La gente e i loro avatar

avatar
NAME Choi Seang Rak BORN 1971 OCCUPATION Academic LOCATION Seoul, South Korea AVATAR NAME Uroo Ahs AVATAR CREATED 2004 GAME PLAYED Lineage II HOURS PER WEEK IN-GAME 8 CHARACTER TYPE Dwarf Warsmith SPECIAL ABILITIES Craft siege weapons, whirlwind in battle.

Il New York Times presenta una gallerie di persone e dei loro avatar in giochi come Second Life et similia.
Da quanto si vede, nella maggior parte dei casi, l’avatar è quello che la persona vorrebbe essere, ma non può essere a volte per forza maggiore, altre volte solo per pigrizia o mancanza di decisione. Spesso, infatti, è quasi identico alla persona, solo migliorata: più magra, più muscolosa, più proporzionata…
Altre volte è un essere completamente diverso, nato dalla curiosità di scoprire come si vive con il corpo di qualcos’altro (i cambiamenti di sesso, per es., sono comuni).
Ma non è sempre così. Per qualcuno è diverso. I miei avatar, per esempio, incarnano sempre la parte peggiore di me, quella più distruttiva, assetata di sangue e di maleficio.
Una statistica sarebbe interessante…

Ispirato da un post di Genius Loci

Yhe New York Times publish this avatar slideshow: a gallery of peoples and their avatars.
Often the avatar is what a person would be. Sometimes it is very close to the real person look, just a little better.
Other times it is very different, to try living a life as a real different being.
But there are other kinds of avatars. Mine are my dark side: the more dangerous and evil istincts I can feel very deep in my brain…
A statistical study should be interesting…

Inspired by a post by Genius Loci

Sonic Visualizer

sonic visualizer

Un ottimo software per l’analisi del suono e per di più open source e gratuito sviluppato presso il Centre for Digital Music at Queen Mary, University of London.
Prodotto per Linux e Windoze (io ho provato solo il primo, ma suppongo siano uguali), dispone, fra l’altro, di FFT, spettrogramma 2D, stima del pitch e possibilità di inserire annotazioni in overlay. Su Linux è in grado di utilizzare tutti i LADSPA plugins per l’elaborazione audio. Ottimo per il ricercatore e per il musicista elettronico. Cliccate sull’immagine per ingrandirla.
Ecco il sito da cui scaricarlo e la pagina delle features.

The aim of Sonic Visualiser is to be the first program you reach for when want to study a musical recording rather than simply listen to it.
As well as a number of features designed to make exploring audio data as revealing and fun as possible, Sonic Visualiser also has powerful annotation capabilities to help you to describe what you find, and the ability to run automated annotation and analysis plugins in the Vamp analysis plugin format – as well as applying standard audio effects.
We hope Sonic Visualiser will be of particular interest to musicologists, archivists, signal-processing researchers and anyone else looking for a friendly way to take a look at what lies inside the audio file.
Sonic Visualiser is Free Software, distributed under the GNU General Public License and available for Linux, OS/X, and Windows. It was developed at the Centre for Digital Music at Queen Mary, University of London, by Chris Cannam (of Fervent Software, Rosegarden, Studio to Go!, and DSSI).

Here is the site and the features page.

Grand pianos on the beach

pianosVicino a Schiermonnikoog, Friesland (Netherlands, 53º 30′ 2.74″ N 6º 9′ 50.46″ E) si trovano (trovavano?) questi enormi pianoforti abbandonati sulla spiaggia, immortalati in una foto di Gerard Kip.
Qui l’immagine in dimensioni originali.

Near Schiermonnikoog, Friesland (Netherlands, 53º 30′ 2.74″ N 6º 9′ 50.46″ E) there are (was?) this big grand pianos on the beach. Photo by Gerard Kip.
Click here for a larger image.

UFO!

kenneth arnoldIeri, 24 giugno, era il 60° anniversario del primo avvistamento UFO dell’era moderna: quello di Kenneth Arnold (a sin.), dopo il quale, nel giro di poche settimane, si scatenò una serie di centinaia di avvistamenti negli Stati Uniti, ma anche in altri stati, che culminarono, il 2 luglio 1947, nel famoso Incidente di Roswell.
In realtà tutta questa faccenda resta uno dei grandi enigmi del secolo scorso, tema di innumerevoli racconti, film, serie televisive (vedi X-Files) e sempre in dubbio fra realtà, fantasia e ipotesi di complotto (vedi la storia del Majestic-12 di cui parleremo).

