Cosmic Pulses

Categories: Elettroacustica
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Comments: 8 Comments
Published on: 16 December 2008

Ermes segnala che in questo sito, su last.fm, si può ascoltare per intero (33 minuti) Cosmic Pulses, ultimo lavoro di Stockhausen, presentato nel maggio 2007 a Roma in prima assoluta. Non è una furbata, bensì un’iniziativa pubblicitaria: dalla stessa pagina, infatti, si può acquistarlo in linea. Cliccate il player nero sulla destra in alto.

Si tratta di musica elettronica che va a rappresentare la 13ma ora di KLANG (le 24 ore del giorno nella cosmogonia stockhauseniana). Il brano è composto da 24 loop melodici, ognuno dei quali ha un diverso numero di altezze, fra 1 e 24, distribuite su 24 registri per un totale di circa 7 ottave. Ciascun loop ha anche una diversa velocità di rotazione (ciclo) compresa fra 240 e 1.17 ripetizioni al minuto.

Gli stessi loop sono sovrapposti iniziando dai più bassi per terminare con i più alti, con tempi che vanno dai più lenti ai più veloci e terminano nella stessa sequenza. È facile immaginare che tutto ciò dà luogo ad una fascia il cui movimento va dal registro basso a quello più alto, con velocità sempre maggiore e densità dapprima crescente e poi calante, via via che gli strati finiscono.

Per rendere meno ovvia la cosa, però, ad ogni loop vengono applicate delle leggere variazioni di velocità e dei glissandi abbastanza stretti intorno alle melodie originali. Inoltre la varsione da concero è distribuita su 8 canali audio e ogni loop descrive una diversa traiettoria spaziale (24 in totale), Traiettorie che, ovviamente, vanno perse in questa versione stereo. Qui trovate le note di programma in pdf.

Ho appena terminato un primo ascolto e personalmente trovo il tutto abbastanza prevedibile e deludente. Anche le sonorità mi sembrano vecchie. Immagino che le cose cambino parecchio in concerto con 8 casse e un bel volume, ma questo non fa altro che dissuadermi ulteriormente dall’acquisto del CD.

Mi viene anche in mente che altri brani di Stockhausen sono stati spazialmente ridotti per andare su disco: dal glorioso Gesange (orig. 5 canali) fino a Sirius, ma in quei casi la pregnanza del materiale era tale che la musica non ne soffriva più di tanto…

8 Comments
  1. ermes says:

    gia’, senza diffusione multicanale questo pezzo temo che perda l’80% del suo valore…
    sarebbe interessante conoscere l’opinione di chi ne ha visto un’esecuzione dal vivo.

    I suoni campionati del synth (che synth sara’ peraltro?) sono decisamente datati e anche l’elaborazione elettronica per quanto formalmente accurata non mi sembra particolarmente ricca dal punto di vista timbrico…

    Ma parlando piu in generale, butto li’ la provocazione: Stockhausen negli ultimi 38 anni (facciamo a partire da “Inori”) ha scritto qualcosa di veramente valido?

    ciao
    ermes

  2. ermes says:

    boh, peccato che qui non importi nulla a nessuno di Stockhausen…Eppure in rete viene osannato come un Dio, ai suoi concerti (specie quando c’era ad autocelebrarsi Lui in persona, il Divo) era sempre un bagno di folla, i giornalisti si sperticavano in lodi non più di due mesi fa, alla Biennale…

    e qui gggnente, giusto un veloce scambio di battute tra me e il Graziani…

    e.

  3. Mauro says:

    Il fatto è che nella comunità dei compositori ormai S. era visto come un ex-grande perso nell’inseguire il suo sogno wagneriano personale.
    In fondo era un compositore un po’ pop che, dentro il bailamme di Licht, ogni tanto produceva dei brani belli ma non innovativi.
    Infatti nelle celebrazioni si eseguono i brani vecchi e anche nel mio corso, quando ne parlo mi fermo a Inori.
    Poi ha scritto alcune cose che suonano bene, ma niente di fondamentale.

  4. ermes says:

    ecco, per esempio…
    a me piace molto Abschied da Freitag aus Licht…
    http://www.youtube.com/watch?v=V-h11hZKBFk

    mi piace molto la sottile e graduale deformazione timbrica…sarebbe bellissimo ascoltare questa musica integrata con il dramma e le scene…Non innovativo, ma bello, no?

    Invece suscita in me qualche perplessita’ la 19a ora di Klang:
    http://www.youtube.com/watch?v=aUT-mCMoA58
    intitolata “Urantia”, in omaggio al trip spiritualspiritistico del Nostro….

    anzi, trovo questo brano francamente brutto (la voce non ci azzecca nulla con l’elettronica, ricavata dalla stratificazione di “Cosmic pulses”.

    che ne pensi/pensate?

    ermes

  5. Michele says:

    Continuo a rimanere della mia opinione: Stockhausen strada facendo si è perso il suono. Già con Gruppen ha iniziato a tralasciare l’estetica per il concetto, e se un compositore non è attento per prima cosa al suono che può produrre di buono? È stato innovativo, a suo tempo, ma si è perso dietro astrazioni e teoremi, superformule e misticazioni varie.

    Un vero genio compositivo, a mio avviso, fu Ligeti, Santissimo Gyorgy, che ha fatto sempre cose nuove sempre avendo cura del suono, oltre ogni teorema e regola.

    Sanctus Gyorgy – ora pro nobis…

  6. ermes says:

    secondo me Stockhausen non ha affatti “perso” il suono, al contrario, l’ha tartassato a furia di spintoni…
    come ricorda il buon Donatoni nell’intervista inclusa nella – ormai vetusta – monografia EDT, citando (p.45) una simpatica conversazione fra Stockhausen e Feldman…
    http://tinyurl.com/9lx8j7

    però un pezzo come Freude, non e’ malaccio…o no?
    http://www.stockhausen.org/joy_skk_2006.mov
    scaricabile da qui:
    http://www.stockhausen.org/stockhausen_multimedia.html

    ciao
    e.

  7. leonardo says:

    mah…? Stockhausen lo trovo sconcertante,un po’ cavallo pazzo.specialmente nei suoi lavori ultimi.mah? ripeto e’ sconcertante;sembra che faccia apposta,a creare tutti quei suoni.diciamo suoni va….comunque il primo Stockhausen,di Gruppen,tanto per intenderci,e compagnia bella…e’ stato davvero formidabile,e molto creativo.ecco quei lavori,m’interessano.il resto lo mal digerisco.

  8. Leonardo says:

    eppure in cosmic pulses c’e qualcosa che affascina.di engmatico,nello svolgersi del materiale.bisogna reiterare l’ascolto.anke se giustamente in fatto di sonorita’,come dice Lei, non c’e niente di nuovo.ma il talento compositivo di Stockhausen e’ eccelso.e quindi il valore estetico del pezzo,e’ alto.anche se non sono un grande appassionato di musica elettronica.pero’ quando si tratta di Stockhausen….?

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