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Pubblicato il: 25 October 2017

Nel 2002 il compositore scandinavo Leif Inge ha realizzato digitalmente una espansione temporale della Nona Sinfonia di Beethoven portandola alla durata di 24 ore, senza distorsioni o variazioni di altezza. Considerando che la durata normale della Nona si aggira intorno ai 67 minuti (ma dipende dal direttore: può anche superare i 70′ e arrivare fino a 77’16″ nella versione di Kubelik del ’74), si tratta di una espansione di circa 21.5 volte.

Il titolo del brano così ottenuto è 9 Beet Stretch e suona come un continuum sonoro in lenta evoluzione, ma non così lenta da non permettere di percepire cambiamenti in tempi ragionevoli (qualche minuto al massimo, ma generalmente in tempi più brevi). Ovviamente, con questi tempi, la melodia si perde completamente e il tutto si trasforma in una sequenza di accordi, ma è interessante notare come il senso drammatico dell’armonia in gran parte rimanga.

Gli attacchi delle note sono tutti molto graduali perché non si tratta di una esecuzione rallentata, ma di uno stretching del segnale audio, quindi un attacco che in originale dura 1/10 di secondo, nella versione espansa dura 2.15 secondi. La versione utilizzata è una registrazione Naxos diretta da Béla Drahos con la Nicolaus Esterházy Sinfonia e Coro (Naxos 8.553478).

Lo stream si può ascoltare via internet dal sito di riferimento avviando il player in alto a destra. La trasmissione inizia all’ora in cui il sole tramonta a Vienna il 26 Marzo (le 18:16 CET), giorno e ora della morte di Beethoven, e continua 24/7. Di conseguenza, nelle giornate di ora solare, i quattro movimenti hanno i seguenti tempi di inizio (CET = central europe time, cioè il nostro fuso orario)

  • CET 18:16 movement 1 – duration 5½ hours
  • CET 23:43 movement 2 – duration 5 hours
  • CET 04:48 movement 3 – duration 5 hours
  • CET 09:24 movement 4 – duration 8½ hours

Nel periodo di ora legale, dovete aggiungere un’ora.

Sito di riferimento: the 9 Beet Stretch site

Reverberation as music

Categorie: Architettura, Audio, Italia
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Pubblicato il: 23 October 2017

Un cantante all’interno del Battistero di S. Giovanni a Pisa, in Piazza dei Miracoli (quella della famose torre) utilizza le qualità acustiche del luogo per trasformare una melodia monofonica in armonia.

Il Battistero ha un riverbero di circa 15 secondi che fa risuonare ogni nota per un tempo sufficiente ad sovrapporne altre. In tal modo il riverbero assume un significato strutturale nella composizione. Ovviamente questo è solo una dimostrazione dell’acustica del Battistero, ma, come potrete sentire seguendo i link ai post collegati sotto a “potrebbero interessarti anche…), a volte vengono scritti dei brani per sfruttare le qualità di certe architetture.

Un brano scritto proprio per il Battistero di Pisa è Voci della Terra e del Cielo di Ian Costabile che si può ascoltare su You Tube. Esiste anche un brano elettroacustico progettato per il Battistero: SiderisVox di Leonardo Tarabella, eseguito nel 2006. Ne trovate testimonianza qui. Purtroppo non sono riuscito a trovare un estratto audio.

Alcune precisazioni sulle note al video: il turista pensa che quel cantante sia entrato per caso, ma non sa che queste dimostrazioni sono frequenti. In certi periodi dell’anno se ne fa una ogni mezz’ora (nelle pagina di questo video, su You Tube ne trovate parecchie). Inoltre chiama l’effetto “eco”, quando ovviamente si tratta di riverbero.

Aggiornamento Corso di Acustica

Categorie: Audio
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Pubblicato il: 22 October 2017

Per tutti gli utenti del mio Corso di Acustica per Musicisti:

ho aggiornato la sezione dedicata al timbro inserendo sonogrammi che mostrano l’evoluzione temporale degli spettri degli strumenti che prima erano analizzati solo in modo statico.

Niente di trascendentale per quelli che sanno già queste cose, ma utile per gli studenti e i docenti che lo usano. Inoltre ho sistemato i link nella pagina di partenza (alcuni puntavano a cose che non esistono più).

La versione attuale è la 1.02

MG Blog is back!

Categorie: Blog
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Pubblicato il: 18 October 2017

Hi,

dopo due anni di pausa il MG Blog è tornato, o, meglio, io sono tornato ad occuparmene. Non su base giornaliera come anni fa (ed è stato proprio quell’impegno a mandarmi in crisi dopo 10 anni di post), ma almeno su base settimanale. Il conservatorio qualche intervallo me lo lascia, ma il merito maggiore della riapertura del blog va alla massa di venditori ambulanti che ormai ha invaso internet rendendolo quasi invivibile.