Il 24 giugno del 1947, Kenneth Arnold, un ricco uomo d’affari americano, raccontò di avere visto dal proprio aereo privato, senza identificarli, nove oggetti simili a dischi volanti librarsi in formazione serrata vicino al monte Rainer, nello stato di Washington. Questo avvistamento portò all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale il fenomeno UFO, dando vita all’ufologia. In realtà si trattava, probabilmente, di nove aerei ad ala volante della Northtop, vincolati al silenzio radio e radar e senza insegne militari, che venivano collaudati a quei tempi nei dintorni di Seattle, vicino a dove oggi giorno si trovano le fabbriche della Boeing.

Brevemente, dopo il suo avvistamento, Arnold atterrò a Yakima (Washington), dove fece un normale rapporto all’Amministrazione dell’Aeronautica Civile. Quando sulla via del ritorno si fermò a Pendleton, Oregon per far rifornimento, raccontò la sua storia ad un gruppo di ascoltatori curiosi fra cui vi erano anche dei giornalisti. Diversi anni più tardi Arnold disse ai giornalisti che “il loro moto era irregolare, come un piattino lanciato sull’acqua”, da cui fu coniato il termine di “flying saucer” (letteralmente “piattini volanti”). Un altro termine con cui vengono più comunemente descritti gli oggetti che Arnold vide è “dischi volanti” (o semplicemente “dischi”). Arnold sostenne di essere stato frainteso in quanto la descrizione che aveva fornito era riferita al movimento degli oggetti piuttosto che al loro aspetto.
In ogni caso la vera forma descritta da Arnold era molto complicata. Subito dopo il suo avvistamento, egli descrisse gli oggetti come sottili e piani, arrotondati nella parte anteriore ma tagliati nella parte posteriore e terminanti con due punte, più o meno come un piattino o un disco. Per esempio, in un’intervista rilasciata alla radio due giorni dopo l’avvistamento, egli li descrisse come “qualcosa come un piatto da torta che è stato tagliato a metà con una specie di un triangolo convesso nella parte posteriore”. Nella storia pubblicata lo stesso giorno, venne riportata la seguente citazione: “Avevano la forma di piattini ed erano così sottili che potevo vederli a mala pena”. Il giorno seguente nel Portland Oregon Journal, la citazione di Arnold fu “Avevano l’aspetto di mezzelune, ovali davanti e convesse dietro. … sembravano dei grandi dischi piatti”.

In seguito a questo avvistamento e ai successivi, l’aeronautica americana dette il via a un progetto di ricerca per accertare la reale natura di tali casi.
Il primo, partito alla fine del 1947 fu il cosiddetto Project Sign che, sebbene ufficialmente non arrivasse a nessuna conclusione, in base a quanto dichiarato dal capitano Ruppelt (di cui parleremo), giunse invece ad affermare che gli UFO non erano aerei di costruzione terrestre. Quando, però, questa stima arrivò al Pentagono, fu dichiarata inconsistente e il progetto venne chiuso alla fine del 1948.
Il successore di Sign fu il Project Grudge che, a quanto sembra, aveva un mandato di debunking (atteggiamento scettico al fine di arrivare a una smentita) ed effettivamente la sua conclusione riportava la maggior parte dei casi a fenomeni naturali o oggetti volanti conosciuti, sebbene un 23% rimanesse senza spiegazione.

E così si arriva alla fine del 1951, quando parecchi generali USAF, scontenti per lo stato delle ricerche, chiusero Grudge, dando il via al famosissimo Project Blue Book all’inizio del 1952 (il nome si ispirava ai libretti blu in cui venivano riportati i risultati degli esperimenti nelle università).
Il già citato capitano Ruppelt fu il primo direttore del progetto e fu lui a coniare l’acronimo UFO (unidentified flying object), più neutro e scientifico dei vari piattini volanti e simili.
Lo sforzo di Ruppelt era teso ad affrontare il problema in maniera scientifica, uniformando il modo in cui venivano stesi i rapporti, creando un questionario standard che gli avvistatori dovevano completare e schedando il tutto in forma rigorosa per rendere possibile una analisi statistica, arrivando infine a pubblicare il Project Blue Book Special Report No. 14 (1951) le cui conclusioni erano che, su 3200 casi esaminati, il 68% era spiegabile, nel 9% non c’erano sufficienti informazioni e il 22% doveva essere considerato inspiegabile.
In fondo, il risultato era simile a quello di Grudge, ma l’innovazione di Ruppelt fu di classificare anche la qualità della documentazione degli avvistamenti da eccellente a povera. Ebbene, risultò che ben il 35% dei casi con documentazione eccellente risultavano inspiegabili contro il 18% di quelli con documentazione povera, contrastando le teorie degli scettici che affermavano che l’assenza di una spiegazione era dovuta alla povertà della documentazione.

