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18

Sep

c.v.d.

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.09.18.00.01.16 — Archiviato in: Informatica

Un po’ di tempo fa avevo espresso la mia sfiducia sull’apertura dell’iPhone e più precisamente sulla libertà di sviluppare software per il nuovo giocattolo Apple, considerando che, per scaricare il sistema di sviluppo, è necessario identificarsi e che, per espressa dichiarazione di Jobs, Apple si riserva il diritto di bloccare le applicazioni pericolose.

Bene, ora vediamo il significato di “pericoloso” in casa Apple perché abbiamo la prima applicazione per iPhone che è stata bloccata. Ed è un virus? Un malware in grado di cancellare dati dell’utente? Un worm capace di diffondersi via bluetooth?

No. Si tratta semplicemente di un software, chiamato Podcaster, che duplica la funzione di podcasting di iTunes. In altre parole, entra in concorrenza con iTunes. È semplicemente un software che fa le stesse cose di iTunes, ma, a detta del suo creatore, Fraser Speirs, le fa meglio.

E che sia stato bloccato per questo, non lo diciamo noi o Fraser Speirs, lo dice Apple;

Apple Rep says: Since Podcaster assists in the distribution of podcasts, it duplicates the functionality of the Podcast section of iTunes.

Almeno non si nascondono dietro un dito, ma ora l’utente iPhone non avrà alcuna possibilità di verificare se davvero Podcaster sia meglio di iTunes e così muore la concorrenza. Perché la concorrenza non è solo inventare qualcosa di nuovo. È anche fare qualcosa che qualcun altro fa già, ma farlo meglio o a minor prezzo. E non c’è nulla nell’agreement che si sottoscrive scaricando l’SDK che vieti di duplicare applicazioni già esistenti nell’iPhone.

In effetti, i duplicati in vendita su App Store sono parecchi: dalle calcolatrici ai calendari,  ad altre applicazioni che gestiscono i podcast, come Diggnation and Mobility Today. Ma allora perché Podcaster è stato bloccato? Forse perché ha una funzione che gli altri non hanno, cioè consente di scaricare i podcast sulla macchina, invece di ascoltarli soltanto.

Forse la vita mi ha reso malfidente, ma una corporation che lavori per l’interesse dei clienti devo ancora vederla.


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27

Jul

Le cose cambiano

Scritto da:Mauro Graziani @ 2008.07.27.01.44.27 — Archiviato in: Informatica

Infine, a un anno e mezzo dalla presentazione (gennaio 2007), l’iPhone è arrivato ufficialmente anche in Italia.

Considerando anche la coincidenza delle date, non posso fare a meno di pensare che, a 30 anni di distanza, nel 1977, la stessa persona, Steve Jobs, presentava al mondo un altro prodotto destinato a rivoluzionare le comunicazioni, il modo di lavorare e di divertirsi e cioè l’Apple II, il primo vero microcomputer di massa.

E non posso fare a meno di pensare a una grande differenza fra questi due prodotti. Il vecchio Apple II era aperto, in tutti i sensi. Chiunque ne avesse le capacità poteva programmarlo. Tutte le informazioni necessarie, compresa la mappa della memoria di sistema, erano stampate sui manuali e in effetti le vendite dell’Apple II cominciarono a schizzare quando alcuni programmatori indipendenti crearono le prime “killer application”, come Visicalc di Dan Bricklin (il primo foglio elettronico, 1979; dal sito di Dan Bricklin è possibile scaricarne liberamente una versione perfettamente funzionante (basta salvarlo come file VC.COM); Il programma occupa solo 27 Kb).
Ma l’Apple II era aperto anche dal punto di vista hardware. Si poteva aprire e smontare. I manuali contenevano lo schema della motherboard. Tutto era perfettamente visibile. Non c’erano segreti nell’Apple II. Più che un sistema, era una piattaforma che spingeva i programmatori a creare applicazioni e i tecnici hardware a fabbricare schede.

