I 4 princìpi d’Irlanda

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Published on: 22 August 2009

cardewNegli anni ’70, Cornelius Cardew, fino ad allora uno dei più importanti compositori inglesi, pioniere dell’utilizzo di partiture grafiche e dell’improvvisazione, assistente di Stockhausen dal 1958 al 1960, ebbe una improvvisa conversione politica al Comunismo (per la precisione aderì al Communist Party of England (Marxist-Leninist)) che lo portò a condannare lo sperimentalismo come elitista (att.ne: non etilista), a scrivere il suo famoso libello “Stockhausen Serves Imperialisme a scrivere musica per le masse, ideologicamente orientata, come questa:

Four Principles on Ireland – C. Cardew, pianoforte

Potete trovare vari brani del Cardew post conversione in questa pagina di UbuWeb.

3 Comments
  1. Raffaele Guadagnin says:

    La posizione di Cardew è sicuramente interessante; tuttavia, partendo proprio dal presupposto che il marxismo porti alla messa in discussione dell’arte e dell’artista stesso, la sperimentazione potrebbe essere vista anche nell’ottica di una ricerca positiva nel linguaggio dell’artista – e, se ogni atto linguistico (e quindi musicale) è anche una (inevitabile)produzione di ideologia, probabilmente più che preoccuparsi dell’elitismo ci si potrebbe (ripro-)porre l’obiettivo di un’arte “en dehors de tout la preoccupation estetique” che superi, anche attraverso la sperimentazione, lo straniamento dell’artista (dell’individuo) davanti al linguaggio (artistico e non).

  2. cristina says:

    Butto giù velocemente un’impressione di primo acchito: se il risultato di tante s…premiture ideologiche e mentali è questa roba….beh, che tristezza….
    Meglio Sofia Gubaidulina e Cecil Taylor… e meglio anche Stockhausen ( ovviamente)…
    Non posso non ricordare Mal Waldron quando diceva che la musica parla di Libertà e John Coltrane che sosteneva che la musica può agire sulle strutture mentali della gente.
    Una musica come questa mi pare che possa solo incitare la gente ad andare in fabbrica con gioia a lavorare…

  3. Mauro says:

    grande. bei commenti.
    per le musiche sperimentali il problema del pubblico effettivamente esiste, ma la soluzione non sta nello smettere di farle…

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