Nel 1952, dopo una serie di avvistamenti sia visivi che radar intorno all’aeroporto di Washington, la CIA creò un gruppo di scienziati guidati dal Dr. Robertson (fisico del Caltech) per indagare.
Vista l’origine, non sorprende che il gruppo arrivasse alla conclusione che il fenomeno era un falso, forse appositamente costruito per mascherare le vere minacce al sistema difensivo USA o per minare la fiducia della gente nel governo. Essi suggerirono di iniziare una vasta campagna di smentite nonché di ridicolizzare l’intera faccenda attraverso i media coinvolgendo anche compagnie cinematografiche come Walt Disney.
Nei dicembre del 1953, per esempio, fu proibito al personale militare di parlare ai media di UFO e la documentazione venne classificata. Nello stesso tempo le risorse destinate al Blue Book vennero via via ridotte e l’autonomia del gruppo limitata fino a quando, nel 1954, Ruppelt venne sostituito dal capitano Hardin con l’ordine di ridurre al minimo il numero degli avvistamenti inspiegabili. Nel 1956, infatti, gli UFO erano scesi dal 22% a meno dell’1%.
Questa situazione continuò a peggiorare con il capitano Gregory, direttore dal ’56 al ’58. I casi definiti “possibili” UFO divennero “probabili” e l’attività investigativa piombò a zero.

L’atteggiamento di basso profilo venne mantenuto anche con i successivi direttori (maggiori Friend e Quintanilla) e negli anni ’60 l’iniziativa in questo campo passò nelle mani dei media e delle organizzazioni non governative, spesso sostenute anche da personalità di spicco, come l’astronomo Allen Hyneck (che a volte, però, si lasciavano prendere la mano dalla notorietà).
L’interesse dei media, comunque, ravvivò la discussione sul problema portandola fino al Congresso e sollevando aspre critiche alla gestione dell’affare. Fortunatamente negli USA le leggi sulla declassificazione dei documenti governativi esistono e sono applicate per cui, dopo un certo tempo (circa 20 anni, ma cambia in base al livello di segretezza) le carte devono essere messe a disposizione del pubblico e i media possono così esaminarle.
Ciò nonostante, il Progetto Blue Book venne infine chiuso il 30/01/1970 e la documentazione venne trasferita alla Maxwell-Gunter Air Force Base in Alabama, un luogo “accessibile ma non troppo”.
L’atteggiamento attuale della USAF è che non esiste nessuna prova che identifichi i casi definiti inspiegabili come causati da attività extra-terrestre.

In realtà questa faccenda è un vero casino perché si incrocia anche con documenti che sembrano suggerire ipotesi di insabbiamento, come quella del Majestic-12, un comitato apparentemente creato nel 1947 dal presidente Truman allo scopo di nascondere la verità sugli UFO o quella della vera funzione dell’Area 51 o ancora l’affaire Bob Lazar.

In quanto all’opinione del sottoscritto, lasciatemi dire che mi piacerebbe tanto che questi maledetti extra-terrestri dessero una prova della loro presenza, ma che comincio a disperare, anche perché, da buon egocentrico, penso che se veramente esistessero avrebbero sicuramente cercato di mettersi in contatto con ME! 8)

NB: buona parte di questa storia è tratta da wikipedia, versioni italiana e inglese

Tania Chen & Li-Chuan Chong

tania chen
Una lunga e bella improvvisazione di Tania Chen (pno) & Li-Chuan Chong (laptop) distribuita dalla netlabel Interlace.
Apprezzo molto il fatto che Tania Chen, giovane ed emergente pianista e compositrice contemporanea, si dedichi anche all’improvvisazione e riesca a mantenere intatto il suo linguaggio anche in tale contesto.

A long and beautiful improvisation by Tania Chen (pno) & Li-Chuan Chong (laptop) from the site of the netlabel Interlace.
I am pleased to see that Tania Chen, young and emerging exponent of contemporary piano music, is also writing her own music and playing improvised music with piano, electronic and voice.