Al contrario, l’iPhone è chiuso. Non si può programmare. Soltanto Apple può cambiarne i contenuti via update remoto. Le sue funzionalità sono protette ed Apple ha già minacciato chiunque pensasse di sbloccare il codice originale per per farvi girare anche altre applicazioni. Alla fine qualcuno lo farà perché è una sfida, ma lo farà clandestinamente e soltanto pochi potranno beneficiarne.

La differenza essenziale è questa: mentre una volta tutto il mondo ha creato innovazioni per l’Apple II, ora soltanto Apple potrà innovare per l’iPhone. Il primo era generativo, il secondo, al massimo, è funzionale.

Apple II iPhone

Update

Mi è stato fatto giustamente notare che l’iPhone SDK, con tutto il necessario per programmarlo, è scaricabile gratuitamente da un apposito sito Apple.

Però “Free sign up as a Registered iPhone Developer required to download the iPhone SDK”

e praticamente vogliono sapere chi sei, compreso indirizzo fisico e email valida. Questo è quello che mi dà fastidio. Perché devo identificarmi anche solo per vedere come è fatto l’iPhone?


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9

Dec

iPod Utilities

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.12.09.23.30.16 — Archiviato in: Software, Tecnologia

Lifehacker pubblica una bella lista delle 20 utilities per sfruttare al massimo il vostro iPod. È tutto free software per muovere musica e video fra iPod e computer, fare backup/recovery, metterci video di vari tipi (anche da YouTube), consultare Wikipedia, sbarazzarvi di iTunes e altro…
__________________

With a new generation of iPods on the market this holiday season, your reliable old iPod may not seem as shiny as it once did. But with the help of third party applications and utilities, you can unlock tons of useful functionality you never knew was there and revive that aging iPod so it doesn’t look quite so bad next to its successors. Whether new or old, the following 20 iPod utilities from lifehacker can help you get the most from your iPod.


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25

Nov

Raptop computer

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.11.25.00.01.50 — Archiviato in: Informatica, Tecnologia

Torno da Riva del Garda e mi becco Man in Black II… Siamo ai passi…

Ecco una galleria di informatica steampunk (i giapponesi continuano a confondere la L con la R)

Non credo sia davvero funzionante, ma se lo fosse lo vorrei subito. La macchina da scrivere stile Naked Lunch è grandiosa. Quello sulla destra, sopra la trackball, è davvero un tasto morse. Altre foto qui.

E un iPod skin

Tastiere…


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16

Sep

iPod bloccati

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.09.16.00.01.26 — Archiviato in: Copyright, Tecnologia

Secondo questo sito, nuovi iPod hanno un codice (un checksum) crittografico che impedisce agli utenti di usarli con applicazioni di terze parti. La notizia è ripresa e confermata anche da Boing Boing.
Traducendo, questo significa che iTunes resta l’unico software capace di gestire un iPod. In soldoni, vuol dire che coloro che preferivano usare Winamp o qualche altro player per gestire l’iPod, con i nuovi modelli non potranno più farlo.
Con la nuova serie, il nuovo Nano, il Classic e l’iTouch, soltanto iTunes è in grado di accedere alla lista dei brani e alle playlist, mentre gli altri player vedono zero file.
Questo però significa anche che gli iPod non potranno più essere utilizzati con sistemi operativi su cui non esiste iTunes, primo fra tutti Linux.
Ma notate che tutto ciò non ha niente a che fare con la pirateria. Serve piuttosto a limitare le scelte di chi acquista un iPod.
La cosa potrebbe sembrare assurda: considerato che questo taglia fuori gli utenti Linux, Apple spende del denaro in ingegnerizzazione per eliminare alcune funzionalità dell’apparecchio e limitare il numero dei potenziali clienti.
Perché lo fa? Una prima spiegazione è evitare che i suoi competitors possano costruire dei software che possano caricare in iPod dei brani che non provengono da iTunes. Ora che parecchie major del disco iniziano a vendere brano senza protezione (DRM), si impedisce agli utenti di acquistare i brani ovunque e caricarli nell’iPod e in pratica questo significa legarli a iTunes.
Inoltre Apple introduce queste restrizioni con il Digital Millennium Copyright Act dalla sua parte, per cui eludere questa protezione è un atto illegale.
È un po’ come vendere un’auto che funziona solo con una determinata marca di benzina, quando sul mercato ne esistono di più economiche e soprattutto senza restrizioni.
Questo gioco è stato fatto altre volte: una azienda lancia un prodotto che ha successo e conquista una solida posizione sul mercato. Poi, quando le altre aziende reagiscono con prodotti più innovativi o a prezzi inferiori, introduce limitazioni per legare a sé almeno gli utenti che ha.
In questo gioco, quelli che pagano il prezzo maggiore sono, come accade spesso, gli utenti. Costoro, poi, reagiscono a quella che considerano una ingiustizia e qualcuno fabbrica un crack e questo è illegale.


