A Salty Dog

Categories: Pop
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Comments: 8 Comments
Published on: 14 July 2007

Una delle più belle progressioni armoniche nella storia del pop (1969).


“All hands on deck! We’ve run afloat!”
I heard the captain cry
“Explore the ship! Replace the cook!
Let no one leave alive!”
Across the straits, around the horn
How far can sailors fly?
A twisted path, our tortured course
And no one left alive

We sailed for parts unknown to man
Where ships come home to die
No lofty peak, nor fortress bold
Could match our captain’s eye
Upon the seventh sea-sick day
We made our port of call
A sand so white, and sea so blue
No mortal place at all

We fired the guns and burned the mast
And rowed from ship to shore
The captain cried, we sailors wept
Our tears were tears of joy
Now many moons and many Junes
Have passed since we made land
Salty Dog, the seaman’s log
Your witness in my own hand

[NB; a salty dog, lett. un cane salato, è l’espressione inglese per un lupo di mare]

8 Comments
  1. concordo in pieno! con quel tritono iniziale di una nostalgia sospesa infinita, almeno per me.
    e poi l’inizio di Sylvia dei Focus (http://it.youtube.com/watch?v=y5gju-jrFzE), Slave to the rhytmh (Grace Jones) e Play to the world (Barclay James Harvest).
    Ci sono delle successioni di accordi che se fossi Skywalker direi “mi fanno sentire la forza”. Ti prendono dalla pancia, poi la spina dorsale, l’emozione cresce, la pelle d’oca, ripensi alla tua vita…Credo si tratti di risonanza vibrazionale, però se rifletto, ci sono cose che piacciono a me e magari non a te, ma ci sono cose che universalmente sono riconosciute come sublimi, per tutti. Salty Dog è un miracolo.

  2. a mente lucida e senza alcol direi che una progressione è nulla senza un’appropriata scelta timbrica e ritmica. Voglio dire che sentire A salty dog suonata da fisarmoniche e senza ribattuti del pianoforte e cantata da una voce più curata e intonata, e ci vuol poco, sarebbe tutta un’altra cosa, in peggio.

  3. Joyello says:

    Per noi over40, questa bellissima canzone smuove anche altri tipi di ricordi. Era la sigla finale di “Avventura”, trasmissione di documentari della TV dei Ragazzi, la cui sigla iniziale era “She came in through the Bathroom Window” dei Beatles nella versione di Joe Cocker. favolosa!
    Ah… bei tempi!
    🙂

  4. MAX says:

    Questo è un brano eccezionale che non sentivo dall’epoca della trasmissione RAI.
    Vorremmo farla con il mio gruppo.
    A parte gli accordi, qualcuno ha la partitura
    del piano, o qualche passaggio.
    Complimenti a Mauro per la scelta!

  5. basdaniel says:

    per la prima volta alla fine del documentario ———-avventura——— tanti anni fa!
    mi ricorda le onde atlantiche sulle baie bretoni.
    **in mi-b**

  6. Marco Tonini says:

    @ MAX

    trascrissi tempo fa la partitura, e se non la trovassi tra i miei HD, te la riscrivo, è molto semplice. Se vuoi chiedi la mia mail a Mauro.

  7. Marco Tonini says:

    … e come non aggiungere Calling you (Bagdad Cafè)?

  8. marcello says:

    non ho mai ascoltato altre canzoni tante volte di seguito

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