Tania Chen (pno) & Li-Chuan Chong (laptop) – December, 10 2005 – recordings of sets from the INTERLACE series

Ruby Tuesday

AnteScriptum per te: niente paura, non sono triste; me la sto solo tirando un po’ :mrgreen:

Ho sempre amato le canzoni lente dei Rolling Stones perché chi ha davvero dentro il rock ha dentro anche una buona dose di malinconia…
E fra tutte ho sempre amato Ruby Tuesday, dal testo all’apparenza sciocchino, ma con quel bel verso “While the sun is bright Or in the darkest night No-one knows She comes and goes” e il finale dell’inciso “Still I’m gonna miss you”.
Adesso su absonderpop trovo questo post in cui sono raccolte molte (tutte?) le versioni di questo brano: dall’originale degli Stones fino a questa bella interpretazione di Melanie Safka (ascoltatela!), passando anche per una versione jazzata by Sex Mob.
Ascoltandole, forse noterete che, a parte l’originale, questa canzone viene meglio alle donne che agli uomini (my opinion), a parte Julian Lennon che a tratti riesce quasi ad assomigliare a suo padre e dell’originale mantiene sia la rullata che la parte di flauto dolce che fu di Brian Jones.
So che, dati i miei gusti musicali, dovrebbe piacermi quella di Battiato, ma non ci riesco: se la tira troppo. È solo una canzone, maledizione!

I always loved the not so commons slow songs by the Rolling Stones and I always loved Ruby Tuesday whose text seems to be a little stupid, but with a strong line that says “While the sun is bright Or in the darkest night No-one knows She comes and goes” and the final words of the chorus “Still I’m gonna miss you”.
Now I found this post from absonderpop with many versions (maybe all) of this beautiful song,

Cilindri e dischi

cilindro
solchi

1877: Edison registra la voce umana (“Mary had a little lamb”) mediante solchi incisi su un cilindro di stagno.
Per avere un’idea della resa, questa è la voce di Edison registrata da uno dei suoi fonografi. Non è male pensando all’epoca, ma ovviamente è voce parlata, quindi a banda limitata; la musica sarebbe venuta molto peggio. È interessante notare come Edison si rendesse perfettamente conto dei suoi limiti: il fonografo, infatti, non venne pubblicizzato come apparecchio per incidere musica, ma come dittafono per ufficio o per l’archiviazione di discorsi e di testimonianze di vari tipi (processi, riunioni, etc). La storia lo smentirà in breve.
Il fonografo fu brevettato nel 1878.
Negli anni seguenti altri inventori cercarono di migliorare il prototipo di Edison apportando varianti tali da giustificare altri brevetti (non si brevetta l’idea, ma l’oggetto). Nel 1885, Bell e Tainter brevettarono il “grafofono” che usava cilindri ricoperti di cera, mentre, nel 1887, Berliner creò il “grammofono” che incideva un disco al posto del cilindro.
Quest’ultimo fu il primo ad arrivare alla produzione di massa nel 1888 con un disco di 7 pollici che girava a 30 giri/min. (2 min di durata). Ma, solo un anno dopo, Edward D. Easton fondò la Columbia Phonograph Co. con l’idea di commercializzare un sistema a cilindri. Era l’inizio della lotta “cilindro contro disco” che continuerà fino al 1913.
Sopra: il Fonografo di Edison e i solchi di “Mary had a little lamb”.

victorNel 1890 abbiamo il primo jukebox a cilindri. Esposto al San Francisco’s Palais Royal Saloon e funzionante a monete, incassò più di $ 1000 in 6 mesi nonostante disponesse di soli 4 cilindri.
La produzione di massa inizia nel 1893: Berliner vende 1000 grammofoni e 25000 dischi. In pochi anni vengono fondate varie etichette discografiche, fra cui Victor e Odeon.
Nel 1903, in Europa, si vendono dischi da 10 pollici (circa 25 cm, durata 4 minuti) di artisti famosi come Caruso. Viene registrato l’Ernani, di Verdi, su 40 dischi. Si realizza un prototipo di disco inciso su ambo i lati. A lato: il famoso logo della Victor.
1908: i primi famosi cantanti americani dell’epoca (John Lomax, John McCormack) firmano contratti discografici.
Nel 1910 erano già disponibili dischi a 78 giri con formati da 7 a 21 pollici e durata fino a 8 minuti. Nel frattempo (1909) era stata inventata la bakelite, una resina plastica con cui i dischi venivano costruiti e stampati a caldo.

Anche per i musicisti si apre l’era della riproducibilità tecnica che, insieme alla radio inventata nel 1894, rivolta letteralmente il modo in cui si concepisce la musica.