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22

Jan

iGod

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.01.22.02.10.36 — Archiviato in: Informatica, Tecnologia

iGod

Quale sarà il prossimo prodotto Apple?
Tutte le ipotesi sul prossimo parto della fervida mente di Jobs e collaboratori in questo esilarante concorso (scrollate in giù).
Dall’iPiano, che ovviamente ha un solo tasto e un solo pedale per non confondere gli utenti, all’iGun (che spara solo iBullets), fino all’iGod (in figura).
E che ne direste di una bara griffata Apple? Si chiama iDied :-D.


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4

Jan

iPod Building

Scritto da:Mauro Graziani @ 2007.01.04.01.14.37 — Archiviato in: Architettura

iPad

Dubai-based real estate firm Omniyat Properties plans to construct a tall building in Dubai modeled after the Apple iPod. The name of the 24-story tower: iPad. Architects James Law Cybertecture International will design, and the structure will sit over a six-degree-angled “docking station,” just as the ipod does on its docking station.

Doveva succedere.
La Omniyat Properties, società costruttrice di immobili, dovrebbe costruire a Dubai un edificio, progettato dagli architetti della James Law Cybertecture International con un look ispirato all’iPod.
L’edificio di 23 piani si chiamerà iPad e avrà una inclinazione di circa 6 gradi, uguale a quella che l’iPod assume nella sua docking station. Spero almeno che i pavimenti siano dritti.
Comunque, io lo trovo carino.
Mi chiedo solo quanto ci vorrà prima che qualcuno progetti l’iCar (auto piatta in cui i passeggeri stanno distesi come sardine).

from Salatti.net (in cui trovate altre immagini) via Boing Boing


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3

Nov

iPod? No, iPorn

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.11.03.04.17.10 — Archiviato in: Musica, Tecnologia

Aggiornamento al post precedente.
iBuzzAudi Oh

Dietro segnalazione di max, che mi ha indicato il primo (poi, con qualche indagine, ho trovato anche il secondo), devo ricredermi.
Questi sono gli accessori per iPod che vincono il premio e finalmente elevano l’utilità marginale di quell’oggetto, dandogli anche una veste un po’ sexy.
Quello a sinistra si chiama banalmente iBuzz. Prodotto da Love Labs, costa 35 sterline (€ 52). L’altro, più opportunamente, Audi-Oh. Costa $ 69.95 (€ 55).
Naturalmente avete già capito cosa sono. D’altra parte, per anni l’industria del porno è stata un settore trainante per l’innovazione mirata alla distribuzione di contenuti via internet e, parafrasando McLuhan, il Medium è il Massaggio.
Entrambi gli oggetti vibrano a tempo di musica. Sarebbe interessante collaudarli con vari generi…


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3

Nov

iPod al cesso

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.11.03.00.10.32 — Archiviato in: Musica, Tecnologia

iCarta

PC Magazine ha pubblicato la classifica dei più strani/assurdi accessori per iPod esistenti.
Per me, non c’è discussione. Nonostante non sia citato da PC Magazine, il vincitore è iCarta, un dispenser di carta igienica con docking per iPod, due piccoli altoparlanti e collegamento per la ricarica.
Secondo i produttori, l’oggetto “dà un significato completamente nuovo alla frase ‘rock ‘n’ roll’”. Questo gadget costa $ 99, cioè € 77.58 al cambio attuale.