Anni fa internet era come un bosco incolto in cui bastava guardarsi intorno con un po’ di attenzione e non si faceva fatica a trovare qualcosa di interessante. Adesso è un giardino sempre più curato, ma pieno di schermi pubblicitari, gente che ti chiede una sigaretta e altra gente che cerca di fregarti il portafoglio. Le cose interessanti ci sono ancora, ma bisogna fare una strage a colpi di motosega, lanciafiamme e spray urticanti per arrivarci.

Grazie a tutti coloro che verranno a visitarci.

Suguru Goto in Tokyo 2016

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Pubblicato il: 18 October 2017

Una testimonianza dal tour giapponese di Suguru Goto del 2016. Il video, ripreso a Tokyo, è un collage di tre brani con musica di Suguru Goto, mentre la parte grafica è stata curata da tre diversi artisti, Patrick Defasten, Lucio Arese e Antoine Schmitt.

I brani sono:

  • Body Jack, Suguru Goto music, Patrick Defasten graphics
  • CsO, Suguru Goto music, Antoine Schmitt graphics
  • Continuum, Suguru Goto music, Lucio Arese graphics

Come al solito mancano info dettagliate, ma si vede che tutti i brani potrebbero essere generati con uno dei classici software che accoppiano audio e video, come Max/Jitter o PD/GEM. O, almeno, volendo fare una cosa di questo tipo, userei uno di questi oppure metterei in comunicazione Max/PD e Processing. Tuttavia qui, trattandosi di collaborazioni live (a tratti si vede che ci sono due esecutori), è anche possibile che uno generi il suono e l’altro la grafica in modo indipendente (cioè senza comunicazione fra i due software), interagendo esattamente come due normali esecutori.

Nei primi due brani la parte grafica è totalmente generata dal computer. Quella del secondo si basa sulle particles e sa molto di Jitter. Tecnicamente, fra i primi due, sembra il più semplice da realizzare (NB: non voglio dire che sia un difetto, anzi. Il risultato è molto accattivante).

Il primo, invece, esibisce una notevole quantità di oggetti riuniti in una configurazione toroidale, che poi esplodono in altre forme. Le rotazioni non sono un problema perché non sono gli oggetti a muoversi, ma la telecamera virtuale (il “punto di vista”). Però la quantità di oggetti e la loro disposizione suggerisce qualche tipo di software specializzato.

Nel terzo, invece, si vedono muoversi delle forme quasi organiche, che ricordano le meduse ed è più difficile capire se abbiamo a che fare con una grafica totalmente computerizzata o con l’elaborazione di una qualche ripresa.

Show on Vimeo

Suguru Goto web site

14&15 Mobile Photographers

Categorie: Fotografia
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Pubblicato il: 14 December 2015

14&15 Mobile Photographers is the first international showcase dedicated exclusively to mobile photographers and to their work. We are driven by a great curiosity to explore the new frontiers of digital photography, the mobile photography. For this reason, in 2015 we launched this platform, with the aim of promoting this sector of photography which is growing fast worldwide. We believe that the smartphone is only a tool to take pictures and does not represent anything more than an easy and fast camera. But this smart tool is always with us, ready to record our life in every moment.

1415_1 iPhone with Hipstamatic appPhoto by Scott Strazzante
1415_3 1415_4

Site link

Removed

Categorie: Fotografia, Società
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Pubblicato il: 2 December 2015

Non stanno giocando a carte. Removed è un progetto del fotografo americano Eric Pickersgill in cui la pervasività del cellulare si evidenzia attraverso la sua assenza. Normalissime immagini di un quotidiano in cui l’oggetto centrale, quello su cui si fissa l’attenzione di tutti, è rimosso e in questo modo la scena appare in tutta la sua assurdità.

Lo stesso Pickersgill commenta

La famiglia che siede accanto a me nel caffé Illium a Troy, NY, è così scollegata. Non si parla molto. Il padre e le due figlie guardano i loro cellulari. La mamma non ne ha uno o sceglie di non usarlo. Fissa fuori dalla finestra, triste e sola, in compagnia della sua famiglia. Papà guarda gli altri ogni tanto per annunciare qualche oscuro pezzo di informazioni trovato on-line. Per due volte parla di un grosso pesce che è stato catturato. Nessuno risponde. Sono addolorato nel vedere una tecnologia creata per l’interazione usata per non interagire. Una cosa del genere non è mai accaduta prima e dubito che abbiamo scalfito la superficie dell’impatto sociale di questa nuova esperienza. Adesso anche la mamma ha tirato fuori il suo telefono…
[trad. mia]

Il sito del progetto Removed è qui, con molte altre immagini.