I Colori della Città Celeste

I colori interni di questo brano emenano da cinque citazioni dall’Apocalisse (Rivelazione IV, 3; VIII,6; IX,1; XXI,11; XXI,19-20), come lo stesso Messiaen spiega qui sotto.
I riferimenti ai canti degli uccelli si spiegano sapendo che Messiaen era anche un appazionato ornitologo. Inoltre era anche un sinesteta e precisamente percepiva colori insieme ai suoni.

The form of the piece depends entirely on colours. The themes, melodic or rhythmic and the complexes of sounds and timbres evolve like colours. In their perpetually renewed variations, there can be found (by analogy) colours that influence their neighbors, shading down to white, or toned down to black. These transformations can be compared to the superimposition of plays enacted on several stages, the simultaneous unfolding of several different stories that assume and call out for it. Plainsong Alleluias, Greek and Hindu rhythms, permutations of note-values, the bird-song of different countries were all collected and used in this work. All these accumulated materials are placed at the service of colour and of the combinations of sounds that assume and call out for it. The sound-colours, in their turn, are a symbol of the Celestial City and of Him who dwells there. Above all time, above all place, in a light without light, in a night without night… That which the Apocalypse, still more terrifying in its humility than in its visions of glory, describes only in a blaze of colours… To the song of two New Zealand birds is opposed “the abyss”, with its pedal-notes for the trombones and the resonance of tam-tams. To the cries of the Brazilian Araponga is opposed “the coloured ecstasy” of pedal points. The work ending no differently from the way it began, but turning on itself like a rose-window of flamboyant and invisible colours.

Olivier Messiaen, Les Couleurs de la Cité Céleste, per piano, 3 clarinetti, 3 xilofoni, ottoni and percussioni.
Orchestre National de France, Myung-Whun Chung, Conductor

La prima macchina musicale (forse)

colosso di memnone
L’idea di costruire una macchina in grado di riprodurre la musica è sempre esistita.
La prima macchina “musicale” di cui abbiamo notizia è la colossale statua di Memnone a Tebe, costruita intorno al 1500 AC. In realtà si tratta di due statue gemelle che rappresentano il faraone Amenhotep III (XV secolo AC) in posizione seduta, con le mani sulle ginocchia e lo sguardo rivolto a est, verso il fiume e il sole nascente. Solo una di esse, però, era sonora.
Il nome con cui sono tuttora conosciute queste statue, Colossi di Memnone, fu coniato dagli storici greci, che le associarono all’eroe mitologico.

Memnone, infatti, è un personaggio omerico: re etiope, figlio dell’Aurora e di un principe troiano, accorse in aiuto di Troia e perì sotto le sue mura per mano di Achille.
Nell’immaginazione dei visitatori di età classica, l’eroe raffigurato nella statua salutava la madre (Eos dea dell’alba) con un suono come di corde di cetra che si spezzassero. La cosa è stata spiegata con la presenza, nella quarzite in cui è intagliata la statua, di cristalli, i quali in un certo qual modo si assestavano in seguito alla differenza di temperatura, veramente notevole in quella zona, tra la notte ed il giorno. [ipotesi del prof. Barocas].
Dopo un restauro, effettuato in epoca romana per volere dell’imperatore Settimio Severo, nel 199 d.C. i suoni cessarono di essere udibili.

tratto dalla mia dispensa dedicata alla Cronologia della Tecnologia Audio e della Musica Elettroacustica.

…Amo l’immensa superficie del silenzio

If music were to assume human form and explain its essence, it may say something like this: “…I love the vast surface of silence; and it is my chief delight to break it.”

Se la musica potesse assumere forma umana e spiegare la propria essenza, direbbe qualcosa come: “…Amo l’immensa superficie del silenzio; e il mio principale piacere consiste nell’interromperla”. [trad. mia]

