Così come la scala in semitoni, la scala
in deciBel è nata proprio per
ovviare a questa situazione e rendere lineare ciò che in natura non lo
è. Come quella in semitoni, infatti, la scala in deciBel è basata sui
rapporti:
6
dB
corrispondono a una ampiezza fisica doppia
Quindi il volume di un suono a 66 dB è fisicamente il doppio di uno a
60 dB.
Sentiamo qualche esempio.
Qui
abbiamo un suono che diminuisce di 6 dB (quindi del doppio) a ogni
ripetizione, mentre
qui diminuisce
più gradualmente, di 3 dB.
Per avere un'idea del valore dei dB, considerate che il nostro sistema
uditivo percepisce suoni che vanno da poco più di zero (in ambiente
MOLTO silenzioso) a circa 120 dB. Quest'ultima è la cosiddetta soglia
del dolore perché un suono a questo livello è effettivamente dannoso.
Va detto, però, che il sistema uditivo è in grado di difendersi dai
suoni molto forti. Un piccolo muscolo, infatti, irrigidisce il timpano
per difenderlo dalle vibrazioni troppo ampie, mentre un altro è in
grado di mettere leggermente fuori asse la catena degli ossicini
impedendo che le vibrazioni troppo forti si trasmettano totalmente alla
chiocciola. Di conseguenza, quando ci troviamo in un ambiente ad alto
livello sonoro, sentiamo decisamente meno.
Questo sistema, comunque, ha un tempo di reazione di 1/10 di secondo e
quindi non può fare niente contro i picchi improvvisi contro i quali
siamo totalmente indifesi. Questi ultimi sono particolarmente dannosi e
possono ledere il timpano, per cui ATTENZIONE ALL'ASCOLTO IN CUFFIA che
di per sè non è affatto dannoso, ma può esporre i timpani a improvvisi
e dolorosi sbalzi se non si fa attenzione. Quando vi mettete la cuffia,
a qualsiasi strumento o impianto sia collegata, ABBASSATE PRIMA IL
VOLUME E POI ALZATELO GRADUALMENTE FINO AL LIVELLO APPROPRIATO.
Torniamo ai dB. La tabella seguente vi dà un'idea del livello sonoro di
diversi suoni (le misure sono medie: per es. non tutte le auto fanno lo
stesso rumore).
Le curve isofoniche
Un altra cosa che complica la percezione della dinamica è il fatto che
il nostro sistema percettivo non funziona nello stesso modo su tutte le
frequenze. Sente molto meglio nell'area che va da circa 600 a circa
5000 Hz, che è l'area del linguaggio parlato, ma soprattutto sente
molto meno sulle frequenze basse. Questo accade perché il condotto
uditivo ha una lunghezza tale da provocare un'area di risonanza a circa
3000 Hz.
Di conseguenza il livello sonoro percepito non
corrisponde all'ampiezza fisica.
La figura seguente mostra le cosiddette
curve isofoniche
(elaborate da Fletcher e Munson e note anche con il nome dei due
ricercatori) che mappano la sensazione di livello sonoro effettivamente
percepito rispetto ai dB per le varie frequenze.
Si leggono nel modo seguente: supponiamo di volere un suono a 1000 Hz
con livello sonoro
percepito di 60 dB. Per sapere quale
ampiezza
fisica dovremo dare a questo suono perché venga
effettivamente percepito a 60 dB
- cerchiamo sull'asse orizzontale (in basso) i 1000 Hz (indicati
con 1k; k = kilo = 1000)
- andiamo verso l'alto fino a incontrare la linea etichettata con 60
- da qui andiamo verso sinistra fino a incontrare l'asse verticale
e leggiamo l'ampiezza in dB.
Eseguendo questo procedimento risulta che, per generare un suono a 1000
Hz con livello sonoro percepito di 60 dB, il suddetto suono dovrà avere
una ampiezza fisica di 60 dB.
Tutta questa fatica per avere un valore uguale? Sì, perche le curve
isofoniche sono tarate proprio sui 1000 Hz.
Ma adesso facciamo la stessa cosa per una frequenza a 100 Hz. Risulta
che, per generare un suono a 100 Hz con livello sonoro percepito di 60
dB, il suddetto suono dovrà avere una ampiezza fisica di circa 70 dB.
Attenzione, considerando che una differenza di 6 dB equivale al doppio,
questo vuol dire
più del doppio, quasi 3 volte tanto.
La differenza, in effetti, è drammatica e aumenta andando ancora più in
basso. Se scendiamo a 50 Hz, per percepire i nostri fatidici 60 dB,
dovremo andare a circa 85 dB che significa circa 4 volte il doppio,
cioè 16 volte. Ciò significa che, per sentire avere la sensazione di
1000 Hz e 50 Hz a pari volume (60 dB), la seconda dovrà avere una
ampiezza pari a 16 volte la prima.
Facendo musica si nota che i suoni bassi si sentono un po' meno, ma non
sembra che la differenza sia così grande. Questo dipende dal fatto che
gli strumenti sono pieni di meccanismi di compensazione, sia nella
regolazione della sensibilità dei tasti del piano, che nella grandezza
delle casse acustiche.
Adesso ascoltate