Non un gadget, ma molto utile è anche questa pagina che descrive con chiarezza cosa fare se l’iPod vi cade nella tazza del cesso (con tanto di disgustosa animazione).


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8

Aug

8 idee per un iPod nano

Scritto da:Mauro Graziani @ 2006.08.08.01.10.14 — Archiviato in: Letteratura, Multimedia, Tecnologia

In realtà l’idea è una sola: uccidere qualcuno.
Non c’è niente di strano. Alzi la mano chi, mentre cercava di parlare con qualcuno con addosso iPod e cuffiette, non ha pensato di strapparglielo e farglielo mangiare.
Ora la rivista letteraria McSweeney, divenuta ormai quasi leggendaria per aver ospitato scrittori come David Foster Wallace, Rick Moody, Jonathan Lethem, Zadie Smith, William Vollmann così come corrispondenze epistolari con Unabomber e reportage sul secessionismo hawaiano, ci delizia con un pezzo di Keving Fleming il cui titolo è tanto diretto quanto interessante: EIGHT WAYS TO KILL SOMEONE BY USING AN IPOD NANO, ACCORDING TO EX-MARINE BRAD COLLUM.
Wow! Finalmente un utilizzo costruttivo di quell’oggetto. In sintesi, i suggerimenti sono (NB: questa non è una traduzione, solo un riassunto commentato; i miei commenti sono tra parentesi e in italico):

  1. Spezzarlo a metà con le mani e usare una scheggia tagliente del vetro per tranciare la giugulare della vittima (semplice e diretto ma bisogna avere coraggio e poi tutto quel sangue…)
  2. Togliersi un calzino, metterci dentro l’iPod, roteare il calzino come una fionda e colpire il bersaglio sulla tempia (mmmm… c’è il forte rischio che non muoia, poi bisogna finire il lavoro)
  3. Usare la parte riflettente per sparare un raggio di sole negli occhi del pilota di un veicolo (se la macchina poi va giù dal viadotto o fa un frontale potrebbe essere il delitto perfetto, ma è maledettamente difficile da fare)
  4. Il cavo delle cuffiette può essere utilizzato per strangolare la vittima. Un ginocchio sulla schiena, aiuta (molto buono, ma bisogna essere dei duri)
  5. Scavate una fossa profonda circa 1.5 metri. Prendete un quindicina di pali di circa 5 cm di diametro e 1 m di lunghezza. Appuntiteli ben bene a una estremità e piantateli nella fossa, punta in su. Mascherate adeguatamente la fossa e posate nel mezzo l’iPod (buono; si vede che il consulente è un ex marine, chissà quanti commilitoni ha visto caderci in Vietnam)
  6. Aprite una bustina di the e mettete il contenuto in un piatto. Rompete la batteria al litio e cospargete il the con il veleno contenuto nella batteria. Asciugate il the al sole e rimettetelo nella bustina. Fate in modo che la vittima la usi (capolavoro! ma funziona?)
  7. Scaricate nell’iPod “We’ve Only Just Begun” dei Carpenters. Poi dite alla vittima che, se riesce ad ascoltarla in loop 100 volte, avrà l’iPod in regalo (conosco i Carpenters, ma non ricordo questa canzone; qualcuno mi illumini)
  8. Nascondete l’iPod in una ciotola di lutefisk (piatto tradizionale nordico fatto di stoccafisso e lisciva; sì, proprio lisciva; guardate qui). Poi portatelo all’annuale gara di divoratori di lutefisk in Madison, Minnesota (immaginifico, ma non può funzionare: se quelli digeriscono il lutefisk, digeriscono anche l’iPod)

Ve ne viene in mente qualcun altro?

Trovate l’originale qui.


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