Carl Nielsen (1865-1931), compositore danese
from The Rest is Noise

La citazione, tratta dal blog di Alex Ross, è molto bella e poetica, ma io non la condivido. È inconsistente. Sono solo belle parole messe in fila.
Prima di tutto perché ripropone l’antica contrapposizione fra suono e silenzio, che Cage ha mostrato essere illusoria.
Finché c’è un mezzo che trasporta il suono, il silenzio, infatti, non esiste. Cage racconta la parabola della camera anecoica nella quale, chiuso in una stanza ermetica al suono, egli cominciò a sentire i suoni prodotti all’interno del proprio corpo: il basso hum della circolazione sanguigna e il beep del sistema nervoso.
Allora qualcuno ha tentato di risolvere l’impasse affermando che dove c’è vita c’è suono, ma nemmeno questo è vero. Nel deserto più deserto possibile, la sabbia si riscalda e poi si raffredda emettendo un leggerissimo sibilo e una quantità di altrettanto flebili crick. E i deserti di ghiaccio sono ancora più rumorosi.
Bisogna andare fuori da qualsiasi atmosfera per trovare il silenzio, ma qui nemmeno la musica ha spazio. Il suono e quindi il non-silenzio è la condizione perché la musica esista.
Allora la musica non emerge dal silenzio, può solo emergere dalla non musica. Quindi la musica è suono organizzato, come affermava Varèse?
Forse, ma organizzato da chi? O da cosa? Il vento che soffia fra due montagne in una valle dimenticata o il disgelo della Dvina sentito dall’alto di una collina producono della musica coerente, che trova in sé stessa la propria giustificazione e arriva a degli estremi di dolcezza e di forza con cui le nostre composizioni non possono nemmeno competere…

Se ne è accorto perfino Bob Dylan:
Lay down your weary tune, lay down, Lay down the song you strum
And rest yourself ‘neath the strength of strings, No voice can hope to hum
The ocean wild like an organ played, The seaweed wove its strands
The crashing waves like cymbals clashed, Against the rocks and the sand

Verona Blog Awards 2007

Verona Blogs Awards 2007: i nominati
È partito il poll di Verona Blog per designare i migliori blog fra più di 200 che compongono il variegato panorama della VeronaSphere.
Sono lieto di annunciarvi che il vostro eroe ha ottenuto il maggior numero di nomination entrando in ben 5 categorie su 8 e cioè (i nomi sono quelli dei personaggi di Romeo & Juliet):

  • Padre Lorenzo – Miglior blog culturale
  • La balia – Miglior blog di servizio (trad.: utile, informativo)
  • Tebaldo – Miglior Blog artistico
  • Paride – Miglior grafica
  • Il principe di Verona – Post dell’anno, per Il deposito dei 10000 anni

Per smentire la nefasta tradizione secondo la quale il plurinominato resta a mani vuote, vi invito non a votare brutalmente il sottoscritto (che sarebbe di una eccelsa cafonaggine), bensì a guardarvi i nominati e votare il migliore :mrgreen:.
Scoprirete, fra l’altro, molti blog belli che vale la pena di frequentare.

Come si vota
Scaricate questo foglio excel (.xls).
Apritelo e guardatevi i blog cliccando i nomi (il file contiene tutti i link).
Per ogni categoria, scrivete 3 accanto al blog migliore, 2 accanto alla seconda scelta, 1 accanto all’ultima opzione.
E’ obbligatorio, pena il non conteggio della scheda, votare per tutte le categorie
Scadenza improrogabile: martedì 26 giugno.

Infine, salvate e inviate il file xls come allegato in una email all’indirizzo
veronablog chiocciola gmail punto com
Attenzione: fate una email e allegate il file xls; non usate l’eventuale opzione “invia” che magari trovate nel menu di excel perché, in alcune versioni, fa cazz..e (invia il contenuto invece del file vero e proprio).

Grazie.

And Romeo wanted Juliet
e poi ribadisce
Juliet wanted Romeo…
[Lou Reed, parlando della sua canzone “Romeo & Juliet”]

Spam

Anche oggi, come tutti i giorni, ho eliminato il solito centinaio di commenti spam, bloccati preventivamente dal sistema, che segnalano siti porno, casino online, vendite di farmaci online (ormai la maggioranza), varie ed eventuali.
Fra queste ultime spicca il seguente messaggio che pubblicizza un sito di cartoline di natale (sì, cartoline di natale adesso) con il seguente comunicato

Saluti..
voi fatto originale atmosfera 🙂
Qualcuno qui era desideri a generi:
La cartoline virtuali traduzioni prese inizia trovi cartolina amore estero del nel potrai dichiarare postali messaggi! Alcuni luoghi cartoline auguri una piccola tassa per trasmettere
Cartoline compleanno di online animali mil di pesci e feste la cuore. Mmm.. Noi desideri elimini positivo soddisfare dove presenti, ho trovato il here [link] – frasi ti . Biglietti auguri saresti la melodia di tua natale!
Puo essere cercato alcuni :-/

Se fossi quello che ha pagato lo spammer gli chiederei i soldi indietro.

