A new band in town

Categories: Confine, Duo
Comments: 3 Comments
Published on: 9 January 2008

non vorrei sembrare insistente, ma…

there’s a new band in town!

S.N.O.W.

S.N.O.W. è il risultato di improvvisazioni, viaggi nell’immaginario, dialoghi attraverso il suono, costruzione (elaborazione) di scenari aperti ad ogni possibile variazione, stratificazioni di idee o scarti improvvisi verso altri scenari e soluzioni. Ogni suono, ogni rumore è lo spunto per uno sguardo oltre il visibile, il reale.
L’improvvisazione è avventura, mistero e sorpresa, viaggio dentro e fuori di sé.
I titoli rappresentano ciò che noi abbiamo visto e vissuto attraverso il suono, ed è un suggerimento per chi si appresta all’ascolto, ma qualsiasi scenario è possibile, poiché le atmosfere, i timbri e i colori si prestano a molteplici e personali interpretazioni emotive.

Cliccate qui per il sito ufficiale e una volta arrivati sulla S.N.O.W. page, ascoltatevi pure il background, ma cliccate anche una delle lettere S.N.O.W. che portano alle pagine interne con ascolto integrale.

3 Comments
  1. Joyello says:

    Proprio oggio ho scritto un post su SNOW. :-)
    Due cose:
    a) Può un “archivista” come il sottoscritto avere una copia fisica del CD o esiste solo in quanto entità ascoltabile dal web?
    b) si riuscirà a sentirvi dal vivo, prima o poi? (nel caso mi prenoto per farvi da supporter) :-)

  2. Mauro says:

    Grazie del post.
    a) certamente, solo un po’ di pazienza. siamo indietro col packaging
    b) noi lo speriamo vivamente…

  3. max says:

    Ho ascoltato diverse volte il vostro cd, con grandissimo interesse. Mi piace molto, mi interessa il gioco improvvisativo fra strumento e live electronics, ma la cosa che forse più mi interessa è lo sviluppo formale dei brani, tematica che mi pare cruciale in un contesto improvvisativo. Avverto il decorso dei brani come molto interessante, coerente e forse la causa di tale qualità è la attenta gestione della ripetizione, tematica che è forse il problema centrale della musica da qualche secolo a questa parte. Io personalmente non amo la musica cosidetta “ripetitiva” (o che altri chiamano minimale, Steve Reich per intenderci), mi pare che abbiate risolto il problema (in questi casi il tranello “minimalismo” è appena dietro l’angolo…) con un gioco di stratificazioni piuttosto complesso. Forse sono queste alcune qualità che vi hanno permesso di elaborare decorsi piuttosto “lenti” – del resto la durata dei brani è spesso una durata “importante” – ma coerenti e interessanti, in una parola, riusciti. Per non parlare della ricchezza evocativa già sottolineato altrove.
    Mi raccontavi che la patch che usi è piuttosto ricca, e non lo metto certo in dubbio. Non credo sia possibile all’ascolto stabilire le vostre strategie di lavoro, ovvero quanto fa la chitarra (immagino anche lei ben “armata” dal punto di vista tecnologico) e quanto fa mister max/msp. Anche questa mi pare un bell’obbiettivo centrato.
    Bellissima anche la scelta del nome e dei titoli, e la grafica mi pare molto elegante: attendiamo con ansia l’oggetto fisico. Mi incuriosisce poi questa scelta di neve, ghiaccio, pioggia che ha poco di italiano, ha un sapore molto più nordico.
    Dunque, in sintesi, complimenti vivissimi, speriamo di sentirvi presto da vivo.

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