La tecnologia ha sempre inciso profondamente sulla vita delle persone e sui rapporti sociali. Basti pensare al frigorifero, all’automobile, alla televisione. Ma mai come oggi ci siamo trovati di fronte a qualcosa che incide così duramente sulla comunicazione. È interessante notare come, a causa del (o grazie al) cellulare, le persone non si trovino mentalmente nel luogo in cui sono fisicamente. Ora, è normale che questo accada in certe situazioni. Io passo circa 5/6 ore alla settimana in treno ed è ovvio che, in questo caso, la gente impieghi il tempo leggendo qualcosa, lavorando o, al limite, dormendo, ma con il cellulare, questo accade sempre. Vedo gente che sale in autobus digitando o parlando; continua per tutto il tragitto e prosegue anche quando scende. Si parla o si digita anche mentre si cammina per strada e mentre si guida.

Quello che accade è che questo oggetto e in ultima analisi, internet, ci inseriscono in un flusso continuo di comunicazione che ci astrae dal “qui e ora” inserendoci in una chat room virtuale permanente. E la tecnologia va in questa direzione sviluppando oggetti che tendono a incorporare il flusso direttamente nel nostro corpo, come i google glass, ovvero la realtà aumentata che, se da un lato è molto comoda quando sto cercando un certo negozio in una zona poco conosciuta della città, alla fine ci costringerà ad avere sempre un cellulare acceso davanti agli occhi. E, come alcuni di voi avranno sperimentato, è inutile dire che basta lasciarlo spento o non averlo. Presto sarà praticamente obbligatorio, così come è diventata letteralmente obbligatoria una connessione internet.

L’effetto mi sembra quello di annullare qualsiasi possibilità di restare soli con sé stessi, che invece è una condizione che mi piace. E mi sconvolge il fatto che sembra far paura alla maggior parte della gente…

Hello

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Pubblicato il: 26 November 2015

Hello, by Alexander Schubert
(2014) For {any number of} instruments, live-electronics and video

Excerpts from composer’s notes:

The piece is audio-visual. It’s basically a video that is accompanied by the instruments. The video consists of video recordings of the composer performing certain actions / gestures. These gestures are notated in the score as well and need to be interpreted by the musicians (as musical events – not as theatrical actions / physical movement – the idea is to find corresponding or contrasting music events for the given gestures).

The piece is really based on the video and the electronics in the tape, meaning that in the rehearsal progress, rather use the video as an orientation and not the only the score. The score is a tool to make it easier to play along with the video, but eventually the video is the real score.

The piece can be played more or less by any combination of instruments. It is advised to have at least four players, one of which is a piano/guitar/accordion or similar to play chords. Also a percussionist should be included. For combinations that do not fall into this description please contact the composer to check.

You are invited to use other small instruments or props other than those found in your ensemble. For example toy instruments, everyday household tools or found objects. Chose these instruments in order to fit a given video gesture you want to accompany.

More info here and here.

 

Venus & Jupiter

Categorie: Strumentale
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Pubblicato il: 26 October 2015

Either/Or: Elliott Sharp – Venus & Jupiter (premiere)

(perché in questo periodo mi alzo all’alba e vedo sempre Venere e Giove vicini nel cielo)

Richard Carrick – piano, Stephanie Griffin – viola, Margaret Lancaster – alto flute, Chris McIntyre – trombone, Josh Rubin – bass clarinet, David Shively – percussion, Alex Waterman – cello with Elliott Sharp – electro-acoustic guitar

Atomic Ruin

Categorie: Architettura
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Pubblicato il: 17 October 2015

Un timelapse ben fatto, ma soprattutto diverso dai soliti bei paesaggi: una centrale atomica mai terminata nelle vicinanze di Washington. Un luogo che colpisce per il suo apparire quasi alieno.

Unico appunto (come al solito) la musica (tratta dal film Inception) che, nella parte centrale diventa invadente, mentre, per i timelapse, se proprio non si può evitare la tonalità, preferirei qualcosa di molto più discreto (ma, imho, qualcosa di elettronico o, al limite, dei disturbi radio sarebbero stati più appropriati).

Autore Andrew Walker. Note dell’autore e link a vimeo sotto al video.

Note from Andrew Walker (the author):

This was a very unique location to shoot and something most people don’t get to experience. The location is a incomplete nuclear power station in Western Washington…Satsop. The power plant is also second largest municipal bond default in U.S. history. Walking around in the cooling towers was like being inside of an alien structure. Also the acoustics in the cooling towers was also very unique. The equipment I used was a Kessler Second Shooter along with a new slider system I was testing out in the location. The rig was prefect for getting in and out of some of these locations. I used 2 Nikon D810 DSLRs to capture this.

Music: “Time”
Artist: Hans Zimmer
Album: “Inception” soundtrack

https://itunes.apple.com/us/album/inception-music-from-motion/id380349905

Special Thanks to Kessler for providing the Second Shooter and the 8020 Kessler Cart.

Watch on vimeo

Estetica
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