Canti di Innocenza e di Esperienza

Tyger
I Canti di Innocenza e di Esperienza di William Blake (28 novembre 1757 – 12 agosto 1827), poeta e artista visionario inglese possono essere scaricati liberamente da Project Gutenberg o ascoltati all’Internet Archive grazie a Librivox.

The Songs of Innocence and ExperienceWilliam Blake (November 28, 1757 – August 12, 1827) was an English poet, visionary, painter, and printmaker. Largely unrecognized during his lifetime, Blake’s work is today considered seminal and significant in the history of both poetry and the visual arts. He was voted 38th in a poll of the 100 Greatest Britons organized by the BBC in 2002.
You can freely download The Songs of Innocence and Experience from Project Gutenberg or listen in audio form from Librivox at the Internet Archive.

Immagine ingrandita / Larger Image

Ascolta / Listen to
The Tyger
Read by: Gord Mackenzie

The Tyger


Tyger ! Tyger! Burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame thy fearful symmetry?

In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare seize the fire?
And what shoulder, and what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? And what dread feet?

What the hammer? What the chain?
In what furnace was thy brain?
What the anvil? What dread grasp
Dare its deadly terrors grasp?

When the stars threw down their spears,
And water’d heaven with their tears
Did he smile his work to see?
Did he who made the Lamb make thee?

Tyger! Tyger! Burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye,
Dare frame thy fearful symmetry?

La Tigre
traduzione di G.Ungaretti


Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?

Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?

Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l’Agnello creò, creò anche te?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

Polina Voronova

https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSK_ZM3_qLS1_rJ8V8-nEUhf-oGfQ5LAC2i4wTV3lFlFhw72c8klpJtcm9MAw&s
Russian sound artist Polina Voronova creates shimmering tapestries that walk the fine line between pretty and mystical. Minimal and drone oriented, her compositions are often delicate and full are bell-like tones; a city of chimes and tuning forks.
The album is free available from the Excentrica netlabel in 320kbps MP3.

Download all album in from here.

Last Words

UPDATE 2023

This site no longer exists (a page tells: mylastemail.com is coming soon), but the idea is interesting

Welcome to mylastemail.com where we offer you special Online Memorial and Online Obituary services.

You can create an Online Memorial where you can leave an internet legacy of special messages for your friends, family and loved ones which they will receive after you have died. A legacy they can treasure forever.

With our Online Memorial service you can leave letters and photographs or a specially recorded video message. And at mylastemail.com your internet legacy can be accessed by friends and family across the world. Even when you have gone they will still be able to see and hear you.

Now you need never leave anything left unsaid.

The funniest thing is the slogan: Preparing Today for Tomorrow

Posted in Web

1 giugno 1967

cover
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band compie 40 anni. L’album venne messo in vendita in Gran Bretagna il 1 giugno 1967 e in America il giorno seguente, dopo un periodo di registrazione durato ben 129 giorni nello studio 2 della Emi equipaggiato con 2 Studer a 4 piste, equipaggiamento notevole per quei tempi, ma che appare assolutamente ridicolo oggi.
Oltre a una incredibile quantità di innovazioni artistiche e stilistiche, con questo album i Beatles (ma anche George Martin, produttore e Geoff Emerick, sound engineer) portarono molte novità tecniche. Dall’uso di wah-wah e fuzzbox, nuovo per i Beatles ma non in assoluto, a voci e strumenti passati attraverso al leslie, fino al direct input del basso. collegato direttamente al mixer invece che a un amplificatore con relativo microfono e all’utilizzazione del Dolby in registrazione per ridurre il rumore di fondo generato dal bouncing (il pre-mixer delle 4 piste di un registratore su una dell’altro per aumentare in numero delle sovraincisioni).
Altri effetti usati per la prima volta in questo album sono l’automatic double tracking (ADT), un sistema inventato nel 1965 dal tecnico Emi Ken Townshend, che produce automaticamente uno sdoppiamento (doubling) del suono con alcuni millisecondi di ritardo e il varispeed che consiste nel registrare varie piste a velocità leggermente diverse (si sente bene sul backing voice di Lucy in the Sky with Diamonds).
Infine, l’album originale (ovvero, non in edizione americana) finisce con alcuni secondi di un tono a 15 kilohertz, suggerito da Lennon e secondo le sue parole, “especially intended to annoy your dog”, che portava la gente a chiedersi perché al termine del disco il cane abbaiasse sempre, seguito da un loop senza fine di voci, risate e vari rumori che venne spesso interpretato come un messaggio segreto. In realtà, anche ad una attenta analisi, l’unica frase che si distingue è quella di una voce accelerata che dice “never could see any other way”.
Il collage in copertina venne ideato dall’art director Robert Fraser, un artista inglese di una certa rilevanza negli anni ’60, e progettato dall’artista pop Sir Peter Thomas Blake (per sole 200 sterline). Dalla lista originale di 65 personaggi (+ 2 * 4 Beatles), vennero poi epurati: Cristo (la dichiarazione di Lennon sulla popolarità dei Beatles superiore a quella di Cristo aveva già prodotto abbastanza guai), Gandhi, per non avere noie con il mercato indiano e il comico Leo Gorcey che aveva chiesto £ 500 per l’uso della sua immagine. Anche Adolf Hitler era presente in alcune immagini, ma venne coperto nella foto finale, spostandolo dietro le immagini dei Beatles. La lista completa dei personaggi, tratta da wikipedia, è (dall’alto al basso)

