Per esempio, il Concerto per Piano del 1964-65 deriva le proprie altezze dall&#8217;insieme degli accordi di 3 note, il Quartetto del 1971 è costruito su accordi di 4 note, la Sinfonia di Tre Orchestre, che qui ascoltiamo, si basa su accordi di 6 note e così via. Tipicamente, ad ogni sezione strumentale viene assegnato un insieme di altezze in una stratificazione del materiale.</p>
<p>In Carter, il concetto di stratificazione informa anche la gestione del ritmo: ogni voce strumentale ha un proprio insieme di tempi realizzando, così, una poliritmia strutturale.</p>
<p>Il titolo di questo brano del 1976, Sinfonia <em>di</em> Tre Orchestre e non <em>per</em> Tre Orchestre, deriva proprio dal fatto che, sebbene il brano sia diviso in 4 movimenti di carattere diverso, come è tradizione, ciascun movimento è formato da tre movimenti parzialmente sovrapposti, uno per ciascuna orchestra.</p>
<p>Inoltre, la composizione strumentale delle tre orchestre è fortemente differenziata: in pratica si tratta di una sola orchestra divisa in tre gruppi. La prima è formata da ottoni, archi e timpani; la seconda da clarinetti, piano, vibrafono, chimes, marimba, primi violini, contrabbassi e violoncelli; la terza da flauti, oboi, fagotti, corni, secondi violini, viole, contrabbassi e percussioni non intonate.</p>
<p>Boulez dirige la New York Philarmonic.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/sEbIXsMqlM4?rel=0" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
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