Popolazione zero

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Published on: 21 January 2008

Una delle domande che, per una ragione o per l’altra, ogni tanto mi capita di pormi è la seguente:

  • quanto durerebbe la nostra cosiddetta civiltà senza di noi? Se la razza umana semplicemente sparisse in un solo istante, ma senza distruzioni, cataclismi o guerre, una semplice sparizione improvvisa, per quanto durerebbero le nostre infrastrutture senza alcun intervento umano? Per quanto tempo, per esempio, ci sarebbero l’acqua, il gas, la corrente, internet?

E voi mi dite, a qual pro? Nessuno, ovviamente. Si tratta solo di una congettura che però mette in luce il fatto che noi, come singole persone, non sappiamo quasi nulla sulle infrastrutture che ci mantengono in vita.

Prendiamo, per esempio, la corrente elettrica. Da cosa dipende la fornitura di elettricità che arriva a casa vostra? Se dipendesse da una fonte rinnovabile (tipo centrale idroelettrica), forse potrebbe anche continuare per anni. E se invece dipendesse dal petrolio o dal carbone, quanto durerebbero le scorte? E in ogni caso, la fornitura continuerebbe anche se non ci fosse un umano che, in certe occasioni, preme un determinato bottone?

Ovviamente qualcuno che può rispondermi c’è, probabilmente anche fra di voi. Magari c’è qualcuno che lavora all’ENEL o alla Telecom o anche al comune e sa queste cose.

Era un po’ che non ci pensavo, ma la faccenda mi è tornata in mente per due ragioni: la prima è che ho visto “Io sono leggenda”, film a mio avviso abbastanza deludente, tanto che, mentre lo guardavo, mi sono trovato a chiedermi se il fatto che nell’appartamento del protagonista ci fossero tutte le comodità, anche dopo anni, fosse realistico.
La seconda ragione è che, vagando nella rete, ho incocciato “Life After People“, una serie prodotta da History Channel la cui programmazione inizia proprio stasera negli USA.

Probabilmente, la domanda più corretta è: con quali modalità queste reti degradano? Un pezzettino alla volta o un crollo totale? E in quanto tempo?

Allora, c’è nessuno in grado di soddisfare la mia curiosità?

10 Comments
  1. riccardo says:

    …bella domanda!
    mi torna in mente un film che amo moltissimo: STALKER di Tarkovsky.
    La centrale elettrica dove é stato girato é uno di questi posti in rovina, che sembrano vivere di vita propria. In una scena della 2da paarte in una stanza c’é persino un telefono che funziona…il posto si chiama La Zona. Ma la parabola é completamente filosofica,
    niente a che vedere con la realtá… o forse no………

  2. max says:

    Mi pare di aver letto tempo fa, non ricordo dove, un articolo riguardo ad uno studio sull’ipotetico futuro di una metropoli in caso l’umanità sparisse di colpo, il tema appunto trattato dalla serie che segnali, probabilmente ispirata da tali studi.
    Purtroppo non ricordo bene, era però piuttosto bellino: dopo pochi mesi si allagano metropolitane e zone sotto il livello stradale data la mancanza di manutenzione, poi arrivano gli animali a ricolonizzare i posti, poi ( mi pare dopo 30 anni) anche i vegetali hanno ricolonizzato tutto, distruggendo con le radici strade ed edifici. Mi dispiace non ricordare di più, mi pare che forse tale studioso abbia anche scritto un libro a proposito. Magari qualcun’altro che ci legge ricorda meglio di me, e mi pare che il link che metti parli proprio di questo.
    un caro saluto! max

  3. Simone says:

    La mia opinione che, in quanto tale, è opinabile…

    …mi pare che la presenza umana sia necessaria per quasi tutti i servizi e le reti messe in piedi, utili all’uomo stesso. Se non fosse così allora perché dell’esistenza delle società di erogazione e di manutenzione di tali servizi? Cioè, credo che allora, se non fosse così, potremmo smettere di pagare gente che se ne occupi; credo anche che le infrastrutture umane siano homo-dipendenti, perché create dall’uomo, non viceversa. Servono all’uomo, quindi ne sono serve. Forse nemmeno la rete idrica ce la farebbe, in quanto una mancata manutenzione degli impianti potrebbe in breve far mancare approvvigionamenti ovunque, prima o poi anche alle fontane di paese.