Top row:

  1. Sri Yukteswar Giri (guru)
  2. Aleister Crowley (occultist)
  3. Mae West (actress)
  4. Lenny Bruce (comedian)
  5. Karlheinz Stockhausen (composer)
  6. W. C. Fields (comedian/actor)
  7. Carl Gustav Jung (psychologist)
  8. Edgar Allan Poe (writer)
  9. Fred Astaire (actor/dancer)
  10. Richard Merkin (artist)
  11. The Vargas Girl (by artist Alberto Vargas)
  12. Leo Gorcey (actor) (removed)
  13. Huntz Hall (actor)
  14. Simon Rodia (designer and builder of the Watts Towers)
  15. Bob Dylan (singer/songwriter)

Second row:

  1. Aubrey Beardsley (illustrator)
  2. Sir Robert Peel (British Prime Minister)
  3. Aldous Huxley (writer)
  4. Dylan Thomas (poet)
  5. Terry Southern (writer)
  6. Dion (singer)
  7. Tony Curtis (actor)
  8. Wallace Berman (artist)
  9. Tommy Handley (comic)
  10. Marilyn Monroe (actress)
  11. William S. Burroughs (writer)
  12. Sri Mahavatar Babaji (guru)
  13. Stan Laurel (comedian/actor)
  14. Richard Lindner (artist)
  15. Oliver Hardy (comedian/actor)
  16. Karl Marx (political philosopher)
  17. H.G. Wells (writer)
  18. Sri Paramahansa Yogananda (guru)
  19. Sigmund Freud (psychologist) – barely visible below Bob Dylan
  20. Anonymous (wax hairdresser’s dummy)

Third row:

  1. Stuart Sutcliffe (artist/former Beatle)
  2. Anonymous (wax hairdresser’s dummy)
  3. Max Miller (comedian)
  4. The Petty Girl (by Artist George Petty)
  5. Marlon Brando (actor)
  6. Tom Mix (actor)
  7. Oscar Wilde (writer)
  8. Tyrone Power (actor)
  9. Larry Bell (artist)
  10. Dr. David Livingstone (missionary/explorer)
  11. Johnny Weissmuller (swimmer/actor)
  12. Stephen Crane (writer) – barely visible between the hand above Paul McCartney’s head, and the next head to the right
  13. James Dean (actor) – right above the wax Mccartney’s head
  14. Issy Bonn (comedian) – his hand is above McCartney’s head
  15. George Bernard Shaw (playwright)
  16. H.C. Westermann (sculptor)
  17. Albert Stubbins (soccer Player)
  18. Sri Lahiri Mahasaya (guru)
  19. Lewis Carroll (writer)
  20. T.E. Lawrence (“Lawrence of Arabia“)

Front row:

  1. Wax model – Sonny Liston (boxer)
  2. The Petty Girl (by George Petty)
  3. Wax model – George Harrison
  4. Wax model- John Lennon
  5. Shirley Temple (actress and diplomat)
  6. Wax model – Ringo Starr
  7. Wax model – Paul McCartney
  8. Albert Einstein (physicist)
  9. John Lennon
  10. Ringo Starr
  11. Paul McCartney
  12. George Harrison
  13. Bobby Breen (singer)
  14. Marlene Dietrich (actress/singer)
  15. Gandhi (Indian Leader) (removed)
  16. Tin Tan (Mexican Actor) (Changed )
  17. Legionnaire from the Order of the Buffalos
  18. Diana Dors (actress)

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