  4. sfogar says:

    Beh, esiste la ‘zona’, attorno alla centrale di Chernobyl, che è un esempio emblematico di questo tipo di situazioni (ovviamente aggravate dal disastro nucleare)…

    http://en.wikipedia.org/wiki/Zone_of_Alienation

  5. cometa says:

    La domanda si è insinuata nella mia mente. Stanotte ci ho pensato. Dapprima mi son detto:”bisognerebbe considerare un momento, per esempio: la razza umana scompare alle ore 14.15.” Poi mi è venuta in mente l’immagine di ua petroliera in rotta verso una raffineria senza più equipaggio, che succede? e i pozzi che continuano a pompare e tutte le macchine industriali che continuano a produrre, i treni senza conducente, le automobili e i camion impazziti che vanno a cozzare ovunque. Il fuoco, le dighe, gli aerei che si schiantano dappertutto. Alla fine si è fatto largo nel cranio un triste pensiero: non sarebbe poi un gran male se la razza umana sparisse così d’incanto, senza sangue, senza urla, senza dolore. Non siamo mai riusciti a vivere in armonia tra di noi e tantomeno con ciò che ci circonda; ma ancora: i silos che contengono le testate atomiche,quelli saranno fatti per superare l’inconveniente. Riusciremo ad essere distruttivi anche dopo la nostra dipartita?

  6. vinz says:

    anch’io ho visto io sono leggenda, che invece ho amato (a sorpresa).
    pensa che molti hanno criticato, nel film, che non ci fosse internet: c’e’ chi sostiene che per qualche ANNO i server dovrebbero funzionare! bah.
    secondo me il film e’ tecnologicamente corretto: il nostro eroe tutte le mattine accende il gruppo elettrogeno, e ce lo fanno vedere….
    quindi perche’ sorprendersi dei comfortssss?
    semmai la domanda e’: ma i milioni di morti dove stanno? 🙂

  7. Joyello says:

    Bella questione… Ma, ahimè, non so rispondere.
    Però so rispondere alla domanda di Vinz: i milioni di morti (del film “io sono leggenda”) sono stati mangiati dai cattivoni della notte.
    Che, evidentemente, mangiano anche le ossa… E, soprattutto, hanno scoperto che la carne di umano non ingrassa, visto come sono tutti smilzi…
    🙂

  8. Mauro says:

    @Simone
    d’accordo, senza manutenzione le reti crollano prima o poi. vorrei capire quanto impiegano e come crollano (lentamente, un pezzo per volta, tutto insieme stile reazione a catena…)
    Esempi:
    – se manca la corrente a verona sud non è detto che manchi in altre parti della città
    – uno dei grandi blackout della costa est usa è stato provocato in modo del tutto automatico da 2 fulmini che hanno inchiodato 2 linee importanti e allora altre 2 sono andate in sovraccarico e il sistema le ha bloccate e allora altre 3 sono andate in sovraccarico e il sistema le ha bloccate e allora…
    ovviamente era un bug progettuale del software

    @cometa
    quest’estate ho fatto un sogno in cui succedeva esattamente quello che dici tu. rimanevano anche i mucchietti dei vestiti.

    @sfogar
    Chernobyl non vale perché tutto intorno le cose continuano a funzionare. la corrente viene da fuori, etc.
    comunque è la cosa più vicina alla sparizione che abbiamo ed è stata studiata:
    http://www.angelfire.com/extreme4/kiddofspeed/cherlinks.html

    @riccardo
    stalker è uno dei miei romanzi preferiti

    @vinz
    i server durano. ne conosco alcuni che sono sempre accesi da 5 anni. in realtà spegnere e accendere un computer è molto più pericoloso che lasciarlo sempre acceso.

  9. vinz says:

    mauro, quello e’ ovvio…anch’io lascio il mio pc al lavoro sempre acceso.
    dico che non durano perche’…manca la corrente!

  10. sfogar says:

    Sull’argomento (ma non solo) bellissimo il libro: ‘La nube purpurea’ di Shiel Matthew P.

  1. […] Vedo che non sono l’unico ad avere di queste curiosità. […]

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